Direttore: Fabio Marri

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Si torna a correre, per la 14^ edizione, una gara atipica che negli anni ha saputo attrarre sia gli amanti della strada che quelli della corsa in montagna, fino a sfiorare i mille partecipanti; perché il tracciato che porta dai 300 metri di Vestone, nell'alto bresciano, al punto più elevato del percorso (poco sopra i 1000 metri di altezza) e ritorno, è un mix ideale per gli atleti che apprezzano percorsi vari, mai monotoni, salite e discese difficili ma non impossibili, alla portata degli stradisti. Il tutto in un contesto naturale, tra boschi, sentieri e panorami che rendono la fatica meno…faticosa.

Una gara ideale per chi pensa alle “lunghe”, un ottimo allenamento, ma anche interpretabile in modo meno agonistico, se ogni tanto si vuole tirare il fiato.

Gara nazionale Fidal, quindi risponde a tutte le normative in merito, fortemente voluta da Paolo Salvadori, anima, cuore e motore della manifestazione, organizzata dalla ASD Libertas Vallesabbia, società di cui è presidente. Sotto trovate la sua lettera agli atleti.

IL PERCORSO DELLA TRE CAMPANILI 

Gentili atleti,

con immenso piacere vi comunichiamo che la corsa podistica Ivars Tre Campanili Half Marathon, giunta quest’anno alla sua XIV edizione, è stata confermata per domenica 4 luglio 2021.
Come Comitato Organizzatore stiamo lavorando intensamente nella volontà di farvi vivere in tutta sicurezza momenti magici in una splendida cornice che unisce natura e cultura, attuando i dovuti protocolli sanitari e in ottemperanza alle norme anti-contagio.
In quest’ottica, pertanto, la manifestazione sarà a numero chiuso con un massimo di 500 partecipanti.
In attesa di ricevere informazioni più dettagliate in merito alla gara e all’apertura delle iscrizioni, vi invitiamo a seguire la nostra pagina Facebook, in costante aggiornamento.
E nel frattempo… SAVE THE DATE, 4 luglio 2021

Paolo Salvadori 

https://www.trecampanili.it/

 

 
 
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Mercoledì, 03 Marzo 2021 16:46

Il Giro dell’Umbria ci prova ad aprile

In questi tempi così difficili per la regione umbra, travolta dalla “variante inglese” e da cosiddetti “focolai” del coronavirus, con l’ottimismo della volontà si ufficializza il programma dell’edizione 2021 del Giro Podistico dell’Umbria, lanciando un messaggio di speranza e di fiducia (e vedremo se si riuscirà a svolgere anche la Strasimeno, ora prevista per l’11 aprile).

La gara a tappe lo scorso anno era stata spostata da aprile a inizio ottobre, con ottimo esito come non mancammo di segnalare, da testimoni diretti.

http://podisti.net/index.php/cronache/item/6551-giro-dell-umbria-la-prima-tappa-a-loitanyang-e-la-enriquez.html

(e così per le tre tappe seguenti).

Ora Sauro Mencaroni e il suo staff dell’Atletica Capanne e dell’Athletic Team ritornano alla formula abituale di aprile, prevedendo l’effettuazione delle tradizionali 4 tappe nel pieno rispetto dei protocolli sanitari come già accadde nello scorso autunno.

Delle tappe, rispetto al 2020 sono cambiate le prime due: il programma prevede infatti per giovedì 15 aprile la prima tappa a Campello sul Clitunno (fra Trevi e Spoleto), 10 km con partenza alle ore 17:00.

Stesso orario anche per le due frazioni successive, la seconda a Monte Buono (sul Trasimeno, non lontano da Magione dove si svolse la terza tappa del 2020), per 9,2 km; con la terza si torna nella bellissima Città della Pieve per 9,8 entusiasmanti km.

La chiusura di domenica 18 aprile si replica a Tuoro sul Trasimeno con la tappa più lunga, nei luoghi della battaglia di Annibale, 11,4 km con partenza alle ore 10:00.
Sempre a Tuoro, presso il campeggio Punta Navaccia al margine del parco archeologico, si svolgeranno le premiazioni finali, esattamente come sei mesi fa.

Le iscrizioni sono già aperte, il costo è di 45 euro fino al 31 marzo per poi passare a 55 euro. Chi ha preso parte ad almeno 10 edizioni dovrà versare solamente 40 euro.
Gli organizzatori hanno posto un tetto massimo di adesioni a 300 partecipanti, ma bisogna considerare che è possibile aderire anche alle singole gare giornaliere. Contattando gli organizzatori si potranno avere anche riferimenti logistici per la settimana di gara a prezzi convenzionati presso strutture poste in riva al lago Trasimeno.
Incrociamo le dita, ma 19esima edizione del Giro dell’Umbria potrebbe davvero essere il primo passo sulla via della rinascita.

Per informazioni: Atl. Capanne, tel. 347.4416086, www.atleticacapanne.it

 
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Nei tempi normali, le domeniche pomeriggio e sera per la nostra redazione (e sicuramente per tutte le redazioni sportive) erano ore spasmodiche: si trattava di inserire cronache, classifiche, fotografie, e c’era da scegliere, tra gli eventi del giorno, quelli più meritevoli di apparire in evidenza. Si faceva regolarmente l’una.
Oggi, ultimo giorno di febbraio 2021, quando la primavera è ormai nell’aria, e si comincia a correre in maniche corte e senza calzemaglie o ‘ciclistini’, è tanto se abbiamo da parlare di un record nella mezza maratona e di un altro in una lontana 42 giapponese: che si dividono l’evidenza con la lista delle corse annullate, gli auspicii per gare di giugno od oltre, e i riflessi di gare disputate una settimana fa.

C’è un amico che si occupa di calendari podistici e tutti i giorni mi messaggia con “ormai rinuncia alle corse, mettiti il cuore in pace – annullata questa – morta quest’altra – tutto in zona rossa - pandemia”. Crepi l’astrologo, però la situazione di oggi è così, e i titoli di prima pagina dei giornali si colorano di tinte da far invidia alle parrucchiere di Lilly Gruber e di Giovanna Botteri: “Avanza l’arancione scuro”, “La Romagna si tinge di scuro”. E serve poco fare dell’ironia sulla simbologia semaforica complicata dalle indecisioni e dalle ipocrisie dei governanti e amministratori: così è, se vi pare.
Poco vale se il professor Francesco Landi, primario di riabilitazione geriatrica al Gemelli di Roma, e particolarmente impegnato nel reparto dei contagiati da Covid, asserisce: “Non sono negazionista, conosco bene il Covid” (nb: l’accusa di “negazionismo” è l’arma più comoda per rifiutare il confronto con idee meno semplicistiche e grossolane del “chiudere tutto”; come se la scienza e le conoscenze non andassero avanti solo “negando” i pregiudizi vigenti), “ma dico che la pratica sportiva è essenziale per la salute e si può svolgerla senza rischi. Piscine e palestre sono un luogo di cura: la gente deve poter andare a ‘curarsi’”.

Qualche segnale di ripensamenti sta tuttavia nascendo tra chi dirige l’Unione Europea: dopo i grossolani errori di calcolo, da principio sui modi per arginare la pandemia, poi sui mezzi per combatterla (leggi vaccini, avallati a volte troppo presto a volte troppo tardi, e prenotati o pretesi con faciloneria come se bastasse un Dpcm per fabbricarli), si fa strada non solo tra pochi Stati, ma ai vertici comunitari, l’idea del ‘passaporto sanitario’, o come lo si chiama adesso,  “certificato digitale” (la parola “digitale” è magica, tutti le si inginocchiano davanti) “per aprire corsie preferenziali nei viaggi”, non solo ai vaccinati ma anche, ovviamente, a chi è guarito dalla malattia, e pure a chi abbia test negativo.
La cosa dovrebbe aprire spiragli di sicurezza e fattibilità anche per lo sport amatoriale, non solo quello disputato in stile-kermesse per pochi privilegiati cui far conseguire minimi olimpici o aggiornare gli albi d’oro, ma lo sport di tutti noi: quei “noi” la cui voglia di correre manda esauriti i numeri chiusi delle poche gare rimaste in programma (la mezza di San Benedetto, abolita 36 ore prima dello svolgimento, aveva chiuso le iscrizioni da una settimana: l’ultramaratona del Chianti, prevista fra tre settimane, ha già raggiunto la cifra massima di iscritti ed ha una lista d’attesa come i voli per la Sardegna a Ferragosto).

Un altro segnale più concreto ci viene da “fuori Italia”: “Poveri voi italiani, al ritmo d’Europa”, virgoletta un titolo del “Corriere della Sera” di questa stessa domenica 28, che nella prima riga del titolo chiarisce: “San Marino, tutti pazzi per lo Sputnik”. Mentre da noi si inauguravano le primule e i capannoni ad alto valore architettonico, ma i frigoriferi degli ospedali restavano semivuoti, nella vicina Repubblica (che, non dimentichiamo, fu la prima ad organizzare una maratona, disputatasi senza conseguenze sanitarie giusto cinque mesi fa) “ristoranti e caffè sono ancora aperti” (continuiamo a leggere il Corrierone): si conta di immunizzare in poche settimane 22mila residenti (con esclusione di chi è già guarito e dei giovanissimi) e qualche transfrontaliero lavoratore della sanità. Delle dosi necessarie, 7500 saranno del russo Sputnik, prontamente omologato; le altre saranno di Moderna e Pfizer (a proposito di Pfizer, ricordo i reciproci auguri che durante la maratona di San Marino facevamo con due atlete che allegramente correvano con la maglietta Pfizer).
L’articolo cita una sola volta anche AstraZeneca, ma solo per un paragone con lo Sputnik che (secondo un intervistato) sarebbe “più efficace”, e già impiegato con successo anche all’ombra del Titano. “Perché dovremmo farci problemi? – dicono quasi tutti” (prosegue l’articolo). Tralascio il “sarcasmo nei confronti dei dirimpettai”, cioè di noi italiani, attaccati ai si-dice sul prossimo Dpcm e sugli attuali Rt o indici di positività, e sui plateau dopo i picchi; e il rimando a Israele o Gran Bretagna che, non essendo euro-dipendenti, stanno vaccinando tutti a ritmi per noi impensabili.

In campo politico ci sono almeno due frasi storiche citabili: Vegna Franza vegna Spagna, purché se magna; o più nobilmente, non importa se il gatto è bianco o nero: basta che acchiappi i topi. Scusate se, nella settimana che vorrebbe stordirci di solo Sanremo, ci vengono in mente le parole di una canzone che vinse a Sanremo nel 1987, interpretata da tre cantanti-sportivi come Morandi, Tozzi e Ruggeri che allo sport si ispirarono:

Se la tua corsa finisse qui - Forse sarebbe meglio così - Ma se afferri un'idea - Che ti apre una via - E la tieni con te o ne segui la scia - Risalendo vedrai quanti cadono giù - E per loro tu puoi fare di più.

In questa barca persa nel blu - Noi siamo solo dei marinai - Tutti sommersi, non solo tu - Nelle bufere dei nostri guai…

Si può dare di più perché è dentro di noi - Si può osare di più senza essere eroi - Come fare non so, non lo sai neanche tu - Ma di certo si può dare di più.

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Val di Zoldo (Dolomiti Bellunesi), 26 febbraio 2021 – Si riparte da dove ci si era fermati, vale a dire dai cinque percorsi presentati all’indomani della settima edizione, quella del giugno 2019. Lo staff organizzativo di Dolomiti Extreme Trail, evento di trail running della Val di Zoldo (Belluno) costretto a rinunciare all’edizione 2020 a causa dell’emergenza sanitaria, non si è mai fermato e ora rilancia, annunciando che l’edizione 2021 è in calendario dall’1 al 13 giugno prossimi: verranno riproposti i tracciati ormai tradizionali sui 103 chilometri (7.150 metri di dislivello positivo e altrettanti di dislivello negativo, la 55 chilometri (3.800 metri di dislivello) e sui 23 chilometri (1.000 metri di dislivello) e sarà data ai concorrenti la possibilità di gareggiare su altri due percorsi, uno di 73 chilometri, con 5.500 metri di dislivello, e uno, accessibile a tutti, di 11 chilometri e 700 metri di dislivello. Il via alla 103 K verrà dato alle 22.09 di venerdì 11 giugno, la partenza della 73 K alla mezzanotte e quella della 55 K alle 5 di sabato 12. La 23 K, la 11 K e le due prove della Mini Dxt riservata ai più piccoli si svolgeranno nella mattinata di domenica 13.

La partenza e l’arrivo sono previste a Forno di Zoldo per tutte le gare. I percorsi “Dolomiti Extreme Trail”, sono gare qualificanti per UTMB (Ultra Trail du Mont Blanc); sono valutati e certificati da ITRA (International Trail Running Association) e assegnano ai finisher i seguenti punti: 103 K: 5 punti ITRA; 72 K: 4 punti ITRA; 55 K: 3 punti ITRA; 22 K: 1 punto ITRA.

Le iscrizioni si apriranno l’1 marzo e si chiuderanno al raggiungimento di 2 mila partecipanti totali (500 iscritti per 103, 72 e 55 K, 300 iscritti per 22 K, 200 iscritti per 11 K)  e comunque entro il 31 maggio.
Le iscrizioni dovranno essere effettuate on-line, con pagamento a mezzo conto corrente o tramite carta di credito, tramite Paypal. Un link dedicato sarà presente sul sito internet www.dolomitiextremetrail.com. Possono iscriversi gli atleti maggiorenni in possesso di certificato medico sportivo per l’attività agonistica, riconosciuto dalla nazione di residenza, indipendentemente dalla loro appartenenza a società o federazioni sportive.

«Non ci siamo mai fermati, abbiamo continuato a lavorare e lo faremo nelle prossime settimane» dicono Corrado De Rocco e Paolo Franchi, del comitato organizzatore. «Le difficoltà sono state tante e ancora ce ne saranno ma non vogliamo fermarci: vogliamo ripartire e abbiamo fatto e faremo di tutto per farlo, nel massimo rispetto delle normative che questo periodo di emergenza sanitaria impone. Lo scorso anno, quando abbiamo dovuto annullare la manifestazione, avevamo oltre mille iscritti, provenienti da 47 nazioni. Avere una cosa ampia partecipazione internazionale sarà possibile il prossimo giugno? Non lo sappiamo. Sappiamo però che è fondamentale ripartire, nello sport e in tutti gli ambiti. E con Dxt vogliamo contribuire alla ripartenza».

 

 

 
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Venerdì, 26 Febbraio 2021 18:48

50 anni di Duerocche: appuntamento al 24 e 25 Aprile

25 febbraio – "Cinquant’anni di Duerocche". L’emergenza sanitaria ha cancellato l’evento 2020, ma ora il classico appuntamento trevigiano, che ogni anno coinvolge migliaia di runners provenienti da tutta Italia, è pronto a ripartire. 

Il conto alla rovescia scatta oggi, a due mesi esatti dal 25 aprile, data tradizionale di una delle manifestazione podistiche più longeve d’Italia, e per la Duerocche si annuncia un’edizione ricca di novità. Il cinquantesimo anniversario, in un momento in cui la pandemia non può dirsi ancora sconfitta, coinciderà con un inedito format organizzativo, che prevede gare su due giornate e partecipazione aperta ai soliti agonisti. 

A Cornuda, quest’anno, si inizierà a correre nel pomeriggio di sabato 24 aprile, con la prova Cross Country, sulla distanza di 13 km con dislivello positivo di 600 metri e un massimo di 700 iscritti. Sempre sabato, ma in notturna, sul tragitto della Duerocche storica, si svolgerà la Asolo/Cornuda: 15 km con 710 metri di dislivello positivo e partecipazione aperta a 300 atleti. Domenica 25 aprile, toccherà alle due prove più impegnative: l’Ultra Trail da 50 km, con 2640 metri dislivello positivo e un massimo 400 iscritti, e il Trail sui 21 km, con 1040 metri di dislivello positivo e un tetto di 600 iscritti.  

Per un intero weekend, i sentieri sulle colline tra Cornuda e Asolo si riempiranno dunque di appassionati della corsa fuoristrada, pronti a lasciarsi conquistare dalla suggestione di un contesto storico e naturalistico con pochi eguali. 

Altra importante novità: per l’edizione 2021 la Duerocche cambierà la zona di partenza e d’arrivo. Le gare non scatteranno più da via della Pace, ma dalla centrale Piazza Giovanni XXIII, uno spazio più che sufficiente per contenere un evento che, oltre a rispettare i rigidi protocolli anti-Covid, risulterà necessariamente più snello, per numeri e contenuti, rispetto alle ultime edizioni.  

La Duerocche 2021 avrà un massimo di duemila partecipanti, per di più diluiti nell’arco di due giornate e quattro gare che scatteranno a distanza di ore una dall’altra. Per partecipare bisognerà essere tesserati ed avere un certificato medico agonistico, perché tutte le prove avranno carattere competitivo. Non è prevista la presenza di pubblico. Non faremo il Pasta Party. E’ ancora presto per ragionare sui protocolli di partenza, ma certamente sarà un evento da vivere, per tutti, in assoluta sicurezza”, spiega il presidente del comitato organizzatore Manuel Menegon.  

Le iscrizioni sono aperte dal 25 febbraio e sino al 4 marzo, per tutti coloro che, dopo aver aderito all’edizione 2020, vorranno confermare la partecipazione alla gara di quest’anno. Dal 5 marzo, invece, iscrizioni aperte a tutti, sino all’esaurimento dei posti disponibili.    

ABOUT DUEROCCHE

La Duerocche è nata nel 1972 per iniziativa di un gruppo di appassionati della corsa. Giunta alla 50^ edizione, è una delle manifestazione podistiche più longeve d’Italia. Il nome deriva dai luoghi di partenza e di arrivo che caratterizzavano il percorso originario: la Rocca monumentale di Asolo e il Santuario della Madonna della Rocca di Cornuda. Siamo nel cuore della Marca Trevigiana e la Duerocche coniuga al meglio le caratteristiche di un territorio unico: gli splendidi scorci naturali e le tradizioni di una terra che ha scritto pagine importanti della nostra storia. Nelle ultime stagioni, prima dell’emergenza sanitaria che ha cancellato l’edizione 2020, la Duerocche ha conosciuto una progressiva crescita di presenze, passando dai 1.700 partecipanti del 2006 agli oltre 6.000 del 2018, record assoluto di partecipazione. Oltre 50 mila gli atleti che hanno preso parte alla Duerocche dal 2006 ad oggi, a testimonianza di un evento ormai imperdibile per moltissimi appassionati provenienti da tutto il Nord Italia, e non solo.   

