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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

3 Maggio - Importantissime novità dal Veneto: niente mascherine per chi corre e impianti sportivi fruibili anche agli atleti non professionisti. 

Il tutto previsto dalla nuova ordinanza della Regione Veneto, in vigore dal 4 al 17 maggio. 

Ecco gli articoli che ci interessano: 

  1. Misure di prevenzione generali nell'intero territorio regionale

In tutti i casi di uscita dalla proprietà privata, è obbligatorio l’utilizzo di mascherina, o altro strumento di copertura di naso e bocca, e di guanti, o di liquido igienizzante. Non sono soggetti all'obbligo di utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca i bambini al di sotto dei sei anni e i soggetti con forme di  disabilita'. Per coloro che svolgono attività motoria intensa non è obbligatorio l’uso di mascherina o copertura durante l’attività fisica intensa, salvo l’obbligo di utilizzo alla fine dell’attività stessa; 

  1. Attività motoria e sportiva nel territorio regionale

E’ consentito lo svolgimento individuale o con componenti del nucleo famigliare di attività sportiva o motoria quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, camminata, corsa,  ciclismo, tiro con l’arco, equitazione, tennis, golf, pesca sportiva, canottaggio, ecc.. Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività, nei limiti del territorio regionale; é consentita l’attività motoria collegata all’addestramento di animali all’aperto; 

  1. Attività agonistica in impianti sportivi

È consentita la pratica motoria o sportiva individuale nel rispetto del distanziamento di almeno due metri, per atleti professionisti o non professionisti di sport individuali e non individuali, in funzione dell’allenamento agonistico, anche presso impianti sportivi al chiuso o all’aperto ma in ogni caso a porte chiuse, incluse le piscine. 

Come riportato sul sito della Fidal Veneto: “Preso atto della nuova ordinanza regionale, il presidente del Comitato regionale della Fidal, Christian Zovico, si è subito confrontato con il presidente federale Alfio Giomi, che ha confermato di ritenere prevalenti le nuove disposizioni regionali. 

Per la corsa - commenta Zovico - non sarà più necessario l’utilizzo della mascherina, che tante perplessità destava nei nostri runner. La nuova ordinanza regionale prevede anche la possibilità di aprire gli impianti sportivi e di renderli accessibili a tutti gli atleti tesserati, non solo a quelli di interesse nazionale. Come Comitato regionale, raccomandiamo la massima prudenza sia agli atleti che agli allenatori, in modo che l’accesso agli impianti avvenga in maniera disciplinata e rispettosa delle norme di prevenzione emanate in questo periodo. Prudenza massima viene anche raccomandata alle realtà che gestiscono gli impianti nel Veneto, fermo restando il divieto di utilizzo degli spogliatoi e dei bagni e la necessità di porre la massima attenzione al rispetto delle distanze interpersonali. L’apertura degli impianti non è naturalmente un obbligo. I gestori, in quanto responsabili di ciò che avviene all’interno degli impianti, potranno valutare autonomamente i tempi della riapertura, in modo che le procedure previste in materia di contenimento del Covid-19 siano sempre e comunque rispettateAi presidenti delle società resta invece il compito di disciplinare le modalità di ritorno all'attività da parte dei propri tesserati".

In conseguenza della nuova ordinanza regionale, i tesserati del Veneto sono da ritenersi esentati dall'applicazione della disciplina di accesso agli impianti sportivi definita dalle disposizioni contenute nel DPCM del 26 aprile scorso”.   

 

3 maggio - L’odierna ordinanza della Regione Toscana, la numero 50, in vigore dal 4 maggio fino alla vigenza delle misure adottate dal Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’articolo 1, comma 2, dello stesso d.l. 19/2020, chiarisce in maniera definitiva la possibilità di svolgere attività sportiva nell’intera Regione, in maniera individuale,  senza mascherina, ma mantenendo la distanza di sicurezza di due metri, con la possibilità di raggiungere con mezzo proprio il luogo di allenamento con rientro in giornata.

Consentita anche l’attività motoria a piedi o in bicicletta, con partenza e rientro dalla propria abitazione.

