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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

17 Maggio - Avevo raccontato il caso del poliziotto-runner Antonio Lollo (https://www.podisti.net/index.php/commenti/item/6121-lollo-maratoneta-poliziotto-dona-una-stipendio-ma-rischia-di-essere-punito.html) che aveva donato uno stipendio intero agli ospedali di Sant’Agata Militello, Barcellona Pozzo di Gotto, Vercelli e al “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo, ma che rischiava un provvedimento disciplinare per aver rilasciato un’intervista ad un giornale senza chiedere l’autorizzazione ai suoi superiori.

Apprendo ora con piacere che il procedimento è stato annullato, come riportato sul sito della Federazione sindacale Fsp Polizia di Stato:
“È grande la nostra soddisfazione: accogliendo pienamente la nostra tesi, il Compartimento Polizia Stradale per il Piemonte e la Valle d’Aosta ha annullato la contestazione degli addebiti disciplinari che aveva inviato all’agente e atleta messinese, residente nella bergamasca e in servizio a Vercelli.
Come si ricorderà Antonino si era distinto, mentre si trovava in malattia per sospetto contagio da Covid-19, per aver donato il suo non certo lauto stipendio da poliziotto agli ospedali dei vari luoghi della sua vita, cosa di cui si sono interessati i giornalisti conosciuti in per la sua attività sportiva.
A causa di una serie di disguidi alla d.ssa Rucci erano giunta notizie infondate su come erano andate effettivamente le cose, e non possiamo far a meno di compiacerci con una Dirigente che ha avuto la prontezza e la linearità necessarie ad individuare e riconoscere autonomamente l’errore.
I nostri migliori auguri di buon lavoro vanno dunque al collega, che potrà tornare ad essere sereno come merita;e alla sua Dirigente, che ha dimostrato come la vera autorevolezza dirigenziale non sta nel cercare di imporre la forza senza diritto, ma nell’essere giusti, equi e capaci di cambiare idea”.

Una storia ad esito felice, almeno una, finalmente!

  

 
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17 Maggio - Grave lutto per il caro e immenso Stefano Baldini: nella giornata di ieri 16 è deceduta la mamma Maria, 83 anni, madre non solo di Stefano ma anche di  Pietro (col quale viveva a Cavriago dopo la scomparsa del marito Tonino), Marco, Davide, Elena, Anna, Rita, Giuseppina, Giuseppe, Carmen, Francesco, Walter.

A Stefano, e con lui a Marco, Pietro, Rita, Davide, tutti corridori, e naturalmente agli altri figli, e ai 17 nipoti della scomparsa, giungano le condoglianze di tutti gli sportivi che si riconoscono sotto la bandiera di Podisti Net.

Di seguito la nota pubblicata sul sito della Federazione Italiana di Atletica Leggera: “La famiglia dell’atletica italiana si stringe intorno all’olimpionico Stefano Baldini per la scomparsa della mamma Maria. All’azzurro, medaglia d’oro nella maratona ai Giochi di Atene nel 2004 e due volte campione europeo, e ai suoi familiari vanno le condoglianze del presidente FIDAL Alfio Giomi, del Consiglio federale e di tutta l’atletica italiana”.

I funerali si svolgeranno domani 18 maggio; purtroppo le restrizioni imposte dalla presente situazione impediranno quella partecipazione di massa che sarebbe stata prevedibile: ma la chiesa parrocchiale di Castelnovo di Sotto, patria dei Baldini, sarà certamente piccola per ospitare i tanti congiunti e discendenti da questa eroica mamma d'altri tempi.

 
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Avevamo già scritto sulla sospensione per doping dello svedese Robert Fsiha (https://www.podisti.net/index.php/notizie/item/5716-doping-sospeso-robert-fsiha-campione-europeo-di-cross.html) che a dicembre si era laureato campione europeo di corsa campestre.  

Giunge ora notizia della squalifica di Fsiha per quattro anni, annunciata da Ake Thimfors, presidente dell'antidoping svedese: “Abbiamo deciso che Robel Fsiha sarà sospeso dal 5 febbraio 2020 fino al 4 febbraio 2024”.

L’atleta, che ha sempre dichiarato di  aver preso solo un farmaco per curare un raffreddore, è accusato di essere risultato positivo a sostanza proibita (testosterone artificiale), riscontrata in un controllo effettuato in Etiopia il 25 novembre 2019: avrà tempo di impugnare la squalifica entro il 1° giugno.

