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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Lunedì, 13 Aprile 2020 22:57

Maratone della Speranza: avanti tutta!

Partita l’iniziativa “Maratone della Speranza”, dopo Milano Resisti Marathon (5 aprile) è stata la volta della “Donando sul Lago Dorato”, il lago d’Orta, che ogni anno ospitava la Quadrortathon. Pronti, via ed i risultati sono già più che lusinghieri, siamo già a quota 17.000 euro….. già, perché per una volta non si racconta di iscritti e classificati, di personal best e di grandi atleti. No, il progetto vuole fortemente sostenere la raccolta di fondi, beneficiario è la Protezione Civile, ma può essere qualunque altra destinazione a sostegno economico dei grandi problemi del nostro paese.

Ognuno ha affrontato la sua prova in solitudine, ovviamente, per il rispetto delle regole; ognuno lo ha fatto come credeva e soprattutto come poteva. I più fortunati avevano un giardino o un corsello dei box, ma non si sono per nulla scoraggiati nemmeno quelli che hanno dovuto arrangiarsi sul balcone, o dentro il proprio appartamento.

Ad ognuno era richiesto di raccontare la propria esperienza, lo hanno fatto in molti. Devo dire che diversi post mi hanno colpito, certamente ho avvertito all’inizio un po’ di tristezza, è difficile per persone abituate a macinare chilometri inventarsi qualcosa, ma poi ha avuto il sopravvento la bella sensazione di chi volesse “fare”, il desiderio di “esserci”, di partecipare anche senza chip e pettorale. Ho estratto alcuni di questi racconti, talvolta accorciandoli, ma evidenziando i passaggi più curiosi, interessanti. Anche in qualche modo emozionanti.

Pasquale Castrilli Sacerdote

Ho corso la Milano Marathon il 2 aprile 2017. Una delle mie 13 maratone corse finora. Ho bei ricordi di quella giornata in un contesto nuovo per me: conosco poco Milano e la Lombardia… Correre oggi la Milano Resisti Marathon mi ha riportato inevitabilmente a quel giorno. Solo che oggi ho corso i miei 12 km in casa, o meglio nel giardino di casa, in Sicilia, dove vivo da sei anni. La ‘reclusione’ di questi giorni è un po’ più leggera con questa bella iniziativa delle 11 maratone. Anch’io spero di correrle tutte. Un pensiero per i medici e gli infermieri e per quanti sono in prima linea per contrastare il coronavirus. Ho fatto la mia parte donando qualcosa all’Ospedale papa Giovanni XIII di Bergamo.

Ettore Comparelli, socio CSMI

"Week end bestiale! Dopo la 1° Straincasa di ieri, corsa in salita sulle scale di casa oggi ho partecipato alla prima delle "11 Maratone della speranza" ideate la Paolo "CosiParlòZaratustra" Gino, presidente del Club Supermarathon Italia: la Milano RESISTI Marathon, la gara di casa. Ho partecipato in "modalità staffetta" partendo dai Giardini Comparelli per dare il cambio in Piazzale sa-Lotto. Mi ha fatto compagnia Mister Ciop mentre faceva colazione. Cricetando tra giardino e parcheggio box ho completato i 10 chilometri della mia frazione della staffetta Marziana "Pelegrìn che vien da Marte, el và el biròch" conLaura Michelucci, Masssimo Colombo e Giovanni Gaboardi. Al termine il ristoro di Maria Grazia era come sempre all'altezza della situazione e ... mi ha riempito di gioia!"

Paolo Farina socio CSMI

Correre una maratona in giardino, su un marciapiedi di mezzo metro, rasente alle mura di casa.

Correre non essendo preparato…………su un circuito di poco più di 40 metri, per circa mille giri, con 4000 curve ad angolo retto…..Correre e portare a termine i 42,195 metri in 6h46’…..Correre e sapere che qualcuno ti starà dicendo: “Chi te lo fa fare?”, “Così pensi di cambiare il mondo”, “Hai la capa fresca”, “Sei un incosciente, un privilegiato, pensa a chi non sta bene!”

Già. Proprio così. Un pazzo, un irresponsabile, un narciso, un sognatore. Un megalomane.

Eppure…. c’è un oppure. C’è sempre un oppure. Perché la realtà è ambivalente e non si riesce mai a mettere tutti d’accordo: ognuno la legge come può e vuole. Si può correre per incoscienza, per dipendenza da endorfine, per narcisismo e mania di protagonismo. Oppure no.

Oppure si può correre perché non ci si arrende. Perché si avverte il dovere di seminare speranza. Perché si crede nel potere dei segni. Perché si vuole attivare una catena di solidarietà. Si può correre per chi non ce l’ha fatta e per i suoi cari che lo piangono. Per chi sta lottando e per chi se prende cura. Per le tre sirene spiegate che senti riecheggiare mentre porti avanti la tua fatica. Per i due amici a cui hai dedicato questa gara: Vincenzo, strappatoci 10 giorni fa; e poi lei, l’amica che non vuol essere nominata, ma che sta correndo la maratona più difficile, e tu ti senti piccolo piccolo…

Si può correre con centinaia di amici del Club Supermarathon Italia che stanno facendo la stessa cosa, ora, insieme a te, sulle terrazze, nei garages o nei salotti delle loro case. Si può correre con gli amici di sempre, i “Festaioli”, che non sai quando rivedrai. Ma che sono qui con te: e dentro di te. Si può correre con chi non ha mai corso, ma che oggi mette le scarpette di ginnastica e posta video dal suo balcone per non farti sentire solo.

Si può correre per chi ti ama e tu ami. Ma anche per chi non ti conosce né capisce. Si può correre per Milano, perché il 5 aprile ci sarebbe stata la maratona di Milano e noi del Club Supermarathon abbiamo voluto lanciare la “Milano Resisti Marathon” e oggi siamo tutti di Milano: anch’io, terrone che ora vive e lavora al Nord.

Si può correre per seminare resilienza. Oppure no. Oppure sì. In-sì-eme. A ognuno la sua scelta. 

