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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Mercoledì, 28 Ottobre 2020 19:57

Annullati i Campionati Italiani Assoluti di Cross

28 Ottobre - Il Covid-19 continua a colpire il mondo dell’atletica: è di oggi la notizia dell’annullamento dei Campionati Assoluti di Corsa Campestre, in programma per il prossimo 22 novembre a Trieste.  

In realtà si tratta del secondo annullamento, perché i suddetti Campionati facevano inizialmente parte della Festa del Cross, che si sarebbe dovuta svolgere il 3 marzo a Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, poi annullata per la prima fase della diffusione del virus.

Ora erano abbinati alla consolidata “Carsolina”: la decisione di annullarli definitivamente viene a seguito della nuova ondata che aveva già portato alla sospensione delle attività di preparazione delle squadre nazionali.  

 
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25 Ottobre - Si è corsa la prima edizione della Dieci di Ancona, che ha di fatto sostituito la tradizionale mezza maratona.

Pittoresco il percorso, con partenza e arrivo a Porta Pia in via XXIX Settembre, per poi lambire il Porto Antico passando da piazza della Repubblica e dall’Arco di Traiano, Portella Santa Maria, via della Loggia, corso Garibaldi, piazza Roma, via Marconi, via Mattei, fino a Marina Dorica e poi Borgo Pio per giungere finalmente al traguardo.

Il keniano Simon Kibet Loitanyang (Tx Fitness) si è imposto in 30:24 davanti a Stefano Massimi (Sef Stamura Ancona) secondo in 30:45, e a Michele Belluschi (Grottini Team Recanati), terzo in 30:46. Quarto Fabio Conti (Atletica Winner Foligno) in 30:50 su Mattia Franchini (Atletica Amatori Osimo), quinto in 32:04

Tra le donne, ottimo rientro alle gare per la campionessa mondiale juniores di corsa in montagna, la trentina Angela Mattevi (Atletica Valle di Cembra) che ha primeggiato in 35:11 seguita dalla bergamasca Eliana Patelli (Gs Gabbi), seconda in 35:45, e dall’umbra Silvia Tamburi (Atl. Avis Perugia), terza in 35:57. Quarta e quinta due marchigiane, Denise Tappatà (Sef Stamura Ancona) in 36:11 e Ilaria Sabbatini (Atl. Avis Macerata) in 36:39.

Queste le parole della quasi ventenne azzurrra, Angela Mattevi: “Sono piena di gioia per essere tornata in gara su un bel percorso, impegnativo per i saliscendi. Ho viaggiato quasi sempre insieme a Simone Barontini, l’ottocentista anconetano che è stato un punto di riferimento durante la gara e mi ha dato consigli utili (al traguardo in 35:13, 34° uomo – ndr). Da un paio di mesi riesco ad allenarmi con continuità, avendo risolto una frattura da stress all’osso sacro e un problema alla cartilagine del ginocchio che erano emersi dopo i cross di gennaio. Ed è stata l’occasione giusta per ricominciare a vivere le sensazioni agonistiche. Non sono del tutto soddisfatta per il crono finale, anche perché si è fatto sentire un po’ il vento, ma riparto da qui”.

353 gli atleti che hanno tagliato il traguardo.

 
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Otto anni di squalifica per il 28enne marocchino Yassin El Khalil, tesserato per la Polisportiva Policiano di Arezzo: questa la pena inflitta dal TNA all’atleta residente a Pietralunga (PG) per aver eluso due controlli antidoping.

Secondo una ricostruzione  dei fatti che ci ha fornito lo stesso El Khalil, il 7 giugno del 2019 l'atleta si sarebbe ritirato da una gara a Montone (PG), per raggiungere all'ospedale di Città di Castello (a circa 14 km) la moglie che aveva partorito da poco e sembrava in condizioni di salute preoccupanti. All'ospedale sarebbe stato raggiunto da una telefonata del medico dell'antidoping che lo invitava a tornare a Montone per sottoporsi al controllo. El Khalil avrebbe invece chiesto al medico di raggiungerlo a Città di Castello, cosa che ovviamente non ha ottenuto. Si dice però anche (e su questo El Khalil non ci ha al momento risposto) che l’atleta avrebbe poi evitato un controllo domiciliare, portando il TNA alla doppia clamorosa sentenza.