 

 

 
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Mercoledì, 24 Febbraio 2021 22:32

Sanremo (IM) - 2° Sanremo Ultra Trail

Nonostante la pandemia, domenica scorsa  21 febbraio si è disputata la 2^ edizione della Sanremo Ultra Trail, gara di interesse nazionale, con partenza all’alba, distanziamento e ogni misura di sicurezza compresa la mascherina indossata per gli iniziali 700 metri. 

Per la prima volta, alla tradizionale distanza di 32km (1750m D+), si è aggiunta la 62km (3300 m D+): le partenze, a scaglioni, da Piazza Borea D'Olmo (di fronte al teatro Ariston), sono avvenute dalle ore 5.30 alle 6.00 per la lunga e dalle 7.00 per la 32 km, rispettivamente con tempo massimo di 13 ore (e due cancelli orari) e di 6 ore.  

Gli iscritti della 62 km, dopo aver lasciato le vie asfaltate del centro di Sanremo, in un percorso ad anello unico,  sono passati sullo sterrato percorrendo sentieri in salita fino a raggiungere Perinaldo (38° km), dopo aver attraversato Bajardo e Apricale, per attraversare Vallebona, Ospedaletti, Bordighera e Seborga, fino a tornare a Sanremo, con arrivo in Piazza Cassini. 

La manifestazione è stata organizzata da Sanremo Bike School, presieduta da Fabio Carota, con il sostegno dell’assessorato al turismo guidato da Giuseppe Faraldi e di tutte le amministrazioni comunali dei centri attraversati.

350 gli iscritti, limitati per via della pandemia, onde garantire condizioni di sicurezza a tutti i partecipanti.

In una giornata soleggiata, nella gara più lunga, podio interamente francese con successo di Kenvin Vermeulen in 6h11:55 su Ugo Ferrari, secondo in 6h32:0, e Patrick Bringer, terzo in 6h37:15.
Quarto Alessio Zambon in 6h43:04 che ha così commentato la sua gara su facebook:  “Era mercoledì, al classico messaggio di Francesco Rigodanza, 'Allora pronto per Sanremo?', non sono riuscito a mentire perché avevo il senso di vomito al solo pensiero di tornare in gara. Lo sapevo che nei piani sarebbe stata una gara di allenamento, ma l’idea di prendere la terza batosta di fila, dopo tutte la passione che metto nella corsa, mi metteva veramente di cattivo umore. Confrontarsi in una gara con un livello così alto non era sicuramente l’antidoto giusto, perché di km nella gambe ne avevo pochi e di sicurezza in me stesso ancora meno. Sono stati mesi in cui però non sono rimasto immobile a piangermi addosso, mi sono messo in gioco e sono andato a fondo di ciò che pensavo non andasse bene. In teoria sapevo che potevo stare meglio, ma la pratica mi spaventava tantissimo. Poi la gara si rivela qualcosa di incredibile, un trail vero, quello duro e tecnico, con il tepore del clima ligure e gli orizzonti senza fine. Non mi guardo mai dietro, non domando mai ai volontari in che posizione sono, perché in quel momento sto sentendo che sto dando il meglio, tutto il resto viene di conseguenza. Realizzo solo alla fine di essere arrivato appena ai piedi del podio, e questa volta la batosta non l’ho presa, e cavolo quanto mi mancava il sentirmi soddisfatto. Ci voleva. Lascio solo qui lo spazio per i ringraziamenti, anche se ci vorrebbe un post ad hoc per quelli organizzatori che si fanno il mazzo per permetterci di correre. Fabio Carota ha veramente inventato una gara, tra le più belle che abbia corso, e l’ha fatto rispettando rigorosamente ogni minima normativa. Che ce ne siano sempre di persone come lui e tutto il suo team!” 

Quinto Silvio Pesce in 6h51:20, con Nicola Poggi sesto in 6h56:33. 

Prima donna (24^ assoluta), Chiara Giovando in 8h10:20 su Laura Besseghini, seconda in 8h13:50, e Guendalina Sibona, terza in 8h37:57. 

98 i finisher della gara più lunga, con 20 ritirati. 

Riccardo Borgialli ha vinto la 32km in 2h36:11 precedendo il francese Anthony Felber (2h36:16) e Davide Cheraz, terzo in 2h36:59; al femminile, successo di Stefania Merlo in 3h47:11, davanti a Laura Fanfani, seconda  in 3h55:52, e Serena Guida, terza in 4h00:37. 

170 i finisher, 27 non giunti al traguardo.

 

 

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Proseguono senza soste i lavori per l’organizzazione della 40^ edizione della Biella-Piedicavallo e della 4^ Balma-Piedicavallo. Nei giorni scorsi è stata abbondantemente superata quota 100 preiscritti con l’arrivo di alcuni nomi di rilievo nel panorama nazionale della corsa su strada.
Biella Sport Promotion e Gac Pettinengo, poi, sono liete di comunicare la propria partnership con un progetto sociale molto interessante che si sta sviluppando a Valdengo, fortemente voluto dal Rotary Club Valle Mosso,
 “Il Giardino dei Piccoli”.

E' un progetto che prevede la riqualificazione del parco dell'asilo e della scuola materna di Valdengo, promosso dal Rotary Club di Valle Mosso. L’idea è quella di offrire ai bambini la possibilità di esprimersi negli spazi esterni, facendo divenire il gioco una esplorazione, in un contesto che gli offra gli stimoli nuovi e nuove sfide da affrontare. Nel progetto sono previste: sistemazione del prato (scarifica superficiale, terra da coltivo e inerbimento), arredi e giochi in legno (percorsi sensoriali, ponti, casette, travasi, tavoli, sedie), restauro giochi metallici storici, tende per la tettoia. Il costo totale dell'intervento è di circa 40mila euro.
Il progetto completo è visualizzabile sul sito del Rotary Club Valle Mosso all'indirizzo: http://vallemosso.rotary2031.it/
La raccolta fondi viene organizzata usufruendo della piattaforma web “La rete del dono” dove è presente il progetto "Il Giardino dei Piccoli". Il link per accedere è https://www.retedeldono.it/it/iniziative/rotary-club-valle-mosso/corsa-podistica.biella-piedicavallo/corsa-podistica-biella. "La rete del dono" è un sito sicuro e la transazione potrà essere effettuata mediante bonifico, carta di credito, PayPal o Satispay. La donazione sarà deducibile dalla dichiarazione dei redditi. Eventualmente potrà anche essere fatta in forma anonima.

Nel frattempo, la 40^ edizione della Biella-Piedicavallo sarà una delle prime gare su strada nazionali sul territorio piemontese del 2021 e sta già raccogliendo nomi di alto livello. Nei giorni scorsi si sono iscritti in breve sequenza Italo Quazzola, Francesco Carrera, Catherine Bertone, Elisa Stefani, Sara Brogiato e Renè Cuneaz. Riassumiamo il loro profili

Italo Quazzola

Classe 1994 da Scopello, nel 2019 vinse la 39^ Biella-Piedicavallo siglando il nuovo record assoluto della gara in 1h04’28” abbattendo quello  detenuto da Alberto Mosca in 1h07’15”. Vedremo se riuscirà ad abbassarlo ancora battendo se stesso e, soprattutto, i circa 200 metri in più di gara che lo attenderanno: il percorso quest’anno subisce una piccola deviazione alla Balma per “superare” la frana che ha devastato la zona durante l’alluvione dell’ottobre 2020. Nel suo palmares recente la vittoria alla Tuttadritta 10K a Torino e alla corsa di Ospedaletto Valsugana nel 2019, anno nel quale ha chiuso 5° i tricolori di Cross ed ha avuto la grande soddisfazione di salire sul terzo gradino del podio nazionale sui 10mila metri e di vincere, con la nazionale azzurra, la Coppa Europa a squadre sui 10mila in pista. Nel 2020 ha vinto la mezza di Trino, chiudendo 9° agli italiani di mezza maratona. Quazzola è in gran forma e nei giorni scorsi ha vinto alla grande la prima prova di Cross dei CdS dell’Emilia Romagna. In precedenza si era aggiudicato il Cross del Parco Colletta a Torino. Ha un personale di 28'44" sui 10 km su strada e di 1h04'02" nella mezza maratona.

Francesco Carrera

Borgosesiano, classe 1990, cercherà il bis nella 4ª Balma-Piedicavallo, la gara più corta che ripercorre gli ultimi 7,1 chilometri del percorso con ben 330 metri di dislivello: anche lui nel 2019 riuscì ad ottenere il record assoluto, chiudendo in 24’58”. Nel suo curriculum del martoriato 2020 la vittoria alla StraMagenta 10K, il 4° posto ai Campionati Italiani Assoluti sui 5000 metri, il 6° agli Italiani Assoluti sui 10mila metri e il 10° agli Italiani di Mezza Maratona. Nel 2021 ha chiuso al 2° posto il Cross del Parco Colletta dietro a Quazzola. Ha un personale di 29'43" sui 10 km su strada e di 1h04'38" nella mezza maratona.

Renè Cuneaz

Valdostano classe 1988, tesserato per il Cus Pro Patria Milano, ha scritto negli anni scorsi una di quelle belle favole che lo sport sa offrire: non è un atleta professionista, ma si allena come se lo fosse, conciliando questa grande passione con il lavoro in acciaieria ad Aosta, ed è salito agli onori della cronaca nel novembre del 2019 quando si è aggiudicato il titolo italiano assoluto in Maratona. Sempre nel 2019 ha sfiorato il podio ai campionati italiani dei 10 km su strada, chiudendo al 4° posto. Nel 2020 lo ricordiamo secondo alla mezza di Trino e lo abbiamo visto in gara a ottobre alla Biella-Oropa quando chiuse al 6° posto. Ha un personale di 30'24" sui 10km su strada, 1h04'55" in mezza e 2h15'32" in maratona.

Elisa Stefani

Classe 1986, valenzana tesserata per la Brancaleone Asti, abbiamo potuto ammirarla più di una volta sulle strade biellesi, vincitrice dell’edizione 2018 del Giro delle Cascine a Gaglianico, seconda nello stesso anno alla Biella-Oropa dietro a Elena Romagnolo e nel 2019 alle Cascine dietro a Catherine Bertone. Campionessa d’Italia in maratona nel 2013 negli ultimi anni è stata tra le migliori d’Italia sui 10 km (argento tricolore nel 2019) e in Mezza Maratona (5^ ai campionati nazionali nel 2020). Ha vestito anche la maglia della nazionale azzurra chiudendo all’80° posto il mondiale di Mezza nel 2020 in Polonia. Ha un personale di 35’09” sui 10km, 1h13’32” in mezza e 2h31’57” in Maratona. 

Catherine Bertone

49 anni il prossimo 6 maggio, tesserata per la Calvesi Aosta, è una delle icone dell’atletica italiana. Oltre al grandissimo seguito di fans, di cui già gode nel Biellese, la consideriamo a tutti gli effetti nostra cittadina onoraria, avendo sposato l’amico Gabriele Beltrami ed avendo lavorato a lungo all’ospedale di Biella.
Nel suo chilometrico curriculum, impossibile non citare la 25^ posizione all’Olimpiade di Rio del 2016 e l’8° posto ai europei 2018 di Maratona: in quell’occasione vinse l’argento a squadre con la nazionale azzurra. Nel 2020 ha conquistato il bronzo agli italiani maratona a Reggio Emilia. Al momento detiene il primato mondiale di maratona master della sua categoria con 2h28’34” siglato a Berlino nel 2017. Il personale sulla mezza, invece, è di 1h12’39”. Lo scorso anno, in una delle poche gare organizzate durante la pandemia, chiuse al secondo posto la Biella-Oropa, dietro alla stella inglese Emily Grace Collinge.

 

Sara Brogiato

Classe 1990 di Moncalieri, in forza all'Aeronautica Militare, ha un curriculum con alcune presenze in nazionale (Cross Europei, Mezza maratona mondiale, Coppa Europa 10mila). Nel 2020 ha chiuso 6^ gli italiani di mezza maratona, specialità nella quale era stata bronzo tricolore nel 2019 e oro nel 2017, e 8^ i campionati italiani di 10mila in pista. Per lei l’anno scorso anche il successo nella prestigiosa “Corsa di Miguel” a Roma, il 2° posto alla mezza di Trino e il 3° posto alla Biella-Oropa. Ha un personale di 34'45 sui 10 km, 1h13'53" in mezza e 2h38'58" in maratona.

Le iscrizioni sono aperte sul sito www.biellasport.net. Il costo è di 20 euro per la Biella-Piedicavallo e di 10 euro per la Balma-Piedicavallo. Per l’iscrizione c’è tempo sino a giovedì 18 marzo compreso. NON saranno accettate il giorno della gara.
L’iscrizione non comporta il pagamento della quota, che verrà saldata esclusivamente il giorno della gara al momento del ritiro del pettorale. Tutti gli iscritti devono essere in regola con il tesseramento Fidal e con la visita medico-sportiva agonistica.

 

 
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Giovedì, 11 Febbraio 2021 10:42

Colmen Trail 2021 iscrizioni aperte e tante novità

Iscrizioni aperte per l’8ª edizione della Colmen Trail, la gara disegnata sulla “montagna magica” che domina Morbegno. Dopo l’annullamento 2020, causa lockdown, il Team Valtellina ha voluto dare ai runner un segnale di speranza e di ripartenza: la data da segnarsi in agenda è  domenica 11 Aprile.
In serbo vi è una vera e propria “special edition” con un tracciato che è stato appositamente cambiato per rendere la gara ancora più bella e corribile: «L’obiettivo è avvicinare sempre più atleti al mondo del trail running proponendo loro una versione della nostra gara che fosse fattibile per un neofita e comunque bella per un runner più esperto – ha dichiarato il presidente del Team Valtellina Vitale Tacchini -. Per l’occasione proporremo quindi un anello di 16,5km con dislivello positivo di 1000m. Rispetto al passato siamo riusciti a togliere circa 3km, che erano quasi completamento in asfalto».

Visto il delicato momento che noi tutti stiamo vivendo, ecco la seconda novità: «Il comitato organizzatore ha si deciso di aprire le iscrizioni, ma di non chiedere al momento la quota di partecipazione. Il saldo di quest’ultima sarà richiesto dopo il 22 marzo. In pratica, solo quando potremo garantire con maggiore sicurezza il regolare svolgimento della gara. Si è inoltre deciso di tenere comunque una quota di € 15,00, garantendo un ricco pacco gara con prodotti tipici valtellinesi a km zero grazie alla collaborazione con le aziende locali e un premio finisher di assoluto livello: una forbice multiuso Made in Premana».
Da ricordare che la gara è inserita in calendario nazionale Csen e sul sito del Coni e saranno seguiti tutti i protocolli sanitari per garantire la massima tutela ad atleti e organizzazione.

Le iscrizioni potranno essere effettuate: online sul sito www.kronoman.net, presso il negozio 3 passi Outdoor di Morbegno o presso lo Store Crazy Idea di Castione Andevenno, e chiuderanno mercoledì 7 aprile 2021 o al raggiungimento dei 300 pettorali.
Per tutte le informazioni è possibile consultare il sito ufficiale www.teamvaltellina.com

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E' arrivato come un fulmine a ciel sereno, ma la fonte è super attendibile: il patron della manifestazione Davide Daccò ci ha appena confermato che la MEZZA MARATONA DI TRECATE si correrà regolarmente nella data inserita nel calendario nazionale Fidal, quindi il 21 Febbraio 2021.
La gara era stata dichiarata come "rinviata" la settimana scorsa, oggi il colpo di scena con la riconferma, finalmente una bella notizia.
Le iscrizioni degli atleti che avevano già provveduto sono quindi confermate, rimangono da occupare gli ultimi 250 dei 500 posti disponibili.

ISCRIZIONI - QUI

Cronaca edizione 2019 - QUI
Servizio fotografico 2019 - QUI

 
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Lunedì, 01 Febbraio 2021 12:20

Ronda 45 km – Primissime impressioni

31 gennaio - Sono arrivata. Dieci ore tonde. Non so se verrò classificata perché il tempo massimo era di nove ore e trenta, ma non importa.

[NB: classificata 277^ in 10.02:58. Gli organizzatori hanno dimostrato il buon gusto e l’intelligenza di allargare il tempo massimo, sebbene siano stati costretti ad assistere al ritiro, o alla chiusura dei cancelli purtuttavia allargati, di oltre 30 partecipanti alla 45 km].

Ho atteso fino alla scorsa settimana per iscrivermi a questa gara. Partecipai nel 2012, e i nove anni trascorsi si sono fatti sentire.
Questi organizzatori sono stati veramente "eroici". Quattro distanze, dai 70 ai 15 km. Io mi sono iscritta ai 45 km e, a gara finita, sono contenta della decisione che ho preso. Stamattina, ore 8, sono partita. Dopo il primo “giro d'onore” di Castiglione (in cima  a una collina), è iniziata quella che sarebbe stata la prima di innumerevoli salite (almeno dieci principali, con un’altitudine massima di 750 metri esattamente a metà).
Fango, fango e ancora fango. Piove a tratti, quindi è un continuo mettere e togliere la giacca impermeabile. Proseguo arrancando e scivolando con i bastoncini, e dopo due ore arrivo al primo ristoro (km 9,1).
I ristori sono stati gestiti in modo perfekt. C'era di tutto e di più. Ciò che più però mi è piaciuto, è stata la gentilezza e la dolce parlata dei volontari. Non voglio offendere i veneti (io sono padovana), ma quando parlano i toscani mi sembra di ascoltare musica.
E dopo il primo ristoro ho conosciuto un angelo custode. Non sto scherzando, ho conosciuto Alessio, un romano che mi ha supportata e sopportata, fino alla fine. Tutto quel fango e quelle continue salite spaccagambe mi hanno provocato crampi paurosi. Alessio, alias angelo custode, mi ha aiutata, mi ha aspettata, mi ha letteralmente salvata. Ogni tanto spuntava il sole a riscaldare le mie povere e vecchie ossa.
Al 33mo km mi ha raggiunto l'Egregio prof. Marri e per alcuni chilometri ho potuto, finalmente, discutere animatamente. Le ore passavano ma non facevo strada. Abbandonata l'idea di finirla nel tempo che inizialmente credevo ‘regolare’, sono stata felicissima di averla finita in dieci ore. All'arrivo, cestino con ristoro e il bellissimo boccale “Ghibellino”.

Non voglio apparire stucchevole, ma soltanto ringraziare questa stupenda organizzazione per il coraggio dimostrato. Grazie davvero.

