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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Martedì, 11 Febbraio 2020 22:31

Barletta (BT) - Barletta Half Marathon 2020

9 Febbraio - Oltre 2200 iscritti, 2051 finisher (343 donne), la Barletta Half Marathon mantiene alti, altissimi i suoi numeri confermandosi tra i più partecipati eventi del sud Italia. E, in uno sport libero come il podismo, se gli atleti tornano, significa che ne vale la pena.

Iscrizione conveniente fissata in prima istanza, fino al 15 novembre 2019, a 15 euro, per passare a 18 fino al 10 gennaio, per fermarsi a 20 fino all’ultimo giorno valido, il 6 febbraio: prezzo ottimo comunque, anche in rapporto ai prezzi delle altre mezze maratone, e al buon pacco gara, con consegna di utilissima felpa, oltre i soliti prodotti alimentari. In più, iscrivendosi entro il 31 dicembre, la possibilità di aver il pettorale personalizzato.

Raduno fissato in Piazza Castello, in zona centrale e facilmente raggiungibile uscendo a Barletta Sud; intelligente l’idea di far lasciare le vetture degli ospiti-atleti presso il parcheggio di un noto ipermercato non distante.  

Ben gestita la distribuzione di pettorali e chip (peraltro già cominciata dalla sera prima), con suddivisione per zone di provenienza; per ritirare il pacco gara occorre tornare in prossimità del suddetto ipermercato, scelta felice per chi ha parcheggiato da quelle parti, meno per chi ha lasciato la vettura in zona più centrale ed è costretto a tornare indietro.

Giornata climaticamente perfetta, l’aria è fredda ma non troppo, il cielo è terso e soleggiato, si correrà decisamente bene; qualche sofferenza iniziale per chi sta fermo, meglio posizionarsi al sole, perché nelle zone d’ombra si soffre.

Partenza fissata alle ore 9.00, gli atleti spariscono per apparire già vestiti con i completini sociali; in tanti preferiscono lasciare una maglia sotto la canotta, o almeno usare i manicotti.

Aumentato il numero dei bagni chimici rispetto alla scorsa edizione, in tanti ne fanno ricorso, senza attendere a lungo; nella villa attigua è anche disponibile la struttura fissa, risolvendo così l’ostile problema mattutino dei podisti.

Presenta la manifestazione Paolo Liuzzi, lo speaker della strada pugliese: competenza, umorismo e amicizia ne fanno un valore aggiunto per ogni gara alla quale è presente.

Ottimo anche il lavoro degli addetti Icron, che gestiscono segreteria e rilevamento chip, il tutto in collaborazione con il Gruppo Giudici, sempre attenti e vitali.

Come vitalissimi sono tutti gli addetti dell’organizzazione: i soci della Barletta Sportiva sono oltre duecento, in tanti correranno, ma gli altri sapranno dedicarsi alle esigenze di chi è convenuto qui.

E, a proposito, la mezza di Barletta è valida quest’anno anche come campionato italiano UISP e FISPES sulla distanza: Enti da sempre molto vicini ai valori portati avanti da Enzo Cascella, il deus ex machina di questa società organizzatrice.

La sfilata del corteo in costumi storici, con tanto di tamburi, attrae le attenzioni dei presenti; ottimi anche i personaggi in costumi medioevali che rievocano l’antica storia di Barletta.

I pettorali con colore diverso differenziano gli atleti in base ai tempi di percorrenza: è però creata una sola gabbia iniziale per i più rapidi, ma la solita maleducazione e superbia fanno infilare tra i primi anche atleti meno capaci e meritevoli. 

Come è da sottolineare la presenza di tantissimi portoghesi, non i connazionali di Cristiano Ronaldo, ma tanti atleti senza pettorale, che non hanno pagato la quota d’iscrizione e che hanno pure l’ardire di schierarsi al via e magari vorranno anche tagliare il traguardo nel finale, dimenticando il lavoro degli organizzatori, i rischi e il mancato rispetto delle regole federali.

Tutto pronto, partono per primi i cosiddetti spingitori; Barletta ha sempre un occhio speciale per le manifestazione solidali, non posso non citare i cari Spiry e Tommaso e Alessandro, protagonisti di tante imprese.
Ora è davvero tutto pronto, si alza la mano del Sindaco di Barletta, Cosimo Cannito, e parte il colpo di pistola, i corridori invadono la sede stradale, qualche centinaio di metri e la svolta a sinistra, qualche minuto e sono daccapo qui completando il giro iniziale di circa un chilometro e mezzo.

Il percorso, certificato e omologato, conduce ora gli atleti in città con passaggio sotto l‘imponente statua di Eraclio, con alcuni tratti sull’antica e difficile pavimentazione a ciottoli, per poi avviarsi sul Lungomare dedicato al grande e indimenticabile Pietro Mennea, percorrendolo inizialmente verso Levante, tornare indietro e, ritengo quasi al 13° km, entrare nel fossato del Castello, sul comodo sterrato, per poi uscire e riprendere il Lungomare, questa volta verso ponente. Giro di boa circa al 17°km e via verso il Castello, ritornando in città per l’ultimo tratto che apre al lungo viale che conduce a sua volta al vialetto d’arrivo, con tanto di tappeto rosso e poi tappeto di rilevazione chip.