Ecco il testo della prima: La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Yassin El Khalil (tesserato FIDAL), visti gli artt. 2.3, 4.3.1 delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine all’addebito ascrittogli e gli infligge la squalifica di 4 anni, a decorrere dal 19 ottobre 2020 e con scadenza al 18 ottobre 2024.  Condanna il sig. El Khalil al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00”.

Questi gli articoli evidenziati:

2.3 Eludere, rifiutarsi od omettere di sottoporsi al prelievo dei campioni biologici. Eludere il prelievo dei campioni biologici, ovvero, senza giustificato motivo, rifiutarsi di sottoporsi al prelievo dei campioni biologici previa notifica, in conformità alla normativa antidoping applicabile.

4.3.1 Per le violazioni degli articoli 2.3 (Eludere, rifiutarsi od omettere di sottoporsi al prelievo dei campioni biologici) o 2.5 (Manomissione o tentata manomissione del controllo antidoping), il periodo di squalifica sarà pari a 4 (quattro) anni. Tuttavia, nel caso di mancata presentazione alle operazioni di prelievo del Campione biologico, qualora l’Atleta sia in grado di dimostrare che la violazione delle norme antidoping non è stata intenzionale (secondo quanto definito dall’articolo 4.2.3) il periodo di squalifica sarà di 2 (due) anni.

Ed ecco la seconda sentenza, quella decisiva: “La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Yassin El Khalil (tesserato FIDAL) e, assorbita la fattispecie di cui all’art. 2.3 in quella prevista dall’art. 2.5, visti gli artt. 4.3.1, 4.7.1 lett. c) delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine agli addebiti ascrittigli e gli infligge la squalifica di 8 anni, a decorrere dal 19 ottobre 2020 e con scadenza al 18 ottobre 2028. Visto l’art. 4.8.1 dispone l’invalidazione dei risultati sportivi medio tempore conseguiti.  Condanna il sig. El Khalil al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00".

Questi gli ulteriori articoli evidenziati:

2.5 Manomissione o tentata manomissione in relazione a qualsiasi fase dei Controlli antidoping. Condotta volta a minare la procedura di Controllo antidoping ma che non rientra nella definizione di pratiche vietate. La manomissione comprende, a titolo puramente esemplificativo, intralciare o tentare di intralciare intenzionalmente l’operato di un addetto al Controllo antidoping, fornire informazioni fraudolente ad una Organizzazione Antidoping ovvero intimidire o tentare di intimidire un potenziale testimone.

4.7 Più violazioni. 4.7.1 Per un Atleta o altra Persona che si rendano colpevoli di una seconda violazione della normativa antidoping, il periodo di squalifica dovrà essere il maggiore tra: a) 6 (sei) mesi; b) metà del periodo di squalifica irrogato per la prima violazione della normativa antidoping senza tenere conto di eventuali riduzioni ai sensi dell’articolo 4.6; ovvero c) due volte il periodo di squalifica teoricamente applicabile alla seconda violazione della normativa antidoping considerata come se fosse una prima violazione, senza tenere conto di eventuali riduzioni ai sensi dell’articolo 4.6.

Se le parti in causa vorranno fornire altri chiarimenti, ovviamente fornendo qualche prova (prova però che evidentemente non ha convinto i giudici federali), restiamo a disposizione.

 
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Atri due anni di squalifica per Alessio Guidi, che si vanno a sommare ai precedenti due, con la sanzione che dunque terminerà il 22 giugno 2023.