 

NdR. È la prima relazione dalla Ronda, che la ben nota signora Natalina ci ha mandato dal treno per Padova, già alle 21,30 senza conoscere le classifiche. Peccato che non mi abbia dato il permesso di raccontare le cose che ci siamo dette durante l’oretta passata insieme, da quel guado dove l’ho ‘tamponata’ riconoscendone subito la voce che mi ha ammonito preventivamente (“se ti metti a imitare la mia parlata ti do un calcio nelle **”) fino a quella discesa ripida nel bosco dove mi sono fermato con la voglia di una birra (lei ha proseguito, perché “astemia”) e la necessità di caricare il cellulare ormai spento. Peccato, perché forse il suo “angelo custode” sarebbe servito anche a me, un km sotto, quando mi sono ingarbugliato tra bandelle che mi hanno spedito dentro il greto di un torrente, trovando solo dopo qualche giravolta e 400 metri di stradina non segnata due addetti, che con parlantina toscana stavolta non molto cortese mi hanno detto di dire queste cose agli organizzatori, non a loro che si stavano rompendo le stesse ** citate da Natalina, in mancanza delle frecce che sarebbero servite (ma è stata l’unica falla di una segnalazione altrimenti perfetta). [F.M.]

 
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31 gennaio - Ho corso la “Ronda Assassina”, di 25 km con 1200 metri di dislivello, consapevole della fatica e della sofferenza che avrei dovuto affrontare. Erano mesi che non gareggiavo… come quasi tutti; e anche se gli allenamenti non sono mai mancati, il dislivello e il fondo fangoso di ieri si sono fatti sentire.
Sono felice di avere concluso una gara per niente scontata… ho visto tanti ritirarsi, gente scoraggiarsi per la fatica e l’impraticabilità del fondo. Abbiamo guadato torrenti e affrontato discese tra fango, rocce e piccoli crepacci. Non ho mai, e dico mai, pensato di ritirarmi: la forza, costanza e determinazione che mi contraddistinguono mi hanno permesso di concludere questo wild trail in maniera più che soddisfacente, e con un tempo per me ottimo (4.25:58).
Quanto all’organizzazione: si apprezza molto l’impegno di avere voluto a tutti i costi fare correre gli atleti… hanno fatto il possibile, ma gli assembramenti nei trail alle volte sono inevitabili: quando hai delle salite o delle discese di single track diventa impossibile superare e sei costretto a stare “in corsia”, quindi in coda, formando inevitabilmente qualche piccolo assembramento.
Buone corse a tutti!

NdR: È il primo contributo che ci viene da questa valorosa crossista e trailer del Modena Runners Club, e speriamo che non resti l’unico. Dalle immagini che ci ha mandato e (aldilà del collage preparato da Roberto Mandelli) uniremo al servizio fotografico, al termine della faticaccia la bella Alessandra sembra diventata ancora più carina! [F.M]

 
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Sulle ali del grande entusiasmo e delle numerose richieste pervenute, il Comitato Direttivo ha deciso di anticipare di un mese l’apertura delle iscrizioni per la StraLugano 2021 al 1° febbraio. De resto gli organizzatori devono un po’ essere i primi a dimostrare “la voglia di ripartire”.

Il menu delle gare è il solito, super collaudato nel corso degli anni, e che ha dato soddisfazione a migliaia di partecipanti. 

21.097 Km                                     Half Marathon

21.097 Km                                     Half Marathon Relay Run (staffetta a 3)

10km City Run                                Campionati Svizzeri 2021

5km Fast Run                                 una distanza per tutti – la grande novità del 2021

Monte Brè Challenge Race               9 km con un dislivello di circa 730m

Stracombinata                                10Km + Challenge Race

Kids Run                                        le gare per ragazzi e ragazze

4Charity                                         5 km di beneficenza

Nei successivi comunicati forniremo maggiori dettagli, a beneficio di chi non è mai stato alla Stralugano.

Come di consueto le iscrizioni potranno essere registrate via Datasport dal sito www.stralugano.ch scegliendo tra le varie distanze: 

Il Comitato della StraLugano segue con particolare attenzione l’andamento dell’attuale pandemia COVID-19 e con ottimismo sta preparando la sua 15a edizione che si annuncia come un’esperienza unica e di alto livello. Fiduciosi in un’evoluzione positiva dei contagi che permetterà uno svolgimento del nostro evento nelle condizioni abituali, portando migliaia di podisti a sfidarsi sulle rive del Lago Ceresio in un clima di ritrovata gioia ed emozione.

Tuttavia, qualora le autorità competenti dovessero imporre di applicare il protocollo elaborato da SwissOlimpics, non sono escluse limitazione del numero di partecipanti, per ognuna delle gare in programma. www.swissolympic.ch/ueber-swiss-olympic/Dossier-Covid-19/Schutzkonzepte-f-r-Sport-und-Veranstaltungen

Se, ciò nonostante, le autorità ci imponessero l’annullamento della nostra manifestazione, le iscrizioni già registrate saranno riportate all’edizione del prossimo anno, in programma il 21/22 maggio 2022. 

Scegli il percorso che preferisci e divertiti assieme a noi, per ripartire ad emozionarti: corri ad iscriverti!

La StraLugano ti attende più in forma che mai “perché sei un essere speciale e noi avremo cura di te”

 

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Venerdì, 29 Gennaio 2021 07:19

Annullata la ludico motoria di Campi Bisenzio

28 gennaio - L'avevamo annunciata come il primo, coraggioso, al limite del velleitario (per via della non conformità con quanto previsto dai DPCM), tentativo di organizzare una non competitiva nel 2021.
Giunge questa mattina in redazione la notizia che la prefettura di Firenze ha bloccato la manifestazione.
Ecco il comunicato con cui il comitato organizzatore annuncia il "rinvio a data da destinarsi" della manifestazione; di fatto un annullamento:



per gli eventi in programmazione: CALENDARIO DI PODISTI.NET

 
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Venerdì, 22 Gennaio 2021 00:46

A Campi Bisenzio (FI) la prima ludico motoria 2021

La Uisp di Firenze e l'Atletica Campi Bisenzio hanno organizzato per il 31 Gennaio la prima manifestazione ludico motoria italiana del 2021; l'evento è stato annunciato questa sera con il seguente comunicato: 

Si invia il volantino della manifestazione in oggetto che, salvo future eventuali restrizioni, si svolgerà domenica 31 gennaio 2021.
La società organizzatrice fa presente che la partecipazione sarà limitata ad un massimo di 300 persone e che donerà una fornitura alimentare alla Caritas a sostegno delle famiglie in difficoltà nel comune di Campi Bisenzio.

L'evento è presentato come attività "ludico motoria aperta a tutti" e sul volantino si riporta il seguente testo:

Ritrovo presso lo stadio Zatopek dalle ore 7:30 alle 9:30 si possono lasciare le borse in tribuna (con le norme vigenti non si possono usare gli spogliatoi e docce), partenza libera, o piccoli gruppi di 10 persone, per un percorso segnato di Km. 5 volendo, da ripetere due volte. Arrivo in pista , ritiro borsa depositata in tribuna, all’uscita in apposito stand ritirare il pacco di partecipazione.
Normative:
1. Tutti dovranno arrivare con la mascherina che si toglieranno dopo la partenza, dovranno rimettersela una volta arrivati.
2. Iscrizioni € 5,00. Se iscritti come società effettuare l'iscrizione via e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e il pagamento tramite bonifico bancario entro venerdì 29, accompagnando la ricevuta all'iscrizione ritirerete la busta presso un'apposita postazione dove troverete all'interno i tagliandi per il ritiro pacco di partecipazione.
3. Per chi vuol fare l'iscrizione al mattino – PORTARE I SOLDI PRECISI - ci sarà un contenitore dove VOI depositate i soldi, NON DAREMO RESTI, l'addetto presente vi consegnerà un tagliando per il ritiro del pacco di partecipazione comprendente anche una bottiglietta d'acqua.
4. Rispettare il Codice stradale C.

Manca un preciso riferimento al necessario distanziamento da tenere durante la manifestazione, il D.P.C.M. prevede espressamente che l'attività motoria sia fatta individualmente, quindi occorre tenere un significativo distanziamento da chiunque.
Vedremo se altri organizzatori avranno il coraggio di seguire l'esempio dei toscani.

SCARICA IL VOLANTINO NEL CALENDARIO DI PODISTI.NET

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Era il 15 gennaio, era una domenica mattina: anno, il 2012. Invertite le ultime due cifre ed eccoci arrivati al nostro anno appena cominciato.
E’ il compleanno del Cross per Tutti. Dieci anni tutti di corsa tra prati, fango e neve, a partire da quella gara 1 di Paderno Dugnano, dove un migliaio di atleti si ritrovarono per la “prima” di un nuovo progetto sportivo.
Tutto diverso allora, con solo 8 gare al via (oggi sono 22) e prove miste per le categorie giovanili.
Sfogliamo l’album dei ricordi. Troviamo subito la vittoria del monzese Luca Civati sui 4 km della prova “Elite”, allora composta dal settore assoluto ma senza master. Civati vincerà poi per tre volte la classifica finale Senior.
Tra le donne vinse l’azzurrina Laura Bottini, nei Cadetti il fenomeno giovanile Nicole Reina venne superata solo dal saronnese Matteo Aguzzoli, mentre nei Ragazzi la brava Arianna Locatelli mise dietro anche tutti i maschietti.

Così, tra una sorpresa e una conferma, prese il via un’avventura sportiva che oggi è in grado di mettere in campo quasi 2mila atleti per ogni gara, che è garanzia di divertimento, passione sportiva e professionalità.
Questa decima edizione avrebbe voluto essere l’apoteosi della corsa campestre, con idee che frullavano nella testa degli organizzatori fin dallo scorso inverno.
Il Covid ha interrotto la nona edizione, ma si lavora a quella del decennale. Le date sono stabilite e già inserite nel calendario regionale: sabato 6 e domenica 7 marzo 2021. Per la sede, siamo in attesa di permessi.
Due giornate per gestire meglio le presenze in campo, due giorni per tornare a fare ciò che più amiamo dell’inverno: la corsa campestre.

 
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10 gennaio - Entrai in Trieste la prima volta un pomeriggio degli anni Settanta. Il treno era l’erede dell’Orient Express, con carrozze da Parigi per Thessaloniki - Istanbul dopo soste a Belgrado, Sofia e chissà cosa altro. Nelle ultime centinaia di metri rallentava a passo d’uomo, e dentro ai finestrini cominciavano a piovere borsoni, poi a salire persone che allora si chiamavano iugoslavi, venuti a Trieste a comprare quello che nei paradisi dei lavoratori non si trovava, e volevano garantirsi i posti migliori. Le colline sopra la città erano dominate da una gigantesca scritta che inneggiava al Maresciallo. Un paio di km a sud, a Muggia, l’Italia finiva; ma anche Trieste non eravamo sicuri che fosse proprio italiana, nel senso che era la “Zona A”, provvisoriamente nostra ma chissà. Solo nel ’77 entrò in vigore il trattato di Osimo, e Trieste fu italiana del tutto; ci lasciarono anche la Foiba di Basovizza, dove gli italiani erano stati buttati vivi, legati col filo spinato ai morti ammazzati. Ma Capodistria, Isola, Pirano (da dove era scappata la mia maestra, con suo fratello che coprì la ritirata di famiglia sparando), tutta l’Istria insomma, andarono di là per sempre, come era già accaduto a nord per Caporetto o le grotte di Postumia.

Da queste tristezze cercavo di liberarmi, in quelle prime incursioni, salendo a San Giusto: memore della campana cantata dal 1915, da Caruso, Claudio Villa e Pavarotti, e delle ragazze di Trieste che chiedevano all’Italia di liberarle. E sull’altura di San Giusto una quantità perfino eccessiva di lapidi e monumenti ricorda quel 4 novembre 1918 quando il tricolore fu issato sul castello dall’invitta armata di Emanuele Filiberto duca d’Aosta, e su pietra venne incisa una lapide con la scritta “Mare Nostro”, a bagnare le terre redente (poi, la “vittoria mutilata” fu risarcita dai Legionari del Poeta Soldato, e la Carta del Carnaro fu la prima costituzione moderna ed eversiva della nuova Europa). Ma ricorda anche gli anni duri del “TLT”, il lavoro degli sminatori, i profughi istriani: nella mente tornano i nomi di Nino Benvenuti e Abdon Pamich, di Laura Antonelli e Alida Valli (trovate due donne più belle in tutta Italia), di Mario Andretti e Sergio Endrigo, di Ottavio Missoni e Lidia Bastianich. E per entrare in campo podistico, anche il marchio Diadora (che andrebbe pronunciato Diàdora), seppur fondato in provincia di Treviso, ricorda il nome latino di Zara (alias Zadar), da dove uno dei primi suoi artefici era dovuto fuggire.

2. Queste cose mi hanno guidato, più di quarant’anni dopo (o forse, più di sessanta, da quando cioè la maestra Maria, che mi chiamava fiaccòòne per le scarse doti ginniche, ci parlava di San Giusto lontana e contesa), a cercare di iscrivermi alla Corsa della Bora, dopo aver partecipato più volte alla Bavisela e alla maratona di maggio. Il sito del Sentiero S1 (appunto, il sentiero sul Carso stretto tra il confine e i meravigliosi strapiombi sul mare non più tutto nostro) è tanto ricco da rischiare di smarrircisi, ma anche da invitarti a leggerlo e rileggerlo e indurti a fare di tutto per prendere parte all’evento. Quest’anno, poi, c’è la complicazione enorme del Covid-19, con le limitazioni pazzesche poste all’agire umano, e un accanimento particolare contro il podismo. Sicuramente le leggi (o meglio, i decreti, sebbene di dubbia costituzionalità) sono fatte a fin di bene, la pressione sugli ospedali e le rianimazioni è intollerabile, il numero di morti per Covid (sebbene si dovrebbe dire “con Covid”) è doloroso, e sicuramente da qualcuno delle centinaia di superesperti e superfrequentatori dei talkshow (sebbene la loro qualità accademica ovvero il cosiddetto h-index risulti spesso carente) vengono avvisi di saggezza, che poi i politici tirano da una parte o dall’altra a seconda del proprio indice di gradimento.

Per farla breve, ho aspettato l’ultimissimo giorno (lunedì 4 gennaio) per iscrivermi, ma tenendo il fiato sospeso di fronte alle arlecchinesche carte d’Italia tricolori (non biancorossoverde come a San Giusto, ma giallo arancione rosso, con le varianti del “giallo rafforzato” o del “rosso attenuato”), che già avevano costretto Trieste al rinvio della data prevista del 3 gennaio, causa l’inopinato rosso festivo su tutta Italia. Solo venerdì 8 sera, leggendo che il Friuli-Venezia Giulia aveva uno degli Rt più bassi d’Italia e per giunta in calo (da 0,94 a 0,91), mentre quello della mia regione stava crescendo e portandoci “in arancione”, ho prenotato un albergo; a confortarmi sono giunti ben tre email (uno al giorno) di “invito” mandati dagli organizzatori agli iscritti, e corredati di tutte le pezze d’appoggio legali e le firme importanti, ad uso di quale poliziotto zelante. Perfetto anche il briefing di venerdì sera (cui ne sarebbe seguito un altro sabato sera).

3.Eccezionali, ed inaudite, le misure di sicurezza, anche se un mio compagno di squadra (non a caso mezzo triestino) dice che “all’aperto e distanziati, prendersi il Covid richiede un impegno notevole”: il ritiro pettorali andava prenotato per un’ora precisa; al “Bora Village” situato nel luogo di arrivo, sulle alture di un paesino che non è nemmeno nell’atlante stradale del Touring al 200mila (ma per fortuna è noto a Google maps, oltre che perfettamente indicato nel sito della S1), potevano accedere solo gli atleti. Anche l’orario di partenza andava prenotato, in una finestra di 15 minuti, senza mai superare le venti persone presenti; obbligo di mascherina nelle prime centinaia di metri, e (novità per me, che pure da settembre a oggi sono andato a tutte le gare esistenti in un raggio di 350 km) obbligo di mettersi la mascherina anche nell’accostarsi ai ristori, dove potevamo prendere un sacchetto e farci versare nella nostra tazza personale le bevande, poi allontanarci per consumarle. Obbligo di lasciare la borsa del cambio, sigillata e disinfettata dagli organizzatori, la sera prima già nel luogo di arrivo; ingresso contingentato nella tenda-spogliatoio dopo l’arrivo, con preghiera di far presto (quando arriverà il mio turno, noterò che appena la panca a me destinata è liberata dal precedente occupante, una addetta correrà a disinfettarla).

Tutto ciò perché (come ha detto in conferenza il commander in chief Tommaso de Mottoni) questa è una circostanza unica e un’occasione storica, e c’è gente ‘di fuori’ che non aspetta se non un passo falso per sparare le sue solite bordate disinformate, faziose e invidiose (questo lo aggiungo io) contro una pratica dello sport disciplinata e responsabile. Ovvio l’invito al rispetto e al buon senso per tutti noi; e io stesso, entrando in un ristoro, ho preso una piccola amichevole e sacrosanta sgridata perché la mia mascherina mi era cascata da un orecchio (era il copriorecchi di Podisti.net che non accettava… l’intrusione dell’elasticino). Ed entrando nello spogliatoio finale ho dovuto togliermi i guanti (che avevo portato per tutta la gara) per farmi disinfettare le mani!

Insomma, non mi vergogno di aver elogiato, da Casal Borsetti a Trino, passando per San Marino, Andora e altri posti, gli allestimenti di sicurezza posti in atto, e rivelatisi efficaci al 100% (mai un podista ammalatosi dopo queste gare: e oggi che la scienza ha scoperto il paziente 1 italiano con data 10 novembre 2019, chissà se gli sciocchi e disinformati detrattori del podismo la smetteranno di proclamare che Mattia Maestri si è infettato in gara); ma qui a Trieste ho visto cose straordinarie, impensabili: insomma, la perfezione, a prova del più pignolo dei questurini e del proibizionista più fanatico. All’obiezione, invece, che non dobbiamo correre per rispetto dei morti, non saprei cosa replicare: meglio mettersi a letto ad aspettare l’eterno riposo, beninteso spegnendo il frigorifero per rispetto ai morti delle dighe idroelettriche, e non partecipando nemmeno alla DAD e ai webinar, uno solo dei quali (sono statistiche della Gabanelli di oggi) produce tanto gas serra quanto 1500 ricariche di telefonino.