Paola Grilli socia CSMI

Ho corso oggi dopo un mese, (ultima gara ..Le terre di Siena.)..sono partita alle 9 per la prima volta dovevo correre la Milano Marathon.. oggi diventata la Milano Resisti Marathon.. ho pianto sono sincera... pensando a chi non é riuscito a combattere contro questo nemico "invisibile "...e nello stesso tempo ho gioito e ringraziato Dio per il dono della vita...

Questo invece è un bel pensiero ed un augurio di Ettore Comparelli

Quest'anno il mio uovo di Pasqua non è dolce ma brusco. Questo frutto (made in Maria Grazia) però rappresenta la forza della vita: è nato, cresciuto e sopravvissuto al gelo e umido nord. E' aspro ma forte e resistente e pronto a godersi il calore dell'estate che sta per arrivare. Dobbiamo essere come lui: resistiamo a questo momento difficile e la vita ci saprà ridare di nuovo le grandi gioie degli affetti e dell'amicizia. BUONA PASQUA A TUTTI E CHE LA FORZA SIA CON NOI.

Chiudo con un copia/incolla, un passaggio di una lunga e bella lettera, del presidente del Club Supermarathon, Paolo Gino.

….Sul lago (d’Orta) adesso la sera c’erano le rondini che al tramonto erano padrone del cielo. Adesso potranno fare le loro picchiate nei cortili deserti e nelle discese che vanno verso la riva. Mio papà che coi suoi 85 anni si è isolato in alta montagna, dice che i caprioli sono tornati i veri padroni dei boschi e dei sentieri e le volpi non han più bisogno di esser furbe. La natura è libera e noi siamo rimasti prigionieri nelle nostre case. Si questa vita è imprevedibile al di là delle più azzardate e complesse previsioni degli esperti, di poeti e menestrelli.
Buona corsa domani e per ricordare questa brutta Pasqua ribalterei la frase finale del film: ”Viaggio in Inghilterra”:
IL DOLORE DI OGGI FA PARTE DELLA FELICITA’ DI DOMANI

Per ultimo, ma non meno importante, gli auguri pasquali. Clicca qui:

GLI AUGURI DEL CLUB

 
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Lunedì, 13 Aprile 2020 22:09

Elezioni Fidal rinviate, anzi no?

Previste per il novembre di quest’anno, in concomitanza con il termine del quadriennio olimpico, ora le elezioni sono in discussione, in seguito al rinvio delle Olimpiadi. Il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport (4 aprile 2020), aveva dichiarato come il rinvio fosse inevitabile, e che tutti gli attori, Coni, Cio e Ministro dello Sport Spadafora, fossero concordi su questo punto; ovvia la deduzione che, così fosse, l’attuale consiglio federale resterebbe in carica sino al 2021 LEGGI QUI

Qui si parla Fidal, ma in realtà il discorso riguarda tutte le federazioni.

Successivamente sulla questione è entrato in campo un personaggio di notevole spessore nel mondo dello Sport, Paolo Barelli, presidente della federazione italiana nuoto (e della lega europea nuoto). In un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport (5 aprile 2020) è stato categorico: “la tesi di rinviare le elezioni dopo le Olimpiadi del 2021 non è sostenibile, ci sono delle precise regole che lo impediscono”, citando poi dei riferimenti normativi. E ancora “zero possibilità di rinvio delle elezioni, non sono ammesse deroghe, si dovrebbe cambiare il regolamento delle 200 federazioni nazionali”. Insomma, affermazioni precise e che non lascerebbero spazio a dubbi.

Se ciò non bastasse, è di oggi la notizia (tratta da Atletica Live) che riporta un parere espresso da parte di Raffaella Vignotto, avvocato esperto in diritto dello sport.

“In base agli artt. 3 e 16 del decreto Melandri il rinnovo delle cariche federali è previsto alla fine di un quadriennio. Sono poi gli statuti federali che cozzano con il decreto stabilendo dopo le olimpiadi. In caso di conflitto predomina la legge statale “abbracciata ” dal Coni e riportato sul sito ufficiale. Far slittare di un anno le elezioni non solo sarà contra legem perché non viene rispettato il quadriennio ma il mandato durerà per i nuovi presidenti o chi confermerà la sua nomina solo per 3 anni poiché le prossime olimpiadi comunque ci saranno nel 2024 a Parigi. In questo modo non si potrà dare modo ad un presidente di realizzare il programma per cui si era esposto. Finché si tratta di un mese o 2 per lo slittamento è un conto ma un anno è molto. Non si prevede nell’ambito dell’ordinamento giudico sportivo un mandato di soli 3 anni.”

Per chiudere il giro ecco ancora cosa dice la legge Melandri (colei che l’ha introdotta) “Riordino del Comitato Olimpico Nazionale Italiano – CONI”:

Gli organi del CONI restano in carica quattro anni. I componenti che assumono le funzioni nel corso del quadriennio restano in carica fino alla scadenza degli organi. Il presidente ed i componenti della giunta nazionale indicati nell’articolo 6, comma 1, lettere c), c-bis) e c-ter) non possono restare in carica oltre due mandati. È consentito un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie”. 

In aggiunta a quanto sopra espresso vi è da leggere ciò che prevede lo statuto federale:l’Assemblea Nazionale deve tenersi, in seduta ordinaria elettiva, entro il 31 dicembre dell’anno di svolgimento dei Giochi Olimpici estivi”

In definitiva, con buona pace degli attuali vertici che vedono l’opportunità di un altro anno di mandato, esistono delle limitazioni tutt'altro che semplici da superare.

L'impressione è che siamo solo all'inizio della querelle.  

 
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Si va verso un incredibile ammucchiata di gare all’estero, qualcuno molla la presa ed annulla l’edizione 2020, ma la maggior parte tiene botta. Come nel caso del circuito RunCzech: spostamento in massa di tutte e sette le gare al periodo settembre-ottobre. Se il calendario internazionale era pieno, così lo è ancora di più, e non certo solo per le gare in Repubblica Ceca.

Anche per il calendario nazionale si preannuncia un periodo fine estate ed autunno particolarmente “caldo”, tuttavia la Fidal, a differenza delle altre federazioni (come si può vedere la maggior parte degli eventi è già stata ricollocata), è ancora in stand by. Di certo la situazione italiana è un po’ peggiore rispetto ad altri paesi, però qualche ipotesi ormai si dovrebbe farla. A breve cercherò comunque di trattare questo argomento. 

