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Rodolfo Lollini

Rodolfo Lollini

Ebbene si. Ci siamo arrivati anche noi. Ci abbiamo messo un po’ di tempo. Con l’occasione chiediamo scusa per l’articolo dell’inverno scorso, dove “denunciavamo” la presenza del pulmann delle giovanili interiste sulla pista di atletica di Peschiera Borromeo (MI). A quei tempi il nostro interlocutore, tirato in ballo dal pezzo pubblicato, cercò invano di farci ragionare. Senza successo.

La realtà è che non avevamo capito niente. Quel nastro colorato in marrone o azzurro che delimita i campi del dio calcio, serve solo a far posteggiare i pullman dei pedatori. Mezzi che alla fine del match possono avvicinarsi il più possibile agli spogliatoi, onde evitare ulteriori sforzi agli atleti, come ben mostrato da queste immagini che ritraggono il Torino FC. Così facendo, con pochi passi e senza distogliere lo sguardo dal telefonino, i ragazzi possono stravaccarsi a bordo. Nessuna ragione di ordine pubblico. In questo caso, come l’anno passato, si parlava di partite a livello giovanile, con poche presenze in tribuna.

E badate bene, se durante le nostre manifestazioni podistiche, veniamo ammessi in questi templi dello sport e talvolta ci è anche gentilmente concesso di giocare su questi nastri con le righe, facciamo attenzione a come ci muoviamo. Che non ci venga in mente di calpestare il sacro prato all’interno dell’ovale, pena la scomunica per questa azione sacrilega.

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Per la sesta edizione del Valtellina Wine Trail, il comitato organizzatore ha scelto di uscire dalla valle per la conferenza stampa di presentazione. La cornice scelta è prestigiosa, la sede centrale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dove di certo non mancano ambienti bellissimi e ricchi di storia. La sala biblioteca Negri da Oleggio, dove si riunisce anche il senato accademico, è senza dubbio fra questi.

Autorevole la lista dei relatori intervenuti, tra cui: Francesco Casolo (Referente Corsi di Laurea Scienze Motorie e dello Sport Università Cattolica di Milano), Martina Cambiaghi (Assessore Sport e Giovani Regione Lombardia), Fabio Molinari (Dirigente Ufficio Scolastico Territoriale di Sondrio), Marco Scaramellini (Sindaco di Sondrio) e Marco De Gasperi, il sei volte campione del mondo di corsa in montagna che fa parte del comitato organizzatore.

Presenti a Milano anche i rappresentanti dei principali sponsor, tra cui il Charity Partner Fondazione Opera Don Bosco, con Stefano Arosio che ha dato la parola anche a chi Vi scrive, per parlare di “Gran Criterium Internazionale”, il mio libro sulla corsa, i cui proventi sono interamente destinati a questa Onlus e che fino ad ora ha già incassato oltre 12.000 euro. Il libro è stato inserito nel pacco gara del Wine Trail, con l’obiettivo di raccogliere altri fondi, stavolta per la missione di Macallè. Grazie ad un accordo con IVECO i ragazzi della missione saranno preparati per diventare dei meccanici in grado di dare assistenza tecnica ai mezzi pesanti che circolano in Etiopia.

Questa kermesse, disegnata tra i vigneti, i filari e le più rinomate cantine di Valtellina, sabato 10 novembre si presenterà con un format ancora più bello e accattivante. Accreditati 2500 concorrenti da 28 differenti nazioni, con pettorali già esauriti da tempo e richieste pressoché doppie, ma in Valtellina si vuol fare qualità e non quantità. Per far vivere un’esperienza unica ai concorrenti sui terrazzamenti più celebri della provincia di Sondrio. Come di consueto saranno tre le distanze previste: 42, 21 e 12 chilometri a cui si aggiungerà una non competitiva di 3,5 chilometri al giovedì, riservata agli studenti. Programma alla mano, i primi a prendere il via dall’abitato di Castione Andevenno saranno i runner della 12 chilometri. Qui, come lo scorso anno, confermata la doppia formula agonistica e amatoriale per dare a tutti la possibilità di vivere l’evento da protagonisti. Posticipato alle 14 lo start della maratona e della mezza per correre le fasi finali di entrambe le prove nella penombra, con le luci frontali accese. Apprezzare i colori delle vigne nel loro massimo splendore ed un tramonto infuocato sui vigneti è il nuovo grande regalo che gli organizzatori hanno voluto fare ai concorrenti di questo trail.