4. Allora, mettiamoci in viaggio: in autostrada, quasi solo camion con targhe turche o polacche o dintorni; in un bar verso Dolo ti aprono se suoni, il caffè devi fartelo da solo alle macchinette e consumarlo all’esterno. All’ultimo ristorante prima di Trieste, verso Palmanova, la cucina non funziona, ti scaldano solo panini o simile, e gli avventori seduti ai tavoli sono pressoché tutti podisti che vanno alla Bora. Come sarà anche negli alberghi di Trieste o Sistiana, offerti in gran numero a prezzi convenzionati con l’organizzazione. Ne prendo uno a due passi dalla partenza della maratona (una novità, messa su in collaborazione con Trieste Atletica), cui forse il nome di “Urban Eco Marathon” va un po’ stretto, perché di urbani ci sono solo i primi 2-3 km, poi l’attraversamento di qualche paesino alle falde del Carso, e l’asfalto grosso modo durerà una decina di km, più o meno tanti quanti i sassosi sentieri carsici, mentre il resto è costituito dalle stupende carraie a fondo naturale, o ghiaiate, dei Sentieri 1 e 2, e dell’Alpe Adria Trail.

Possono comunque bastare anche delle robuste scarpe da asfalto, come suggerisce de Mottoni, e io quelle scelgo (con un plantare abbastanza spesso) quando vedo che le previsioni danno precipitazioni all’1% (saranno i fiocchi di neve verso l’una), e fondo sostanzialmente secco. Tassativo, e ripetuto anche in un email di domenica mattina, vestirsi pesante e portarsi qualcosa di protettivo nello zaino: perché la bora è garantita (se non ci fosse, chiederemmo indietro il prezzo del biglietto: raffiche fino  a 100 km/h), la temperatura massima sarà di 3 gradi, quella percepita molto sotto: sull’altipiano, fra i 300 e i 410 metri, le pozzanghere sono ghiacciate e tra l’erba affiora la neve dei giorni scorsi. Godimento puro.

5. La prima parte della maratona (quasi 9 km) si svolge sulla bellissima pista ciclabile Giordano Cottur, ricavata da una vecchia ferrovia, compresa una galleria di 3-400 metri: avete presente la Cortina-Dobbiaco? Il nome di Cottur, triestino purosangue coetaneo di Bartali, riporta a quel drammatico Giro d’Italia del ’46, quando gli organizzatori ottennero dagli alleati occupanti di finire una tappa a Trieste; ma i titini di là e i loro compagni di qua (che consideravano Trieste non-italiana e dunque quella del Giro una invasione), a Pieris, ingresso della Zona A, sbarrarono la strada con pietre, blocchi di cemento, chiodi, filo spinato sulla carreggiata, e si misero pure a sparare. Ha scritto Daniele Marchesini: “Ortelli in maglia rosa si butta sotto una macchina, i carabinieri rispondono al fuoco, gli spettatori scappano nei campi, gli attentatori in fuga inseguiti. Panico. Le squadre più importanti subito decidono di non proseguire… Diciassette corridori decidono di continuare lo stesso. Passano due ore e gli organizzatori decidono che la tappa riparte dal bivio di Miramare. Tra i più infervorati, il triestino Giordano Cottur della Wilier Triestina, squadra che riunisce solo corridori delle Tre Venezie. Supera un passaggio a livello e si rimette a pedalare. Si procede lenti, la strada è piena di chiodi che gli spettatori di poco avanzano i corridori nel togliere. C’è pure Luigi Malabrocca con la sua maglia nera, e ovviamente arriva ultimo...”. Arrivano in 17, e simbolicamente vince Cottur, maglia rossa con l’alabarda, simbolo della città, sul petto, in un tripudio di folla.

Il giorno dopo, 1° luglio 1946, il grande Bruno Roghi, nel suo editoriale sulla Gazzetta dello Sport del 1° luglio 1946, scrive parole che danno un groppo in gola anche oggi: “È scappato Cottur… La sua andatura è impetuosa, il viso affilato e pallido dell’atleta compone con la sua bicicletta la prua di un ordigno aerodinamico. Un atleta triestino, della Trieste di noi tutti vola verso il traguardo della prima tappa. La sua maglia sapete com’è: rossa di fiamma. È la maglia della Wilier Triestina attraversata da un’alabarda. Rossa di fuoco, il sangue del nostro cuore è andato a tingere il tessuto che fascia gli omeri e il torso di un atleta triestino. Oggi non abbiamo che un nome sulle labbra e nel cuore: Giordano Cottur, che a un “no” per Trieste elaborato ai tavoli delle caute diplomazie, risponde con un “sì” a tutti gli sportivi italiani... I giardini di Trieste non hanno più fiori. Le campane di Trieste non hanno più suoni. Le bandiere di Trieste non hanno più palpiti. Le labbra di Trieste non hanno più baci. I fiori, i palpiti, i suoni, i baci sono stati tutti donati al Giro d’Italia”.
E se volete stemperare in un sorriso queste vicende di fronte a cui (scrive sempre il mio compagno di squadra) per i triestini “il Covid è un solletico”, cercatevi su youtube la scena finale di Totò al Giro d’Italia, cui partecipano Coppi, Bartali e appunto il mitico Cottur:

https://www.facebook.com/47861367820/videos/10154310276317821/

6. Andiamo dunque alla partenza, e partiamo pure, salutati da un gigantesco ciuco che ci dà il cinque (guantato). Tappeto di rilevamento, s’intende, e altri 3-4 controlli per via; trasmissione in tempo reale dei dati, per chi volesse seguire. Dopo 8,600 di moderata salita che ci porta comunque sui 300 metri, dai 64 metri della partenza, direi quasi al confine con quelli di là (S. Antonio in Bosco), c’è una brusca svolta a sinistra con strappo su sentiero che immette sull’altopiano, dove la bora ulula come nei film (devo dire, contro noi nel primo tratto, poi a favore, e infine diagonale nell’ultima parte). Frecce e bandelle a prova di cecità, ristori solo liquidi fino al km 14 (quando ormai il tè, originariamente caldo, per i tardoni come me è ex-tiepido). Ci si congiunge coi mastini della 80 km (partiti la notte di sabato), poi, sotto l’obelisco di Opicina da dove stanno partendo i velocissimi della 21, il ristoro con sacchetti dove mi sgridano (e ripeto che hanno ragione; mi fermano pure quando sto per attingere alla boccia del tè, perché me lo danno loro!). I sacchetti a sorpresa sono divisi in vegetariani, con formaggi, con cose dolci e con carne: punto sulle ultime due tipologie, e mi troverò fuori, su un muretto, a ingozzarmi di cubetti di squisita mortadella mischiandoli a pastiglie di cioccolato e a biscotti sbrisoloni che mi faranno tossire.

Da Opicina si torna su vista-mare, in una balconata giustamente frequentata da camminatori di ogni genere, mentre le pareti rocciose a destra sono popolate da climbers. Abbiamo un pubblico?? Orrore per i fanatici proibizionisti: una bella mamma con le sue due bimbe è al bordo della pista e ci applaude. Roba da far vietare la gara per infrazione al comma taldeitali che vieta il pubblico alle manifestazioni sportive? (e questa, se applicata al podismo, è forse la più demenziale delle disposizioni). Sono io ad applaudire e fare complimenti, senza mettermi la mascherina, alle bimbe: prossimi orfani della ministra Lamorgese, datemi la multa.

Dall’alto, sulla verticale di Miramare, lo sguardo spazia tra i due limiti del golfo, Grado e la Punta Salvore (oggi, ahinoi, Savudrija). Nessuno meglio di Carducci l’ha descritta, e sembra parli proprio di oggi: “Meste ne l’ombra de le nubi ai golfi – stanno guardando le città turrite, - Muggia e Pirano ed Egida e Parenzo – gemme del mare; - e tutte il mare spinge le mugghianti – collere a questo bastion di scogli – onde t’affacci a le due viste d’Adria, - rocca d’Absburgo: - e tona il cielo a Nabresina lungo – la ferrugigna costa, e di baleni - Trieste in fondo coronata il capo – leva tra’ nembi”.

Ma conviene correre, perché le gazzelle della 21 ti sopravanzano (sempre complimentandosi, visto il colore del nostro pettorale), come noi ci diciamo ammirati degli eroi della 80 con cui ormai faremo strada comune, e ci dispiace sorpassarli, perché sono molto, molto più bravi di noi. Dalle parti di Prosecco (ah perché non offrirci un calice?) c’è la separazione coi 21 e 57 che scendono verso il mare; noi saremmo pure autorizzati a stare con loro (“non vi squalifichiamo”, spiega de Mottoni: “la fate solo più lunga e meno panoramica”). Dunque stiamo in alto, sopra Nabresina/Aurisina: e io penso a papà Gigliotti, che qui nel 1943 protesse la stazione da dove partiva l’ultimo treno per l’Italia: difendeva la patria e la famiglia, col figlio Luciano di 9 anni, diretto a Modena dove ha fatto quello che tutti sanno. Ma il papà rimase e finì in una foiba.

Passiamo la ferrovia e comincia l’ultima salita di un certo rilievo, verso i 300 metri attorno alla Grotta Azzurra, intorno al km 34. Persino sul pettorale sta scritto che la discesa è scivolosa: niente di che. Dopo il 39 arriviamo, quasi stabilmente, sull’asfalto, e tutti i percorsi si ricongiungono. Un addetto ci dice: bravi, ultimo km! Da scettico razionalista, con sguardo al Gps, lo smentisco: ne mancano più di due! È vero, la stazione e il campo sportivo di Visogliano (il paese sconosciuto al TCI) sono lì, ma per raggiungere la lunghezza canonica ci fanno fare una specie di circonvallazione fino al tappeto finale del chip.

7. Da qui, bentornati nell’Italia dei Dpcm: pregasi indossare la mascherina subito, ritirare self service la medaglia incellofanata (un bel rettangolo rosso-alabardato con la scritta “Essere qui è meraviglioso”) e il cestino-ristoro, non poter far altro che sentire le felicitazioni di due belle ragazze con la maschera che lascia scoperti solo gli occhi, passare nel campo dove il nostro cambio sanificato ci aspetta in bell’ordine, mentre il megafono ci indirizza al tendone-spogliatoio con preghiera di sbrigarci per rispetto a chi arriva. Due belle signore alla mia sinistra mi invitano al trail degli Eroi sul Grappa, ma qualcuno le sgrida perché la fanno lunga. Doverosi i complimenti alla giovane mamma Susanna de Mottoni (“si impartiscono lezioni” al resto d’Italia), e poi ci si attacca a Internet per vedere chi ha vinto. Mi arriva un whatsapp di un corregionale:

Posso solo dire GRAZIE agli organizzatori, che hanno dimostrato che oggi in Italia si può organizzare una gara grossa in totale sicurezza, tutto nei minimi dettagli, e zero rischi di assembramento. Bravissimi davvero (regione Friuli-Venezia G. e comuni coinvolti, non come ***) [segue nome di sede di gara soppressa all’ultimo], delle forze dell’ordine e anche dell’esercito. Mi levo il cappello e ribadisco il mio GRAZIE, sperando che in tanti abbiano il coraggio e le forze di seguirli. La gara era bellissima, durissima, freddissima, c’erano tanti punti panoramici che mi sono pure fermato a fare qualche foto”.

8. Ecco allora le graduatorie (complete qui a parte https://www.podisti.net/index.php/classifiche/14788-corsa-della-bora-urban-eco-marathon.html?date=2021-01-10-00-00 )

 

80 km (148 classificati più dieci coppie di staffetta, 7 ritirati tra cui la campionessa Francesca Canepa che ha scontato una crisi di freddo e fame), con arrivo quasi in volata:

1°  GUBERT MARCO 7:59:19

2° DE ROSSI ALESSIO 8:00:45

1^ donna e quarta assoluta: KESSLER JULIA 8:22:30 .

57 km: classifiche diffuse due giorni dopo per problemi tecnici, 147 arrivati e 5 ritirati:

1° POZZER ANDREA ITA 5:20:38
2° CARRARA LUCA ITA 5:28:52 
3° GHEDUZZI ROBERTO ITA 5:32:14 

Donne:

1^ (7° ass.) GUIDOLIN NICOL ITA 6:17:47 
2^ (9° ass.) VINCO GIULIA ITA 6:30:07

42 km  (112 classificati e 33 ritirati), con un dominatore assoluto, oltre 18 minuti sul secondo:

1° MILANI ALESSIO 2:51:17

2° 861 VENEZIAN FEDERICO 3:09:38.

Più combattuta la contesa femminile:

1^ GIUDICI FABIOLA 3:43:58

2^ 787 LASTRI MARIA ELISABETTA 3:47:15

21 km (372 classificati)

1° MERIDIO MICHELE 1:24:01

2° CORÀ GIOVANNI 1:25:35

Senza rivali vicine la vincitrice:

1^ STENTA CATERINA 1:42:43 .

16 km (202 classificati), anche qui con un vincitore netto:

1° BORGESA DANIEL  1:08:24

2°COMAND DANIELE ITA 1:12:16.

Tra le donne, lotta (presumo) in famiglia:

1^ BRUNO ILARIA 1:22:19

2^ BRUNO GRETA ITA 1:24:15

 
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Mercoledì, 23 Dicembre 2020 18:46

Il 2 maggio torna la Maratona di Russi

Anche se le incognite sulla prossima primavera, vista la situazione sanitaria che stiamo ancora vivendo, sono tante, al Gs Lamone non hanno perso la speranza e, in coincidenza delle Feste Natalizie, vogliono mandare un messaggio positivo: la Maratona di Russi è pronta a tornare, per vivere la sua 44esima edizione e confermarsi come la seconda maratona italiana per anzianità, anche in tempi di Covid-19. Per questo si sta già lavorando alacremente, perché è chiaro che non potrà essere un’edizione come le altre.
Innanzitutto, cambia la data dell’evento che è spostato al 2 maggio confidando che in questi mesi la pandemia dia un po’ di tregua e si possano anche sfruttare, magari, i primi tepori primaverili. Un’altra novità è che la manifestazione per ora è concentrata sulla disputa della sola distanza dei 42,195 km: se ci saranno le condizioni si penserà a una seconda distanza, ma solo se sarà possibile allestirla in sicurezza. La Maratona di Russi, infatti, sarà completamente aderente ai protocolli sanitari vigenti al momento, per questo si sta già valutando se sarà possibile confermare la location di partenza/arrivo in Piazza Farini o se sarà necessario cercare spazi più ampi per gestire le partenze che dovranno essere differenziate e a piccoli gruppi, per garantire il necessario distanziamento.
Un aspetto importante riguarda le iscrizioni, che apriranno più avanti in base a quote ancora da stabilire. Coloro che si erano iscritti quest’anno e non hanno potuto gareggiare, avranno la possibilità di partecipare gratuitamente all’edizione 2021. Il tutto potrà essere fatto via mail attraverso il servizio di cronometraggio e segreteria messo a disposizione da Endu, secondo modalità che verranno comunicate in seguito.
La Maratona di Russi, con il suo leggero spostamento, diventa così la seconda delle prove del Trittico di Romagna, lasciando alla 50 Km di Romagna del 25 aprile, il compito di aprire le ostilità, chiusura poi con il classico appuntamento della 100 Km del Passatore del 23 maggio.
Molto c’è da fare e al Gs Lamone ne sono consapevoli, si preparano novità anche a proposito del percorso, ma ci sarà tempo per parlarne. Intanto si può cominciare ad allenarsi, sempre in sicurezza e nel rispetto degli altri, in attesa di tornare a sfidarsi sulle strade della provincia ravennate.
Per informazioni: Gs Lamone, tel. 335.6933050, www.gslamone.it, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Ultima ora (22 dicembre): In seguito all’ultimo Dpcm governativo del 18 dicembre, l'evento è spostato di una settimana e si terrà il 9-10 gennaio. La prenotazione dei pettorali, per chi l’avesse già fatta, e il programma, non subiscono variazione ma vengono unicamente spostati di un weekend. La chiusura iscrizioni invece è prolungata fino al 4 gennaio. Per maggiori informazioni visitare il sito www.s1trail.com.

 

Il 12 dicembre è arrivata anche la conferma ufficiale da parte delle autorità predisposte a rilasciare i permessi esecutivi all’Asd SentieroUno: dunque è ufficiale, la Corsa della Bora si farà: si sta dunque avvicinando l’appuntamento con il festival internazionale del trailrunning che sabato 2 e domenica 3 gennaio vivrà la sua settima edizione.
Dalla scorsa primavera il lavoro dell’Asd SentieroUno è stato inteso, senza soste, e dedicato principalmente alla stesura di protocolli di sicurezza e prevenzione che permettessero a tutti gli appassionati di vivere un weekend all’insegna dello sport e della scoperta delle bellezze di Trieste e dintorni dopo un anno a dir poco anomalo. L’organizzazione ha sempre affermato che l’evento si sarebbe fatto in ogni caso a meno che un provvedimento governativo non vietasse nei primi giorni del 2021 lo svolgimento di manifestazioni come la Corsa della Bora. Ma sabato è arrivato anche l’ufficialità burocratica, ovvero è stato confermato il rilascio dei permessi esecutivi per svolgere la due giorni di gare.
“Di solito questi permessi arrivano solo sette giorni prima della competizione ma quest’anno i tempi, a causa della situazione pandemica, sono stati anticipati”, spiega il presidente della società organizzatrice Tommaso de Mottoni che aggiunge come  “L’iter per ottenere questi permessi è stato ancora più lungo del solito, con la richiesta di ulteriori documentazioni e autorizzazioni rispetto alle scorse stagioni, interessando gli innumerevoli Comuni, Enti e Autorità (territoriali, sanitarie, sportive) coinvolte nella manifestazione. E’ stato inoltre fondamentale il supporto del Coni e dell’Aics Fvg. Arrivata l’ufficialità, ora possiamo concentrarci per lanciare ancora più forte il messaggio che si può correre e competere in sicurezza”.

Ben 8 le gare, per ogni livello di preparazione ed impegno: dai 16 km sulle bellissime Falesie di Duino affacciate sul Golfo di Trieste, a distanze sempre più lunghe: 21, 42, 57, 164 km su tracciati mozzafiato, sempre vari e mai ripetitivi. Inoltre c’è l’Adventure Race Ipertrail con 173 km a navigazione GPS.

Gli atleti che viaggiano verso o dall’Italia potranno partecipare con una delega speciale. Ma attenzione: atleti non significa turisti, atleta è colui che oltre ad essere iscritto riceve una nostra lettera di invito e completa tutta la procedura di autorizzazione!

Dal 17 al 20 Dicembre gli atleti non italiani per partecipare dovranno completare una richiesta di ingresso con numero di passaporto, numero di iscrizione, descrizione dell’itinerario di viaggio. Questo ci consentirà di emettere un documento ufficiale di invito che verrà allegato alla trasmissione della richiesta di ingresso in Italia all’Ufficio 3 della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria (Coordinamento USMAF-SASN). Gli atleti stranieri iscritti riceveranno una news il 16/12 ed il 17/12 il link verrà pubblicato in Race Guide. In seguito al completamento della pratica, verrà emesso un documento di viaggio.
La Corsa della Bora incarna con DNA Triestino, lo spirito ci accoglienza e multiculturalità che hanno fatto di questa città un melting pot unico dove nei secoli popoli e culture si sono incontrati. Con questo spirito, anche quest’anno, abbiamo messo voi, la vostra presenza e la vostra sicurezza al primo posto. Possiamo quindi dire non solo che “siete autorizzati” a venire, ma che siete i Benvenuti.
Sebbene l’Articolo 31 del nostro regolamento non preveda il trasferimento dell’iscrizione all’anno successivo, abbiamo deciso di andare in deroga e consentire a tutti gli atleti provenienti da suolo non Italiano di trasferire l’iscrizione all’anno prossimo o ad altre gare S1.

