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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Pur di abbattere il muro delle 2 ore in maratona le si studiano tutte…

Così, in attesa del tentativo del primatista del mondo programmato il 12 ottobre a Vienna, in Spagna hanno inventato una maratona interamente in discesa.

L’evento si è disputato lo scorso 22 settembre, la 1^ edizione della World Fastest Marathon, con il tracciato che parte sopra la località sciistica di Pradollano, nelle montagne della Sierra Nevada, a 2.605 metri, e termina a 667 metri nella storica città di Granada su strade interamente asfaltate; un percorso in discesa al 100% (meno di 1 km è senza pendenza), un dislivello di 1.938 metri e una discesa media totale del 4,6%. Il keniano Anthony Karinga Maina (un atleta di seconda fascia con un PB certificato di 2h22:38 a Salisburgo a maggio 2019) ha vinto in 2h09:38, fallendo nettamente il tentativo: Karinga Maina ha rallentato decisamente nel finale per i dolori ai polpacci dovuto ai tanti chilometri in discesa;  infatti, al passaggio al 30° km in 1h25:40 è passato più veloce di quanto avesse fatto Kipchoge (1h06:45) a Berlino, un anno fa, nel giorno del record del mondo, e più veloce anche del record del mondo sulla distanza, quell’1h26:47 stabilito da Moses Mosop nel 2011 a Eugene.

Questi i parziali: 5km in 13:45, 10km in 27:56, 15km in 41:51, 20km in 56:16, 21,097km in 59:30, 25km in 1h10:21, 30km in 1h25:30, 40km in 2h01:14. 

In classifica, dietro Karinga Maina, è secondo lo spagnolo Juan Calderon Ramos in 2h37:38, terzo l’altro keniano Julius Ndiritu Karinga, in 2h43:34.

Tra le donne successo della spagnola Linda Ana Blanco in 3h31:53 sulla danese Asta Hubeck-Graudal, seconda in 3h37:49, e sulla neozelandese Diep Ngoc Lam, terza in 3h:43:27.

Chiaramente i tempi non sono omologabili; sorprende, però, che diano la possibilità di accreditarsi alla Maratona di Boston, storica maratona – a sua volta - dai record non omologabili. 

 

 

Martedì, 01 Ottobre 2019 23:11

Turi (BA) - 19^ Quattro passi nella storia

29 Settembre - Quattro piacevoli passi nella storia li abbiamo fatti nella mattinata a Turi, sotto un cielo estivo, con tanta accoglienza e voglia di correre e stare insieme.

Diciannovesima edizione, una delle migliori a mia memoria: la DOF Amatori, la storica società locale creata e guidata da Franco Laera, dopo un breve periodo di appannamento, nelle ultime annate ha ripreso al meglio l’attività, tornando a crescere quantitativamente, qualitativamente e nell’organizzazione della manifestazione.

Unico punto da cambiare, l’orario di partenza, fissato alle 10.00, troppo tardi e troppo caldo: il buon Franco immaginava una giornata più fresca e che invitasse a restare a letto un po’ di più, si è trovato invece la tipica giornata pugliese estiva d’autunno, che permette di tornare a mare!

Strade centrali bloccate con notevole anticipo, con parcheggio previsto in Piazzale Pozzi, con tanto di bagni chimici, ai quali si somma la struttura fissa nella Villa cittadina.

Il quartiere generale è fissato in Via Gramsci, sotto la mura di cinta di quel famoso carcere che in altra epoca “ospitò” l’intellettuale comunista; in una stradina attigua si ritirano facilmente pettorali, chip e pacchi gara per chi ne abbia fatto richiesta. Iscrizione base fissata a sei euro, con il premio di partecipazione (una somma di prodotti alimentari ai quali si aggiunge un’utilissima bomboletta di Svitol), un euro in più.

600 gli iscritti della vigilia, un discreto numero se si analizzano le tante concomitanze e la preparazione in corso di mezze e maratone autunnali; ai Fidal si aggiungono oltre settanta liberi, tra i quali spicca Cosimo Girolamo, il caro atleta che corre su due stampelle e la sua unica gamba, un’icona della voglia di reagire e di raggiungere gli obiettivi.