Guidi, all’epoca presidente ed atleta della società bolognese Passo Capponi, era stata fermato per due anni dal TNA per aver organizzato una maratona a Bologna il 1 novembre del 2019 senza autorizzazione, con l’aggravante della partecipazione all’evento del plurisqualificato  Roberto Barbi, violando l’articolo 2.9 delle NSA.

Ora l’ulteriore squalifica, per aver continuato - nonostante la squalifica - l’attività di dirigente della sua suddetta società. Ecco il comunicato NADO:

“La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Alessio Guidi (tesserato FIDAL-FITRI), visti gli artt. 4.12.1, 4.12.3 delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine all’addebito ascrittogli e gli infligge la squalifica di 2 anni a decorrere dal 23 giugno 2021 e con scadenza al 22 giugno 2023. Condanna il sig. Guidi al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00".

Ecco il testo degli articoli contestati:

4.12.1 Divieto di partecipare alle attività sportive durante il periodo di squalifica. Nessun Atleta o altra Persona squalificata può partecipare a qualsiasi titolo, per tutto il periodo di squalifica, ad una competizione o ad un'attività (con l’eccezione dei programmi di formazione antidoping e riabilitazione autorizzati da NADO Italia) che sia autorizzata o organizzata da un Firmatario del Codice WADA, da un'organizzazione ad esso affiliata, da una società o altra organizzazione affiliata ad un’organizzazione affiliata a un Firmatario, oppure a competizioni autorizzate o organizzate da una lega professionistica o da una qualsiasi organizzazione di eventi sportivi a livello nazionale o internazionale, o qualsiasi attività sportiva agonistica di alto livello o di livello nazionale finanziata da un ente governativo. Un Atleta o altra Persona che sconti un periodo di squalifica più lungo di quattro anni può partecipare da Atleta, alla fine del quarto anno di squalifica, ad eventi sportivi locali che non si svolgano sotto l’egida o comunque la giurisdizione di un Firmatario o un membro di un Firmatario, ma solo se l'evento sportivo locale è ad un livello che non può consentire di qualificarsi direttamente o indirettamente (né di accumulare punti) per competere nel campionato nazionale o in un evento internazionale e che non comporti per l’Atleta o altra Persona alcun ruolo che coinvolgano minori. L’Atleta o altra Persona che sconti un periodo di squalifica dovrà comunque rimanere a disposizione per eventuali Controlli.

4.12.3 Violazione del divieto di partecipazione durante una squalifica. Qualora l’Atleta o altra Persona violi il divieto di partecipazione di cui al comma 4.12.1, i risultati ottenuti a seguito di tale partecipazione saranno invalidati e un nuovo periodo di squalifica di pari durata a quello originariamente comminato sarà aggiunto a partire dal termine del periodo di squalifica originario. Il nuovo periodo di squalifica può essere ridotto sulla base del grado di colpa dell’Atleta o dell’altra Persona e dalle altre circostanze del caso. Sarà NADO Italia a determinare se l’Atleta o altra Persona abbia o meno violato il divieto di partecipazione e se sia appropriata una riduzione ai sensi dell’articolo 4.5.2. È possibile ricorrere in appello avverso tale decisione ai sensi dell’articolo 35. Qualora il Personale di supporto dell’Atleta o altra Persona assistano un soggetto nel contravvenire al divieto di partecipazione durante il periodo di squalifica, l’Organizzazione antidoping avente competenza nei confronti di tale personale di supporto o altra persona dovrà procedere alla erogazione di sanzioni per violazione dell’articolo 2.9 relativamente all’assistenza di cui sopra.

 
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Con il ritorno della diffusione del contagio per la pandemia - covid 19, ritornano anche le misure di restrizione per i runner.