Quest’anno l’iter autorizzavo è stato molto complesso ed il controllo di tutte le autorità coinvolte è stato estremamente scrupoloso, con varie richieste di integrazioni ed approfondimenti. Non la viviamo come frustrazione da burocrazia, ma come serietà e tutela della salute da parte di chi controlla: ci hanno “messo sotto i raggi x” ed esaminato i protocolli e le autorizzazioni in ogni dettaglio.
Su suggerimento delle Autorità ci sarà una piccola modifica al percorso… dovremo togliere una cosa ma ne aggiungeremo un’altra molto bella! I dettagli dopo Natale.
Noi ci impegniamo molto, ma anche tu che parteciperai dovrai dare un segnale forte ed inequivocabile: ci si può divertire e competere in sicurezza. Il runner non è un criminale da inseguire con l’elicottero ed i droni, ma un cittadino responsabile che dà il buon esempio.
Partecipare quest’anno alla Corsa della Bora significa, in queste condizioni, dare un messaggio di speranza e responsabilità per il futuro. Un messaggio che esiste solo se ci sono due condizioni: il nostro lavoro nel massimo scrupolo ed un tuo comportamento corretto.

Stiamo lavorando per un’edizione all’insegna della sicurezza ma anche della leggerezza e della semplicità, cercando di fare necessità virtù e sperando che questa non sia un’edizione “così e così”,  ma sia la migliore di sempre.
Con un format nuovo di gara volto a ridurre a zero le attese e a garantire la massima flessibilità.
Quest’anno niente distribuzione pettorali nei negozi e negli hotel. Non possiamo distribuire titoli di gara a concorrenti che non abbiano completato lo screening pre-gara.
Dispiace a voi, e significa più lavoro per noi.
Chiediamo solo una cosa, forse la più difficile: leggete le istruzioni. Poche ma da seguire.

RIASSUNTO:

Iscriviti alla gara entro il 23/12

Completa il profilo inviando il certificato medico laddove necessario e accertati di poter accedere.
Dal 10 dicembre prenota il ritiro pettorale: prenota responsabilmente, pensa a chi viene da lontano. Se sei di Trieste scegli gli orari più scomodi.
Dal 23 dicembre prenota la navetta e l’orario di partenza.
A 72 ore dalla gara compila e scarica l’autodichiarazione.
Sii puntuale allo screening e ritiro pettorale, non si fanno eccezioni, la legge non ce lo consente!
Divertiti in sicurezza.
Le iscrizioni chiederanno il 23/12.

Il 29/12 si terrà una riunione con esame del Meteo, in caso di tempo favorevole la gara è confermata in data 2-3 gennaio. In caso di meteo gravemente avverso è spostata in uno dei due weekend successivi. Il nostro dispositivo di soccorso funziona ed è rodato anche in condizioni avverse, ma vogliamo minimizzare il rischio di dover intervenire. Inoltre, il numero ridotto di servizi post gara e zone al chiuso, suggerisce di prediligere condizioni meteo non proibitive.

In caso di spostamento data:

Tutte le prenotazioni, anche degli hotel convenzionati e delle navette saranno spostate in automatico. Non dovrai fare NULLA. Cambia solo la settimana.

 

APPENDICE NORMATIVA E RIFERIMENTI LEGALI

DPCM in vigore alla data della gara: DPCM 4 dicembre 2020

Articolo 1, comma 10 lettera e

Sono consentiti soltanto gli eventi e  le  competizioni  -  di livello agonistico e riconosciuti di preminente  interesse  nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano  (CONI)  e del Comitato italiano  paralimpico  (CIP)  -  riguardanti  gli  sport individuali e di squadra  organizzati  dalle  rispettive  federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all'interno  di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero  all'aperto  senza la presenza di pubblico. Le sessioni  di  allenamento  degli  atleti, professionisti e non professionisti, degli  sport  individuali  e  di squadra, partecipanti alle competizioni di cui alla presente  lettera e muniti di tessera agonistica, sono consentite a porte  chiuse,  nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali,  discipline  sportive  associate  e  enti  di   promozione sportiva.  Il  Comitato  olimpico  nazionale  italiano  (CONI)  e  il Comitato italiano  paralimpico  (CIP)  vigilano  sul  rispetto  delle disposizioni di cui alla presente lettera;

NORMA CHE CONSENTE AD ATLETI E AL TEAM DI SUPPORTO DI VIAGGIARE IN ITALIA E VERSO O  DALL’ITALIA

Articolo 1, comma 10 lettera H

Al  fine  di  consentire  il   regolare   svolgimento   delle competizioni sportive di  cui  alla  lettera  e),  che  prevedono  la partecipazione di atleti, tecnici, giudici e commissari  di  gara,  e accompagnatori provenienti da Paesi per i quali l'ingresso in  Italia e' vietato o per i quali e' prevista la  quarantena,  questi  ultimi, prima dell'ingresso  in  Italia,  devono  avere  effettuato  un  test molecolare o antigenico per verificare lo stato  di  salute,  il  cui esito deve essere indicato nella dichiarazione  di  cui  all'art.  7, comma 1, e verificato dal vettore ai sensi dell'art. 9. Tale test non deve essere antecedente a settantadue ore dall'arrivo in Italia  e  i soggetti interessati, per essere autorizzati all'ingresso in  Italia, devono essere in possesso dell'esito che ne certifichi la negativita' e riporti i dati anagrafici della persona sottoposta al test per  gli eventuali controlli. In caso di esito negativo del tampone i soggetti interessati sono  autorizzati  a  prendere  parte  alla  competizione sportiva internazionale sul territorio italiano, in  conformita'  con lo specifico protocollo  adottato  dall'ente  sportivo  organizzatore dell'evento.

 
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13 dicembre 2020 - La prima impressione su questa manifestazione è netta: premiato il coraggio di ripartire, peraltro nel rispetto delle regole. Addirittura cresciuti i numeri dei partecipanti, 343 classificati nel 2019, 376 nel 2020. Cresciuta anche la qualità, se nel 2019 solo tre atleti maschi avevano terminato sotto i 70 minuti, questa volta ben dieci sono arrivati entro quel tempo. Situazione simile anche al femminile, con record del percorso, ma vediamo nel dettaglio cosa è accaduto oggi.

Gara uomini risolta solo nel finale, con il forte Italo Quazzola (Casone Noceto) che chiude con un ottimo 1:04:21, precedendo il sempre valido Renè Cuneaz (Cus Pro Patria) che torna a correre sulla mezza a buoni livelli, suo il tempo di 1:04:56. Terzo posto per Omar Bouamer (1:05:27).

Sesto posto e titolo di campione regionale per Dario De Caro (1:07:42, Cus Torino).

Tra le donne prevale Silvia Oggioni, forte atleta della Pro Sesto all’esordio sulla distanza, che con 1:15:46 fissa il nuovo record del percorso. Bene Sara Boggiato (Aeronautica Militare), seconda in 1:16:38. Terza Federica Frigerio (1:23:36, CUS Brescia).

Elisa Rullo (Cral Reale Mutua) è la nuova campionessa regionale, quinta in 1:25:59.

Alla fine sono stati 376 gli atleti che hanno terminato la gara; se la testa della gara ha prodotto riscontri tecnici di assoluto interesse, non meno importanti quelli delle varie categorie master, ecco alcuni esempi dei vincitori.

SF50, Simona Bolchini, Sport Project VCO, 1:31:22

SF 60, Cristina Frontespezi, Atl. Roata Chiusani, 1:38:47

SM55, Enrico Eula, Atl. Paratico, 1:20:36

SM 60, Antonio Zoppo, Dynamiyk Fitness, 1:21:25

Ovviamente contenti gli organizzatori del GS Torball Club e del Gruppo Podistico Trinese; il loro sforzo ed il loro impegno sono stati premiati. E’ bene evidenziare che per soddisfare le regole sanitarie tutto è stato più complicato, e anche costoso, dal punto di vista logistico. Bene anche il meteo, giornata fredda ma col sole dopo tanti giorni di pioggia.

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13 dicembre - A fine mattinata la soddisfazione era palpabile, tanto fra gli organizzatori che fra i quasi 400 concorrenti che hanno preso parte alla 14esima Mezza Maratona Terre d’Acqua, che a Trino Vercellese ha assegnato i titoli regionali Fidal di specialità. Soddisfazione per una prova podistica di altissima qualità e con numeri importanti, allestita in un periodo nel quale l’attività podistica è pressoché ferma e oltretutto con riscontri cronometrici di prim’ordine da parte dei due vincitori, Italo Quazzola e Silvia Oggioni, atleti più volte nel giro della nazionale.
Merito non solo degli organizzatori del Gs Torball Club e del Gp Trinese, ma anche del Comune di Trino Vercellese, che ha fortemente voluto la disputa della gara per mandare un messaggio di speranza.

Pur essendo campionato regionale, la prova vercellese ha avuto tantissime presenze anche da altre regioni, addirittura dalla Romania con Stefan Julius Gavril indicato alla vigilia come il favorito ma alla fine rimasto fuori dal podio, a causa della fuga messa in piedi da Italo Quazzola (Atl.Casone Noceto), René Cuneaz (Cus Pro Patria Milano) e Omar Bouamer (GP Parco Alpi Apuane). I tre sono rimasti sempre molto vicini, ma nel finale Quazzola ha allungato per vincere in un probante 1h04’20”, con 35” su Cuneaz e 1’07” su Bouamer. A Gavril il quarto posto, staccato di 1’49”. Il titolo regionale è andato a Dario De Caro (Cus Torino), sesto in 1h07’42”.

Di rilievo ancor maggiore la prestazione tecnica di Silvia Oggioni (Atl. Pro Sesto) che a 25 anni ha fatto il suo esordio sulla distanza dopo aver vestito la maglia azzurra nel cross e sui 3000 siepi. Un esordio bagnato da un’ottima prestazione, 1h15’45” che lascia intravedere per lei un futuro nella specialità e, chissà, anche sulla maratona. Seconda la rappresentante dell’Aeronautica Sara Brogiato in 1h16’37”, terza Federica Frigerio (Cus Genova) in 1h23’35”. Prima piemontese è giunta Elisa Rullo (Cral Reale Mutua Assicurazioni) quinta in 1h25’59”.

Hanno concluso la prova in 378, un numero notevole grazie anche a una giornata fredda ma pallidamente assolata, anche questo un “unicum” visto il maltempo abbattutosi nel weekend al Nord come al Sud. Era destino che la mezza di Trino avesse successo, con l’augurio che il prossimo anno i numeri siano maggiori, soprattutto senza le restrizioni e l’ansia di questi tempi.

[Fabio Marri] Al tempestivo comunicato di Gabriele Gentili aggiungo le impressioni di podista-turista (nel senso che ho corso ad andatura turistica dopo essermi allenato per ben due ore e 10 in tutta la settimana, ma sono venuto a Trino anche con intenzioni di visitare una terra che avevo rapidamente attraversato mezzo secolo fa).

Anzitutto, l’elogio al coraggio di organizzare: nel discorsino che ha preceduto le premiazioni, il sindaco della cittadina ha accennato a minacce o quanto meno a fervorini moralistici sul tipo di “ma non vi vergognate a correre e far correre mentre la gente muore?”. Se allargassimo questo discorso ai massimi sistemi, non dovremmo più usare l’energia elettrica dopo il disastro del Vajont, né andare in autostrada dopo i caduti dal ponte Morandi. Sono morti Maradona e Rossi, ma si gioca a calcio più che mai: perché devono fermarsi i podisti, se rispettano tutte le norme prudenziali, e anche di più? Si tiri fuori una sola gara podistica della seconda metà del 2020 da cui siano usciti dei contagiati di gruppo.

Malgrado le solite reprimende dello squalificato personaggio che Dante ci invita a chiamare “il falso Sinone da Troia”, dalle gare che più di tutte ha tentato di osteggiare (Pescara e Andora) non è venuto fuori nessun focolaio: e sono onorato di aver partecipato a entrambe (come pure all'altra maratona di Ponte Buggianese), di esserne uscito sano, come sono convinto che uscirò sanissimo pure da Trino (un’altra falsità messa in giro ultimamente dal falso Sinone era che i podisti che hanno corso durante gli ultimi mesi ora non protestano più per le restrizioni perché sono tutti malati); oppure, se mi ammalerò, sarà per tanti altri contatti ‘pericolosi’ extrapodistici.

“E se licito m’è, o sommo Giove” (sempre per danteggiare) tocco brevemente un altro argomento che è servito come scusa agli organizzatori di gare, seppure autorizzate a livello nazionale: il divieto di pubblico ad assistere, divieto in base  al quale non si corre per le strade, oppure si corre su circuitini chiusi con poche decine di privilegiati, e pazienza se i campioni italiani M 50 o ultra non possono difendere i loro titoli perché non stanno sotto le 2:45 in maratona. Mi ripeto: il divieto di partecipazione di pubblico è stato emanato pensando alle gare negli stadi o peggio ancora nei palasport (il sommo presidente della regione Emilia-Romagna, a cui va comunque il mio plauso per il buon senso che spesso gli riesce di esprimere, aveva autorizzato ben 1200 spettatori alle gare di pallavolo, e vagheggiava l’idea di riempire gli stadi del calcio per almeno un quarto della capienza), queste sì possibili fonti di contagio: per non parlare dei mezzi pubblici pieni all’80%, 63 ragazzotti sul bus scolastico… Ma non si propaga certo l’infezione se la gente, rispettando le dovute distanze, sta ai lati della strada a veder passare dei podisti; tanto più che in queste settimane sono quotidiane le scene di gente che va per strade e piazze per farsi i fatti propri, specialmente in compagnia.

In questi 21 km di Trino confesso di aver visto in totale… quattro spettatori, nell’abitato di Costanzana dove si faceva il giro di boa: due uomini erano davanti a casa propria, a sistemare il cortile o il giardino (senza mascherina, orrore!), e quando noi passavamo ci salutavano. Due giovani signore invece erano (con mascherina) a uno slargo in corrispondenza di una curva ad angolo retto, e facevano proprio da spettatrici plaudenti: le ho elogiate per questa violazione di un codicillo insensato o comunque mal interpretato.

Per il resto, la corsa si è snodata nella massima regolarità: consegna pettorali dopo misurazione della temperatura (stavo a 35°, dite che sia abbastanza per correre?) e sanificazione; spogliatoi in una palestra molto ampia, con sedili  distanziati, servizi e acqua calda ma (secondo legge) senza docce; partenze in tre scaglioni a distanza di 5 minuti, assenza di traffico automobilistico lungo il percorso, abbastanza nervoso con saliscendi specie nei primi e ultimi 5 km, e visioni stupende nella prima parte sul gruppo del Rosa. Ristori solo con bottiglie d’acqua sigillate; al traguardo, ancora acqua e dei dolcetti caratteristici, consegnati in sacchetto individuale (mi sono poi permesso un pranzo coi fiocchi, dalla paniscia alle lumache, in un magnifico ristorante della periferia ricavato da un convento).
Classifica fatta combinando il responso dei chip con le schede dei giudici d’arrivo (tra cui l’antica e stravagante maratoneta torinese Marinella Satta); magari, se un tappeto di rilevamento fosse stato collocato alla partenza, si sarebbero pareggiate le partenze distanziate di ogni gruppo (grosso modo atleti a tre metri l’uno dall’altro, dunque 10/15 secondi di svantaggio per gli ultimi); e se fosse stato al giro di boa, avrebbe evitato qualsiasi tentazione di accorciare il percorso (honni soit qui mal y pense).
Se aggiungiamo poi le 1300 fotografie di Arturo Barbieri, direi che siamo al top (senza togliere meriti a Roberto Mandelli, che ha partecipato ai lavori adattando tre foto per questa copertina), e che questo campionato piemontese sia stato festeggiato al meglio.
E chissà che, coraggio dopo coraggio, a Trino pensino di riproporre la maratona, come si fece per qualche anno, valorizzando ancor più queste “terre d’acqua”, riscattate nel medioevo dai monaci, e ancora ossigenate dal bosco della Partecipanza, riserva naturale che nasconde la chiesa monumentale dedicata alla Madonna della Vigna, e da salvare al pari dell’ambiente attorno.

 

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Valeria Straneo (Laguna Running), dal 2018 allenata da Stefano Baldini, nel 2012 stabilisce le migliori prestazioni italiane in mezza maratona e maratona: il 26 febbraio chiude la Roma-Ostia, valida anche come Campionato Italiano assoluto, in 1h07'46"; il 15 aprile chiude la maratona di Rotterdam in 2h23'44".
Ha partecipato a due Olimpiadi per la maratona: 7^ classificata nel 2012 a Londra in 2h25'27'', e 13^ nel 2016 all’età di 40 anni, a Rio dei Janeiro 2h29'44". Ora sta cercando di fare il minimo per le Olimpiadi di Tokyo. Il prossimo 6 dicembre parteciperà alla maratona di Valencia “solo élite” per cercare cioè un tempo sotto le 2h29’30”.

http://podisti.net/index.php/notizie/item/6694-maratona-di-valencia-solo-atleti-elite-anche-qui.html

Ha 44 anni ma nulla le impedisce di trasformare il suo sogno in realtà, continuando ad allenarsi seriamente e duramente così da ottenere ancora risultati prestigiosi, come nella mezza maratona agli ultimi campionati mondiali del 17 ottobre scorso a Gdynia in Polonia, in 1h11”39’.

http://podisti.net/index.php/cronache/item/6607-gdynia-pol-mondiali-mezza-maratona-kiplimo-e-jepchirchir-con-record-del-mondo.html

Approfondiamo la conoscenza di Valeria attraverso alcune domande.

Cosa toglie e cosa dà lo sport?Per me che comunque lo faccio come professione, toglie sicuramente tempo ad altre cose, ma come un lavoro normale che comunque adoro. Mi dà molto di più rispetto a quello che toglie, perché ovviamente è la mia grande passione e dà tantissime soddisfazioni. Mi dà anche la carica per affrontare meglio le giornate, perché comunque per me lo sport, nonostante che sia un lavoro, è una valvola di sfogo molto grande, e lo farei a prescindere”.