La voce della manifestazione è di Antonio Torres, schietto e vivace, che commenta ogni fase con la sua intelligente spontaneità, aggiungendo sempre una nota di piacevole colore.

Con gli atleti che non faticano a cambiarsi e a vestire i completini sociali, dato il caldo che aumenta di minuto in minuto, si è già pronti con largo anticipo; per fortuna ci pensa Margherita Milano, atleta della DOF e personal trainer, a far muovere i corridori con musica ed esercizi fitness.
I più “fissati” ricorrono al tradizionale risveglio muscolare, tra corsa inizialmente blanda, brevi allunghi e tanto stretching.

Come da regolamento del Trofeo Terra di Bari, il circuito provinciale a tappe di cui la Quattro passi nella storia fa parte, la zona pole in partenza è riservata ai primi 50 uomini e alle prime 20 donne della classifica della precedente gara: predisposta la gabbia, ciascuno di questi atleti ha il pettorale contrassegnato da un bollino colorato, ma – come sempre – sono tanti i non aventi titolo a trovarsi nelle prime file.

Sole sempre più alto e contrario a chi fotografa in partenza; in compenso gli atleti sono ordinatamente schierati dietro la linea di via e dietro il cordone umano formato dai soci organizzatori. Qualche attimo di attesa, il permesso della Polizia locale, ed ecco partire il colpo che libera gli atleti sul tracciato.

Giro unico, con percorso inizialmente extraurbano, con due cavalcavia e un tratto di sterrato piuttosto lungo; dopo il ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, il progressivo ritorno nella città e nel centro storico, con numerose curve che spezzano il ritmo, e la pavimentazione antica in alcuni tratti che fa lavorare a doppio. Peccato che dopo il 9° chilometro, dopo il passaggio a livello, numerosi atleti prendano la direzione sbagliata tagliando di un buon 500 metri la distanza, non fermandosi né tornando indietro nemmeno dopo i ripetuti inviti di chi segue, né dichiarando il taglio nel post gara (mi piace pensare che sia stato un errore non voluto e non compreso, ricordo che il rispetto delle regole e dell’altro corridore sono alla base di questo sport, altrimenti meglio restare da soli e correre sotto casa).

Tracciato tecnico e nervoso, mai banale, apprezzato per gli scenari, un po’ meno per la fatica soprattutto sotto quel sole pieno: chiuso al traffico, sorvegliato (tranne, proprio, dopo quel maledetto passaggio a livello!).

La gara maschile vede nei primi chilometri condurre un trio composto da Grieco, Busto e Colasuonno; ben presto, però, il terlizzese dell’Atletica Castello di Firenze, il 21enne Vincenzo Grieco, aumenta il suo distacco sugli avversari e, pur non ancora al 100% della forma, va a conquistare il successo in 34:15, dopo aver scambiato il cinque con il papà. Speriamo che la vittoria odierna sia di buon auspicio per questo ragazzo capace ed umile affinché possa ottenere quelle vittorie importanti che sembravano alla sua portata da piccolino.

Alle sue spalle si presentano quasi in linea in fondo al Viale Grasmsci, Colasuonno e Busto; gli incitamenti sono tutti per l’atleta di casa che, letteralmente gasato dal pubblico, dà il meglio di sé: Nuccio Busto è  secondo in 35:29, davanti all’incredibile e brillante Simone Colasuonno, terzo in 35:35.
Michele Di Carolo (Atl. Amatori Cisternino Ecolservizi) è quarto in 35:53, Alessandro Cazzolla (Bitonto Runners) è quinto in 36:53, 4 secondi prima di Pietro Torroni (Futurathletic Team Apulia Barletta), sesto, e  6 prima di Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia), settimo.
Dopo l’estate, ecco il ritorno di Francesco Minischetti (Running People Noicattaro), ottavo in 37:09, che precede Vito Alò (Atletica Monopoli), nono in 37:29, e il bravo runcard Salvatore Cera, decimo in 37:40.