Ecco, nel dettaglio, i punti che ci riguardano:    

  • è consentito svolgere le attività sportive in forma strettamente individuale, sul territorio regionale, utilizzando per lo spostamento mezzi propri di trasporto e con l’obbligo del rientro in giornata presso l’abitazione abituale. E’ possibile l’accompagnamento da parte di una persona nel caso di minori o di persone non completamente autosufficienti. L’attività va svolta nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri;
  • è consentito svolgere, individualmente oppure con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, o da parte di residenti nella medesima abitazione, attività motoria, a piedi o in bicicletta, con partenza e rientro alla propria abitazione, senza uso di altri mezzi di trasporto. Nel caso di residenti nella medesima abitazione e di minori o persone non completamente autosufficienti accompagnati, non è necessario mantenere le misure di distanziamento sociale;
  • per ogni altra attività diversa da quella sportiva, valgono le disposizioni nazionali riguardo all’obbligo di indossare la mascherina nel caso non sia possibile mantenere la distanza sociale di almeno un metro. Per una migliore tutela della salute propria e della collettività, negli spazi aperti, in presenza di più persone, si consiglia di indossare comunque la mascherina e di mantenere la distanza interpersonale di almeno 1,80m.
 
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Messinese di San Salvatore di Fitalia,  in forza all’Atletica Bergamo ’59, e in servizio a Vercelli come agente di Polizia stradale, il 30enne maratoneta Antonino Lollo, cuore d’oro, ha donato uno stipendio intero agli ospedali di Sant’Agata Militello, Barcellona Pozzo di Gotto, Vercelli e al “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo, provincia dove risiede: esattamente in Valle Seriana superiore, nel comune di Clusone, nei pressi delle martoriate Alzano e Nembro.  

Un tempo ciclista, da qualche anno ha deciso di dedicarsi al running, dove, pur essendo sostanzialmente un amatore, ha tempi di tutto rispetto, 30:38 sui 10km e 2h24:18 sulla maratona, a Pisa, quando s’impose nel 2017.
T
occato dagli eventi della pandemia e in auto-quarantena, Lollo ha donato uno stipendio intero, raccontando il tutto ad un giornale: ma, purtroppo per lui, non ha avvisato - come invece previsto dal regolamento di Polizia - il suo Comando, e in particolare la sua dirigente, dell’intervista e della relativa pubblicazione.

Rischia così una punizione (summum ius summa iniuria), ma in sua difesa si è levato il SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia). Infatti, Ciro Dellisanti, segretario Siap di Vercelli, ha dichiarato: “Per tutti noi poliziotti il gesto del nostro collega è stato motivo di orgoglio e profonda ammirazione, un esempio per tanti, ma non per la sua dirigente, che pretendeva di essere informata dell'intervista, pur non riguardante motivi di servizio. Il dirigente nelle sue contestazioni ritiene che il collega abbia tenuto un comportamento non conforme al decoro delle funzioni dell'Amministrazione della Pubblica sicurezza. Ma stiamo scherzando? Il nostro collega con il suo comportamento ha dato lustro all'amministrazione, e chiediamo con forza che questa bizzarra contestazione venga immediatamente archiviata, restituendo credibilità alla nostra amministrazione che non ha certo bisogno, tanto meno in questo momento, di questa pubblicità; anzi, sarebbe opportuno da parte sua premiare il nostro collega per essersi distinto per generosità e senso civico in un momento di particolare difficoltà in cui versa l'intero Paese”.

La speranza è che le massime autorità Graduati della Polizia vogliano intervenire per evitare questa procedura, semmai provvedendo a proporre il buon Lollo per un encomio ufficiale. Condito pure, se vogliamo, da un buffetto per l'imprudenza, che però non cancella la sostanza dell'atto generoso.

 
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Altri due atleti keniani sospesi per positività al doping dalla AIU, Athletics Integrity Union: il maratoneta Mikel Kiprotich Mutai e il fondista Alex Korio Oliotiptip. 

Mutai è stato sospeso per la positività al norandrosterone, senza che sia chiaro dove l’atleta sarebbe stato “beccato”. Mutai ha un primato personale di 2h09:18 sulla maratona e di 1h01:41 sulla mezza. La sua ultima apparizione risale alla Taipei Marathon del 15 dicembre 2019, quando giunse terzo in 2h17:14. 

Alex Korio Oliotiptip, sospeso invece per irregolarità nel suo passaporto biologico, il cosiddetto Whereabouts, giunse undicesimo agli ultimi mondiali di Doha sui 10000.