Fsiha, 24enne proveniente dall'Eritrea e arrivato in Svezia nel 2013 con lo status di rifugiato, dopo avere acquisito la nazionalità del paese scandinavo alla fine del 2018, si laureò - lo scorso 8 dicembre a Lisbona - campione europeo di corsa campestre in 29:59 (il primo svedese della storia) davanti al turco Aras Kaya, secondo in 30:10, e al nostro Yeman Crippa, terzo in 30:21.

Ora, per Crippa si avvicina l’argento?

 
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Il difficile momento dell’atletica italiana e mondiale, in particolare di quella su strada, che a parer nostro non si potrà per lungo tempo svolgere, tra rischi di contagio e difficoltà oggettive nel creare forme di sicurezza, ha indotto i maggiori organizzatori di gare si strada del Lazio a scrivere la seguente lettera alle Istituzioni politiche e sportive nella speranza di indurle a riflettere su ciò che hanno passato i runner, e cercando magari soluzioni più pratiche e logiche di quelle sinora ipotizzate, anche rivedendo misure sproporzionate  già operanti da tempo, come la "circolare Gabrielli". Ecco  il testo integrale.

“I maggiori organizzatori delle manifestazioni di corsa su strada del Lazio si sono riuniti nelle scorse settimane per un confronto ampio e nella consapevolezza della situazione critica che tutto il Paese sta sopportando. Da queste discussioni che hanno toccato molteplici temi riguardanti lo sport ed in particolare il running, sono scaturite alcune riflessioni che vogliamo condividere con le istituzioni politiche e sportive.

- Forse mai come in questo periodo si è messo in evidenza come lo sport ed in particolare la corsa, non sia solo un 'passatempo' ma una vera e propria esigenza di una grandissima fetta di italiani, che seppur sottoposti al 'lockdown' non volevano rinunciare ad un momento da dedicare alla cura del proprio corpo e di conseguenza alla salvaguardia sanitaria.

- Questa necessità è stata indicata in moltissime occasioni dai grandi media come un atteggiamento 'superficiale' o addirittura di 'mancanza di rispetto' per la gravissima situazione che si era creata a causa del Covid-19.

- Questi messaggi si sono poi trasformati in atteggiamenti da vera 'caccia alle streghe', da parte di singoli cittadini e di alcuni amministratori locali, in contrasto con i vari DPCM che si sono succeduti, dove sempre si è resa possibile la pratica dell’attività motoria individuale nei limiti delle norme che imponeva la gravità della situazione.

- Ciò ha comportato anche atteggiamenti ridicoli, con singole persone inseguite, insultate e a volte addirittura picchiate, pur non contravvenendo ad alcuna regola, ma semplicemente per il clima di odio generato.

- Tutto questo purtroppo è avvenuto nel silenzio della grande maggioranza delle istituzioni sportive che non si sono pronunciate, se non tardivamente, nella difesa di coloro che volevano solo mantenersi in efficienza fisica.

- Dobbiamo dar atto invece alla comunità scientifica che, ogni volta che è stata interrogata sul tema, ha evidenziato come una moderata attività fisica, soprattutto in queste condizioni di limitazione di movimento, fosse non solo salutare ma indispensabile per il mantenimento del livello delle capacità immunitarie e del benessere psicologico.

Ora si prospetta una ripartenza, un rilancio dello sport, sia di alto livello che amatoriale. Seppur nelle limitazioni che ancora per diversi mesi dovranno necessariamente esserci per evitare il diffondersi dell’epidemia, dovremo pensare ad un settore, quello dell’organizzazione sportiva per gli eventi di massa che spesso non viene menzionata negli scenari futuribili da qui a breve.

È chiaro che risulterà difficile, se non impossibile, nei prossimi mesi ritornare ai Mass Event che radunano appassionati da tutto il mondo, come le Maratone. Ma vorremmo verificare insieme alle istituzioni quali possono essere i limiti e gli accorgimenti per mantenere il rischio di contagio a livelli accettabili. Noi siamo i primi a conoscere bene i partecipanti alle nostre manifestazioni, le loro esigenze, i servizi che possono essere indispensabili, piuttosto di quelli che possono essere 'accessori'.

La Fidal ha elaborato un’ipotesi di gestione delle manifestazioni su strada. Pur ringraziando e rispettando il lavoro di chi ha messo testa e creatività per sviluppare questa ipotesi, è chiaro che per ragioni operative ed economiche il prodotto è un puro esercizio teorico che non ha alcun riscontro pratico.