Al femminile non c’è storia, troppo più forte Mariangela Ceglia che corre e vince in solitudine in 39:20, 24^ assoluta: per la rappresentante della Futurathletic Team Apulia, l’ennesimo successo della carriera, augurandoci che per la 29enne altamurana i migliori momenti debbano ancora venire.
Secondo posto per Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva) in 41:34 , che sembra aver ritrovato il tradizionale vigore;  terza posizione per Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), in 42:03, che non si risparmia mai.

Strano ma vero trovare, forse in puro allenamento senza forzare, in quarta posizione Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), in 42:15, che può rallentare ma mai smettere di sorridere; quinta posizione per la 16enne Rebecca Volpe (Enterprise Giovani Atleti Bari) in 42:53, un’allieva che promette davvero.
Maddalena Carella (La Fenice Casamassima) è sesta in 44:44, seguono quattro atlete comprese nel giro di dodici  secondi: Adriana Dammicco (Atletica Bitritto) settima in 45:28, Filomena D’Adamo (Bitonto Runners) ottava in 45:30, Sandra Barbieri (Manzari Casamassima), nona in 45:31, Stefania Antonaci (Bio Ambra New Age Capurso), decima in 45:40.

557 i finisher, chiudono gli eterni Mara Legrottaglie (Runners del Levante) in 1:31:22 e Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto), in 1:35:32, inframmezzati da Cosimo Girolamo, che non conosce ostacoli.

Ottimo il ristoro finale con focaccia, pezzi di torte caserecce, mela ed acqua, il tutto confezionato in vaschette monoporzione, con i soliti “protagonisti” a fare incetta, passando e ripassando più volte.

Sollecitamente elaborate le classifiche (un chip restituito di un atleta non presente, passato involontariamente sul tappeto, colloca un SM70 nelle prime posizioni scatenando polemiche, per fortuna immediatamente sedate con la ristampa della classifica esatta), si può quindi procedere alla cerimonia di premiazione.

Si comincia, come prassi, dai due vincitori assoluti, Grieco, che si aggiudica il 6° Memorial Piero Palasciano,  e Ceglia, premiate con trofeo e sacca con prodotti per la cura dell’automobile; per passare ai meritevoli delle varie categorie, per fasce di età, i primi tre di ciascuna, tutti premiati con coppa. Premi anche per i primi tre medici (Nico Gatti, Rocco Affuso e Ugo Procoli), per i prime tre rappresentanti delle forze armate (Salvatore Cera, Andrea Reale e Francesco Giove), e i prime tre donatori AVIS (Paolo Sgarra, Pierpaolo Volza e Antonio Dell’Endice). L’estrazione del viaggio più maratona offerto dall’agenzia barese Vivi e Sorridi di Vito Viterbo premia questa volta Gianluca Lopasso, che… tornerà alle distanze lunghe.

Infine la premiazione delle prime cinque società per numero cumulativo di atleti giunti al traguardo: si autoesclude la DOF, vince l’Atletica Adelfia (46) su Amatori Putignano (39), La Pietra Modugno (27), Bitonto Runners (22) e Runners del Levante (22). Un premio speciale è consegnato a Cosimo Girolamo, star dell’evento.

Al termine della “passeggiata”, i complimenti per la DOF sono scontati, la manifestazione si è svolta in maniera corretta e lineare, la gente è rimasta soddisfatta e divertita, i minimi nei espressi – conoscendo Franco e i suoi collaboratori – saranno senz’altro migliorati nella prossima edizione,  che potrebbe essere davvero importante, oltre a festeggiare il ventennale.

       

30 settembre - Bella e spettacolare la finale dei 5000 metri maschili ai Campionati Mondiali di Doha: vittoria per il 25enne etiope Muktar Edris in 12:58.85, il campione uscente, ma il meno accreditato del successo finale tra i favoriti. E dire che senza la wild card assegnata ai campioni in carica non avrebbe probabilmente partecipato a questi mondiali, dopo il periodo tribolato con diversi problemi fisici e scarsi risultati.   