Guardando il calendario internazionale e considerando tutti i rinvii ad oggi noti, di seguito riportiamo un aggiornamento.  In grassetto/corsivo trovate le gare che erano già programmate per il periodo settembre-ottobre; le altre sono tutte ricollocazioni di gare previste in primavera e inizio estate, con la nuova data (tra parentesi la data originaria).

Il risultato finale è un ammasso di manifestazioni in poche settimane, infatti raddoppiano le gare in calendario, rispetto al programma già definito per quel periodo. 

22/8/2020 Helsinki (SF), maratona (16/5/2020)

30/8/2020 Lugano (CH), mezza maratona (17/5/2020)

6/9/2020 Bucharest (RO), mezza maratona (10/5/2020)

6/9/2020 Budapest (HU), mezza maratona

6/9/2020 Stoccolma (SWE), maratona (31/5/2020)

6/9/2020 Lisbona (POR), mezza maratona

6/9/2020 Praga (CZE), mezza maratona

13/9/2020 Amburgo (DE), maratona (19/4/2020)

14/9/2020 Boston (USA), maratona (20/4/2020)

20/9/2020 Mosca (RU), maratona (31/5/2020)

20/9/2020 Atene (GR), mezza maratona (22/3/2020)

27/9/2020 Berlino (DE), maratona

27/9/2020 Varsavia (POL), maratona (23/5/2020)

4/10/2020 Londra (GB), maratona (26/4/2020)

4/10/2020 Colonia (DE), maratona

11/10/2020 Praga (CZE), maratona

11/10/2020 Chicago (USA), maratona

11/10/2020 Zagabria (HR), maratona

11/10/2020 Eindhoven (NED), maratona

11/10/2020 Monaco (DE), maratona

11/10/2020 Budapest (HU), maratona

11/10/2020 Lisbona (POR), maratona

17/10/2020 Gdynia (POL), mezza maratona, campionato del mondo (29/3/2020)

18/10/2020 Amsterdam (NED), maratona

18/10/2020 Belgrado (SRB), maratona

18/10/2020 Poznam (POL), maratona

18/10/2020 Parigi (FR), maratona (5/4/2020)

25/10/2020 Francoforte (GER), maratona

25/10/2020 Losanna (CH), maratona

25/10/2020 Lubiana (SI), maratona

25/10/2020 Lucerna (CH), maratona

25/10/2020 Valencia (ESP), mezza maratona

25/10/2020 Dublino (IRL), maratona

25/10/2020 Rotterdam (NED), maratona (5/4/2020)

25/10/2020 Barcellona (ESP), maratona (15/3/2020) 

 

questi invece i principali annullamenti:

5/4/2020 Berlino (DE), mezza maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020

19/4/2020 Vienna, maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020

26/4/2020 Hannover (DE), maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020

26/4/2020 Zurigo (CH), ANNULLATA EDIZIONE 2020

26/4/2020 Düsseldorf (DE), maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020

3/5/2020 Ginevra (CH), maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020

17/5/2020 Salisburgo (AT), maratona, ANNULLATA EDIZIONE 2020

10/6/2020 Copenaghen (DEN), maratona ANNULLATA EDIZIONE 2020

20/6/2020 Tromso (SWE), maratona ANNULLATA EDIZIONE 2020  

 
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Martedì, 07 Aprile 2020 15:04

Cronache, fatti e follie dei giorni nostri

Stiamo vivendo male, inevitabile reagire altrettanto male? Forse, ma sino ad un certo punto.

Prendo ad esempio alcuni episodi emblematici delle difficoltà delle persone.

L’apoteosi di “io resto a casa, restate a casa, etc” la si raggiunge in tanti modi; è recente l’iniziativa del sindaco di Cagliari di esporre cartelli che è un eufemismo definire inquietanti  LEGGI QUI. Per qualcuno si tratta di messaggi forti ma doverosi per raggiungere l’obiettivo (state a casa); per qualcun altro, ed io tra questi, terrorismo mediatico. C’è già tanta paura, incertezza, non c’è bisogno di aggiungerne ulteriore.  L’instabilità mentale dei soggetti mentalmente più deboli dove potrebbe portare?

Altri messaggi pericolosi: la sindaca di Bareggio (MI), con un linguaggio che ha davvero poco dell’istituzionale, invita i cittadini a buttare secchi d’acqua addosso a quelli che stanno fuori. Responsabilità ed equilibrio, soprattutto di questi tempi, dovrebbero guidare le scelte ed i comportamenti di chi riveste ruoli sociali di un certo rilievo. Come reagirà la popolazione locale a questi “inviti”?

Questo invece un altro risultato, figlio dei tempi che viviamo. Un 50enne di Ponte delle Alpi (BL), forse esasperato dalla clausura, decide di fare una passeggiata in solitudine, ma si perde e chiama i soccorsi. Probabilmente non si trattava di una semplice camminata, bensì di un’escursione vera e propria, se non addirittura un’arrampicata, dato che viene recuperato tra le rocce. Intervento effettuato da elicottero che lo issa tramite un verricello, elemento che confermerebbe la tesi che di tutto stava facendo, tranne che passeggiare. Follia! Adesso magari il prossimo che (realmente) passeggerà intorno a casa verrà preso a male parole? Oppure qualche sindaco di quelle parti, magari sotto pressione mediatica, imporrà il lock down ai propri concittadini?

Sono fatti, episodi, diversi l’uno dall’altro però legati da un filo conduttore: la difficoltà di tutti di convivere con una situazione di grande difficoltà.

Purtroppo non si è ancora trovato il bandolo della matassa, dicasi l’anti coronavirus, ci vorrà anzi parecchio tempo; al netto di alcune sperimentazioni, l’infezione viene curata solo per le sue possibili complicanze, quindi è una terapia di supporto attraverso antipiretici, somministrazione ossigeno, ventilazione assistita per pazienti con insufficienza respiratoria, e…poco altro. Non è batterica (quindi gli antibiotici non funzionano), la bravura del personale medico (credetemi, i nostri sono davvero bravi) riesce a limitare i danni. Il fatto è che il farmaco più importante di cui si dispone è il nostro stesso organismo, nella sua capacità di reagire al virus. E’ evidente a tutti, o così dovrebbe essere, che le persone in buono stato fisico, come gli sportivi praticanti, posseggano maggiori difese, esattamente ciò che ci viene da una sana e ragionata attività fisica.