Ovviamente abbiamo la consapevolezza che l'attuale situazione impone a noi tutti l'adozione di specifici e responsabili comportamenti e che certamente per i prossimi mesi sarà impossibile organizzare gli eventi che abbiamo sempre proposto. Ci rendiamo però, già immediatamente disponibili ad offrire il nostro supporto, la nostra esperienza di profondi conoscitori del mondo del running per costruire unitamente a Federazione ed Istituzioni un disciplinare sostenibile che possa, non appena le condizioni lo consentiranno, una veloce ripartenza del nostro sport.

Vogliamo quindi semplicemente ricordare agli organi preposti le qualità e le caratteristiche che le nostre manifestazioni, tante, tantissime, a volte addirittura difficili da conteggiare in Italia e nel mondo, hanno, e che non possono essere svilite in mere manifestazioni di tipo tecnico-sportivo.

- Le corse podistiche su strada sono un grande volano di socializzazione. Esistono migliaia di ASD che nascono per prendere parte a queste manifestazioni. Se scompaiono le manifestazioni, scompariranno anche molte associazioni.

- Tra le caratteristiche delle nostre manifestazioni ci sono quelle di mettere insieme lo sport di vertice con quello amatoriale, unico esempio in relazione a tutti gli sport. Altro dato da tenere in considerazione è quello della caratteristica unica di veder schierati insieme alla partenza uomini e donne, una peculiarità che solo il mondo del running riesce a contenere.

- Un’altra peculiarità dei nostri eventi è quello di vedere numerosi partecipanti già in età avanzata, cimentarsi ai propri livelli per un benessere psicofisico consapevole anche in tarda età.

- Il volano e l’indotto delle nostre manifestazioni coinvolge le istituzioni locali, il tessuto economico locale e nazionale, il messaggio di benessere che grazie allo sport si può raggiungere, oltre ad essere un incentivo per lo sviluppo del volontariato sportivo. I nostri eventi vanno valorizzati anche per la capacità di generare lavoro. Sia all’interno dell’associazione che l’organizza, sia nella gestione diretta dello stesso.

- Le manifestazioni devono essere viste da parte delle amministrazioni locali, come un’opportunità di rilancio di quel turismo sportivo che per molti mesi sarà anche limitato dalla chiusura dei turisti stranieri, soprattutto se ipotizzato su una città come Roma.

- Spesso accade che gli atleti di alto livello, abbiano cominciato la propria carriera avvicinandosi ad una nostra manifestazione, magari seguendo l’esempio del padre o della madre e sempre più spesso quello del nonno.

Dobbiamo quindi indicare una via percorribile per la ripresa delle nostre manifestazioni che siano un momento di gioia e di sano divertimento, dove i valori più importanti dell’attività sportiva, come il benessere, la sana e leale competizione, la socializzazione, possano essere messi al centro di un progetto ampio che consenta alle aziende di poter investire in questo settore, che abbiamo visto quanto possa essere importante per il numero dei cittadini coinvolti, per la passione che genera, con delle norme che consentano alle aziende stesse di vedere un interesse tangibile in modo da poter promuovere i propri prodotti in un settore sempre più ampio come quello del running.

Di certo dovremo rimuovere anche alcuni aspetti tecnici e culturali che hanno visto il running negli ultimi tempi essere ingiustamente assimilato ad altre attività che hanno approcci culturali ed economici ben diversi.

- Una delle problematiche che hanno pesato tantissimo sui nostri eventi è il 'Decreto Gabrielli'. Le nostre non sono manifestazioni a rischio, non possiamo essere assimilati ai concerti, dove c’è un pubblico passivo. Le nostre sono manifestazioni dove il 90% dei partecipanti concorrono all’evento. Deve essere trovata una soluzione normativa per differenziarci rispetto ad eventi che vedono masse di persone presenti nello stesso luogo per molte ore, mentre i nostri atleti sono presenti insieme in un luogo solo per un tempo molto limitato

- Rimuoviamo le normative che ci fanno sostenere dei costi che fino a pochi mesi fa erano in carico ai comuni. Le nostre sono manifestazioni d’interesse pubblico, per il numero dei cittadini coinvolti, per il messaggio che trasmettono, perché molto spesso sono collegate ad iniziative di beneficenza che consegnano migliaia di euro ad Onlus con fini di alto valore morale.