Edris, invece, è riuscito a fare doppietta, al termine dell’accattivante sfida con il connazionale Selemon Barega, secondo in 12:59.70 nell’ultimo giro: i due erano scattati non appena il più giovane dei tre fratelli norvegesi Ingebrigtsen, Jacob, aveva provato il tutto per tutto a trecento metri dalla fine.

Jakob Ingebrigtsen è stato poi superato sul rettilineo d’arrivo anche dal canadese Mohamed Ahmed, terzo in 13:01.11, e dall’altro etiope Telahun Bekele, quarto in 13:02.29, tuffandosi letteralmente sul traguardo per mantenere almeno la quinta posizione in 13:02.93 ai danni del keniano Jakob Krop, sesto in 13:03.08 (PB). Settimo lo statunitense Paul Chelimo in 13:04.60.

Ritirato Filip Ingebrigtsen a 500 metri dal termine; staccato il fratello più grande, Henrik (13:36.25).

28 Settembre - La sola medaglia sinora conquistata dagli atleti azzurri ai Campionati Mondiali di Doha porta la firma della trentenne lombarda Eleonora Giorgi (Fiamme Azzurre), un bronzo splendidamente conquistato nella notte di sabato nella 50 chilometri di marcia.

Per l’Italia è la quarantaquattresima medaglia ai Campionati Mondiali, la sedicesima portata dalla marcia.

Come nella maratona del giorno prima, con le condizioni climatiche ai limiti della sopportazione, tra caldo ed umidità, la gara è partita alle 23.30 locali sviluppandosi sul lungomare di Doha, la "Corniche", illuminato a giorno, su un tracciato da ripetere 25 volte.  

Subito in testa un quartetto composto da Eleonora, dalle cinesi Rui Liang e Maocuo Li e dalla campionessa in carica, la portoghese Ines Henriques.

La prima ad abbandonare il gruppo, fino al ritiro, è stato proprio la portoghese, mentre le due cinesi dal 20° km hanno aumentato il ritmo staccando tutte le altre.

La nostra Giorgi, in difficoltà al 15° e soprattutto al 34° km, con attacchi di vomito, è riuscita però a resistere alla rimonta della ucraina Olena Sobchuk che era arrivata a soli 19 secondi dalla nostra atleta: progressivamente il distacco è tornato ad aumentare, anche per una crisi della ucraina, fino agli oltre quattro minuti finali.

Oro quindi alla 25enne cinese Rui Liang in 4h23:26 davanti alla 26enne connazionale Maocuo Li, argento in 4h26:40, e ad Eleonora Giorgi, bronzo in 4h29:13 (il PB di Eleonora, in condizioni normali è di 4h04:50, primato europeo realizzato a metà maggio, vincendo in Coppa Europa all’esordio sulla distanza). Quarta la Sobchuk in 4h33:38.  

Grande soddisfazione per la marciatrice azzurra, allenata dall’ex cinquantista Gianni Perricelli, che festeggia con due bandiere tricolori il primo podio in un grande evento internazionale, dopo averlo sempre mancato in passato nella 20 km.

Complimenti alla nostra Eleonora per la tenacia, la sopportazione del dolore, la voglia di non arrendersi, di reagire, di affermarsi: davvero un simbolo per lo sport italiano tutto.

Purtroppo ritirate le altre due azzurre, Maria Vittoria Becchetti, dopo il 30° km, e Nicole Colombi (portata via in barella), dopo il 40°, quando era quindicesima.  

Tra gli uomini successo per il 31enne giapponese Yusuki Suzuki in 4h04:20, sul 43enne portoghese Joao Vieira, secondo in 4h04:59, e sul canadese Evan Dunfee, terzo in 4h05:02.

Gli azzurri: 16° Michele Antonelli in 4h22:20, ritirato Teodorico Caporaso prima del 35° km.