Nell’attesa che il tutto si evolva positivamente e ragionevolmente in tempi decenti (i segnali pare ci siano) cerchiamo davvero di convivere con la situazione utilizzando un altro importante “farmaco”, ma pare anche tra i più difficili da trovare: il buon senso. Vale per tutti, nello sport come nella vita di tutti i giorni. Invece da una parte abbiamo persone che qualche volta non rispettano le regole e dall’altra una sorta di psicosi da coronavirus da parte di giustizialisti, talvolta un po’ psicopatici. Usiamo il nostro buon senso per distinguere anche da soli quali siano le attività rischiose e quelle che non lo sono, a pensarci non è poi così difficile. E’ indiscutibile che muoversi faccia bene, al corpo e alla mente, è altrettanto ovvio e indiscutibile che si debba farlo con buon senso. Non ce lo possono imporre per decreto, e tra l’altro le misure sinora adottate si prestano a parecchi dubbi, incluso quello che le nostre autorità siano quantomeno confuse.

Per fare attività motoria verifica la situazione nella tua regione

DIVIETI DA COVID19

Ultime disposizioni Lombardia

OBBLIGATORIA LA MASCHERINA

 
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Non finiscono i guai per il fortissimo atleta keniano, però... e li cerca. Dopo che già nello scorso gennaio era stato sospeso per manomissione o tentata manomissione dei campioni prelevati, e mancata informazione sulla reperibilità in diverse occasioni: si trattava del “whereabout”, ovvero gli atleti devono sempre dare una fascia oraria giornaliera di disponibilità (circa un’ora), per eventuali controlli antidoping occasionali.

Stavolta si è trattato di una festa con una ventina di persone organizzata in un club a Iten (Kenya). Da evidenziare che anche in Kenya sono proibiti gli assembramenti così come gli allenamenti di gruppo. Inoltre, dopo le 7 di sera i locali devono essere chiusi e si deve restare a casa propria.

Wilson Kipsang Kiprotich, questo il suo nome completo, è stato uno dei più forti atleti degli ultimi 10 anni. Detiene il sesto miglior tempo in maratona di tutti i tempi (2:03:13, Berlino 2016); ha vinto due volte la maratona di Londra, 2014 e 2012; nella stessa città è stato bronzo olimpico in maratona (anno 2012).

Fa tristezza che un campione di questo livello debba concludere la sua prestigiosa carriera in questo modo; difficile pensare che riesca ad uscire bene da questa situazione. Ad aggravare ulteriormente la sua posizione il fatto che, oltre alla sospensione già in atto, c’è il grave atto di disobbedienza (divieto di assembramento), e che ci fosse parecchio alcool durante questa serata. A dare un altro colpo, forse mortale, alla sua immagine, il fatto che Kipsang è una sorta di rappresentante sindacale degli atleti in Kenya. Insomma, tanti, forse troppi elementi fanno pensare che la bella storia di questo atleta finisca male e che, complice l’età (classe 1982), sia ormai giunta al capolinea.  

 
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Si sapeva che era una possibilità assolutamente concreta, lo aveva “bisbigliato” lo stesso presidente Giomi: “Sarebbe un peccato non poter completare il nostro lavoro fino alle Olimpiadi, per il bene stesso degli atleti”. Sulla legittimità della scelta di continuare con l’attuale consiglio federale si è discusso e si discuterà ancora, ma pare che esista la possibilità di una deroga al mandato che prevede il quadriennio (non a caso coincidente con le Olimpiadi), in considerazione dell’eccezionalità della situazione. 

Semmai ci sarebbe argomentare sul “bene degli atleti”: se da una parte è ovvio che esiste un programma in atto, dall’altro non si può dare per scontato che “un altro” programma non sarebbe stato ugualmente valido, o forse anche migliore, visti i risultati sinora ottenuti. Al tempo stesso gli eventuali subentranti avrebbe chiaramente tenuto in considerazione il programma sinora svolto; infine, un periodo di 8 mesi apparirebbe adeguato per presentarsi al meglio a Tokio 2021 (23 luglio – 8 agosto, LEGGI QUI). Aggiungo, ancora, che sono gli atleti a correre, saltare e lanciare, certamente non i componenti del consiglio federale.

Insomma, seppure la decisione di continuare abbia più di un senso, il dubbio che si tratti anche di una scelta opportunistica, ovvero un anno in più di poltrona, c’è tutto. Ora comunque speriamo che tutti i componenti del consiglio federale affrontino con serietà e senso di responsabilità quest’ultima fase, e che da questo lavoro venga fuori un qualcosa di buono dal loro mandato, sinora deludente.

La decisione di rinviare le elezioni ovviamente riguarda tutte le federazioni sportive; di riflesso certamente anche le elezioni regionali saranno rinviate. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha precisato che la decisione è stata presa in accordo col CIO e col ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, persona che sinora non pare abbia brillato sulle decisioni in materia di sport.

 

 
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 Tempi duri per chi ama correre, ma più in generale per chi preferisce gli sport all’aria aperta; non sono praticabili, oppure lo sono ma con parecchi limiti LEGGI QUI  le ordinanze regione per regione al 22 marzo (attenzione agli eventuali cambiamenti). Purtroppo a questo punto chi corre ha sempre più paura; le campagne di insofferenza, al limite dell’odio, scatenate da alcune reti, sui social ed alcune deliranti iniziative locali, hanno avuto un impatto devastante. A questo punto, ripeto "a questo punto", confido più nell’intelligenza di chi corre (ma anche solo si muove), nei limiti imposti dalle varie ordinanze, piuttosto che in quella di osservatori, segnalatori e magari anche ex-runner frustrati. 

Nei limiti della movimentazione però si può fare ben più di qualcosa: allenare la forza, una caratteristica che quasi sempre il podista dimentica. Avvezzo a correre due – tre e più ore, a sfinirsi di lunghi non sempre tutti utili, tralascia di allenare questo importante parametro, perché ritiene che per correre a lungo basti essere resistenti.  Nella mia personale esperienza di podista e seguendo atleti di vari livelli, sostengo che molto spesso il “muro” del 30° chilometro in maratona è più legato alla mancanza di forza, piuttosto che di resistenza. 