- Rilanciamo le manifestazioni consentendo agli operatori economici di potersi avvalere di un credito d’imposta del 100% in modo da rendere conveniente investire in questo settore.

- Alla Federazione ed agli EPS proponiamo una moratoria di due anni in cui si sospendano le tasse gara per fare in modo di contenere i costi agli atleti. Siamo inoltre pronti a studiare, insieme alla Federazione ed agli EPS una grande campagna di promozione del running in tutta Italia.

Ovviamente faremo attenzione a ciò che succederà in altri sport similari in Italia così come all’estero con i nostri omologhi, per comprendere se ci saranno soluzioni accettabili in modo da poter ripartire quanto prima e generare di nuovo le migliaia di sorrisi che settimanalmente eravamo abituati ad incontrare.

Questa lettera è stata ideata dai seguenti sottoscrittori ed è aperta all’adesione di tutti gli organizzatori che vorranno aderire. I sottoscrittori Ciro Bossa, Gianfranco Balzano, Gianluca Calfapietra, Ranieri Carenza, Enrico Castrucci, Oscar Coiro, Roberto De Benedittis, Samuele Di Giammartino, Camillo Franchi Scarselli, Massimo Gay, Fausto Giuliani, Franco Iannilli, Patrizio Mancini, Paolo Marino, Franco Margutta, Lodovico Nerli Ballati, Valerio Piccioni, Paolo Scipioni, Roberto Tognalini, Massimiliano Zanetti.

In rappresentanza delle seguenti manifestazioni: Run Rome the Marathon, La Corsa di Miguel, Roma Appia Run, Corsa dei Santi, Atleticom We Run Rome, Xmilia, Best Woman, Corri per la Befana, Maratonina dei Tre Comuni, Corriroma, Trofeo Lidense, Run for Autism, Roma By Night, Corricolonna, Fiumicino Half Marathon, Corriamo al Tiburtino, Rock and Run, Corri Fregene, Trofeo S. Ippolito Fiumicino, Talenti Run, Giro del Lago di Vico, Ultra 50K, Volaciampino, Cardiorace, Tre Ville Run, Miglio di Roma, Cinecittà World Run, Roma City Trail, Maratona a staffetta, Mezza Maratona di Roma, Parco Talenti Race, Albarace, Legion Run, Solidarity Run, 1° Maggio in Corsa, Olimpia Eur, Mezzaroma Run, 10 km per la Sicurezza Stradale, 3000 di sera, Miglio della Pace, Corsa della Trebbiatura, Americana a Fiumicino, Corri alla Garbatella, Correndo nei Giardini".

 
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6 Maggio - Il Presidente della Regione Puglia ha emanato oggi una nuova ordinanza, la numero 221, con efficacia immediata e valida sino al 17 maggio 2020, in materia, tra gli altri argomenti, di attività sportiva all’aria aperta. In particolare, oltre ad elencare gli sport dei quali è possibile lo svolgimento all’aria aperta, sempre in maniera individuale e con  distanziamento interpersonale di almeno 2 metri, regola l’afflusso nei centri o circoli sportivi per gli atleti amatoriali, in maniera da evitare assembramenti e contatti, nonché la sanificazione degli stessi centri e l’inaccessibilità di tutte le parti comuni e di servizio. 

Ecco il testo: 

VALUTATA l’opportunità, nel rispetto delle regole sul distanziamento interpersonale di almeno 2 metri, di consentire sul territorio regionale tutti gli sport amatoriali all’aria aperta (come ad esempio: golf, atletica, corsa, ciclismo, vela, pattinaggio, tennis, canoa, canottaggio, equitazione, surf, windsurf e kitesurf, automobilismo, motociclismo, go kart, tiro con l’arco, tiro a segno e simili), da svolgere esclusivamente in forma individuale ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti; 

PRECISATO che le suddette attività sportive all’aperto devono ritenersi distinte da quelle contemplate ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera g), del d.p.c.m. 26 aprile 2020, per le quali operano diverse modalità organizzative e precauzionali, trattandosi di sport praticati da atleti professionisti e non professionisti, recepite nelle Linee-guida prot.3180 del 03 maggio 2020 emanate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Ufficio per lo Sport; 