 

 
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Prevista la ripartenza dell’attività motoria dal 4 maggio, con corsa individuale senza limitazioni nell’ambito della propria regione di residenza, pur mantenendo la distanza di due metri dagli altri corridori (salvo restrizioni locali), preoccupa il ritorno alle gare, soprattutto quelle su strada, dove assembramenti e contatti avvengono di continuo.

La Federazione Italiana di Atletica Leggera, prima vittima insieme a tutti i suoi iscritti di questa drammatica situazione, sta cercando di studiare al meglio la situazione futura e ha elaborato una bozza di progetto definito “L’Italia torna a correre”, per tornare a correre e gareggiare in sicurezza, mediando tra esigenze di società ed organizzatori e obblighi dettati da Governo e Ministero.

Una volta definito, il progetto verrà inviato al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

Importanti le parole di Fabio Pagliara, Segretario Generale della FIDAL, che dichiara: “La nostra priorità è gestire in sicurezza la ripresa dell’attività, tenendo conto che i nostri tesserati scalpitano per tornare ad allenarsi e a gareggiare, e questo vale per gli amatori come per gli atleti olimpici”.

“L’Italia torna a correre” è destinato a “tesserati Fidal, amatori in regola con l’idoneità medica, cittadini che svolgono attività per uno stile di vita sano e organizzatori di manifestazioni sportive sul territorio” e si divide sostanzialmente in tre parti.

La prima parte riguarda i punti cardine dei servizi gratuiti della nuova app Fidal: la verifica della validità del tesseramento, il corso di formazione obbligatorio sulle normative e sul contenimento del Covid con video quiz (il superamento del quiz permetterà̀ l’utilizzo completo dell’applicazione e l’attivazione della possibilità̀ di allenarsi all’aria aperta), le video lezioni con contenuti relativi all’allenamento e la mappatura dei parchi con possibilità di prenotare la corsa in specifiche fasce orarie  per sensibilizzare il distanziamento sociale.
Complementarmente: Accesso gratuito a tutti i contenuti relativi all’allenamento, alle videolezioni e ad AtleticaViva a cura della Federazione.  Accesso gratuito agli aggiornamenti normativi e alle disposizioni in merito alle misure di contenimento sensibilizzando che il principio del “metro di distanza” non è sufficiente durante un allenamento, in quanto, sotto sforzo, il respiro è maggiormente marcato e le particelle vengono espulse a distanze maggiori. Indicare tutte le buone pratiche da adottare durante la corsa per aumentare il senso civico e di responsabilità.  

La seconda parte descrive i servizi per i soli tesserati: prevede l’autocertificazione tramite app Fidal previa verifica della validità del tesseramento, la geolocalizzazione su base volontaria per conoscere in tempo reale e in forma autonoma l’affollamento dei parchi e nella città; la pubblicizzazione dei percorsi misurati dalla Fidal e nei quali sono installate le paline; il crowdsourcing, dove i runners integreranno i dati inserendo nuove informazioni e valutazioni personali  e mettendole a disposizione della community.

La terza affronta le linee guida per gli organizzatori sportivi non stadia (corsa e marcia su strada, corsa in montagna, trail, ultramaratona e nordic walking) definendo un modello organizzativo per continuare a svolgere le gare in totale sicurezza e nel frattempo salvaguardare tutti i partecipanti da ogni forma di contagio da Covid19. Gli aspetti generali: cautela sanitaria generale, una nuova procedura di iscrizioni; flussi: deposito borse, partenza/arrivo; durante la gara: condotta gara, ristori.

Quest’ultima parte è quella che più interessa, con la premessa che: “Nel momento difficile che stiamo attraversando, appare più complessa (e soggetta a vincoli normativi più stringenti) la realizzazione di manifestazioni con numeri di partecipazione importanti (superiori a 1000 persone) e/o che prevedano tempi lunghi di percorrenza o di occupazione di strade e suolo pubblici. Tali manifestazioni dal punto di vista del modello organizzativo possono far riferimento alle presenti linee guida che in nessun modo tuttavia sostituiscono le normative generali (leggi e norme dello Stato Italiano o delle Istituzioni territoriali) che disciplinano i grandi eventi. Il tema organizzativo di manifestazioni podistiche non competitive di massa, le cosiddette “stracittadine”, esce dalla giurisdizione sportiva di FIDAL. Per la realizzazione di questi eventi – così come per la previsione di scenari che comportino partecipazioni con numeri alti (per semplicità collochiamo la soglia ai 1000 partecipanti) – l’indicazione generale è quella di coordinare le attività con gli Enti preposti (Governo, Prefetto, Comuni o altre istituzioni territoriali).