Giovedì, 20 Settembre 2018 22:55

Led Night Run ad Uboldo: chi ci capisce è bravo

Sabato 15 Settembre ad Uboldo (VA) si è svolta la prima edizione della Led Night Run. Ad aggiudicarsi la gara è stato Andrea Soffientini (Azzurra Garbagnate), col tempo di 32’34” mentre in campo femminile vittoria di Silvia Marinoni (Cantù Atletica) in 38’10”.

Non conosciamo il numero dei non competitivi, ma la gara agonistica, al sito FIDAL Lombardia riporta solo 52 classificati e fra di loro non risulta Daniele Giudici (AVIS Seregno) che ci ha fatto pervenire questa testimonianza:

“Sabato sera io e la mia ragazza Silvana Novara siamo andati ad Uboldo. Io mi sono iscritto con grande entusiasmo a questa nuova gara competitiva FIDAL di 10 km! Silvana invece alla 5 km non competitiva. La partenza viene data da un giudice FIDAL che alza un braccio, fa partire il conto alla rovescia dal 5 e lo abbassa per il via! I non competitivi, piazzati dietro di noi, sarebbero dovuti partire 5 minuti dopo, ma nessun organizzatore ci divide o li ferma e tutti seguono a ruota la nostra partenza. Parto bene e i primi 3 km li tengo tra il 3'30" e 3'40". Davanti a me ho 11 atleti! Vengo raggiunto e affiancato da Brambilla, un ragazzo della non competitiva che conosco. Arriviamo assieme al km 3,9 alla fine di Via per Origgio, ad un bivio totalmente sguarnito di presidio.Non c’è nessuno che ci indichi dove andare. Proseguiamo, ma con nostra sorpresa, meno di 500 metri dopo, passiamo già all'intermedio del 1° giro in 15'26". Resomi conto del probabile errore di percorso proseguo, ma rallento vistosamente il passo per farmi raggiungere e superare da quelli che prima dell'errore erano davanti a me. Come dicevo prima sono circa 10/11 persone, ma da dietro arrivano solo i 3/4 della testa della corsa e nessun altro. Mi viene allora il sospetto che anche gli altri abbiano involontariamente tagliato e che i 3 o 4 abbiano invece corso sul tracciato giusto, in quanto preceduti dalla moto apripista. Al traguardo mi fermo subito prima del tappeto per non far scattare il chip e faccio presente ai giudici FIDAL che vorrei stare fermo 2 minuti per pareggiare il taglio involontario prima di oltrepassare il traguardo. Mi viene detto di non preoccuparmi e di venire avanti. Spiego ancora bene dell'incrocio non presidiato, che nei primi 2/3 km avevo davanti a me 10/11 concorrenti: vengo inserito al 12° posto assoluto e 2° di categoria SM40. All'arrivo molti altri atleti si lamentano di errori e disorganizzazione nel percorso! C'è una gran confusione e si mormora anche che forse la gara potrebbe essere annullata! Trovo Silvana e incredibilmente mi racconta che ad un certo punto, su un rettilineo in cui non c'era nessuna indicazione di svolta, vede passare in fondo alla strada, nella via perpendicolare, dei runners, che evidentemente stavano correndo su un percorso diverso dal suo. Raggiunta la fine della strada chiede quindi indicazioni al ragazzo del servizio presidio strada/percorso, il quale le spiega che in effetti era sul percorso sbagliato in quanto circa 100 metri prima avrebbe dovuto svoltare a destra. Al che lei gli fa presente che non c'era alcuna indicazione di svolta e lui gli risponde che era vero in quanto a quella svolta avrebbe dovuto esserci lui a dare indicazioni, ma che si era spostato per andare ad aiutare un collega che aveva avuto problemi con un'auto sul percorso, lasciando la svolta completamente sguarnita. Dopo circa mezz'ora però iniziano le premiazioni e con mio stupore e rammarico, nella mia categoria SM40 viene chiamato un altro al mio posto. Anche un altro vincitore di categoria viene ignorato! Lo facciamo presente e ci vengono dati frettolosamente senza spiegazioni due sacchetti premio non assegnati per la mancanza di atleti e atlete! Scopro solo in seguito, guardando le classifiche on-line, che i primi 8 del 1° giro intermedio, tra cui il sottoscritto, sono stati tutti squalificati! E tutto perchè in via per Origgio non era presente nessuno che ci indicasse il percorso corretto! Mi chiedo il senso di organizzare una gara ufficiale FIDAL per cosi pochi partecipanti (un centinaio tra competitivi e non!) senza neanche avere le capacità e le competenze di gestire un percorso cittadino di così breve lunghezza! Sabato sera dopo la gara ero molto arrabbiato, ora a freddo rimane il rammarico e la delusione per quella che avrebbe dovuto essere una nuova e luminosa manifestazione e che invece si è rivelata un'occasione mancata! Peccato!”