Le parole di Eleonora Giorgi nel post-gara: “E’ la prima medaglia italiana in questi Mondiali e la prima anche per me. Sono contenta e fiera di averla conquistata con la maglia della Nazionale. Ho usato testa, gambe e soprattutto il cuore, per superare i problemi di stomaco che mi hanno rallentata, ho anche rischiato di non farcela, ma ci tenevo veramente tanto. Sapevo che era un’occasione da cogliere e non volevo lasciarmela scappare. Una gara difficile per tutti, nessuno è abituato a competere in queste condizioni. Per me questa medaglia ha un valore inestimabile, è qualcosa di grande, al termine di una stagione magica. La dedico a me stessa, per aver tenuto duro e aver creduto in questo sogno senza mai arrendermi”.

Domenica, 29 Settembre 2019 22:03

Pavia - 18^ Corripavia H.M. e 10 km

29 Settembre - L’edizione numero 18 della Corripavia Half Marathon registra il successo di David Nikolli, atleta albanese della società organizzatrice, l’Atletica Cento Torri, in 1h09:09, al secondo successo nella manifestazione dopo quello del 2016 (ai quali può aggiungere quelli sulla 10 km nel 2017 e nel 2018). Stefano Meroni (Corro Ergo Sum) è secondo in 1h10:28, seguito da Alessandro Bossi (Asd Gp Garlaschese), terzo in  1h11:15.

Tra le donne, successo per Benedetta Broggi (Raschiani Triathlon Pavese)in 1h23:41 che precede  Karin Angotti (Asd Gp Garlaschese), seconda in 1h24:15, invertendo le posizioni dello scorso anno.   Elena Zambelli (Gp Casalese) è terza in 1h28:09.

766 i finisher.

Nella 10 km competitiva, sul nuovo percorso omologato Fidal, vittoria del 25enne keniano Roncer Kipkorir Konga (Run2gether) in 29:40. Fabio Lusuardi (Atletica Calcestruzzi Corradini) è secondo in 33:14, mentre terza assoluta, e chiaramente prima donna, è la 23enne keniana Caroline Makandi Gitonga (sempre Team Run2gether) in 33:34. Quarto assoluto, terzo uomo, Alex Zulian (ASD Brancaleone Asti) in 34:13.

Il podio femminile è completato da Roberta Scabini (Running Oltrepò), seconda in 41:24, e dall’olandese Anouck Maria Johanna Van Belkom (Atl. Castel Rozzone) in 42:53.

266 i finisher.

In una manifestazione con particolare attenzione all’ecologia, senza l’uso di bottigliette di plastica, da segnalare lo svolgimento della 10 km non competitiva, della 10^ Minicorripavia Scuola, della Family Run di 2,5 km, unitamente alla quale si è corsa anche la Corripavia 4Parkinson, per sensibilizzare la popolazione sulle problematiche legate a questa malattia.

 

   

Domenica, 29 Settembre 2019 20:51

Doha: Sifan Hassan vince i 10000 donne

28 Settembre - Trionfo della 26enne Sifan Hassan, l’olandese di origini etiopi, nei 10000 metri in 30:17.62 (PB, migliore prestazione mondiale stagionale e  record nazionale) davanti alla giovane etiope Letesenbet Gidey (30:21.23, PB) e alla keniana Agnes Tirop in 30:25.20 (PB), che conferma il bronzo di due anni fa a Londra.

Quarto posto per la keniana Rosemary Wanjiru in 30:35.75 davanti alla connazionale Hellen Obiri, quinta in 30:35.82 (PB). Sesta la etiope Sembere Tiferi in 30:44.23 sulla sorprendente olandese Susan Krumins, settima in 31:05.40 (PB). A seguire, tre statunitensi :Marielle Hall, ottava in 31:05.71 (PB); Molly Huddle, nona in 31:07.24; Emily Sisson, decima in 31:12.56.  

Per Hassan è la prima medaglia di oro iridata dopo i bronzi sui 1500 metri di Pechino 2015 e sui 5000 metri di Londra 2017.

La gara, dopo il passaggio ai 5000 in 15:32:70, ha avuto il primo sussulto importante quando, a quattro giri dal termine, Gidey  ha accelerato improvvisamente staccando le cinque atlete che insieme a lei costituivano il gruppo di testa, con Tirop, Hassan e Obiri pronte a reagire, mentre subito si staccavano Teferi e Wanjiru.