La prima regione ad inserire limiti per chi corre è la Campania: nell’ordinanza n. 78 del 14 ottobre 2020, a firma del governatore Vincenzo De Luca, al punto 1.4 si afferma che: “l’attività di jogging, ove svolta sui lungomari, nei parchi pubblici, nei centri storici, e comunque in luoghi non isolati, è soggetta alla limitazione oraria: ore 06,00- 8,30; negli altri casi [si suppone dunque negli altri luoghi meno frequentati: ma si prospettano lunghe discussioni sulla quantità di 'isolamento' necessaria] è consentita senza limiti d’orario, fermi in ogni caso gli obblighi di distanziamento DPCM 13 ottobre 2020”.

Speriamo che la situazione non peggiori…

 

15 Ottobre - Già descritta su queste pagine la sospensione ad aprile per violazione del passaporto biologico (https://www.podisti.net/index.php/in-evidenza/item/6051-violazione-passaporto-biologico-sospeso-daniel-wanjiru-vincitore-londra-2017.html), è giunta ieri la notizia della definitiva condanna per quattro anni del keniano Daniel Wanjiru, da parte dell’Athletics Integrity Unit.

Wanjiru, 28 anni, è stato sottoposto a ben 16 controlli, dal 20 aprile 2017 al 25 aprile 2019, da cui sono emerse diverse anomalie riferite al livello di ematocrito troppo alto, con variazioni troppo repentine per non essere dipese da manipolazione del sangue.

La sanzione ha effetto retroattivo dal 9 dicembre 2019, da quando l’atleta ha accettato di restare fermo in attesa di sentenza; inoltre, il keniano dovrà rinunciare a tutti i risultati (il che implica la restituzione di medaglie e premi in danaro) per tutte le manifestazioni a cui ha preso parte dopo il 9 marzo 2019, quando fu sottoposto al test di controllo che segnalò i dati più “rilevanti”.

Nel palmares di Wanjiru, oltre alla vittoria della maratona di Londra nel 2017 in 2h05:48, i successi alla Maratona di Amsterdam 2016, dove stabilì il pb in 2h05:21, e alla Mezza di Praga (2015 e 2016).

 
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7 Ottobre - L’atletica ha vissuto una serata storica a Valencia nel NN World Record Day: in meno di un’ora sono caduti il record mondiale sui 10000 metri maschili e quello sui 5000 metri femminili. A migliorarli, il campione del mondo dei 10000, e neo-primatista dei 5000, Joshua Cheptegei in 26:11.00 sui 10000 (cade il precedente primato dell’etiope Kenenisa Bekele di 26:17.53, stabilito a Bruxelles il 26-8-2005); e la 22enne etiope Letesenbet Gidey in 14:06.62 (abbattuto il precedente limite della connazionale Tirunesh Dibaba -14:11.15, stabilito ad Oslo il 6/6/2008).

L’ugandese Cheptegei bissa così il record mondiale ottenuto a Montecarlo sui 5000 metri lo scorso 14 agosto in 12:35.36, diventando così l'ottavo atleta nella storia a centrare nella stessa stagione sia il primato mondiale dei 5000 che quello dei 10000, eguagliando illustri atleti come Paavo Nurmi, Emil Zatopek, Ron Clarke, Lasse Viren, Henry Rono, Haile Gebrselassie e Kenenisa Bekele.

Ottimo il lavoro dei pacer, l'australiano Ramsden e poi il keniano Kimeli hanno aiutato Cheptegei fino a metà gara (13:07.73), poi  Cheptegei ha contato solo sull’aiuto dai led a luce verde che gli dettavano l’andatura, fino a raggiungere l’ennesima impresa, che segue il 12:51 sui 5 km su strada a febbraio, pure a Montecarlo.

Questi i parziali di Cheptegei:  

 2:37.9
 5:15.05 (2:38.2)
 7:52.79 (2:39.5)
10:29.83 (2:37.44)
13:03.73 (2:33.90)
15:45.06 (2:41.33)
18:22.00 (2:36.94)
20:59.48 (2:37.48)
23:36.75 (2:36.87)
26:11.00 (2:34.25)

Al femminile è Letesenbet Gidey, argento mondiale a Doha sui 10000 metri alle spalle di Sifan Hassan, ad entrare nella storia: dopo il primo chilometro tirato dalla spagnola Esther Guerrero (2:51.1) e i due successivi dalla primatista mondiale dei 3000 siepi Beatrice Chepkoech (5:42.7 e 8:31.8), la neo primatista è partita in solitaria guidata fino al traguardo dalla 'lepre luminosa'.