La forza: pensate alla corsa in salita, ci vuole forza per sollevare il nostro corpo. Se correte in piano, ci vuole forza per spingere con una falcata più ampia. 

Ecco quindi che questa triste, brutta situazione, ci toglie tanti chilometri ma ci dà l’opportunità di potenziare il nostro apparato muscolare. Mettiamola così, si lavora in prospettiva, si creano solide basi per tornare a correre meglio. Esistono vari tipi di forza: resistente, esplosiva, veloce… ognuna di queste andrà preferita in relazione alla specialità con cui ci si confronta.  

Quando si dice “allenare la forza” per chi corre, non si deve pensare solamente pensare a piedi, cosce e gambe (tutto sommato già discretamente allenati con la corsa vera e propria), ma anche addominali, dorsali, spalle, glutei e anche le braccia.

Il “core stability”, che più o meno correttamente viene tradotto in stabilità del bacino, significa allenare/potenziare una delle aree più importanti del nostro corpo, essenziale per consentire il controllo motorio. Allenare i muscoli addominali (tutti), aiuterà ad avere un “core” più forte, servirà nella corsa vera e propria (miglioramento indiretto delle prestazioni, nella corsa con frequenti cambi di direzione, come avviene nelle campestri), ma ancor più per prevenire gli infortuni tipici di chi corre: riduzione dei problemi alla colonna vertebrale (mal di schiena, lombalgia), ed alle ginocchia, giusto per citare i principali. 

Il “core”, il bacino, è “l’anello di congiunzione da dove transitano tutte le strade del movimento”; non è una mia definizione e non ricordo dove l’ho letta, ma dovrebbe rendere bene l’idea della sua importanza.

Come si allena/potenzia questa importante zona? Fondamentalmente sono tre-esercizi-tre, poi diventano di più nelle varie declinazioni. Plank (anche side plank), superman, bridge. Credo siano termini mediamente conosciuti, comunque si tratta di assumere delle posizioni che mettono in tensione alcune parti del nostro corpo (vedi immagini plank e superman nella foto). Dedicate una ventina di minuti a giorni alterni, non importa realizzare il personal best di durata nelle singole posizioni, semmai riducete il tempo e aumentate il numero di ripetizioni. Come svolgerli: su internet trovate tutte le indicazioni possibili, le posizioni sono facili da assumere e da mantenere per un tempo adeguato (al vostro stato di forma). 

Se si sceglie di fare i pesi porre molta attenzione ai carichi, per non ritrovarsi un’eccessiva massa muscolare (che significa anche più peso); privilegiate sempre il numero di ripetizioni, piuttosto che i chilogrammi. 

E la corsa? Beh, a parte i limiti attuali, ho preferito concentrarmi sugli esercizi che tutti possono fare, anche con limitato spazio a disposizione. Ma ovviamente si può fare comunque molto, per chi ha la cyclette, oppure i rulli, il tapis roulant. Vanno bene anche le scale di casa (fortunati in questo caso quelli che abitano ai piani alti), oppure un cortile un po’ ampio, o anche il giro “in prossimità” della propria abitazione, laddove consentito. Non potremo certo preparare in questo modo la nostra prossima gara, ma facciamo in modo di mantenere un discreto stato di forma. 

Aggiungo un altro esercizio che poco ha a che fare con la forza vera e propria, ma è utile e si può fare in poco spazio: il salto con la corda. Da qui si tira fuori veramente tutto: agilità, coordinazione, rapidità; anche resistenza, infatti “forma” o mantiene la componente aerobica, in particolare se il gesto è eseguito correttamente. Non è difficile rimediare una corda, meglio quelle col manico che si possono ordinare online (queste arrivano, non come tapis roulant e cyclette…), altrimenti si può rimediare con funi non troppo grosse, cordini da arrampicata, etc. La principale difficoltà è proprio quella di avvicinarsi, per qualcuno riavvicinarsi (temo molto pochi…) a questo gioco, perché in fondo di questo si tratta. All’inizio ci si sente un po’ goffi e ridicoli, un po’ frustrati per non riuscire ad eseguire il gesto, ma poi diventa persino divertente. Per i neofiti, è difficile spiegare l’esercizio in forma scritta, comunque riassumo qualche indicazione e suggerimento (e più sotto trovate un video):

-la lunghezza della corda dovrebbe essere grosso modo maggiore del 30% rispetto alla vostra altezza

-le braccia non dovrebbero muoversi troppo (ed i polsi devono ruotare su sé stessi)

-fino a quando non si è acquisita dimestichezza è bene cercare di non sollevare troppo i piedi, per non finire stravolti dopo poco tempo. So che la tendenza è opposta, più alzo i piedi e maggiori possibilità ha la corda di passarci sotto, ma poi…si impara.

-farlo a piedi scalzi aggiunge valore, o comunque con calzature molto leggere (l’impatto al suolo è minore rispetto alla corsa). Aiuta a recuperare sensibilità.

-il salto si sviluppa “sulle punte”, e ciò è molto utile, dato che quando si corre è una parte del piede meno utilizzata di quanto si dovrebbe, tranne che non facciate del retrorunning (anche questo è un esercizio interessante).       

All’inizio verrà il fiatone e magari di questo ci si sorprenderà perché si ritiene di averne tanto, grazie alla corsa. Abbiate pazienza, poi ci si riesce e fa tanto bene. Provare per credere.

 
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Romano, sposato, due figli, 56 anni compiuti da poco e alle spalle una vita spesa nello sport; e certamente così continuerà ad essere in futuro. Roberto è stato presidente di due società, ACSI Campidoglio (fino al 2013) e ACSI Italia; direttore generale di Vivicittà e della Roma-Ostia; ideatore e organizzatore dell’Appia Run, una gara di 14 chilometri che ogni anno ospita oltre 5.000 partecipanti, tra competitivi e no. Dal 2017 è coordinatore della Rome Half Marathon Via Pacis. Ha ideato, promosso e sostenuto numerosi progetti a favore dello sport, non solo in ambito di atletica leggera; tanti gli incarichi portati avanti come consulente, redattore, addetto stampa di riviste e manifestazioni. Ci sarebbe altro da aggiungere, ma credo che questo basti a identificarlo come un “addetto ai lavori”.
Da osservatore attento del nostro settore è letteralmente esploso nel vedere quanto sta accadendo nel nostro settore. E, nel suo stile aperto e diretto, ha espresso tutto il suo rammarico, e direi anche la rabbia, attraverso questa sua comunicazione. E’ un po’ lunga, ma vale la pena leggerla tutta, e con molta attenzione. 