Nei successivi due giri, Gidey guidava con 10 metri di vantaggio su Hassan e Tirop, con Obiri staccata a sua volta di 10 metri dalle due inseguitrici.

Ma, nella curva del penultimo giro, Hassan - aumentando decisamente il ritmo – era già nella scia di Gidey.

La campana che annuncia l’inizio dell’ultimo giro vedeva l’olandese riprendere e superare la etiope, correndo gli ultimi 400 metri in 61 secondi, e ottenendo così una grande vittoria.

Hassan ha corso i primi 5 km in 15.33.82, la seconda metà in 14.43.80.

27 Settembre - In una maratona condizionata da caldo ed umidità, con andatura lentissima per terminare “comunque” la gara,  è la favorita della vigilia, la 25enne keniana Ruth Chepngetich, ad aggiudicarsi il titolo mondiale in 2h32'43" davanti alla campionessa uscente, Rose Chelimo (Bahrain), seconda in 2h33'46", e a Helalia Johannes (Namibia), 39enne, terza in 2h34'14". 

Innumerevoli i ritiri, tra cui segnaliamo anche quello dell’altra azzurra, Giovanna Epis, dopo il 29 km, seguito a quello di Sara Dossena già descritto al seguente link: http://www.podisti.net/index.php/cronache/item/4913-sara-dossena-infiammazione-al-piede-sinistro-come-correra-stasera.html

32,7 gradi, umidità al 73,3%,  tanti malori e ritiri (28 e 40 finisher), 2h32:43 il tempo più lento della storia per una vittoria mondiale. In rapida sintesi la maratona mondiale femminile.  

La Chepngetich riporta l’oro mondiale in Kenia sei anni dopo il successo di Edna Kiplagat, oggi quarta in 2h35:36.

La gara

Partenza alle 23.59 locali (le 22.59 italiane); il percorso si sviluppa su un circuito di 7 km lungo la Corniche, il lungomare cittadino, perfettamente illuminato.

La gara, partita su ritmi lenti per il caldo, al 5° km, con passaggio in 18:21, vede al comando un gruppo formato da 25 atlete tra cui Sara Dossena, 24^ in 18:26. 35^ Giovanna Epis in 18:38.

All’8° km si ritira la etiope Roze Dereje

Al 10° km, passaggio in 36:44, in testa sempre il gruppo compatto (tra cui le keniane Visiline Jepkesho e Chepngetich, l'etiope Ruti Aga, Rose Chelimo –Bahrain-, l'israeliana Salpeter). Dossena è 22^ in 37:08, Epis 30^ in 37:43.  

Al 12° km si ferma Sara Dossena.

Al 15°, passaggio in 54:01, in testa un gruppo di 5 atlete composto da Chepngetich, subito ripresa dopo il primo tentativo di fuga, da Jepkesho e Kiplagat, dalla namibiana Johannes e da Rose Chelimo. Si stacca Lonah Salpeter, staccata di quasi un minuto; si ritira la etiope Aga. 30^ Epis in 57:42.

Al 20°km, passaggio in 1h12:34, sempre in testa il suddetto quintetto; segue a 52” Salpeter, poi Desi Jisa Mokonin (Bahrain), la campionessa d'Europa Volha Mazuronak e la portoghese Rocha. Si ritira l’altra etiope Roza Dereje. Epis è 31^ in 1:18:26.

Al 25° km, passaggio in  1h31:01, guidano Chepngetich, Kiplagat, Chelimo e Johannes; si stacca Jepkesho, quasi ripresa da Lonah Salpeter, che segue a 16”. Epis è 33^ in 1h40:25.

Tra il 28° e il 29° km si ferma anche Giovanna Epis.

Al 30° km, passaggio in 1h49:13, e al 35° km, passaggio in 2h07:23, guidano sempre Chelimo, Kiplagat, Johannes e Chepngetich. Si ritira anche Salpeter.