Bella questa testimonianza: nella vita bisogna fare scelte e lo sport è un’ottima scelta, un orto importante da coltivare; nel suo caso è diventato un ‘lavoro’, con la possibilità di allenarsi ottenendo risultati prestigiosi oltre ai tantissimi benefici che si ottengono, come lo sfogo e la ‘carica’.

Quali sono i tuoi allenamenti più importanti e decisivi?Sono i lunghi. Sono maratonetal per cui è assolutamente fondamentale che io faccia i lunghissimi dai 30 ai 40km. Ovviamente si parte sempre con un po' meno di chilometri, per esempio se devo iniziare la preparazione parto da 25km poi 32, 35 e arrivo fino a 40km. Anche i medi o le ripetute lunghe, quindi 3.000, 4.000 e 5.000, che patisco tantissimo però ti danno il ritmo gara e quindi diventano assolutamente fondamentali”.

Per eccellere bisogna simulare il più possibile la gara, bisogna adattarsi gradualmente alla fatica, e i migliori allenamenti sono quelli di lunga durata, quasi quanto la maratona, per capire fino a che punto ci si può spingere, cosa si incontra dopo un certo chilometraggio, come affrontare le crisi che arrivano; ma sappiamo che bisogna aspettarle, accettarle e saperle gestire. Inoltre le ripetute lunghe sono un altro duro allenamento che produce i risultati in gara: si tratta di ripetute di più chilometri a ritmi sostenuti per abituare la gamba a persistere nella fatica, nello sforzo a una certa velocità.

Ora quali sono i tuoi obiettivi?A breve termine sono la maratona di Valencia il 6 dicembre, che è un po' particolare in quanto è solo per atleti élite, non è una ‘mass race’; per cui anche il percorso sarà leggermente diverso dal solito, dunque cercherò di correre sotto il minimo per le olimpiadi di Tokyo. Perché un obiettivo in grande in tutti i sensi è far la mia 3^ olimpiade il prossimo anno”.

Un obiettivo molto sfidante per Valeria ma fattibile se continua a far bene, ad allenarsi duramente e a gareggiare al meglio delle sue possibilità. Ha dimostrato in passato più volte di avere i numeri giusti e le carte in regola per poterlo fare correndo mezze maratone a tempi eccellenti, sotto 1h10” la mezza maratona e sotto le 2h25’ la maratona. Ora si tratta di fare ancora uno sforzo avendo dalla sua parte tantissima esperienza e l’adattamento alla fatica e alle prove dure, dopo partecipazioni a olimpiadi, campionati mondiali e gare internazionali come la maratona di New York.

Quali sensazioni sperimenti in maratona?Le sensazioni sono diverse: concentrazione massima, perché io sono molto distratta ma quando sono in gara penso solo a quello e sono molto focalizzata sulle sensazioni, su quello che il mio corpo mi dice; sto molto attenta a prendere i ristori, a “stare dentro la gara” al 100% malgrado sensazioni anche di fatica estrema. 42 km sono lunghi, non sempre va tutto liscio; so pure di dover far fronte a periodi bui, dove davvero mi ci vuole tantissima concentrazione. A volte le sensazioni non sono belle, è invece bellissima la sensazione di tagliare il traguardo se la gara è andata bene come ti aspettavi: allora la gioia è immensa, ma resta comunque una gioia essere arrivata in fondo”.

L’atleta, in tante fasi di allenamento e di gare, attraversa sensazioni ed emozioni varie e difficili; ma bisogna sapersi organizzare e presentarsi pronti, efficienti, efficaci, sicuri al momento della gara che può riservare brutti scherzi, ma si deve avere la consapevolezza che non è la prima volta, si è saputo gestire tante situazioni, e questa volta si farà bene come le altre.

Cosa consigli a chi … predilige il divano?Consiglio appunto di farsi forza per i primi minuti, perché sono quelli più difficili: una volta che si comincia a fare sport, dopo l’attività fisica si sta veramente benissimo, è una sensazione impagabile. Basta provare, perché poi ci si assuefà e non si può fare a meno di muoversi: il corpo sta veramente meglio se è in movimento”.

Questi sono i messaggi che dovrebbero trasmettere in TV, sui social, in radio, su giornali e riviste, in luogo di messaggi allarmanti e di paura. Basta provare, crederci e insistere e poi i benefici sono tantissimi: certo per Valeria lo sport è diventato un lavoro redditizio, e nemmeno se lo sarebbe aspettato, ma per tutti lo sport fa bene e crea benessere e benefici.

Come stai affrontando e superando il periodo COVID 19?Adesso come adesso a me non ha cambiato molto la vita perché comunque riesco a fare i miei allenamenti tutti i giorni, spostandomi di una decina di km perché di solito i luoghi dove vado a correre non sono sotto casa; ma per fortuna devo fare brevi tragitti. E’ stato un problema quando ci hanno tappati dentro, e gli spostamenti erano molto più difficili; adesso non mi sto quasi accorgendo di essere in lockdown anche perché non esco fuori la sera, non frequento bar o ristoranti, sono troppo stanca:  la sera vado a dormire. La sola cosa che mi pesa adesso è che dovrò andare in Spagna e fare un tampone nelle 72 ore, è un casino tremendo trovare un laboratorio che ti garantisca il risultato in 72 ore, ho telefonato ad alcuni laboratori e te lo danno dopo 6-8 giorni che è tantissimo: questo è il problema più grosso, gli spostamenti lunghi, non la quotidianità. Speriamo che vada tutto bene perché altrimenti non so come farò a raggiungere la Spagna, senza appunto il tampone fatto nelle 72 ore; ma io sono ottimista, ce la faremo”.

Purtroppo bisogna stare alle regole, ma c’è sempre una soluzione e ci si organizza per fare tutto anche mentalmente, senza paura di nessun muro od ostacolo, per risolvere tutto restando fiduciosi e ottimisti.

Quali sono le tue consapevolezze ora?Ho consapevolezza di essere alla fine della mia carriera sportiva e quindi voglio cercare di dare il massimo in questi ultimi appuntamenti che mi trovo a poter fare: quindi la maratona di Valentia, sperando di fare poi le Olimpiadi. Ho però anche la consapevolezza che è tutto molto campato per aria, puoi programmare quanto vuoi ma la natura ha il sopravvento e bisogna cambiare i piani”.

Cosa intravedi per il fine carriera?Spero di rimanere sempre nel mondo dello sport, magari diventando allenatrice visto che nella mia città non ci sono molti allenatori, soprattutto per gli amatori, e sono in tanti a chiedermi se sono disponibile per allenarli!”.

Forse è presto, meglio stare focalizzati sulle prossime Olimpiadi…

Cosa consigli ad atleti e allenatori per affrontare le competizioni serenamente? “Non saprei perché tutti siamo diversi. Io non sono per niente ansiosa, me la vivo bene senza l’imperativo assoluto di fare il risultato, la prendo un po' più di distacco e divertimento; ma non con leggerezza, perché comunque, essendo anche il mio lavoro sono pienamente consapevole che è importante e che non è solo divertimento. Però mi dico sempre che se va male non muore nessuno, non è una questione di vita o di morte, ma è solo una gioia se riesci a raggiungere obiettivi. Per cui secondo me l'allenatore non deve creare pressioni su una gara, ma piuttosto stemperare la tensione e far divertire i ragazzi. È fondamentale che comunque una persona si diverta nel fare sport e competizioni, che non veda solo un obbligo di andare forte: non sempre si riesce a dare il massimo purtroppo, però non si deve pensare che se la gara va male ci buttiamo dal ponte, contestualizzarla appunto in un contesto più di gioco, di svago, non come una questione vitale”.

Cosa consigli alle bambine e alle istruttrici in questo periodo di pandemia?Consiglio alle bambine e anche a chi deve insegnare in questo periodo, assolutamente di non abbattersi e continuare comunque nel rispetto delle regole, di allenarsi e di trovare modi alternativi anche di allenamento. Per esempio mia figlia fa ginnastica artistica: ovviamente non può andare in palestra per cui fanno lezioni online dove sono tutti insieme e fa esercizi in casa. Non ha attrezzi, non ha nulla, però fanno più di un’ora di ginnastica alternativa: nel rispetto delle regole si può, e non bisogna perdersi d'animo, perché poi riaprirà tutto e quindi non dobbiamo trovarci impreparati”.

Concordo: in questo periodo gli adulti sono di riferimento per i più piccoli che devono continuare a giocare, divertirsi, studiare e fare sport in un modo diverso, in un modo adattato e con il sostegno, la fiducia, la flessibilità e la resilienza di insegnanti, istruttrici, educatori.

 
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Lo comunicano il GP Trinese e l’Asd Non Vedenti Torball confermando il regolare svolgimento della 14^ edizione della mezza maratona, che sarà campionato regionale FIDAL, nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie in vigore che prevedono - è bene ricordarlo - partenze scaglionate, obbligo di indossare la mascherina per i primi 500 metri di gara e subito dopo l’arrivo. I partecipanti avranno a disposizione ristori idrici con bottigliette d’acqua chiuse al 5°, 10° e 15° km.
Iscrizioni, online su SIGMA Piemonte, entro il 10 dicembre al costo di 21 euro
Informazioni su www.facebook.com/mezzamaratonaterredacqua oppure telefonando a Asd Torball Club tel. 0161.829395 / 338.6108290

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Chissà se ci vuole più coraggio o incoscienza a pensare alle gare nel 2021, con tutti i segnali negativi di questi tempi. Ebbene io voto senza riserve la prima opzione, e applaudo al coraggio di chi vuole ripartire, di chi pensa che questo incubo finirà e si potrà tornare a vivere normalmente. E correre.

Ecco il comunicato degli organizzatori di questa maratona alpina 

Bressanone, 11 novembre 2020 – Dopo un anno di pausa forzata, sabato 3 luglio 2021 torna la Brixen Dolomiten Marathon. Al rinomato evento altoatesino di corsa in montagna nella città vescovile, tra le possibilità di scelta per gli appassionati di corsa non c’è soltanto la classica distanza di 42,2 chilometri su un dislivello di 2450 metri: anche il LadiniaTrail (29 km/1852 m di dislivello) e il Dolomites Ultra Trail (84 km/4728 m) completano un’offerta adatta a tutti i podisti.

Dopo un anno d’arresto in buona parte del mondo della corsa, la comunità dei podisti arde dal desiderio di tornare a correre nel 2021. Lo stesso fervore c’è anche tra gli organizzatori della Brixen Dolomiten Marathon che, nell’undicesima edizione della classica altoatesina di corsa in montagna, si affidano all’esperienza. Il cuore dell’evento rimane il percorso della maratona su quasi 2500 metri di dislivello, percorso dai partecipanti più veloci in circa tre ore e mezza. La Brixen Dolomiten Marathon può però essere corsa anche da staffette composte da due o quattro persone. Proprio questo entusiasma molte famiglie e diversi gruppi di amici che vogliono affrontare i 42,2 chilometri assieme e che per mesi si preparano intensamente a questa sfida.

Un po’ più breve – con un percorso di 29 chilometri e un dislivello di 1852 metri – è il LadiniaTrail, inserito per la prima volta tra le proposte nel 2019. È particolarmente adatto alle podiste e ai podisti che vogliono avvicinarsi a distanze più lunghe. “Il LadiniaTrail si svolge su strade forestali e sentieri, ma anche su salite alpine attraverso paesaggi montani unici, d’impareggiabile bellezza. Dal punto di vista tecnico questo percorso non è eccessivamente impegnativo e può essere affrontato in ogni caso anche da principianti”, affermano gli organizzatori.

Il Dolomites Ultra Trail è solo a coppie.

Chi invece cerca una gara davvero impegnativa ed avvincente il Dolomites Ultra Trail è la scelta giusta: da un lato per la lunghezza di 84 chilometri e per il dislivello di quasi 4800 metri. Ma anche l’orario di partenza, un minuto dopo mezzanotte, e la conseguente corsa nella notte profonda rappresentano una vera sfida per le atlete e gli atleti. Questo è anche un motivo per cui il Dolomites Ultra Trail deve essere percorso a coppie.

L’11 novembre alle ore 11.11 gli organizzatori dell‘ASV Brixen Dolomiten Marathon hanno aperto le iscrizioni per le gare sulle diverse distanze. “Ogni giorno in questo periodo, per via della pandemia di Coronavirus, ci arrivano delle cattive notizie. Con l’apertura delle iscrizioni abbiamo voluto contribuire con un’informazione positiva. Siamo fiduciosi che entro la prossima estate la situazione sarà normalizzata e la Brixen Dolomiten Marathon si potrà svolgere come da programma”, spiega il presidente del comitato organizzatore Christian Jocher.

Ci si può iscrivere sul sito www.brixenmarathon.com. Entro il 31 dicembre la quota d’iscrizione alla Brixen Dolomiten Marathon ammonta a 69 euro per i singoli partecipanti, a 90 per le staffette da due e a 140 per quelle da quattro frazionisti. Il costo per il LadiniaTrail è di 45 euro, mentre la quota per ciascuna coppia del Dolomites Ultra Trail è di 180 euro. “A Natale ci sarà una grande sorpresa”, aggiunge Jocher. Tra l’altro le iscrizioni per l’edizione 2020 vengono spostate automaticamente sull’edizione 2021. “Se ci sono degli atleti che non possono partecipare nel 2021, offriremo una ‘borsa’ dei pettorali, dove avranno la possibilità di cedere il proprio pettorale ad altri concorrenti interessati. Purtroppo noi organizzatori non possiamo restituire la quota d’iscrizione”, conclude il comitato organizzatore.

 

 

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 8 novembre - La corsa era stata programmata inizialmente per il 29 febbraio, inizio dei nostri guai. Spostata adesso (in un momento che rischia di ripetere il già visto) per quanto mi concerne comincia da questi scambi di messaggi col modulo “contatti” dei Runrivierarun, giovedì 5 novembre; le sollecite risposte sono del presidente Luciano Costa, che così mantiene la promessa, indicata sul sito, di essere disponibile 24 ore al giorno.

- Salve, confermate che domenica la gara si farà? Qualcuno scrive che è stata annullata. Eppure le iscrizioni sembrano ancora aperte. Come va con quelli che vengono da fuori Liguria?

-Buonasera, chi scrive che é stata annullata? E dove? Ad oggi é confermata, anche se dobbiamo attendere la lettera del Coni, da DPCM di ieri, che attesti (la Fidal lo ha già fatto) che la gara é nazionale (da ieri nel DPCM sono cambiate le competenze). Dal Piemonte e dalla Lombardia chiaramente non possono venire, é penale. [infatti gli iscritti sono stati avvisati che “per rispettare il DPCM del 3 novembre, quindi la legge, e per non incorrere voi nel Penale, gli atleti provenienti dalle aree rosse e arancioni non possono partecipare. Spiace comunicarlo, ma anche per rispetto del Comune di Andora, dobbiamo seguire le direttive del DPCM”].

- Che sia annullata lo scrive un famigerato blog di Fb, e vi prende anche per i fondelli (“Fate un bel CIAONE a Ultrandora Run. Io lo avevo detto, eh: #CIAONEEEE”) Scusa, dall'Emilia non si può venire? noi siamo zona gialla, dipende se si può entrare in Liguria.

- Dall'Emilia potresti venire, perché anche noi siamo Area Gialla e le iscrizioni si chiudono domani sera alle 24, ma, come ti dicevo, dobbiamo attendere la lettera del Coni. Ecco il punto e) di ieri che ha completamente cambiato ciò che vi era scritto nei precedenti: “sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni ‒ riconosciuti di interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) ‒ riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico”.
Entro domattina dovremo, per forza, uscire con una comunicazione su fb.

- Grazie. Infatti anch'io sto rileggendo il testo del DPCM, e sapendo che la vostra gara è nazionale mi sembrava che ci fosse spazio. Sebbene ci siano dei cavilli pazzeschi per cui... All'inizio pareva che la Liguria fosse arancione: ma se è gialla la Campania...

- Se hai letto il DPCM, vedrai, come ti ho scritto sotto, che la competenza é passata al Coni e non più alle Federazioni. La comunicazione deve arrivare dal CONI perché non possiamo andare contro ad un DPCM.

Il venerdì a mezzogiorno ecco il messaggio sintetico: Noi confermiamo. Lo apprende anche il personaggio del suddetto blog (che, approssimandosi il centenario dantesco, si candida quale erede del “falso Sinon greco di Troia”, condannato nelle Malebolge tra i “falsatori di parole”), e schiuma rabbia mista a minacce: “Ci dicono che Ultrandora si farà.. Stavolta prima ve la faccio fare [bontà sua, l’Onnipotente ve la lascia fare!] poi faccio formale richiesta agli atti: voglio vedere l’autorizzazione, voglio vedere il pagamento ANTICIPATO degli straordinari ai Vigili Urbani…” e via minacciando, chiamando pure in causa i “molti amici dalle tue parti: non ci metto niente a farmi fare una formale richiesta di accesso agli atti” (il suo vicino di casa Roberto Saviano, come definirebbe uno che chiama in causa gli “amici” per ottenere quello che un comune cittadino farebbe fatica ad avere?).

Basta, smettiamo col “tanto leppo” di Sinone (Dante). C’è tempo fino a mezzanotte per iscriversi, e così faccio, per almeno tre ragioni: è l’unica gara in Italia (se c’era Ravenna sarei andato là, lo dico sinceramente) – l’impegno degli organizzatori merita riconoscimento - mi punge curiosità di vedere se alla fine prevarrà lo scrupoloso rispetto della legge o (diciamolo ancora con Dante), “la lingua  e l’acqua marcia che ‘l ventre inanzi a li occhi sì t’assiepa”.  
Mettiamoci allora in viaggio verso Andora: che per me era solo un nome, legato al mondo del calcio: ad Alessandra Massabò, vigorosa attaccante del Modena femminile, serie A anni Ottanta (e bella donna, il che non guasta); e a Riccardo Gagliolo, il difensore “vichingo” di Carpi e Parma in serie A. E ora si materializza grazie al podismo, dopo un viaggio attraverso autostrade deserte e autogrill vuoti (ma solo in autogrill puoi mangiare: arrivato ad Andora dopo le 18,30, trovi qualche luce accesa nei bar e ristoranti, ma tutto chiuso, anche alla Creuza de mà, e nessuno per strada).
Nessuno, tranne nella zona del porto, dove Luciano Costa e due sue collaboratrici lavorano per sistemare tutta la zona del ritrovo, “e s’affretta e s’adopra di fornir l’opra anzi al chiarir dell’alba” (questo non è Dante, lo dico agli adoratori di quel certo blogger). Due file di tavoli al coperto vengono apparecchiate con tutto quanto servirà a ciascuno dei podisti, messi in ordine di pettorale: gel, mascherina, guanti, gli abbondantissimi ristori individuali da usare l’indomani, persino una boccetta di profumo detergente. Ognuno ha la sua sedia numerata e il suo spazio accessibile da entrambi i lati.
E mentre noi podisti curiosi andiamo a dormire (“lo sai che sono già arrivate tre denunce preventive?” Ah bè, si bè), nel porto di Andora si lavorerà tutta la notte, e quando al mattino apriremo le finestre di via della Pineta, sotto un cielo che pian piano si pulirà, vedremo l’allestimento ormai completo, e i primi atleti in mascherina che arrivano, invitati come prima cosa a igienizzarsi le mani, poi a farsi misurare la temperatura (l’ho a 36°4, quasi la febbre!), a firmare il modulo di autocertificazione e a prendere possesso del proprio stand. Più di così non so cosa si possa fare; e più sicuri di così non so cosa si possa pretendere.