I parziali di Gidey:

 2:51.1
 5:42.7  (2:51.6)
 8:31.9  (2:51.1)
11:19.17  (2:47.9)
14:06.62 (2:48.5)

 
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4 Ottobre - Si  corsa stamani la 40^ edizione della London Marathon, edizione anomala riservata ai top runner, che hanno corso in una "biosfera di sicurezza" su un circuito chiuso intorno a St James's Park, su 19 giri, ciascuno di 2150 metri, e del raccordo finale lungo 1345 metri sul Mall per giungere al traguardo.

In una giornata dalle cattive condizioni meteo, con pioggia, vento e tasso alto d’umidità sin dalle prime ore della giornata, nella gara femminile secondo successo consecutivo della primatista mondiale Brigid Kosgei in 2h18:58 che precede la statunitense Sara Hall (moglie del maratoneta Ryan Hall), seconda in 2h22:01 (pb), che negli ultimi metri supera la keniana campionessa mondiale di Doha 2019 Ruth Chepngetich, terza in 2h22:05. Quarta Ashete Bekere in 2h22’51, quindi Alemu Megertu 2h24’23” e Molly Seidel 2h25’13”. Miglior europea l’ucraina Darya Mykhaylova in 2h27’29”.

La Kosgei conferma così la sua imbattibilità che dura dalla maratona di Londra di due anni e mezzo fa, arricchita dal primato mondiale a Chicago nel 2019 in 2h14:04, e porta a cinque i successi consecutivi di atlete keniane a Londra, la nona sulle ultime dieci edizioni, la 13^ complessiva.    

La gara si è decisa dopo il 30esimo chilometro, quando Kosgei ha staccato progressivamente Chepngetich, con quest’ultima poi incredibilmente crollata nelle ultime centinaia di metri. Questi gli intermedi della vincitrice: 5° km 16:26 – 10° km 32:25 – 15° km 48:31 – 20° km 1h04:35 – Mezza 1h08:13; 25° km 1h21:17 – 30° km 1h38:18 – 35° km 1h55:00 – 40° km 2h11:41 - arrivo 2h18:58 (38 secondi in più dello scorso anno).

Nella gara maschile, corsa con vento e pioggia, vittoria a sorpresa dell'etiope 24enne Tola Shura Kitata in 2h05:41 che allo sprint precede di un secondo il  keniano Vincent Kipchumba. Terzo l’altro etiope Sisay Lemma in 2h05:45.

Ma la vera notizia è  l’ottavo posto del favoritissimo (anche per la defezione alla vigilia di Kenenisa Bekele), il primatista mondiale e olimpionico Eliud Kipchoge, che cede a cinque chilometri dal traguardo, non riuscendo a reagire al cambio di passo degli avversari. Per Kipchoge è la prima sconfitta dopo dieci successi consecutivi sulla distanza in sei anni, avendo perso l'ultima volta nel 2013 a Berlino (peraltro l’unica sconfitta della carriera su tredici maratone corse).

Ritirato il pisano Daniele Meucci (Esercito) al 32° km, che aveva viaggiato a lungo in quindicesima posizione (passaggio alla mezza in 1h04:24).

Gara chiaramente condotta dagli atleti africani, con passaggio al 5° km in 14:48, al 10° in 29:45, al 15° in 44:31, al 20° in 59:37. Passaggio alla  mezza in 1h02:54, con gruppo di testa formato da dieci atleti,  i keniani Eliud Kipchoge, Vincent Kipchumba, Benson Kipruto, Marius Kipserem e Gideon Kipketer e gli etiopi Mosinet Geremew, Shura Kitata, Tamirat Tola, Mule Wasihun e Sisay Lemma.