Le norme di cautela sanitaria generale indicano agli Atleti di non sputare e non starnutire/tossire all’aria aperta con obbligo dell’uso di fazzoletti monouso (anche durante la competizione portare fazzoletti o salviettine in un taschino o affine) e del loro appropriato smaltimento nella spazzatura; di circolare nel pre/post gara con mascherine o idonea protezione di naso/bocca; il personale organizzativo è tenuto all’uso di mascherine e guanti; spogliatoi e docce devono restare chiusi; i servizi igienici devono prevedere un accesso scaglionato e la pulizia/sanificazione con periodicità serrata; si devono disporre sufficienti cesti per spazzatura specifica (fazzoletti monouso, tovaglioli, salviettine umidificate) e  deve essere predisposta sufficiente disponibilità di dispenser per l’igienizzazione delle mani

Le norme di cautela sanitaria generale indicano agli Atleti di non sputare e non starnutire/tossire all’aria aperta con obbligo dell’uso di fazzoletti monouso (anche durante la competizione portare fazzoletti o salviettine in un taschino o affine) e del loro appropriato smaltimento nella spazzatura); di circolare nel pre/post gara con mascherine o idonea protezione di naso/bocca; il personale organizzativo è tenuto all’uso di mascherine e guanti; spogliatoi e docce devono restare chiusi; i servizi igienici devono prevedere un accesso scaglionato e la pulizia/sanificazione con periodicità serrata; si devono disporre sufficienti cesti per spazzatura specifica (fazzoletti monouso, tovaglioli, salviettine umidificate) e  deve essere predisposta sufficiente disponibilità di dispenser per l’igienizzazione delle mani.

Come indicazione generale di ogni evento è prioritario ripensare il modello organizzativo in direzione di una forte semplificazione, di azzeramento di tutto il non strettamente necessario. L’essenzialità dei servizi offerti – combinata alla loro certezza e controllabilità in sicurezza – è presupposto indispensabile per garantire la realizzabilità di un evento.

I flussi (movimento delle persone nelle aree adibite a gara e a servizi di gara) non devono essere promiscui tra atleti/staff (iscritti o addetti alla competizione) e altri (cittadinanza presente a qualsiasi titolo: dai tecnici degli atleti ai tifosi ai passanti etc…)

Gestione parcheggi dedicati ai soli partecipanti: auto parcheggiate a rastrelliera nella stessa direzione, discesa sempre e solo lato guidatore, sempre e comunque con mantenimento distanza sociale minima prescritta.

Occorre registrare e rendere riconoscibili tutti i presenti al servizio della competizione (staff organizzatore, giudici di gara, forze dell’ordine, staff sanitario, etc…); il personale addetto all’organizzazione di gara (inclusi giudici, cronometristi, etc…) deve essere dotato dei dispositivi previsti dalla normativa vigente al momento della competizione.

Area riscaldamento: delimitata e fruibile nel rispetto delle distanze sociali.  

L’allestimento o posizionamento di gazebo o stand sociali non è permesso. L’allestimento di un “villaggio gara” che favorisca l’assembramento anche inintenzionale di persone non è consentito.

Con sufficiente anticipo, gli atleti e/o gli addetti (staff organizzativo o gestionale della competizione) entrano nell’area dedicata all’evento attraverso accessi controllati dove, nel rispetto delle distanze previste dalla normativa: si espleteranno eventuali controlli sanitari, come ad esempio la misurazione temperatura corporea; si effettuerà sanificazione delle mani e sarà disponibile dispenser per fornitura di dispositivi a protezione di bocca e naso (per casi eccezionali, agli iscritti alla competizione e allo staff organizzativo verrà fatto obbligo di presentarsi già premuniti di idonea protezione).

Le iscrizioni si effettueranno solo online con largo anticipo (entro 10 giorni pre-competizione), non sul posto. Possono iscriversi solo tesserati che al momento dell’iscrizione siano già in regola con idoneità agonistica per la pratica dell’atletica leggera alla data prevista per la competizione.