La gara è stata anche anticipata alle 9, questo perché i partecipanti alla 12 ore non abbiano poi difficoltà col rientro, dato il cervellotico divieto di circolare dopo le 22,30. Certo che gli amici influenti potrebbero pur sempre denunciare l’organizzazione perché, siccome la gara finisce dopo le 18,30 e gli atleti troveranno sempre dei ristori, si incorre nella distribuzione di cibo dopo ‘o coprifùoco. E, permanendo il divieto di spettatori alla gara, siccome dalle barche ormeggiate nel porto turistico qualcuno ci saluta (orrore, anche a 8 metri soli di distanza!), stiamo in gontravvenzìone… Avandi, avvogati!

È campionato italiano, anche se la partecipazione purtroppo è prevalentemente locale: io penso a don Gregorio Zucchinali, patron della IUTA, impossibilitato a spostarsi per una manifestazione che ha fortemente voluto; e penso a Mihaela Englaro, la bulgara di Concorezzo, che avrebbe avuto i numeri per andare sul podio, o alla supercampionessa Francesca Canepa, pure iscritta. Mi spiace per loro e tanti altri; anche il campionato di calcio si sta giocando con squadre talora dimezzate, eppure non cessa di essere valido per l’assegnazione dello scudetto; così come le Olimpiadi di Mosca e Los Angeles assegnarono medaglie ‘vere’ sebbene mancasse mezzo mondo. Che dobbiamo fare: metterci tutti a letto in attesa che passi ‘a nuttata?

Invece si parte (distanziati e con mascherina per i primi 500 metri), e con noi parte il consigliere comunale Ilario Simonetta, pettorale 235 delle 6 ore, che supererà i 55 km piazzandosi 12° assoluto, poi partecipando alle premiazioni (lui stesso premiato come secondo degli M 55): ecco i politici che mi piacciono.
Il tracciato è di 2 km, ricavato sui due bracci del porto, con giri di boa ovviamente dove la tenaglia del molo si apre al mare. Bello, con viste sull’acqua da un lato, sulla boscosa collina di Andora dall’altro, sugli altri paesini abbarbicati ai pendii, appena più in là. Quanto alla misurazione, aspetteremo oltre un’ora dopo lo scoccare del tempo perché i giudici Fidal abbiano rifatto tutto il giro con la rotella metrica assegnando a ciascuno il suo chilometraggio esatto.

Non siamo molti, ma inanellando i giri impariamo a conoscerci, e le battute non mancano per nessuno: spicca il bel gruppo giovane di Arenzano, ragazze tutte bionde, e se una si ferma per andare alla toilette le altre rallentano per aspettarla. Quella che vediamo più spesso è la candidata al successo, Virginia Oliveri da Varazze, che mantiene le attese coprendo 68,700 km e piazzandosi terza assoluta dietro il primo, Alessandro Civitiello che sfiora i 75 km, e il secondo uomo Davide Giribaldi con quasi 69 (le sei ore mi fermano giusto di fronte a Virginia, ma lei ha dieci giri di vantaggio!).

Naturalmente la nostra ammirazione e gli incitamenti vanno agli “eroi” delle 12 ore, a cominciare da Pablo Barnes (pure lui Varazze) che vincerà compiendo 65 giri e rotti (130,3 km), 16 km davanti a Diego Di Toma tesserato Bergamo Stars.
Tra le donne vince Sonia Lutterotti, atleta vegana F 55, sfiorando i 96 km; 8 km in più di Gabriella Lavezzo; mentre terza arriva una delle concorrenti forse più lontane, Adele Rasicci, insegnante d’arte dall’hinterland ferrarese, i cui occhi alla Liz Taylor sono ben noti agli ultramaratoneti (era stata persino a Faenza otto giorni prima nella speranza di correre la 6 ore della Birra). Nei nostri frequenti colloqui da sorpasso o da incrocio (per l’esattezza, nelle prime 6 ore siamo a pari giri), mi parla del suo zio di Ortona, il poeta Ranalli discendente di una antichissima famiglia abruzzese, e mi dice di dedicare questa gara all’ambiente in pericolo (sia pure ammettendo che qui ad Andora l’ambiente non ha subito la “rapallizzazione” del resto della Liguria marina).

È tempo di chiudere: noi mezzi-lunghisti depositiamo il chip Wedosport nel luogo esatto dove ci ha sorpreso lo sparo finale e aspettiamo il responso, facendo intanto il tifo, dai nostri stalli, per i compagni che procedono: io in particolare per Marco Serci, che parte e arriva camminando, e Barbara Cosma, che ogni tanto invece va di corsa e chiuderà a 67 km, più o meno come da pronostico.

Tendone delle premiazioni dove accedono solo i tre di ciascun podio, e chi li premia, dopo misurazione della temperatura e indossamento della mascherina. Che sorpresa: mi scopro campione italiano della categoria più vecchia, e con rossore per la modestia del chilometraggio dedico questa vittoria (ricoprendomi la bocca con mascherina avuta in omaggio alla maratona di Pescara) a Paolo Gino, presidente del Club Supermaraton, e ad Enrico Vedilei, entrambi scippati dal destino e dalla volontà umana di una gara cui avevano dedicato ogni sforzo.

Anche in nome loro, oggi ad Andora, we-do-sport.

 

 
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25 ottobre – Questa domenica ci sentiamo un po’ come i partecipanti alla maratona verdiana del 23 febbraio, temendo che possa essere l’ultima volta, prima di un lungo lockdown (quello che i politici negano a parole e istituiscono nei fatti).
Vedo che alla Ecomaratona di Alba, fortemente limitata dagli organizzatori che avevano stabilito un tempo massimo tale da scoraggiare la più parte del nostro mondo, in 69 hanno finito la 42 km (compresi gli 8 che oltre il tempo massimo ci sono comunque andati), e in 215 la mezza.

http://podisti.net/index.php/in-evidenza/item/6644-alba-cn-11-ecomaratona-e-maratonina-del-barbaresco-e-del-tartufo-bianco.html

A Ponte Buggianese, località presumibilmente sconosciuta ai non toscani (pochi km a ovest di Montecatini, recuperata da un’antica palude nella quale si è corsa la non competitiva di 10 km, vedi foto 11), le ore concesse erano 8, e ci si poteva iscrivere fin la mattina della gara, ragion per cui molti reduci da Pescara di domenica scorsa si sono incamminati fiduciosi verso il circuito “Alfredo Martini” (1921-2014, ciclista dei tempi eroici, compagno di squadra di Coppi, maglia rosa al Giro del 1950 dove finì terzo dietro i supercampioni Koblet e Bartali… quando c’era anche Totò; poi commissario della Nazionale, che portò ai successi mondiali di Moser Saronni Bugno e non solo).
Il giorno prima era piovuto, il cielo era ancora imbronciato e la temperatura sotto i 10 gradi (diventeranno 19 nelle ultime ore di corsa quando un sole velato ci sovrasterà e il vento si farà più forte al punto da far cadere alcune transenne).
Per fortuna, nessun pubblico amministratore aveva preso alla lettera i diktat terroristici, improvvisati (ma in quale repubblica di Bananas si fa un decreto alla settimana che contraddice il precedente?) e antisportivi, che già erano stati firmati ma sarebbero entrati in vigore solo da lunedì; anzi, il sindaco della località era presente ed ha partecipato all’allestimento, che anzitutto esibiva il rigoroso rispetto delle misure anti-Covid (ingresso contingentato - foto 4-5 -, mascherina fino a dopo il via - foto 9 - , gel preliminare sulle mani, misurazione temperatura, autocertificazione, distanziamento nella pista fino alla partenza per scaglioni, coi nostri numeri di pettorale marcati sull’asfalto). Originale la consegna ad ogni atleta di un cartone numerato, contenente il ristoro da disporre sul tracciato e accessibile solo dallo stesso (radiocorsa alla fine diceva di un corridore che andava a frugare nei cartoni degli altri; se fosse vero bisognerebbe proprio essere morti di fame: a me è sparito un bicchiere, già usato in un paio di passaggi!): acqua, cola, banana, cornetto, cioccolato, gel, birra analcoolica; bottigliette supplementari di acqua erano disponibili in zona traguardo.
Discreto anche il pacco gara, inclusivo di una felpa di valore, anche oltre le 70 garantite dal regolamento; efficiente la segretaria (la vedete nella foto 6 alla consegna del cartone-ristoro), che addirittura mi pratica uno sconto sulla cifra che sarebbe stata in vigore per l’iscrizione tardiva (“ti ho riconosciuto, l’anno scorso ti ho iscritto io alla Vinci-Collodi”), e sarà assidua nell’assistenza anche dopo la conclusione delle fatiche.
Mancano docce e spogliatoi, come da norma, ma si può accedere alla zona toilette fornita anche di lavandini. Funziona regolarmente il bar da cui alla fine mi caverò lo sfizio di due calici, uno di bianco uno di rosso locale.
La pista, disegnata molto bene, con lunghi rettilinei interrotti da curve a gomito (foto 7), misura 2000 metri esatti, ma era stata ‘allungata’ di qualcosa con transenne che ci facevano prendere le curve dal lato esterno, in modo da aggiungere quei 10 metri a giro che alla fine avrebbero portato, su 21 giri, alla fatidica lunghezza dei 42,195: sulla correttezza dei dati vigilava l’altro “sindaco”, il Simonazzi da Mantova, che infatti dopo la caduta delle 'chicanes' di cui sopra rimprovererà la terza donna assoluta perché, al suo ultimo giro, imposta le curve dal lato corto.

Abbiamo dunque rivisto gli amici ‘pescaresi’, il supermaratoneta presidente Paolo Gino, che ha spesso corso (foto 19) affiancato al suo consigliere Gianfranco Toschi (al rientro, dopo un intervento chirurgico), salvo farci scoprire, vedendo le classifiche, che aveva un giro di vantaggio! Ol sindic, invece, ogni tanto si esibiva in scatti cui nemmeno io riuscivo a resistere, e chiuderà addirittura in 5.50 cioè 4 minuti meglio che a San Marino e 14 meno di Pescara! Riuscirà a battere i due vecchi amici Carlotta Gavazzeni (alias signora Piccinelli) e Giordano Lucidi, di cui personalmente ricordo un arrivo allo sprint con Govi e il sottoscritto alla maratona di Caen del 1994, e che rimane il principale indiziato per una burla tirata alla maxiclassifica di Correre, quell’anno.
Lucidi e Gavazzeni sfruttano addirittura le 8 ore a disposizione per allungare la distanza di maratona, arrivando, lei a 54 km (insieme a Gaspare Belotti, che aveva corso la maratona col Sindic), lui a 52.
Ad ogni sorpasso, o incrocio su rettilinei opposti, era tutto uno scambio di battute: sul tale che non smette di sparare (in attesa delle bombecarta avanzate ai suoi concittadini nei tumulti anti-chiusura) gli insulti che costituiscono la sua unica cifra stilistica, contro i maratoneti, colpevoli di andare dove lui, plurisqualificato, non può più farsi vedere. E di ammonimenti al figlio Maurito Malavasi che non ha scrupoli a doppiare il papà Paolo (solitario in foto 20); o le domande a quelli che nella maglietta hanno il nome di Bibbiano (ma, precisano, è quello di Toscana). Il più allegro è l’enfant du pays Massimo Morelli, che ridendo e scherzando o corteggiando arriva dietro persino alla Carlotta.
Poi c’è chi corre seriamente e non ha tempo per chiacchiere: come il ritrovato Massimo Cortella, capelli lunghi (un po’ grigi rispetto ai tempi che “i se g’ha dà na maia che xera na strassa”) e t-shirt gialla, che indicato al 15° posto a metà gara, scalerà fino all’11° finale (il sistema di chip Icron, stavolta in formato-rotolo di cerotto, ad ogni giro proietta sullo schermo i nostri tempi e piazzamenti, a lungo lasciandomi sperare in un secondo posto di categoria che svanirà solo al momento delle premiazioni per la misteriosa apparizione di un concorrente prima non censito…); il sempre più inarrivabile Leandro Pelagalli da Prato, dominatore degli M 70 con 3 o 4 giri sui piazzati; Mauro Gambaiani che si migliora di 8 minuti su Pescara, poi la coppia inossidabile Alle-Simo, che il chip separerà di 13 secondi, stavolta a vantaggio di lui (ma l’uomo non separi ciò che Dio e i fotografi hanno unito! foto 16-18); e Ilaria Razzolini, che si dimostra lettrice di Podisti.net e anche questa volta accompagna l’amica non vedente Chiara, probabilmente rinunciando a concorrere per il podio di categoria che sarebbe stato alla sua portata.

Ci rivedremo a breve? La risposta è nel grembo dei DPCM ultimo, che si apre con un chiarissimo rimando al “decreto-legge 23 febbraio  2020”, “convertito,  con  modificazioni” e “successivamente abrogato dal decreto-legge n. 19 del 2020 ad eccezione dell'art. 3, comma 6-bis, e dell'art. 4” (una legge che si basa su un’altra legge abrogata tranne un articolo e mezzo??), e prosegue con ben 90 “nonché”, 66 “epidemiologico” e soli 6 “epidemico”, ripristinando le “mascherine di comunità” che erano state soppresse una settimana fa (ma vanno portate anche "al disopra del naso", cioè sugli occhi, come Zorro o più); e il suo autore, dopo aver chiuso le palestre perché sono state cattive (ma non doveva chiudere subito quelle 'cattive' lasciando vivere quelle in regola?) promette perfino i "ristori", non sappiamo se in cartoni individuali, o con il gel per far scorrere meglio la supposta. Grasso che colerà per gli avvocati, mentre noi di mezzana cultura cerchiamo di districarci tra enigmi e sgrammaticature, e per smaltire l'uggia ci tuffiamo nel medioevo luminosissimo (rispetto a quello dei decreti d'oggi) della piazza Duomo di Pistoia.

Ecco il comunicato-stampa coi risultati, pervenutoci da Giancarlo Ignudi

Sulla distanza della maratona (km 42,195) hanno preso il via quasi100 concorrenti.
La vittoria assoluta è andata al rappresentante del Gruppo Sportivo Orecchiella Garfagnana Damiano Lippi,che termina la gara nel tempo di 2h54’31, secondo si classifica Marco Bonamigo (Runcard), al terzo posto il bolognese Bruno Trebbi (Polisportiva Monte  San Pietro), quarto Mirko Cardelli (Montecatini Marathon) e quinto Manuel Amantini (Pietralunga Runners).

Nella categoria  veterani si presenta per primo sulla linea d’arrivo Alberto Cappello (Alpi  Apuane) che conclude nel tempo  di 3h15’18’’, al posto  d’onore Mimmo Caraccioli (Toscana Atletica Empoli) e terzo, Thimoty Chaplin (Isolotto Firenze).

Paolo Scalella (Club Supermarathon Italia) vince nella categoria veterani argento in 3h48’22’’, il secondo posto se lo aggiudica Michele D’Alvano (Atletica Cascina) e il terzo Giovanni Onorato, compagno di colori del vincitore.

Il pratese  Leandro Pelagalli (Prato Promozione) ottiene il primo posto nella categoria veterani oro terminando la gara in 4h00’54’’, seconda posizione per  Nicola Gaggiano (Nuova Virtus Cesena) e terzo Fabio Marri (Modena Runners Club).

Nella classifica assoluta donne si aggiudica la gara ,Andrea Salas (Orecchiella Garfagnana - foto 12) in 3h17’06’’, seguono poi al secondo e terzo posto, Elena Malaffo (A.s.d. Team Sport) e Marta Doko (Gruppo Sportivo Lamone Russi).

Nelle donne veterane  il primo posto va alla sanmarinese Mona Fristad (Gruppo Podistico Atletica San Marino) in 4h06’18’’, secondo gradino del podio per la fiorentina Debora Buffalino (Unione Sportiva Nave) e terzo posto per Michela Aniceti (Polisportiva 29 Martiri Figline Prato).

Nelle donne veterane argento l’unica classificata e stata la romagnola Paola Grilli (Amici della Fa

Nella 10 km  (141 hanno finito la gara) nella categoria assoluti successo per il fiorentino Domenico Passuello (Il Fiorino) che compie la distanza nel tempo di 33’05’’, precedendo di 24” Samuele Oskar Cassi (Toscana Atletica Futura)  e di 31’’  Adriano Curovich (Podistica Castelfranchese); seguono Federico Matteoni (Orecchiella Garfagnana), Filippo Bianchi (Il Ponte Scandicci), Andrea Belluomini e Mario Bendoni, entrambi dell’ Orecchiella Garfagnana, Andi Dibra (Il Fiorino), Antonio Prestianni (Podistica Castelfranchese) e Simone Gamenoni (La Stanca Valenzatico).

Nella categoria veterani, il primo posto è andato a Luca Silvestri (Montecatini Marathon) in 35’25’’  su Giulio Buchignani (Alpi Apuane) e Massimiliano Lunardini (La Galla Pontedera Atletica).

Adriano Matteoni (Orecchiella Garfagnana) ottiene il primo posto nella categoria veterani  argento in 39’56” , al secondo posto Roberto Mei (Silvano Fedi Pistoia), terzo Sergio Matteucci (Rossini Ponteaserchio).

Lo  spezzino Claudio Cevasco (Atletica Favaro) si impone nella categoria veterani oro concludendo la gara in 45’33’’; secondo posto per Sirio Salvadori (La Galla Pontedera), terzo Silvano Panichi (Silvano Fedi Pistoia).

Nella categoria assolute donne si aggiudica la gara Ilaria Lasi (Atletica Vinci) che conclude in 37’56, precedendo di 1’31’’ Laila Hero   (Atletica Arcobaleno) e di 1’36’’ la compagna di squadra Damiana Lupi; seguono Costanza Del Bravo (Atletica Castello Firenze) e Beatrice Macelloni (Atletica Vinci).