RITENUTO, pertanto che, limitatamente alle attività sportive di natura amatoriale di cui al citato articolo 1, comma 1, lettera f), del d.p.c.m. 26 aprile 2020, nell’ambito dei rispettivi impianti, centri o circoli sportivi, debbano essere garantiti:
- la prenotazione a distanza dello spazio necessario nonché il rispetto di turnazioni tali da impedire assembramenti o contatti, in violazione della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri;
- l’obbligo di sanificazione quotidiana degli spazi utilizzati per l'accesso ai campi o agli impianti dove si pratica l'attività sportiva all’aperto;
- l’inaccessibilità di tutte le parti comuni e di servizio (es. spogliatoi, bar, docce, sale), con il divieto assoluto di somministrare alimenti e bevande all’interno di tali impianti, centri, circoli sportivi. 

 “Ogni nostra azione –  ha spiegato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – viene costruita insieme al coordinamento epidemiologico”. 

“Le attività sportive amatoriali sono importantissima per liberare, in sicurezza e nel rispetto di tutte le regole di prevenzione, le energie fisiche e psicologiche costrette all’isolamento domestico per molte settimane”, ha osservato l’assessore regionale allo sport, Raffaele Piemontese.

 
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5 Maggio - “L'impressione è che siamo solo all'inizio della querelle”, concludeva Maurizio Lorenzini nel suo preciso pezzo: https://www.podisti.net/index.php/commenti/item/6045-elezioni-fidal-rinviate-anzi-no.html; e una nuova puntata è stata scritta oggi, con il pezzo apparso sul "Corriere dello Sport" a firma Franco Fava, dal titolo: “Malagò riflette: elezioni pre-Tokyo?”.

In effetti, la pandemia che ha portato al rinvio al 2021 dei Giochi Olimpici di Tokyo ha creato il grande problema delle elezioni del CONI e delle varie Federazioni, tra le quali la FIDAL.

Farle svolgere come previsto nel 2020 o rinviarle nel 2021, dopo i Giochi Olimpici, “quindi non più al termine del tradizionale quadriennio olimpico, ma a quello che è divenuto ormai un quinquennio? Sul posticipo confliggono da una parte la Carta Olimpica, che indica l’appuntamento con le urne dei Comitati Olimpici all'indomani dell'Olimpiade, dall'altra la legge Melandri del 1999, che impone il rinnovo delle cariche ogni quattro anni”.

Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, si era detto inizialmente favorevole al rinvio a fine 2021 delle assemblee elettive federali, con le elezioni Coni a seguire nella primavera 2022, ma sta forse cominciando a riflettere e vedere la questione in maniera un po’ diversa.  

Infatti, come scrive Fava: “nelle consultazioni avute la scorsa settimana, il presidente Malagò avrebbe avanzato l'ipotesi di un rinvio di soli pochi mesi. Causa anche le difficoltà a convocare assemblee di centinaia di delegati per ogni federazione il prossimo autunno, Malagò starebbe pensando di proporre la fase elettiva tra gennaio e febbraio 2021. Si pensa al voto telematico, che favorirebbe un taglio dei costi, ma solleverebbe dubbi tecnici e legali (remote, interventi candidati in streaming e presenza di un notaio).
A scalpitare per elezioni nei tempi stabiliti sono federazioni importanti come l'atletica, il cui presidente Giorni non è ricandidabile. I tre aspiranti - Roberto Fabbricini, Stefano Mei e Vincenzo Parrinello (attuale vice in Fidal) - sarebbero favorevoli a impegnarsi a non modificare, se eletti, la struttura tecnica a pochi mesi dai Giochi. Tra le federazioni favorevoli a vario titolo a un rinvio al 2021 spiccano anche calcio, ciclismo e rugby. Altri fanno notare che in caso di cancellazione di Tokyo, si creerebbe un pericoloso corto circuito”.

E, in effetti, c’è molto da meditare su quest’ultima frase: in caso di annullamento definitivo dei Giochi Olimpici, cosa accadrebbe? Presidenti e consiglieri fin quando rimarrebbero in carica?

Speriamo si possa decidere a breve, trovando la miglior soluzione: per il futuro del nostro sport.

 
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5 Maggio - Per Alex Schwazer si chiude anche l’ultima speranza: il Tribunale federale svizzero ha infatti respinto la richiesta di annullamento della squalifica di otto anni avanzata dai suoi legali.