Il ritiro pettorali, che non permette la consegna sul posto nella giornata di gara, avverrà con spedizione a casa (obbligatoria per iscritti fuori provincia/regione); consegna per appuntamento (possibilmente a un rappresentante della società o anche individuale) nei giorni precedenti la competizione solo per soggetti della provincia/regione.

Il pacco gara sarà eventuale e virtuale, con buoni acquisto inviati a mezzo telematico o unitamente al pettorale via posta (consentita ma sconsigliata la consegna del pacco gara – minimizzato nell’ingombro – in apposita sacca chiusa a fine gara unitamente al ristoro post-gara).

Per la consegna borse si consiglia di non prevedere il servizio: se proprio necessario, servizio minimale con inserimento in busta/sacco chiuso (identificabile per numero di pettorale) in possesso degli addetti, a distanza (con braccetto tipo “prolunga da guardaroba” o posizionamento in area neutra).

La partenza, a seconda degli scenari numerici di partecipazione, si suggerisce di effettuarla come gara a cronometro (consigliata per gara con numero di partecipanti limitato, su percorrenze cronometriche fino a 2h circa: atleti in fila a 1,5m minimo l’uno dall’altro, partenza ogni 10-20-30” a seconda della distanza di gara complessiva. Soluzione raccomandata per corsa in montagna solo salita o distanze classic su giro unico), oppure con partenza roll-over (scenario per competizioni con numeri fino a 250 partenti, eventualmente applicabile fino a circa 500 partenti;  nell’ordine: 1) Start élite donne max 30 atlete; 2) Start élite uomini max 30 atleti - ad almeno 1’ di distanza temporale;- 3) Start scaglionato in continuità per altri atleti - N persone ogni 30”, dove N dipende dalla larghezza della start line. Soluzione raccomandata per competizioni trail o corsa in montagna su lunghe distanze; o, ancora, con griglie di capienza limitata e spaziate: ottimale fino a 1000 partenti. Con sedi stradali e spazi ampi valido anche per numeri superiori, previo accordo e piano realizzativo condiviso con enti preposti: Comuni o istituzioni territoriali, Prefetto, etc… Indicativamente 40-100 pax cad. - la larghezza del fronte di partenza permette diverse possibilità; identificazione chiara dei presenti in griglia -dotati di protezione per bocca e naso; identificazione dei posizionamenti in griglia con apposizione di segnaletica a terra -numeri o punti; griglie ampie per permettere relativo distanziamento (quadrato da 1,5m intorno a ciascuna persona per persona -> area 100mq = 44 persone).

Il cronometraggio va effettuato con chip. Tecnicamente si raccomanda di non usare pacemaking.

Durante la gara si raccomanda agli atleti un distanziamento laterale di almeno 1m destra, 1m a sinistra e circa 5m frontali dal corridore che precede - regola della scia non permessa: nel regolamento si consiglia di inserire possibili penalità/squalifiche per chi non rispetti la c.d. “no draft rule”.

Controllo auto inizio gara, mezzo di chiusura gara e altri mezzi dell’organizzazione: automobili con un pilota più  eventualmente una persona su sedile posteriore lato passeggero; su motocicli o bicicletta il solo conducente.  

I ristori sul percorso dovranno prevedere il posizionamento di tavoli possibilmente da ambedue i lati stradali, ben spaziati (suggerimento: 10m lineari ogni 200 partecipanti) o bottigliette chiuse (no bicchieri) su tavoli lato strada o barrette sigillate (no cibi sfusi) su tavoli lato strada. Gli addetti per posizionare bottigliette/barrette saranno non a contatto con i partecipanti e dotati di dispositivi appropriati: mascherine, guanti, etc…; dopo i tavoli dei ristori dovranno essere posizionati numerosi e accessibili secchi per spazzatura.

Non ci saranno spugnaggi, ma saranno consentite docce (mist station / nebulizzatori).

La zona arrivo dovrà garantire: un deflusso rapido e ampio per garantire distanziamento (predisposizione area di defaticamento-deflusso continuando a correre o camminando…); la consegna mascherine/altro a protezione di naso e bocca e per garantire applicazione delle norme di cautela sanitaria generale; la consegna ristoro in sacchetto chiuso “take away” (contenente anche eventuale medaglia/riconoscimento di partecipazione e eventuale “pacco gara minimo”);  nessuna area “hospitality”, no tende dedicate a atleti o altre figure; niente palchi/gradinate.