Al 36° km si produce in un allungo Ruth Chepngetich che stacca le compagne di fuga, con la sola Chelimo che contiene il distacco a soli 15 secondi. Seguono Johannes e Kiplagat, Intanto, si registra il ritiro di Eshete, Demise e della britannica Purdue.

Al 40° km comanda solitaria Ruth Chepngetich, che passa in 2h24:52, avviandosi verso la vittoria; segue a 30 secondi Rose Chelimo;  Helalia Johannes è terza  con 22” su Edna Kiplagat.

Quinto posto per la campionessa europea, la bielorussa Volha Mazuronak in 2h36:21, sesta la statunitense Roberta Groner in 2h38:44, settima la giapponese Mizuki Tanimoto in 2h39:09, ottava la nordcoreana Ji Hyang Kim in 2h41:24, nona la canadese Lyndsay Tessier in 2h42:03, decima l’altra nordcoreana Un Ok Jo in 2h42:23.

Le prime dieci classificate sono già qualificate per Tokjo 2020.

Le dichiarazioni delle italiane nel post gara

Dossena: “Per me un ritiro è una cosa inaspettata in qualsiasi gara, soprattutto a un Mondiale. Sono svenuta al 12° km per il caldo e l'umidità, altrimenti avrei chiuso anche camminando, ma l’avrei portata a termine. Mi dispiace tantissimo, però le condizioni sono davvero proibitive. Non è più una maratona, ma una corsa a chi arriva. Per la squadra avrei finito sui gomiti, non mi hanno fatto continuare per ovvie ragioni. Ho perso quattro giorni di allenamento per uno stato infiammatorio al piede, ma nella condizione fisica in cui mi trovo non era importante e non è quello il motivo del ritiro. Provo delusione, non mi volevo fermare”.

Epis: “Lavorare duro per tutta la stagione e ritirarsi al primo mondiale di maratona con la scritta Italia sul petto è l’incubo di ogni atleta - il suo commento - Ci ho messo tutta me stessa finché il fisico me lo ha permesso. Tutto ciò mi servirà per arricchire la mia esperienza”.

 

27 Settembre - Eliminazione in batteria per entrambi i rappresentanti azzurri sui 5000 metri uomini, Crippa e El Otmani.

Il campione europeo sulla distanza, Yeman Crippa, è impegnato nella prima batteria, estremamente tattica, con passaggi lenti  (ai 1000 in 2:50, 2000 in 5:37,3000 in 8:17, 4000 in 10:56), con il gruppo di 14 atleti ancora sostanzialmente compatto. La gara si decide all’ultimo giro quando si cambia ritmo e tutti scattano, mentre Crippa resta indietro, sofferente ed incredulo. Chiude undicesimo in 13:29.08 (poi decimo per la squalifica di Jakob Ingebritsen), correndo l’ultimo mille in 2:32, subito  eliminato non classificandosi né tra i primi cinque per il passaggio diretto, né nei secondi cinque per l’eventuale ripescaggio con i tempi. Vince l'etiope Selemon Barega in 13:24.69 (ultimo mille in 2:28), sul keniano Jacob Krop (13:24.94) e sul connazionale Muktar Edris (13:25:00).  

Le parole di Crippa: “Cos’è successo nell’ultimo giro? Gli altri hanno cambiato passo e io sono rimasto lì. Merito di non entrare in finale. Peccato, ci ho provato, era il mio primo Mondiale assoluto ma evidentemente bisogna arrivare con ancora più lavoro. Oggi è stata una lezione, nessuno ti regala niente. Confermo che correrò anche i 10.000 e spero che andrà meglio”.

Nella seconda batteria, si gioca con i tempi in base alla prima: passaggio ai 1000 in 2:45, 2000 in 5:26, 3000 in 8:08, 4000 in 10:50, con successo finale dello statunitense Paul Chelimo in 13:20.18 sull’etiope Haile Bekele (13:20.45) e sul norvegese Filip Ingebrigtsen (13:20.52). Il nostro El Otmani si ritira invece dopo tre chilometri in fondo al gruppo, dichiarando: “Ero bloccato, non riuscivo a correre fin dai primi metri. Mi aspettavo di tutto tranne questa prestazione”.