Ma prima, gli ho chiesto un chiarimento: eccolo.

Roberto cosa ti ha spinto a scrivere questo post?

"Prima di tutto vorrei chiarire che il post fa riferimento diretto al cartellone che ho visto esposto nelle strade di Cagliari, ed è la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo giorni che ascoltavo messaggi fuorvianti che indicavano come il problema numero uno quelli che correvano. E' ovvio che siamo in una situazione drammatica e dove la cosa migliore è stare a casa, ma sentire costantemente indicare coloro che fanno quel minimo di attività fisica consentita, come portatori di possibile contagio, mentre vedo metropolitane, autobus pieni, file al supermercato ed al tabaccaio, mancanza di mascherine, e negli ospedali di guanti, ventilatori ecc., mi è sembrato troppo. I podisti sono quelli che tengono alla propria salute, e quindi sono un esempio di ciò che si dovrebbe fare tutti i giorni "prima" dell'arrivo della pandemia. Come ha scritto qualcuno, il cartellone, in tempi di salute, dovrebbe essere "Da quando ho visto mia madre entrare in ospedale ho capito che dovevo cominciare a correre". Ma questa campagna non la vediamo mai nelle nostre città."

Questo il post:

ORA BASTA!

La campagna di odio contro chi tenta di svolgere quel minimo di attività motoria consentita dalle leggi vigenti è arrivata a dei livelli inaccettabili. Inaccettabili per l'ignoranza con cui si svolge, inaccettabili per la mancanza di razionalità con cui tutti i canali, televisivi, istituzionali, social e chi più ne ha più ne metta, la stanno diffondendo.

Ormai non c'è trasmissione televisiva dove allo "state a casa" non sia accompagnato un richiamo a "quelli che fanno la corsetta".

Partiamo da un presupposto, che tutti gli scienziati ci hanno spiegato in tutte le salse: Il contagio avviene attraverso la trasmissione diretta tra uomo e uomo del liquido che noi trasferiamo nell'aria quando parliamo, respiriamo ecc.

Se sei infetto (non hanno ancora ben chiaro se asintomatico o con pochi sintomi) e hai una goccina sulle mani, stringi la mano all'altra persona, gli trasferisci il virus, e poi l'altro si mette la mano sulla bocca, negli occhi o nel naso, la gocciolina può entrare nel suo corpo ed infettarlo.

Da questo, la precauzione di essere distanziati per evitare che chiunque, anche se inconsapevolmente infetto, trasferisca il virus ad altri.

Benissimo! Bisogna uscire da casa solo per le cose essenziali, lavoro, spesa alimentare, necessità, farmacia, salute.

Il Comitato Scientifico che ha dato i suggerimenti al Governo per l'emanazione dei Decreti di restrizione, ha intelligentemente inserito tra le varie necessità anche quella dell'attività motoria, seppur con delle restrizioni. Ad esempio si sono chiuse palestre e piscine, impianti sportivi, lasciando la possibilità agli atleti di livello nazionale e d'interesse olimpico di potersi continuare ad allenare negli impianti adeguati.

A quel punto decine, se non centinaia di migliaia di persone che fanno attività quotidiana in questi impianti, avevano due scelte: o fermarsi completamente e restare a casa H24 oppure continuare a tenere in forma il proprio fisico attenendosi alle normative, ossia fare attività da soli, possibilmente vicino a casa. Visto che tutti gli impianti sono chiusi, cosa si può fare per mantenersi in forma? Una bella corsetta! Ed ecco qui che ai runners "original" si sono affiancati migliaia di "runners di necessità".

Dove si va a correre preferibilmente? In un parco vicino casa. E allora i comuni cosa fanno? Chiudono i parchi! E allora dove si va? Per strada, con la gente che ti insulta dal balcone mentre si fuma la sigaretta comprata qualche ora prima facendo 30' di coda dal tabaccaio (rimasto rigorosamente aperto perché "essenziale"!).

Ed allora tutta questa "orda" di runners (ossia di gente che ha a cuore la propria salute), che probabilmente fa questo tutti i giorni o almeno 3/4 volte a settimana, viene additata come gli "untori" di manzoniana memoria.

A nulla servono i pareri di numerosi scienziati che continuano ancora oggi a dire che una moderata attività motoria, se fatta in situazione di isolamento, non aumenta il contagio e anzi, preserva chi lo fa dall'essere contagiato. Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia, ove consentito, di fare attività dai 30 ai 45 minuti al giorno.

Niente da fare, Presentatori ignoranti, ospiti saccenti, politici autoritari, continuano questa "crociata", fino ad arrivare al Sindaco di Cagliari, che spende i soldi pubblici per la sua campagna indegna. Vedremo, finita questa tragedia, se spenderà un euro per una campagna contro il fumo (visto che questo virus attacca le vie respiratorie, sempre e comunque danneggiate sia dal fumo attivo che da quello passivo, oltre che dagli agenti inquinanti).

Siamo di fronte ad una tragedia che ha colpito il nostro paese più di altri, ed in alcune aree la situazione è al collasso. Abbiamo mille emergenze, dai guanti, alle mascherine, ai ventilatori, stiamo montando ospedali da campo, stiamo riconvertendo fabbriche, stiamo attrezzando spazi fieristici come ospedali; eppure il problema numero 1... sono quelli che corrono!

Altra motivazione: non bisogna correre per rispetto alle vittime! Come se si andasse a ballare in discoteca, o a fare qualsiasi attività ludica che non avesse un fine salutistico.

Bisogna tenersi in forma, proprio per rispetto ai tanti morti, che per età, situazioni patologiche in corso, non ce l'hanno fatta a superare la crisi. Per fare in modo, tenendosi in forma, di non essere contagiati. Ovviamente e rigorosamente mantenendo le distanze con altri cittadini.