Le premiazioni vedranno il podio maschile e femminile in loco immediato post arrivo, con trofeo o tipo “flower ceremony”, nel rispetto delle distanze (podio molto ampio oppure atleti che salgano sul podio singolarmente), mentre eventuali premi di categoria o per società saranno spediti post gara, come l’espletamento pratiche per eventuali premi in denaro (individuali o di società) avverrà post gara a mezzo telematico.

I risultati saranno solo online, senza esposizione in loco.

L’omologazione, in caso di distanze certificate, avverrà per gli atleti élite (ove presenti) con il gun time; per gli altri sul real time.  

Il piano sanitario e di sicurezza si svolgeranno con postazioni e procedure secondo indicazioni normative.

Il servizio antidoping, con procedure secondo indicazioni FMSI – AIU – WADA, vedrà la predisposizione di locali standard con spazi ampi adeguati/pre-spaziati alla situazione e disponibilità di DPI, guanti, dispenser di igienizzante mani (post-controllo), etc…

NdR: Organizzare una manifestazione comporterà quindi innumerevoli difficoltà e responsabilità in più, con innalzamento dei costi e dei tempi organizzativi. Inoltre, sarà difficile prevedere autorizzazioni per manifestazioni dai grandi numeri, con ovvio allontanamento anche degli sponsor. E, se proprio, ci sarà chi vorrà organizzare, quanto costerebbe l’iscrizione per ogni singolo podista? Podista che poi vedrebbe anche venir a mancare ogni momento conviviale e ludico della corsa, compresa la mancanza di rituali come la zona-expo, festeggiamenti dopo l’impresa,  il riposo post-gara, ecc.

Ancora, come si potrà mai garantire distanziamento tra gli atleti e nessun "lancio di goccioline" quando scatta la competizione?

A questo punto, mi vien naturale pensare che se davvero non arriverà presto il vaccino, ci dimenticheremo a lungo le nostre belle gare, limitandoci agli allenamenti solitari, più o meno come quando ognuno di noi ha cominciato…  

 

 

 
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La Calabria della governatrice Jole Santelli batte tutti  e presenta un’ordinanza (la n. 37 del 29 aprile) che anticipa nettamente i tempi di ritorno alla normalità dettati dal governo Conte per la cosiddetta “fase Due”. 

Infatti, oltre a riaprire bar, pizzerie e altre attività di ristorazione, si liberalizza l’attività motoria senza alcuna limitazione.

Nel punto 1 dell'ordinanza si legge che: "Sono consentiti gli spostamenti all’interno del proprio Comune o verso altro Comune per lo svolgimento di sport individuali", a partire dalla data odierna. 

Attenzione, però, perché questa ordinanza ha nettamente infastidito il ministro Boccia, che si è detto pronto a procedere con una diffida qualora non sia ritirata; al contempo numerosi sindaci locali hanno affermato di voler proseguire con le norme precedentemente emesse dal Governo.

 

 

 
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29 Aprile - I Giochi Olimpici di Tokyo 2020, già rinviati di un anno, esattamente dal 23 luglio all’8 agosto 2021, a seguito dell’epidemia per Covid19, rischiano addirittura di essere annullati. 

Infatti, il presidente del comitato organizzatore dei Giochi giapponesi, Yoshiro Mori, ha così dichiarato al quotidiano sportivo “Nikkan Sports”: "Se non riusciremo a controllare il contagio e non riusciremo ad avere la situazione completamente sotto controllo nel 2021, è possibile che le Olimpiadi vengano annullate". 

Mori ha escluso la possibilità di un ulteriore rinvio: “Pensando sia agli atleti che ai problemi causati all'organizzazione, è tecnicamente difficile rinviare la competizione di due anni".  

D’accordo con Mori si è mostrato il presidente dell'associazione medica giapponese, Yoshitake Yokokura, dichiarando che una buona riuscita dei Giochi sarebbe "eccessivamente difficile" se entro tale data non fosse disponibile il vaccino. "E' impossibile pensare di organizzare i Giochi in Giappone, accogliere decine di migliaia di atleti, tecnici, dirigenti e pubblico da tutto il mondo, senza che prima non ci sia stata una diffusa campagna di vaccinazione. Non sto dicendo che non dovrebbero aver luogo, ma sarebbe particolarmente arduo disputarli", le sue parole. 