Ovviamente siamo a disposizione per pubblicare un’eventuale risposta da parte del comitato organizzatore. Facendo luce sull’accaduto, anche per giocare col nome della gara.

Si, lo sappiamo, ci stiamo avventurando in un campo minato, quello dei confronti tra atleti di periodi diversi. Da ex cestista, allenatore ed ancora grande appassionato di basket, ho visto amicizie “rovinate” per giudizi contrastanti su Michael Jordan e LeBron James. Con seguaci di Larry Bird e Magic Johnson a compatire i due litiganti, rimpiangendo i bellissimi ed irripetibili vecchi tempi ;-)

Però vogliamo provare a convincerVi di questa affermazione, cercando di tenere alla larga simpatie o sentimentalismi, semplicemente considerando tre parametri, ovvero le vittorie in carriera, i titoli conseguiti insieme al supremo giudice, ovvero il cronometro.

Vittorie in carriera - 91% ovvero dieci vittorie su undici gare disputate. E l’unica volta che non ha vinto è arrivato secondo. Una sentenza. Vederlo sulla linea di partenza crediamo sia un brutto colpo anche per gli avversari più coriacei. OK, ma che gare ha vinto? Tre volte a Berlino, altrettante a Londra e poi Chicago, Rotterdam ed Amburgo. Più alle olimpiadi. Insomma, mica le gare di paese. Tranne Rotterdam ed Amburgo si tratta di World Marathon Major ovvero il circuito delle sei 42km più importante al mondo, di cui fanno parte anche New York, Boston e Tokyo. Un po’ come se parlassimo dei tornei tennistici del Grande Slam.

Titoli conseguiti -  Oltre alle 7 precitate Major Marathon, ha vinto ai giochi olimpici. Solo quest’ultimo titolo basta ed avanza in quanto ad oggi non esiste altra gara più prestigiosa che un olimpiade e se questo vale per tutti gli sport, l’assunto ha maggiore valore nell’atletica leggera ed ancora di più in questa disciplina. Poi in realtà il ragazzo avrebbe anche vinto un titolo mondiale sui 5000 metri, ma questo non va preso in considerazione in quanto è solo di maratona che vogliamo parlare. Un discorso che tenga conto anche della pista diventerebbe più complesso e ci sarebbero altri più meritevoli contendenti. Ah, per la cronaca Kipchoge, allora imberbe diciottenne, in quella gara del 2003 fece fuori due emeriti pipponi come Hicham El Guerrouj e Kenenisa Bekele…

Cronometro - Del record di domenica, 2h01’39”, ci ricordiamo bene, ma se guardiamo i tempi di tutte le sue maratone, ad esclusione di quella olimpica, ma lì contava solo vincere, rileviamo quanto segue:

2013: Amburgo 2h05'30" - Berlino 2h04'05"

2014: Rotterdam 2h05'00" – Chicago 2h04'11"

2015: Londra  2h04'42" - Berlino 2h04'00"

2016: Londra  2h03'05" – Rio de Janeiro 2h08’44”

2017: Berlino  2h03'32"

2018: Londra  2h04'17" - Berlino 2h01'39"

Impressionante. Mai sopra le 2h05’30”. Più volte molto vicino al record mondiale e nel 2017 ricordiamoci l’esibizione non valida, ma pur sempre di notevole spessore a Monza, con il famoso 2h00’24” non omologato.

Insomma, noi ci siamo schierati: Eliud Kipchoge è il miglior maratoneta di tutti i tempi, crono e palmares alla mano. Se concordate o avete altri candidati, scriveteci.