In Campania, un anestesista è stato fermato dai Carabinieri mentre correva sotto casa in uno dei pochissimi spazi di riposo a lui concesso. Messo in quarantena per il decreto del Presidente della Regione Campania. Quindi abbiamo per 14 giorni un anestesista in meno in un'ospedale della Campania solo perché voleva tenersi in forma, magari solo per resistere due ore in più in ospedale.

Due farmaciste a Salerno mentre rientravano in bici dalla farmacia a casa, sono state prese a male parole e a secchiate d'acqua dal balcone.

Altri esempi si potrebbero fare, ma il post è già troppo lungo.

Da questa gravissima crisi abbiamo imparato alcune cose:

  1. Essere in salute non solo è una cosa importante per noi stessi, ma anche per gli altri. In questo caso essere in salute e non avere conseguenze anche se contagiati, significa non poter trasmettere il virus e creare quindi una sorta di "barriera" al virus stesso.
  2. C'è bisogno di una campagna fortissima contro l'ignoranza di chi non comprende come l'attività fisica non è solo un "passatempo", ma è un fortissimo presidio sanitario contro le malattie contagiose.
  3. Chi pratica sport non è immune dal contagio, ma ha molte meno possibilità di essere contagiato. Facendo questo, fa risparmiare alla sanità pubblica centinaia di milioni di euro, sempre, ma soprattutto in situazioni di questo tipo.

Quindi, al contrario, dopo che sarà terminata questa straordinaria epidemia, bisognerà guardare a chi corre come ad una persona da encomiare e non da insultare come si è fatto vergognosamente in queste settimane.

 

 
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Tutto sommato poco o nulla di nuovo rispetto alle previsioni, si trattava solo di capire la data del nuovo blocco. Quindi sino al 31 maggio, ma di fatto la maggior parte delle gare di questo mese avevano già deciso autonomamente di rinviare o annullare le proprie manifestazioni. Per quanto si intuisce, nessuna decisione finora si è presa sulle richieste di spostamento fatte per il periodo settembre-novembre. Si salvano, almeno per ora, i vari campionati italiani, spostati da giugno a luglio, settembre e ottobre.  

Al punto 1) della “road map” si precisa che la ripresa delle attività su strada sarà effettuata con gradualità, solo con manifestazioni regionali/provinciali; di fatto questo taglia fuori le gare di giugno. I grandi eventi restano ancorati alla possibilità di trovare una data nel periodo fine estate – autunno.

Infine, importante la decisione di stanziare una somma a favore delle società sportive, anche se attualmente non è dato sapere il criterio di ripartizione.

Ecco il testo completo:

Il Consiglio federale, riunito quest’oggi in videoconferenza, ha affrontato la difficile situazione venutasi a creare con l’insorgere ed il diffondersi nel Paese dell’epidemia da Covid-19. “È probabilmente la riunione di Consiglio più importante della mia vita – le parole d’esordio del presidente federale, Alfio Giomi – perché la complessità del momento è sotto gli occhi di tutti. Ma ribadisco quel che ho detto già qualche giorno fa: noi ce la faremo. Abbiamo il dovere di immaginare il nostro movimento alla ripresa dell’attività, e di fare il massimo per consentire alle società sportive di tornare al proprio lavoro, quando sarà possibile, nelle migliori condizioni”. 

Dopo aver ascoltato la relazione del Direttore tecnico Antonio La Torre (di cui riferiamo in un servizio a parte), ed in considerazione delle perduranti difficoltà, il Consiglio ha deliberato la sospensione fino al 31 maggio (salvo diversa indicazione da parte del Governo) dell’attività agonistica su tutto il territorio nazionale. 

Delineata, al contempo, anche una sorta di road map (di princìpi e date) per il riavvio della macchina dell’atletica leggera. 

1) Nel momento in cui sarà possibile riprendere la pratica, verrà applicato un criterio di gradualità, limitando lo svolgimento di manifestazioni alle aree provinciali e regionali, ed evitando comunque l’organizzazione di eventi con grandi numeri. 

2) Nel caso in cui sia possibile riprendere in maniera graduale nel mese di giugno, e senza limitazioni nel mese di luglio, questo il calendario dei Campionati Italiani Individuali: 

17-19 luglio: Rieti, Campionati Italiani Allievi – Festa dell’atletica giovanile (senza “minimi” di qualificazione)
25-26 luglio: La Spezia, Campionati Italiani Assoluti (ove confermato lo svolgimento dei Campionati Europei di Parigi)
18-19-20 settembre: Grosseto, Campionati Italiani Juniores e Promesse
3-4 ottobre: Campionati Italiani Individuali e per Regioni Cadetti

Ove non sia possibile ripartire a giugno, ma solo a luglio, rimarrebbero invariate le date dei Campionati Italiani Juniores e Promesse, e dei Campionati Italiani Individuali e per Regioni Cadetti, i Campionati Italiani Allievi verrebbero spostati all'11-13 settembre, e i Campionati Italiani Assoluti, ove venissero cancellati gli Europei di Parigi, sarebbero ricollocati in una data definita di concerto con gli organizzatori.

3) Le gare di corsa su strada rinviate, per le quali sia stata richiesta una calendarizzazione in altra data nel corso del 2020, potranno svolgersi solo attraverso una concertazione con le manifestazioni già inserite in calendario.

4) Il resto dell’attività, compresa quella del settore Master, verrà definito alla luce di quando sarà possibile la ripresa.

PER LE SOCIETÀ - Il Consiglio ha poi varato una serie di provvedimenti in favore delle società sportive affiliate, cellule vitali del movimento: 
a) richiesta al Governo di interventi straordinari in loro favore, che verrà trasmessa allo stesso entro la fine del mese; 
b) conferma, all’interno del bilancio FIDAL 2020, dello stanziamento di 1.238.000 Euro a sostegno dell’attività;
c) destinazione, ad incremento dello stesso stanziamento, di una somma pari al cinquanta per cento dell’eventuale avanzo di amministrazione 2019 (risorse che saranno distribuite con criteri da stabilire); 
d) conferma degli interventi disposti, sul territorio, da parte dei Comitati Regionali; 
e) cancellazione di tutti gli interventi celebrativi già programmati sul territorio, con destinazione delle relative risorse alle associazioni sportive. 