27 Settembre - Preoccupazione in casa Italia per le condizioni di Sara Dossena: la nostra maratoneta soffre infatti di un’infiammazione acuta dell’articolazione metatarso falangea del secondo sito del piede sinistro, come dichiarato anche sui social dal suo allenatore Maurizio Brassini.  Mentre l'ultimo tweet della Dossena, postato questa mattina alle 8,08, non sembrava allarmato: "Doha ..... Dossy e Brass stanno arrivando!" 

La 34enne bergamasca non si allena da domenica e martedì, appena giunta a Doha, aveva problemi persino ad appoggiare il piede.

Alcuni test sul tracciato effettuati nella serata di ieri hanno escluso il ritiro preventivo, ma le condizioni non saranno certamente le migliori.   

Ricordiamo che Sara Dossena sarà in gara insieme alla 30enne veneziana Giovanna Epis.

La partenza della gara è confermata per la mezzanotte locale:

http://podisti.net/index.php/notizie/item/4912-doha-la-iaaf-conferma-il-regolare-svolgimento-della-maratona-femminile.html

 

Live: fuori già a un quarto di gara. Aspetteremo la spiegazione dall'ennesimo tweet. Nel frattempo, intervistata da Elisabetta Caporale, la Dossena dichiara di essere "svenuta" al 12° km (quando peraltro era già oltre la ventesima posizione) ed essere stata fermata dall'organizzazione; se dipendeva da lei avrebbe "finito sui gomiti". Non c'entra il piede, ma il clima. Questo però del clima lo si sapeva già da anni, e allora forse era meglio allenarsi in queste latitudini piuttosto che raccogliere facili allori ed eurini in gare del Norditalia. Il suo "allenatore e non solo" (parole di Bragagna), Maurizio Brassini, pure intervistato dalla Caporale per Rai sport, ha parlato di un "picco di umidità", "situazione mai sperimentata dalle nostre parti", che sarà tale quale alle Olimpiadi di Tokio: ma "ci riproviamo". [Fabio Marri]

27 settembre - La IAAF ha comunicato sul proprio sito che la maratona femminile degli IAAF World Athletics Championships Doha 2019, prevista per la mezzanotte di stasera, si svolgerà regolarmente. Ecco di seguito il testo: 

La gara di stasera si svolgerà regolarmente come da programma. 
Le ultime informazioni meteorologiche confermano che la temperatura prevista per l’orario di gara sarà intorno ai 30°, con variazioni tra i 28° e i 30.9°, in linea con quanto previsto negli ultimi sei mesi. 
I team leader ed i medici federali sono stati informati delle condizioni meteo durante la riunione tecnica che si è svolta nella giornata di ieri, con la conferma di tutte le 69 maratonete iscritte al via (due erano le riserve). 
La IAAF ed il Comitato organizzatore locale hanno fatto tutto il possibile per ridurre al minimo i rischi legati al calore. Questi includono: 

- Svolgimento delle gare di resistenza alla mezzanotte locale
- Diffusione delle informazioni a tutte le Federazioni negli ultimi 6 mesi
- Aumento del numero di punti ristoro lungo il percorso
- Sovradimensionamento del piano medico 
- Reclutamento di esperti medici nel team
- Mantenimento della comunicazione tra i medici IAAF ed i medici dei team 

Il delegato medico IAAF Stephane Bermon ha rassicurato tutti gli atleti spiegando che le condizioni climatiche saranno monitorate continuamente e condivise con i vari team, per garantire lo svolgimento della gara senza particolari rischi per la salute. 
Qualsiasi decisione di modifica dell'orario di partenza dell'evento sarà presa entro le 22.30 su raccomandazione del delegato medico IAAF, che ha anche l'autorità di escludere qualsiasi atleta prima o durante l'evento nel caso riscontri rischi per la sua incolumità. 
Il dipartimento di salute e scienza della IAAF ha inviato consigli dettagliati sulla preparazione per competere in condizioni di caldo estremo, nel suo opuscolo Beat the Heat, a tutte le federazioni sin dallo scorso giugno.

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