Doveva essere una festa del running la Medellin Flowers Marathon, disputata domenica scorsa nella città colombiana. Circa 15.000 atleti a competere su quattro distanze in quella che è la più vecchia manifestazione podistica nazionale. Ed invece è successo di tutto. In negativo. Un partecipante che muore per infarto, un’altra runner vittima di un ictus e ci piacerebbe conoscere quali norme sanitare e che certificati sono necessari per gareggiare nel paese sudamericano. Purtroppo la lista non finisce qui. E dall’ordinario, perché purtroppo quelli che Vi abbiamo descritto fino ad ora sono eventi tragici, ma purtroppo ricorrenti, passiamo ad un caso più unico che raro. Domenica la vittima più famosa è stata Joseph Kiprono. L’atleta keniano, già vincitore della manifestazione, è stato investito da un’autovettura che aveva forzato uno dei blocchi stradali che delimitavano il percorso. Come potete immaginare, Kiprono non viaggiava nelle retrovie, ma era in testa alla gara! Per lui sembrerebbe non ci siano fratture, benché risulti ancora in ospedale per ulteriori accertamenti. Il malcapitato era a meno di due chilometri dall’arrivo e probabilmente pregustava già il successo, poi andato a Daniel Muindi, anche lui di nazionalità keniana. Ai confini della realtà.

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Sabato 15 settembre, in un assolato e caldo pomeriggio di settembre, circa 300 podisti si sono incontrati a Pregnana Milanese per correre sui sentieri che si snodano tra Pregnana e le aree del Bosco WWF di Vanzago.

Il nome della gara deriva dal fatto che i runner-ran della zona si trovano ogni martedì e giovedì alla fontana. Poi il gioco tra la pronuncia inglese del termine run, corsa e la definizione milanese di rane ha fatto il resto.

Quest'anno i Run della Fontana hanno ritagliato, da quello che sarà un tracciato podistico permanente, il percorso di 3 Km senza barriere architettoniche su cui si sono cimentati, tra gli altri, i ragazzi di Arcobaleno Onlus che hanno suscitato tanta emozione a chi si è soffermato ad applaudire gli atleti. Come ci ha confessato Stefano Cislaghi: “L'idea del percorso protetto ci frullava in testa da qualche tempo e alla fine ci abbiamo provato. All’Associazione Arcobaleno Onlus che si occupa di creare momenti ricreativi per diversamente abili e per le loro famiglie, sarà destinata la nostra donazione, che come sempre è una quota parte di quanto raccogliamo con le iscrizioni”.

La 5 e la 12 Km hanno invece preso la via del bosco, regalando a chi ci ha corso scorci e panorami bucolici, ma anche un percorso a tratti duro e tortuoso a tratti filante e veloce. Fabio Pessina (46’28”), Enea Cassani e Massimo Bongini si sono dati da subito battaglia per terminare sul podio nello stesso ordine. Stessa cosa dicasi per  Cristina Guzzi (55’12”), Cinzia e Janna.

I “Run della Fontana” danno l’arrivederci al 2019 per la sesta edizione. Nel frattempo invitano tutti, domenica prossima 23 Settembre a partecipare con gli amici di Vanzago alla prima VanzaGO Run (http://vanzagorun.strikingly.com/) perché, come giustamente affermano, “i nostri boschi sono belli!”

Ieri a Berlino Eliud Kipchoge non solo ha stabilito un nuovo record mondiale. Ha anche disintegrato il precedente. Chi corre sa bene come ripetere una prestazione sia difficile, come superarla, anche per pochi secondi, molto dura. Ebbene in questo caso il miglioramento è stato di ben 78 secondi. Un’enormità. Andando a scorrere la storia del primato, per trovare un miglioramento superiore al minuto è necessario tornare indietro di oltre cinquant’anni. Era il 3 Dicembre 1967 quando a Fukuoka, in Giappone, l’australiano Derek Clayton fermò le lancette, ai tempi c’erano ancora, sul crono di 2h09’36”. Primato precedente 2h12’ netti. Però erano altri tempi e non è solo un modo di dire.