La sentenza, datata 17 marzo 2020 ma resa pubblica soltanto in questi ultimi giorni, pone definitivamente la parola fine al caso della seconda positività del marciatore altoatesino, non essendoci altre possibilità di appello alla sentenza emessa il 10 agosto 2016 per positività al testosterone in un controllo a sorpresa del 1° gennaio dello stesso anno che portò alla squalifica di otto anni, fino al 2024, vista l’aggravante della recidività: squalifica poi confermata dal TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) di Losanna.

Il respingimento del ricorso si basa sul mancato riscontro di nuovi elementi validi per accogliere la tesi della difesa, tali da mettere in discussione le precedenti sentenze.

Come ha dichiarato Sandro Donati, allenatore di Schwazer, l’unica possibilità per il marciatore altoatesino resta l'atto di clemenza che "potrà essere eventualmente concesso dal presidente del Comitato Olimpico Internazionale".

Rimane, viceversa, in piedi il processo penale per doping in corso al Tribunale di Bolzano, che avanza con estrema lentezza, ancora in bilico tra il rinvio a giudizio e l’archiviazione dell’accusa.

 
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3 Maggio - Importantissime novità dal Veneto: niente mascherine per chi corre e impianti sportivi fruibili anche agli atleti non professionisti. 

Il tutto previsto dalla nuova ordinanza della Regione Veneto, in vigore dal 4 al 17 maggio. 

Ecco gli articoli che ci interessano: 

  1. Misure di prevenzione generali nell'intero territorio regionale

In tutti i casi di uscita dalla proprietà privata, è obbligatorio l’utilizzo di mascherina, o altro strumento di copertura di naso e bocca, e di guanti, o di liquido igienizzante. Non sono soggetti all'obbligo di utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con forme di  disabilita'. Per coloro che svolgono attività motoria intensa non è obbligatorio l’uso di mascherina o copertura durante l’attività fisica intensa, salvo l’obbligo di utilizzo alla fine dell’attività stessa; 

  1. Attività motoria e sportiva nel territorio regionale

E’ consentito lo svolgimento individuale o con componenti del nucleo famigliare di attività sportiva o motoria quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, camminata, corsa,  ciclismo, tiro con l’arco, equitazione, tennis, golf, pesca sportiva, canottaggio, ecc.. Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività, nei limiti del territorio regionale; é consentita l’attività motoria collegata all’addestramento di animali all’aperto; 

  1. Attività agonistica in impianti sportivi

È consentita la pratica motoria o sportiva individuale nel rispetto del distanziamento di almeno due metri, per atleti professionisti o non professionisti di sport individuali e non individuali, in funzione dell’allenamento agonistico, anche presso impianti sportivi al chiuso o all’aperto ma in ogni caso a porte chiuse, incluse le piscine. 

Come riportato sul sito della Fidal Veneto: “Preso atto della nuova ordinanza regionale, il presidente del Comitato regionale della Fidal, Christian Zovico, si è subito confrontato con il presidente federale Alfio Giomi, che ha confermato di ritenere prevalenti le nuove disposizioni regionali. 

Per la corsa - commenta Zovico - non sarà più necessario l’utilizzo della mascherina, che tante perplessità destava nei nostri runner. La nuova ordinanza regionale prevede anche la possibilità di aprire gli impianti sportivi e di renderli accessibili a tutti gli atleti tesserati, non solo a quelli di interesse nazionale. Come Comitato regionale, raccomandiamo la massima prudenza sia agli atleti che agli allenatori, in modo che l’accesso agli impianti avvenga in maniera disciplinata e rispettosa delle norme di prevenzione emanate in questo periodo. Prudenza massima viene anche raccomandata alle realtà che gestiscono gli impianti nel Veneto, fermo restando il divieto di utilizzo degli spogliatoi e dei bagni e la necessità di porre la massima attenzione al rispetto delle distanze interpersonali. L’apertura degli impianti non è naturalmente un obbligo. I gestori, in quanto responsabili di ciò che avviene all’interno degli impianti, potranno valutare autonomamente i tempi della riapertura, in modo che le procedure previste in materia di contenimento del Covid-19 siano sempre e comunque rispettateAi presidenti delle società resta invece il compito di disciplinare le modalità di ritorno all'attività da parte dei propri tesserati".

In conseguenza della nuova ordinanza regionale, i tesserati del Veneto sono da ritenersi esentati dall'applicazione della disciplina di accesso agli impianti sportivi definita dalle disposizioni contenute nel DPCM del 26 aprile scorso”.   