Del resto, alcune perplessità erano stato espresse qualche giorno fa da Kentaro Iwata, professore nel dipartimento di malattie infettive dell'Università di Kobe, che aveva sostenuto come per la disputa delle Olimpiadi di Tokyio “occorrono due condizioni: il controllo della Covid-19 in Giappone e ovunque, perché devi invitare atleti e spettatori di tutto il mondo". 

Oggi, di contro, la lettera aperta del presidente del CIO, Thomas Bach, che invita a non arrendersi, a considerare Tokyo 2020 (ma '21) in una "opportunità unica" di rilancio, non solo dell'olimpismo. Ecco il testo: 

"Proseguiamo a lavorare e a dialogare fruttuosamente con gli atleti e i Comitati olimpici nazionali. Basandoci sulle indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ci regoliamo circa eventuali adattamenti dell'organizzazione e degli afflussi delle masse in momenti come questo. Ma abbiamo un'opportunità unica, fare in modo che Tokyo 2020 diventi il festival del genere umano, il simbolo della resilienza e del superamento del nuovo coronavirus. Immaginate che segnale potente di speranza per il mondo sarebbe questa Olimpiade: la fiamma olimpica può essere la luce in fondo all'oscurità di questo tunnel in cui ora si trova l'umanità".

"Di fronte a noi abbiamo una sfida senza precedenti: organizzare un'Olimpiade che è stata rinviata. Questa è una 'prima volta' nella lunga storia dell'olimpismo, e un compito enormemente impegnativo per il CIO, i nostri partner e amici giapponesi e per tutti i membri della comunità olimpica. E' una situazione nuova in cui dovremo mostrare solidarietà, creatività, determinazione e flessibilità. Tutti dovremo fare dei sacrifici e dei compromessi: circostanze straordinarie richiedono misure altrettanto straordinarie. E ognuno dovrà fare la propria parte, compresi noi membri del CIO. Abbiamo chiarito che continueremo a fare la nostra parte e a essere responsabili per ciò che ci compete, a livello operazionale e di costi, nei termini degli accordi presi per il 2020 con i partner e amici giapponesi. E' troppo presto per quantificare, ma sappiamo già che ci accolleremo diverse centinaia di milioni di dollari come conseguenza di questo rinvio. Ecco perché abbiamo bisogno di revisionare tutti i servizi che forniremo per questi Giochi rimandati. La task force con il simbolico nome di 'Here we Go' sta già lavorando, velocemente e con alta professionalità, e sono state stabilite delle priorità per rendere questi Giochi un successo. Fra queste priorità c'è, al primo posto, la creazione di ambienti sani con la massima tutela della salute e delle sicurezza di tutti i partecipanti”.  

 

 
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28 Aprile - La Provincia autonoma di Trento apre da domani alla corsa senza limitazioni nel territorio, per ogni atleta, del proprio Comune, mantenendo la distanza di almeno due metri da altre persone. Obbligatorio portare con sé una mascherina, da indossare però solo in prossimità di altre persone.

Ecco il testo dell’ordinanza firmata dal presidente Maurizio Fugatti:

a) che, dal giorno 29 aprile 2020 e fino al giorno 3 maggio 2020 compreso, sia consentito lo svolgimento di attività motoria, limitatamente a passeggiate e corse a piedi, nel territorio del proprio Comune, mantenendo comunque la distanza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività;
b) che l’attività prevista dalla lettera a) possa essere svolta con accompagnatore nel caso di persone non completamente autosufficienti e per i minori; 
c) che nello svolgimento dell’attività motoria prevista dalla lettera a), i minori possano essere accompagnati anche da entrambi i genitori, come disposto dall'ordinanza del presidente del 25 aprile 2020, o da congiunti facenti parte dello stesso nucleo familiare, sempre nel rispetto della distanza di un metro da ogni altra persona non facente parte del nucleo familiare o di due metri, nel caso di svolgimento di attività sportiva
d) che nello svolgimento dell'attività motoria, sia necessario portare con sé una mascherina, da indossare nel caso in cui ci si trovi in prossimità di altre persone, sempre comunque assicurando il rispetto delle distanze individuate dalla lettera a). Tale obbligo non vige per i bambini di età inferiore ai sei anni e per le persone che non tollerino l'utilizzo della mascherina a causa di particolari condizioni psicofisiche, attestate da certificazione medica, come disposto con ordinanza del presidente del 25 aprile 2020.