Ricordiamo che il trentatreenne keniano era stato anche il protagonista di quella splendida operazione di marketing chiamata “Breaking 2” che aveva avuto luogo il 6 Maggio del 2017 a Monza. Sia chiaro, in quella occasione non c’era stato solo del fumo, ma anche un buon arrosto, perché correre in 2h00’24” una maratona, non era cosa facile, seppure col contributo di un auto che regalava una bella scia, numerose lepri fino all’ultimo chilometro ed altri aiuti minimi, ma sempre fuori regolamento come i rifornimenti volanti. Da allora però, tornati alle gare ufficiali ed omologate, di miglioramenti non se n’era vista l’ombra, ne da parte sua che da parte di altri atleti che facevano parte di quel progetto.

Poi il botto nella capitale tedesca con 2h01’39”, ed allora sarebbe bello capirne le cause. Quanto è dipeso dai tanto decantati nuovi materiali? Quanto da nuove tecniche di allenamento? Giorgio Rondelli, dalle colonne della rosea, sostiene che il nuovo recordman, più che per una maratona si sia allenato come per un diecimila, ovviamente con le dovute proporzioni. Però con tante ripetute da un chilometro ma anche quattrocento metri. Ovviamente a ritmi mostruosi e numeri elevati. Anche 15 sui mille e fino a 20/25 per il giro di pista. Velocità tra i 2’40” ed i 2’50” al chilometro che se uno non ci pensa sembrano andature esagerate, ma se si vuole tenere la media di 2’53” per 42 maledetti chilometri, sono l’unica risposta possibile. Se ci siano anche altri metodi di allenamento, situazioni legate ai bioritmi (a Monza si parlò anche di questo) o altro ancora, di lecito sia ben chiaro, purtroppo non ci è dato di saperlo.

Dai Eliud, dicci qual è il tuo segreto. Nel frattempo ancora tanti complimenti. Malgrado fossi già a ritmo record, sei stato capace anche di un notevole “negative split” tra la prima e la seconda parte della gara. Prima mezza in 61’06” e seconda parte in 60’03”. Semplicemente mostruoso.

Domenica, 16 Settembre 2018 22:06

Lonato del Garda (BS) – XIX° Miglio di Lonato

Se qualcuno pensa che la definizione “Bel Paese” non sia appropriata per la nostra nazione, gli suggeriamo caldamente di farsi un giro a Lonato. Una bellissima cittadina che forse non tutti conoscono, ricca di storia e di monumenti. A dimostrazione di come l’Italia sia ricca di interessantissimi centri meno rinomati che meriterebbero una visita. L’ottava tappa del Club del Miglio ci porta qui ed è un piacere correre nella Piazza Martiri della Libertà.

Si parte da un lato e la si attraversa tutta, in leggera salita, per uscire dalla via più vicina al bel Palazzo Comunale. Di fronte all’edificio una colonna marmorea con il Leone di San Marco che ci ricorda l’appartenenza del territorio alla Repubblica di Venezia. Usciti dalla piazza, di fronte alla Torre dell’orologio, il mio monumento preferito, si gira a destra per circa 200 metri di discesa abbastanza decisa. Un’altra curva a destra permette di costeggiare l’isolato della chiesa dedicata a San Giovanni Battista che grazie anche alla sua ampiezza ed a una cupola alta 60 metri per 20 di diametro, negli anni ottanta è stata elevata alla dignità di Basilica da Papa Giovanni Paolo II. Ma torniamo al percorso. Dopo un altro tratto in discesa anche se leggera, con due curve secche e relative viuzze in salita, si ritorna alla partenza. Il giro è di 500 metri abbondanti e quindi per raggiungere la distanza del miglio è necessario passare dalla piazza per tre volte. La stessa dove nel 1796 sfilò Napoleone, dopo averle date di santa ragione agli austriaci.

Ottima l’organizzazione dell’Atletica Lonato, ben coadiuvata dai Giudici di Gara della FIDAL  Brescia che hanno messo a disposizione anche i chip di rilevamento del tempo. Questo ha permesso una rapida identificazione degli atleti che appena terminata la prova potevano vedere a computer il tempo realizzato e le posizioni in classifica assoluta e di categoria. La risposta dei partecipanti, nell’ordine delle duecento unità complessive, è stata buona e tra i migliori tempi segnaliamo il 4’39” di Massimo Pellegrini (Atletica Brescia Marathon) ed il 5’17” di Clara Faustini (FO Running Team). Crono che comunque vanno registrati tenendo conto del percorso nervoso e caratterizzato da impegnativi saliscendi che non hanno fatto mancare sorprese, con più di un favorito della vigilia che è stato battuto sul campo. Per tutti i risultati, potete cliccare qui.