 

3 maggio - L’odierna ordinanza della Regione Toscana, la numero 50, in vigore dal 4 maggio fino alla vigenza delle misure adottate dal Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’articolo 1, comma 2, dello stesso d.l. 19/2020, chiarisce in maniera definitiva la possibilità di svolgere attività sportiva nell’intera Regione, in maniera individuale,  senza mascherina, ma mantenendo la distanza di sicurezza di due metri, con la possibilità di raggiungere con mezzo proprio il luogo di allenamento con rientro in giornata.

Consentita anche l’attività motoria a piedi o in bicicletta, con partenza e rientro dalla propria abitazione.

Ecco, nel dettaglio, i punti che ci riguardano:    

  • è consentito svolgere le attività sportive in forma strettamente individuale, sul territorio regionale, utilizzando per lo spostamento mezzi propri di trasporto e con l’obbligo del rientro in giornata presso l’abitazione abituale. E’ possibile l’accompagnamento da parte di una persona nel caso di minori o di persone non completamente autosufficienti. L’attività va svolta nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri;
  • è consentito svolgere, individualmente oppure con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, o da parte di residenti nella medesima abitazione, attività motoria, a piedi o in bicicletta, con partenza e rientro alla propria abitazione, senza uso di altri mezzi di trasporto. Nel caso di residenti nella medesima abitazione e di minori o persone non completamente autosufficienti accompagnati, non è necessario mantenere le misure di distanziamento sociale;
  • per ogni altra attività diversa da quella sportiva, valgono le disposizioni nazionali riguardo all’obbligo di indossare la mascherina nel caso non sia possibile mantenere la distanza sociale di almeno un metro. Per una migliore tutela della salute propria e della collettività, negli spazi aperti, in presenza di più persone, si consiglia di indossare comunque la mascherina e di mantenere la distanza interpersonale di almeno 1,80m.
 
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Messinese di San Salvatore di Fitalia,  in forza all’Atletica Bergamo ’59, e in servizio a Vercelli come agente di Polizia stradale, il 30enne maratoneta Antonino Lollo, cuore d’oro, ha donato uno stipendio intero agli ospedali di Sant’Agata Militello, Barcellona Pozzo di Gotto, Vercelli e al “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo, provincia dove risiede: esattamente in Valle Seriana superiore, nel comune di Clusone, nei pressi delle martoriate Alzano e Nembro.  

Un tempo ciclista, da qualche anno ha deciso di dedicarsi al running, dove, pur essendo sostanzialmente un amatore, ha tempi di tutto rispetto, 30:38 sui 10km e 2h24:18 sulla maratona, a Pisa, quando s’impose nel 2017.
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occato dagli eventi della pandemia e in auto-quarantena, Lollo ha donato uno stipendio intero, raccontando il tutto ad un giornale: ma, purtroppo per lui, non ha avvisato - come invece previsto dal regolamento di Polizia - il suo Comando, e in particolare la sua dirigente, dell’intervista e della relativa pubblicazione.

Rischia così una punizione (summum ius summa iniuria), ma in sua difesa si è levato il SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia). Infatti, Ciro Dellisanti, segretario Siap di Vercelli, ha dichiarato: “Per tutti noi poliziotti il gesto del nostro collega è stato motivo di orgoglio e profonda ammirazione, un esempio per tanti, ma non per la sua dirigente, che pretendeva di essere informata dell'intervista, pur non riguardante motivi di servizio. Il dirigente nelle sue contestazioni ritiene che il collega abbia tenuto un comportamento non conforme al decoro delle funzioni dell'Amministrazione della Pubblica sicurezza. Ma stiamo scherzando? Il nostro collega con il suo comportamento ha dato lustro all'amministrazione, e chiediamo con forza che questa bizzarra contestazione venga immediatamente archiviata, restituendo credibilità alla nostra amministrazione che non ha certo bisogno, tanto meno in questo momento, di questa pubblicità; anzi, sarebbe opportuno da parte sua premiare il nostro collega per essersi distinto per generosità e senso civico in un momento di particolare difficoltà in cui versa l'intero Paese”.

La speranza è che le massime autorità Graduati della Polizia vogliano intervenire per evitare questa procedura, semmai provvedendo a proporre il buon Lollo per un encomio ufficiale. Condito pure, se vogliamo, da un buffetto per l'imprudenza, che però non cancella la sostanza dell'atto generoso.

 
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