Il 25° km è superato in 1h14:22, entre si stacca dalla testa Kipketer; passaggio al 30 km in 1h29:00, in testa si viaggia oramai tra i 3:10 e i 3:00 al chilometro, al 35° si passa in 1h44:14, Kipchoge manifesta qualche problema, e (come detto)  a 5 km dall’arrivo non reagisce all'allungo dei quattro etiopi Lemma, Kitata, Geremew e Wasihun più il keniano Kipchumba. Passaggio al 40° in 1h59:19; nel finale l’allungo di Kitata, Lemma e Kipchumba: negli ultimi metri sprinta Kipchumba, ma Kitata reagisce e va a vincere la gara, interrompendo la striscia di sei successi consecutivi keniani. Quarto Geremew su, Wasihun, Tola e Kipruto. Il migliore degli europei è il norvegese Sondre Nordstad Moen, nono in 2h09:91.

In un tweet la spiegazione della mancata prestazione di Kipchoge: “Dopo 25 chilometri il mio orecchio si è bloccato e non si è più riaperto. Ma lo sport è così, dovremmo accettare la sconfitta e concentrarci per la vittoria la prossima volta. Grazie per il supporto”.

Importante annuncio di World Athletics, la Federazione internazionale di atletica leggera ex IAAF: dal 2023 si svolgeranno i World Athletics Road Running Championships, i Campionati Mondiali di Corsa su Strada.

La manifestazione includerà gli attuali Mondiali di mezza maratona, un evento iridato di nuova istituzione sui 5 km e altre distanze, probabilmente il miglio (ma potrebbe rientrare anche una 10 km).

E' inoltre previsto l'inserimento di gare amatoriali di massa parallele alle gare di élite, dando vita a un’autentica rassegna planetaria della corsa su strada.

“La corsa su strada è diventata sempre più significativa nel nostro sport negli ultimi vent’anni e merita un maggiore riconoscimento all’interno dei nostri eventi globali. La crescita di popolarità delle mezze maratone indica che c’è bisogno di più eventi di corse su strada di alto livello. Riteniamo inoltre che questo sarà un concept commercialmente attrattivo per le città ospitanti, per i partner e per i broadcasters”, ha spiegato Jon Ridgeon, CEO di World Athletics.

World Athletics ha altresì comunicato che i Mondiali di cross saranno spostati dagli anni dispari agli anni pari, a partire dall’edizione australiana di Bathurst nel 2022, le cui date saranno ufficializzate dal Council che si riunirà l’1-2 dicembre.

“La pandemia ci ha costretti a spostare Bathurst dal 2021 al 2022 ma questo ci consentirà di effettuare una transizione graduale agli anni pari, in linea con i Giochi Olimpici, nella speranza del ritorno del cross alle Olimpiadi”, le parole di Ridgeon.

 

Composta la squadra azzurra per i Campionati Mondiali di mezza maratona di sabato 17 ottobre a Gdynia, in Polonia: il direttore tecnico Antonio La Torre ha, infatti, convocato dieci atleti, cinque uomini e cinque donne.

Ecco la lista completa:

UOMINI

Nekagenet

CRIPPA

Trieste Atletica

Daniele

D'ONOFRIO

G.S. Fiamme Oro Padova

Eyob

GHEBREHIWET FANIEL

G.S. Fiamme Oro Padova/Venicemarathon Club

Stefano

LA ROSA

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

Pietro

RIVA

G.S. Fiamme Oro Padova



DONNE

Maria Chiara

CASCAVILLA

A.S. La Fratellanza 1874

Giovanna

EPIS

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

Elisa

STEFANI

A.S.D. Brancaleone Asti

Valeria

STRANEO

Laguna Running Ssd Srl

Federica

SUGAMIELE

Caivano Runners

 

 

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