Per le ultime due tappe del circuito si ritorna alla precisione della pista. Prossimo appuntamento il 6/10 in Valtellina, dove a Chiavenna (SO) si disputerà il II° Miglio della Brisaola.

Il giorno della distribuzione dei cervelli, non tutti si sono svegliati per tempo. Purtroppo qualcuno non aveva puntato la sveglia, oppure l’apparecchio non ha suonato. Così, quando si è presentato al luogo prestabilito, i cervelli erano esauriti. Questi ritardatari allora hanno fatto gruppo e deciso di comprare della materia grigia su internet. Purtroppo i cervelli sani sono merce rara ed inoltre i malcapitati non avevano una grossa disponibilità finanziaria. Alla fine hanno comprato un neurone usato su Amazon. Lo usano in multiproprietà e dunque sono costretti a viaggiare tutti insieme.

Nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, per ammazzare il tempo, hanno pensato bene di distruggere a picconate circa 25 metri quadri della nuova pista di atletica del centro sportivo Mattei a San Donato Milanese (MI). Pista nuova che ieri doveva essere omologata in vista di prossime rassegne nazionali. Omologazione poi ottenuta ugualmente. I lavori di ripristino saranno svolti in tempi brevi. Si prevede entro fine mese o poco oltre.

L’atto vandalico (o forse mafioso) non fermerà l’attività della Studentesca San Donato sulla nuova pista azzurra. Oggi si terrà il loro primo allenamento alle ore 18, ovviamente non utilizzando le parti danneggiate. Lunedì prossimo 17 settembre, sempre alla stessa ora, insieme all'allenamento, la società organizzerà anche una manifestazione per sensibilizzare su questo gesto violento e sui problemi del centro sportivo. Forza San Donato, forza atletica e se avete qualche neurone di terza mano che Vi avanza non buttatelo via. Scrivetemi che vediamo di farlo avere a chi potrebbe ancora fare molto comodo.

Settembre, riprendono a pieno le attività lavorative, gli studenti tornano a scuola ed anche al Club del Miglio le vacanze sono finite. Nel caldo pomeriggio di sabato scorso, con una trentina di gradi a cuocere i partecipanti, è andata in scena la settima tappa per gli appassionati di questa distanza del mezzofondo anglosassone. Edizione numero uno, ma in realtà un ritorno al passato, in quanto questo luogo era già stato teatro di tante sfide negli anni novanta. L’istituto, che ospita anziani, disabili e rifugiati, “è un ottimo posto per riflettere su come spesso noi runner ci lamentiamo inutilmente per piccoli contrattempi come un infortunio o semplicemente perché non otteniamo un tempo o un piazzamento, mentre i problemi veri sono ben altri” ci ricorda Silvia Lorenzini, figlia del nostro collega di redazione Maurizio. A proposito, complimenti a tutti e due, entrambi a podio nelle rispettive categorie. Anche se per il concetto di miglio in famiglia, premiamo simbolicamente i Bertin, a cui dedichiamo la foto di copertina, con papà Paolo, mamma Eki e le due gazzelle Rebecca a Nicole, tutti e quattro in gara. Giornata di festa in Sacra Famiglia e non solo per la presenza dei podisti, ma anche con tornei di calcio ed altre manifestazioni, come descritto dal servizio del TG3 che potete vedere cliccando qui.

Si è corso su un circuito lungo circa ottocento metri ed al programma classico di tutte le tappe, è stata giustamente aggiunta la batteria che vedeva impegnati gli ospiti disabili dell’Istituto.  Per tutti i risultati ecco il link di FIDAL Lombardia. Complimenti a Running Club Cesatese, Associazioni Amici Sacra Famiglia ed all’ASD Giocare non solo per sport, per l’ospitalità e l’impeccabile organizzazione. Ma non c’è tempo da perdere, perché già sabato prossimo, 15 settembre, sarà il centro cittadino di Lonato del Garda ad ospitare la tappa bresciana del circuito.

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