GRUPPI DI LAVORO - Il Consiglio ha poi approvato una serie di gruppi di lavoro varati per affrontare le seguenti tematiche specifiche: 1) Regolamenti e calendario attività in pista (consiglieri Campari e De Anna); 2) Regolamenti e calendario attività su strada (Montanari); 3) Regolamenti e Calendario attività Master (Vaiani Lisi); Gruppi di lavoro da 1 a 3 coordinati dal vice presidente vicario Vincenzo Parrinello; 4) Bilancio (De Sensi e Fraccaroli); 5) Programmazione tecnica giovanile (Nicolini e Calvesi); 6) Iniziative federali socio-culturali, raccolta fondi (Salis).

EUROPEI 2024 - Il presidente federale Giomi ha informato il Consiglio che la European Athletics ha spostato alla data del 10 novembre la decisione sulla città che ospiterà i Campionati Europei 2024 (l’Italia è candidata con Roma).
In conclusione di riunione, approvata la prima variazione di bilancio 2020 e l’aggiornamento all’elenco degli atleti AEC 2020.

 

 

 
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Nata nel 1980, Emma è stata una delle più forti maratonete italiane: probabilmente è più conosciuta per questa specialità eppure nel corso della sua lunga carriera non si è fatta mancare nulla. Pista indoor e outdoor, cross, strada e, più recentemente, la corsa in montagna. Invece non sono molti a sapere che questa maratoneta ha al suo attivo 3 titoli italiani sui 3.000 siepi; i risultati più prestigiosi a livello internazionale sono un 6° posto ai mondiali di maratona (Mosca 2013) e l’oro europeo a squadre (Zurigo 2014). I suoi personali: maratona 2:28:25, mezza maratona 1:12:36.

Si parla quindi di un'atleta élite, ma l’idea di incontrarla non era focalizzata sulla sua carriera, bensì di incrociare le sue due attività, quella di atleta e quella di medico. Già, perché quello che non tutti sanno è che Emma Quaglia è medico sportivo, peraltro si è formata nella specialità della fisiopatologia respiratoria, come dire, siamo molto nei dintorni dei problemi causati dal maledetto coronavirus. Ecco quindi che scambiare due chiacchiere con lei mi è parsa un’ottima idea.

Buongiorno Emma, la prima domanda di questi tempi è quasi scontata: tutto bene dalle tue parti?

Ciao Maurizio, si, grazie, tutto bene, compatibilmente con la grave situazione che mi tocca prima di tutto come persona, poi come medico e solo dopo come atleta.

Partiamo dalla cosa più facile, l’atletica: tu hai diritto ad allenarti perché parte del gruppo atleti di interesse nazionale. Ci riesci? Lo chiedo perché non mi pare sia così facile.

No infatti, non lo è. Sono tuttavia fortunata perché non vivo nel centro della mia città (Genova), poco lontano da casa mia ci sono i boschi, non sarei un problema né per me, né per gli altri. Però scelgo di stare più vicino possibile, faccio dei tratti praticamente sotto casa, non è il massimo ma può andare.

Ecco, parliamo proprio di questo, come ci si allena di questi tempi? Consigli?

Beh, dovrei dire che fondamentalmente … non ci si allena, si può fare solo attività fisica di conservazione, e questo vale per tutti, atleti e podisti in genere. E’ essenziale mantenere il benessere fisico; chi pratica regolarmente sport di base ha un sistema immunitario migliore rispetto al sedentario (per non confondere le idee, di certo questo vale meno nei giorni che seguono una maratona, ma solo in questa specifica situazione e per pochi giorni), diminuire o addirittura azzerare l’attività fisica non è una buona idea.  Poi non sono da trascurare gli aspetti psicologici, la depressione può essere una roba seria. Speriamo che finisca in fretta, altrimenti nel dopo coronavirus, indiscutibilmente oggi il problema più grande ed urgente, ci sarà ancora…tanto da fare i per i medici.

Come medico tu cosa stai facendo?

Chiaro che lo studio è chiuso, i certificati di idoneità possono attendere. Mi sono messa volentieri a disposizione della ASL di competenza così come della protezione civile. Sono fortunata rispetto ad altri colleghi che operano davvero in prima linea, ed ai quali rivolgo un sincero ringraziamento per quanto stanno facendo. Aggiungo che la sanità italiana è di ottimo livello, si sta affrontando la situazione con competenza e professionalità e questo fa ben pensare che ne usciremo.  

Invece, inevitabile la domanda, sempre come medico cosa ne pensi in merito a correre… insomma, fare attività motoria?

Se ci sono delle leggi vanno rispettate, questo è un fatto. E’ tuttavia innegabile che l’attività fisica sia fondamentale, per tutti, non solo per gli atleti. Non lo dice solo Emma Quaglia, bensì l’organizzazione mondiale della sanità (OMS); il movimento, ai diversi livelli, è il miglior farmaco naturale di cui si dispone; tante malattie possono essere prevenute e anche combattute grazie ad un’adeguata attività motoria, tra queste sovrappeso/obesità, diabete, ipertensione arteriosa. Ma l’attività è anche molto utile a mantenere un benessere psichico, fondamentale in questo periodo.

(Ndr: leggi qui una comunicazione dell’organizzazione mondiale della sanità, World Health Organization, pubblicate il 20 marzo)

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Purtroppo di questi tempi chi corre è nel mirino….

Mi ritengo una persona equilibrata, condanno gli eccessi di qualunque genere essi siano: hanno sbagliato quelli che hanno continuato a correre in gruppo, così come quelli che si facevano apericene di gruppo (ma con questi ultimi è … più complicato prendersela). Purtroppo la tensione è salita molto, tensione che ognuno scarica secondo il proprio … personale metro di valutazione. Certo la campagna scatenata sui social e tra la gente contro chi corre, o anche semplicemente passeggia per ragioni di salute, è decisamente insensata, non ha giustificazioni. Eppure mai come in questo periodo “muoversi” aiuterebbe tanto.

Grazie Emma, e buone corse. Anzi, no, adesso non si può dire.

Grazie a te

 

 

 
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