Nelle donne veterane ottiene il primo posto la lucchese Flavia Cristianni (Lucca Marathon) in 44’15’’, seconda classificata Tiziana Pacini (Virtus Orentano), terza Sabrina Casini (Montecatini Marathon).

 

“Tanto di cappello a Ponte Buggianese”, come scrive il comunicato stampa del G.P. Parco Alpi Apuane:

In uno dei momenti bui di questo periodo, l’attività del GP Parco Alpi Apuane Team Ecoverde è andata avanti, con risultati come sempre ottimi. A Ponte Buggianese, nel percorso del ciclodromo, è andata in scena la “Ponte Buggianese Run” sulle distanze di dieci chilometri, mezza maratona e maratona. Molti sono stati gli atleti biancoverdi al via, con le prestazioni migliori arrivate da Giulio Buchignani, argento di categoria sulla dieci chilometri, e da Alberto Cappello, oro di categoria e argento assoluto nella maratona, con buone prove per Roberto Ria, Guglielmo Landi, Francesco Frediani e Igor Marracci sulla distanza più breve.

 
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N.D.R. Ormai fa più notizia la conferma di una gara piuttosto che un annullamento. Ecco quanto comunicato dagli organizzatori della Maratona del Presidente, in programma l'1 novembre; nel menu, oltre alla maratona, 10 km, mezza maratona, 30 km e sei ore. 

L’ultimo DPCM del 18 ottobre 2020 ci consente lo svolgimento nello stretto rispetto della normativa anticovid contenuta nel regolamento allegato. 

Come ben sapete dato che non ci è stata data la possibilità di correre a Forlì abbiamo deciso di spostarci al Parco di Levante di Cesenatico visto che questo Comune già a settembre ci aveva dato la possibilità di correre all’interno in occasione della maratona Alzheimer. 

Voglio cogliere l’occasione per segnalare che certamente è un modo per disputare una maratona in più (aggiungere una “tacca” come alcuni dicono) ma ci tenevamo ad organizzarla anche per cogliere l’occasione, come negli anni passati, di ricordare il fondatore del Club, Sergio Tampieri. 

Mi piace ricordarlo perché Sergio ci ha lasciato due messaggi importantissimi che voglio segnalare a chi non l’ha conosciuto. 

Innanzitutto Sergio vedeva la corsa come un momento di amicizia. Certamente durante la gara era competitivo, stringeva i denti per stare sotto certi tempi anche ad età avanzata e se riusciva, anche a superare quelli della sua categoria, ma il tutto avendo sempre in mente che la corsa era il momento di condivisione di interessi comuni, la gioia di incontrare altri con i suoi stessi interessi. 

La sua frase “come si sta bene quando si corre insieme” era da lui sentita veramente. 

Altra messaggio che Sergio ci ha lasciato è l’importanza del rispetto delle regole e questo valeva soprattutto per lui ma pretendeva dai suoi amici che questo fosse anche il loro modo di essere. Quando, lui anziano, qualche organizzatore proponeva un aiutino, un vantaggio personale, si arrabbiava: “se la regola è quella deve essere rispettata, nel momento in cui non riuscirò più starò a casa.” 

Ora, per andare sul pratico della manifestazione, si corre all’interno del parco di Levante di Cesenatico. 

Il circuito che proponiamo è un po’ meno di 2 chilometri da percorrere 22 volte per arrivare alla maratona, si corre su sentieri di ghiaia con, a circa metà del percorso, una salita e relativa discesa. 

Il percorso non sarà transennato perché far portare transenne avrebbe un costo eccessivo. Spero che il messaggio di Sergio dell’importanza del rispetto delle regole sia un messaggio condiviso, si corre per noi, per il nostro divertimento, quindi barare tagliando il percorso non ha senso, nessuno ci obbliga a fare 42 chilometri, sarebbe solo una manifestazione di piccolezza morale, ma al tempo stesso è un modo per sputtanare tutto il club: “si vantano di fare tante gare e poi...” 

Tutti i partecipanti avranno diritto a una Pizza Margherita e una bibita alla fine della gara mostrando il pettorale presso il Ristorante 152 OPEN PLACE in via dei Mille 152 Cesenatico. Si trova vicino a una delle uscite del Parco di Levante verso il mare. 

Per quanto riguarda il pernotto, l’amico Marco Simonazzi ha telefonato ad alcuni alberghi e ha ottenuto sconti per i partecipanti.  Li elenco in ordine di vicinanza con l’ingresso del parco: 

ALBERGHI:  Per usufruire della convenzione occorre segnalare che si prenota utilizzando la “convenzione Simonazzi Club Super Marathon". 

Hotel Numi & Medusa  Viale Sassari, 32, Telefono: 0547 81424 (vicinissimo all’ingresso del Parco)  € 30 a persona in camera doppia pernotto con colazione  In singola € 40  Offre anche la cena a € 10 ma occorre abbia almeno 10 persone.

Hotel Dolce Vita Viale dei Mille, 107, Telefono: 0547 80390  € 30 a persona in camera doppia pernotto con colazione  In singola € 40. 

Hotel Zamagna Viale E. de Amicis, 91, Telefono: 0547 82369  € 30 a persona in camera doppia pernotto con colazione: 

Hotel Ori via Giovanni da Verazzano, 14, Telefono: 0547 81880 (un po’ lontano dal Parco ma il gestore si è impegnato a portare lui chi avesse necessità)  € 40 pernottamento colazione e cena (€ 30 per pernotto e colazione e € 10 per eventuale cena).

Clicca per regolamento

Clicca per autocertificazione

per informazioni:

www.clubsupermarathon.it

per iscrizioni: (termine ultimo 28 ottobre, non saranno accettate il giorno della gara)

www.dreamrunners.it/

 

 

 

 

 
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Preambolo dal sito:

COLLIAmo le Terme: marcia ludico-motoria amatoriale con partenza da Abano l’11 ottobre 2020
Casa Religiosa di Ospitalità San Marco
Via Santuario, 130
Abano Terme

Partenza libera dalle 7.30 alle 9.30

COLLIAmo le Terme è una marcia ludico-motoria amatoriale a passo libero aperta a tutti, omologata e valida per i concorsi FIASP-IVV.

Percorsi: Km. 7 pianeggiante, Km. 12-16 (300 D+) misto collinare, con ristori conformi alle normative FIASP rispettando protocolli Covid19.

La manifestazione si terrà con qualsiasi tempo.
Apertura iscrizioni dalle 7.30. Partenza libera dalle 7.30 alle 9.30. Chiusura manifestazione 12.30.

Ieri 11 ottobre, definire da lupi il tempo nel Veneto è usare un termine ottimistico. Pioggia torrenziale, vento, freddo, freddo e ancora freddo.
Quest'anno, non solo i grandi eventi podistici sono stati tutti annullati, ma pure le bellissime manifestazioni amatoriali che vedevano ogni domenica gente di tutte le età percorrere in compagnia e allegria, sentieri, colline e argini di torrenti.
Purtroppo, come per le squadre di calcio minori non blasonate, anche i piccoli organizzatori, le Pro Loco, i vari comitati, non si azzardano ad organizzare nulla.

Ieri però, con un coraggio più unico che raro, il gruppo podistico UTR di Tencarola di Selvazzano (PD), si è buttato. Premetto che tutti gli anni si raggiungeva il numero di circa 3000 persone che si inoltravano lungo i pendii dei Colli Euganei. Si disputava anche un mini trail per bimbi ed era veramente una festa di colori ed allegria.
Quest'anno NULLA. Ma il gruppo ha deciso di non mollare.

Partenza dal convento cinquecentesco degli Eremitani di Sant'Agostino della Beata Vergine di Monteortone.Tutta la struttura è di una bellezza architettonica unica, e il parco è l'ambiente ideale per questa manifestazione. Ieri mattina, sotto un diluvio universale, sono partiti 106 temerari che hanno sfidato il meteo, percorrendo i 12 e i 16 km strettamente collinari.
Era tanta la voglia di muoversi che alla fine non si riusciva a capire se quello che si vedeva sui loro visi erano le lacrime o la pioggia. Ho visto veronesi, ferraresi,veneziani, tutti sorridenti e ligi alle regole anti covid. Regole che il nostro bravo presidente Alberto ha controllato venissero osservate da tutti: continuava a sfrecciare con la moto e con una tuta da astronauta lungo i sentieri.
Tutti i podisti con la mascherina quando si avvicinavano ai ristori, ristori rigorosamente confezionati, compreso quello finale dove io, con una visiera che mi ha fatto venire mal di testa, cercavo di asciugare tante mani intirizzite.
Tutti all'arrivo ci ringraziavano, ci sorridevano, ma subito dopo scappavano in auto per il freddo.
I volontari hanno svolto un lavoro unico. Le ragazze sono state bravissime, non si sono tirate indietro neppure davanti allo smontaggio gazebi, carico  materiale sotto il diluvio: nulla, impavide e sorridenti.
Che dire alla fine? La gente che ama muoversi, VUOLE muoversi, vuole poter salutare gli amici, anche se distanziati. L'essere umano vive anche per queste piccole cose.

Grandissimi UTR.

 
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Lunedì, 12 Ottobre 2020 10:15

Parisi inaugura la Timent Run di Latisana

11 ottobre - Esordio migliore non ci poteva essere. Fra le difficoltà legate alla diffusione del Covid-19 e i timori per le condizioni atmosferiche, le ore della vigilia della Timent Run erano scorse non senza tensione, ma alla fine l'esordio della 10 Km nazionale Fidal a Latisana (UD) è andato nel migliore dei modi. La gara, figlia diretta della Lignano Sunset Run, ma su una distanza (10 invece della mezza maratona) e in un luogo diverso, è stata un pieno successo, a dimostrazione che si può continuare a correre e ad allestire eventi podistici anche in questo periodo così difficile, a condizione di essere sempre attentissimi, di usare la mascherina prima e dopo la gara ed evitando gli assembramenti.
A Latisana si è corso dividendo i concorrenti in piccoli gruppi, un'accortezza necessaria, ma che non ha tolto nulla alla passione e allo spettacolo dell'evento.
La vittoria è andata al favorito della vigilia, stando ai tempi d'iscrizione: Luca Parisi (Acsi Campidoglio Palatino), corridore da 30 minuti sui 10 km, ha chiuso in 32'18” con un vantaggio di sicurezza sugli avversari maturato soprattutto nella seconda parte. Andrea Rinaldi (Fondazione Bentegodi) ha finito a 20”, terzo Omar Zampis (Assindustria Padova) a 29”.
Doppietta della KM Sport fra le donne, con Marta Fabris prima in 38'43” e Chiara Pianeta seconda in 40'06”, terzo gradino del podio per Cristina Ballabio (Runners Desio) in 40'17”.

Tantissimi i volontari, in particolare dell'Associazione Consulta dello Sport di Latisana e Ronchis, lungo il percorso e nella gestione della delicata fase di partenza e arrivo.  Oltre a loro, un ringraziamento per la riuscita dell'evento va ai Comuni di Latisana e di Ronchis, che hanno fortemente appoggiato l'organizzazione, alle sezioni locali della Protezione Civile molto impegnata viste le condizioni atmosferiche, e alle società coinvolte (Running Team Conegliano, Atl. Aviano, Bando Cycling Team, Gruppo ANC, Gruppo Mamme di Latisanotta), oltre all'Ass. Carabinieri in Pensione.
Una prima davvero encomiabile e appuntamento fra un anno per un evento ancora più grande e, speriamo, senza la grande paura che serpeggia nell'aria in queste ore.

 
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Domenica, 11 Ottobre 2020 19:05

Monza (MB) - Run for Life

Monza, 11 ottobre. Run for Life together is better, questo il nome completo di una manifestazione  non competitiva, che proponeva tre percorsi di 5 km, 10 km e 21 km (i due più lunghi cronometrati con chip e con piccoli riconoscimenti ai migliori tempi). 

Si potrebbe anche aggiungere "chi la dura, la vince", infatti la data originaria di marzo è stata prima spostata a maggio per il divieto imposto a tutte le manifestazioni sportive e poi riprogrammata per domenica 11 ottobre, finendo per essere disputata con un buon successo anche in termini numerici.

I dati parlano di circa 130 finisher sui 21 km e oltre 430 nella 10 km, più qualche altro centinaio di runner/camminatori sul percorso più breve: una buona metà degli iscritti che risultavano dalle liste dei giorni precedenti hanno purtroppo rinunciato a partecipare, ma considerando quanto tempo è passato e quante cose sono successe da marzo ad oggi è comprensibile.

Importante comunque che la buona causa a favore della quale la manifestazione è stata organizzata (sostegno al Comitato Maria Letizia Verga di Monza) abbia raccolto i fondi che rappresentano il vero senso di eventi di questo genere.

Dal punto di vista organizzativo e più strettamente podistico si può parlare di un successo ancora più indiscutibile: fattori vincenti il percorso, che considero uno dei più belli in assoluto nei dintorni di Milano; la massiccia presenza dei Gamber de Cuncuress a supportare la gestione di tutti i dettagli legati alle partenze; il rispetto di tutte le procedure previste dai protocolli FIDAL (partenza a onde con distanziamento, mascherina obbligatoria per i primi 500 metri e dopo l'arrivo, accesso con misurazione della temperatura e auto-certificazione delle condizioni sanitarie individuali) che ha consentito a tutti di correre in condizioni di sicurezza; gli spazi molto ampi della Cascina San Fedele, base logistica e sede di partenza e arrivo per tutti i percorsi; dulcis in fundo la presenza del sempreverde Roberto Mandelli che ha documentato per ore la presenza di tutti i runner nella zona del traguardo.

Un po' di pioggia caduta nella notte ha lasciato spazio ad un cielo moderatamente sereno al mattino, con temperatura piuttosto fresca all'orario di partenza della 21 km (09.30) e via via più tiepida con il passare dei minuti. I tratti non riparati dagli alberi risultavano perfino piuttosto caldi durante il secondo giro del percorso, che solo i runner della 21 km hanno percorso.

La 10 km si è sviluppata sul percorso fisso, tracciato dalle frecce rosse sull'asfalto dei viali del parco, mentre per la 21 km si è optato per due giri più una variante di raccordo dopo alcuni chilometri della seconda tornata, per guadagnare il chilometro mancante. Come ben sanno le migliaia di runner che si allenano con frequenza al Parco di Monza, è un percorso vario e non facilissimo, che presenta numerosi cambi di direzione e anche alcune ondulazioni, non eclatanti, ma che soprattutto al secondo giro si sentono sulle gambe.

La carenza di gare che ha caratterizzato gli ultimi otto mesi ha attratto numerosi runner di buon livello dalle province di Monza e Brianza, Bergamo e Milano, sicché i migliori tempi sono stati realizzati da atleti di una certa notorietà e sicuramente sono risultati rispettabili per una non competitiva: sui 10 km migliore in assoluto Giacomo Piazza (36:22) e Andrea Nicole Fionez prima in campo femminile (41:57), mentre sulla 21 km top performer è Alessio Finolezzi (1:20:22) e Giulia Sommi (1:25:48).

In conclusione, vorrei sommessamente suggerire che eventi organizzati come la Run for Life oggi potrebbero rappresentare il futuro prossimo del podismo: di certo non si prestano ad obiettivi di business, perché non attireranno mai le folle oceaniche di certe corse very fashionable nel centro delle grandi città, ma correre in spazi così ampi, e con tutte le opportune garanzie per il distanziamento, potrebbe essere la soluzione anche per proporre manifestazioni agonistiche, anche in abbinata con le non competitive se si vogliono avere più partecipanti, in tempi che si prospettano ancora bui per alcuni mesi.

Temo infatti che le autorità non tarderanno ad individuare in sportivi e podisti (chi ha già scordato la caccia al runner untore di aprile scorso??) facili bersagli per accontentare demagogicamente le cassandre e i benpensanti, sospendendo nuovamente le manifestazioni sportive dilettantistiche. Sperando con grande sincerità di sbagliarmi, ovviamente!

 

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Domenica, 11 Ottobre 2020 17:21

Pisa Half Marathon al Burundi, bene gli italiani

11 ottobre - Il coraggio di ripartire premiato anche dal meteo, infatti ha smesso di piovere poco prima della partenza e le gare, mezza maratona e 10 chilometri, si sono svolte regolarmente.

Festa burundese con la doppietta nella gara femminile e il primo posto in quella maschile, ma buone notizie anche sul fronte italiano.

La gara maschile si riduce sin da subito ad una sfida a tre, con Salvatore Gambino nella morsa dei due burundesi, Jean Marie Vianney Niyomukiza (Atl. Sandro Calvesi) e Rubayita Siragi (Atl. Castello), entrambi portano in dote dei tempi di rilievo, rispettivamente 1:03:45 e 1:03:30. Eppure Gambino (DK Runners Milano), atleta esperto, classe 1980, fa la sua gara senza alcuna soggezione; tra l’altro è un periodo di ottima forma, recentemente ha ritoccato i suoi personale su 1500 metri, miglio e 10 chilometri.

Verso il km 10 Siragi, che aveva allungato subito dopo la partenza, perde alcuni metri per poi cedere definitivamente nei chilometri successivi; segue a breve distanza Antonino Lollo (Atl. Bergamo 1959), costretto a correre da solo. La gara si risolve all’ingresso in Pisa, verso il km 18, con Niyomukiza che allunga sull’avversario e va a vincere in 1:05:58. Secondo posto e ottima prestazione per Salvatore Gambino, che a 40 anni realizza il suo personale col tempo di 1:06:19 (precedente 1:06:31). Terzo posto per Antonino Lollo: anche per lui una gara da ricordare, nuovo personale di 1:06:48 (precedente 1:07:20). Appena giù dal podio Fabio Conti, che comunque lima il suo personale di un secondo, tempo 1:08:26.

Corsa femminile, come detto sopra, dominata dalle atlete del Burundi: vittoria per Niyomukunzi (1:13:00-Atl. Castello) al suo esordio sulla distanza; secondo posto per la connazionale Nahimana Cavaline (1:14:08-Ilove Athletic Terni). Bene Sarah Giomi (Cus Pro Patria), terza in 1:18:09, che conferma una notevole regolarità sulla mezza maratona. Benissimo l’evergreen Eliana Patelli, che si porta a casa un’ennesima buona prestazione, suo il tempo di 1:19:01.

Sono 1046 gli arrivati, contro i 1204 del 2019, si tratta di un ottimo risultato in questo periodo che potrebbe (dovrebbe) incoraggiare altri organizzatori a provarci.

Percorso ritenuto molto scorrevole dai partecipanti, eccezion fatta per gli ultimi tre chilometri. Mancava il podio, in osservanza forse eccessiva delle norme anti covid, che comunque sono state fedelmente rispettate.

 

 
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