Restano altresì impregiudicate le ulteriori disposizioni recate dalle pregresse ordinanze del presidente della Provincia adottate in tema di emergenza epidemiologica da covid-19.

 
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28 Aprile - L’ordinanza firmata dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, aveva dato la possibilità da ieri, lunedì 27 aprile, di “svolgere individualmente attività motoria all'aperto, ove compatibile con l'uso obbligatorio della mascherina, in prossimità della propria abitazione, e comunque con obbligo di distanziamento di almeno due metri da ogni altra persona - salvo che si tratti di soggetti appartenenti allo stesso nucleo convivente - nelle seguenti fasce orarie: ore 6,30-8,30; - ore 19,00-22,00".                      

Ma le immagini che ritraevano un’invasione di runner per le vie di Napoli, soprattutto sul Lungomare, e in tutta la Regione, avevano infastidito il Governatore che aveva fatto pubblicare una nota ufficiale sul sito della Regione:

"Oggi, lunedì 27 aprile, dopo molte settimane si è consentita la mobilità in due fasce orarie, dalle 6,30 alle 8,30 e dalle 19 alle 22. E' stata una misura presa per dare respiro soprattutto alle famiglie con bambini.
Abbiamo verificato per strada un eccesso di persone senza mascherine, senza distanziamento sociale, con assembramenti pericolosi. E' indispensabile ribadire che l'ordinanza vigente rende obbligatorio:
1) uso delle mascherine
2) distanziamento sociale
3) mobilità solo nelle vicinanze della propria abitazione
Non è assolutamente consentita una mobilità senza limiti, non protetta, disordinata.
Le Forze dell'Ordine, le Polizie Municipali, sono invitate a garantire il rispetto rigoroso dell'ordinanza.
Il diffondersi di comportamenti irresponsabili, produrrebbe una ripresa forte del contagio e renderebbe inevitabile il ripristino immediato del divieto di mobilità.
E' evidente a tutti che se non c'è da parte di ogni singolo cittadino senso di responsabilità, si rischia di prolungare all'infinito l'emergenza e la sofferenza di tutti, soprattutto dei bambini". 

Evidentemente, l’invasione è continuata, e il risultato finale è  stato il dietrofront della Regione che, sfruttando l’impossibilità di svolgere attività motoria con le mascherine, ha nuovamente bloccato la corsa. Ecco il "chiarimento" apparso oggi sul sito della Regione Campania:
“L'Unità di Crisi attraverso il chiarimento n.21 all’Ordinanza n.39 del 25 aprile 2020 (Attività motoria) precisa ulteriormente quanto espresso nella stessa ordinanza: si può passeggiare, ma è vietato fare jogging. In particolare: "...non è permesso svolgere attività di corsa, footing o jogging, in quanto le dette attività sono incompatibili con l’uso della mascherina perché pericolose ove svolte con copertura di naso e bocca e tenuto conto che chi esercita tali attività emette microgoccioline di saliva (droplet) potenziali fonti di contagio. L’attività motoria permessa (sostanzialmente passeggiate) deve essere svolta in prossimità della propria abitazione, con divieto assoluto di assembramenti e con obbligo di utilizzo delle mascherine e di rispetto della distanza minima di due metri".

Ricordiamo, infine, che le misure previste dal Governo dal prossimo 4 maggio prevedono la possibilità di restrizioni da parte delle Amministrazioni Regionali e Comunali.

 
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27 Aprile - La nuova ordinanza della Regione Veneto, la numero 56 del 27 aprile 2020, è stata  resa nota dal presidente della Regione, Luca Zaia, che permette a tutti i cittadini veneti di uscire di casa per passeggiate e attività fisica all'aperto senza limiti nel territorio del proprio comune, ma obbliga all’uso della mascherina. Il tutto è entrato in vigore alle 18 del 27 aprile ed è valido fino alle 24 del 3 maggio.

Ecco il testo ufficiale: “È consentito lo spostamento individuale per attività motoria e attività all’aria aperta, anche con bicicletta o altro mezzo, in tutto il territorio comunale di residenza o dimora, con divieto di assembramenti e con obbligo di rispetto della distanza di m. 1 tra le persone, salvo quelle accompagnate in quanto minori e non autosufficienti, utilizzando mascherina e guanti o garantendo l’igiene con idoneo liquido igienizzante”.

 
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