Percorso solo in apparenza facile, con diversi cambi di direzione e curve che appesantiscono il ritmo; per fortuna quest’anno non c’è vento! Tracciato blindato al traffico veicolare, ristori come da regolamento, da gestire meglio gli ultimi chilometri per chi supera le due ore di percorrenza con troppa gente ad invadere la sede stradale negli ultimi chilometri.

Nettamente migliorata la gestione della zona arrivo, che ha evitato il fastidioso ritorno degli atleti sul già stretto vialetto, con arrivo in curva e presenza del fermo del cancello a terra, sul quale per fortuna non è caduto nessuno.

Il favorito della vigilia era per tutto il locale Mimmo Ricatti: ebbene il simpaticissimo Mimmo decide di correre in gruppo, effettua quasi un allenamento e chiaramente si autoesclude dal successo finale.
Sostanzialmente sono tre, già dai primi chilometri, i potenziali vincitori della manifestazione: Catalano, Bonavita e Strappato  procedono a lungo vicini, lasciando la soluzione alle ultime fasi di gara.

Non è facile scorgere le donne, spesso nascoste tra un nugolo di maschietti: nelle prime fasi mi sembra in testa Monachese, seguita da Lelario, ma francamente non ci giurerei , aspetteremo le ultime fasi.

E il primo a venir fuori è l’ottimo ventenne Luigi Catalano, ancora categoria promesse, da quest’anno tesserato per il Running Team D’Angela Sport Turi, che sembra aver preferito la strada alla pista: sveglio e arguto, sa oramai di aver vinto, si abbandona a corrette scene di giubilo già sul vialone, il suo crono è di 1h12:08, forse il pb sulla distanza, ma secondo il mio modesto avviso può migliorarsi ancora.

Secondo posto per Giuseppe Bonavita, da quest’anno tornato alla Podistica Santo Stefano Cerignola, altro giovane di talento, forse ancora non del tutto espresso: 1h13:07 il suo crono, anche qui ritengo sia il personale, ma lavorando si può scendere.

Terzo posto per il bravo marchigiano Massimiliano Strappato (Atletica Amatori Osimo), protagonista di un’ottima prestazione, al traguardo in 1h13:27.

Inaugura la maglia della nuova società del suo paese di nascita, Pietro Antonio Tamborra (Terlizzi Sporting Club), con un onorevolissimo quarto posto in 1h13:43; quinto posto per il correttissimo Michele Uva (Free Runners Molfetta), che chiude in 1h14:15, precedendo il valido Fabio Pinto (Atletica Sprint Barletta), sesto in 1:15:54. Settimo il campano Felice Simone (Lions Valle Ufita), al traguardo in 1h16:25, a precedere il combattivo salentino Davide Spedicato (Action Running Monteroni), ottavo in 1h16:39, e il terribile duo della Correrepollino, Egidio La Vaglio e Daniele Di Ceglie, rispettivamente nono e decino in 1h16:48 e 1h17:19.

In campo femminile, grandi applausi per l’abruzzese Rosalba Monachese (Podistica San Salvo) che va a cogliere il successo in 1h29:01, precedendo di 32” la lucana Rossana Lo Vaglio (Podistica Amatori Potenza), seconda, e la mai doma Marilena Brudaglio (Tommaso Assi Trani), terza in 1h30:41.

A getto continuo gli arrivi della bravissima quarta, Sabrina Gioberti (Cosenza K42) in 1h30:48,  della decisa runcard Alessia Rotondo, quinta in 1h30:48, e della grintosa Teresa Lelario (Barletta Sportiva), che perde qualcosa nel finale, comunque sesta in 1h31:03, davanti alla capace salentina Alessandra Scatigna (Salento Is Running), settima in 1h31:20. Con la nuova maglia della Runners del Levante, la brava Luana Piscopo è ottava in 1h31:56, seguita dalla fiorentinissima Giulia Ciolli (GS Il Fiorino), nona in 1h34:26, e dalla mai doma Francesca Riti (Montedoro Noci), decima in 1h34:58.

Arrivi chiusi da Eligio Lomuscio (Barletta Sportiva) in 2h23:06, da Doriana Mongelli (Amici del Cammino Barletta) in 3h23:48 e dall’indistruttibile Giuseppe Caragnano (Correre è salute Mottola), ultimissimo in 3h23:51.

Per tutti gli arrivati, il ritiro della bellissima medaglia raffigurante Eraclio, e il buon ristoro finale, per ritrovare forze ed energie.

Prima dell’arrivo degli ultimissimi, comincia la cerimonia di premiazione per permettere un rientro intelligente a tutti e anche per favorire chi deve prendere treni ed aerei per tornare a casa.

Bellissimo il palco abbellito dalla presenza di alcune figure della storia di Barletta, in abiti del tempo: si parte dal podio maschile, seguito da quello femminile, per loro la consegna dell’originale trofeo, un Eraclio in piccolo, e vari beni di consumo, dal vino ad articoli tecnici.

Si prosegue con le premiazioni del Campionato FISPES: grandi applausi, oltre alle medaglie, confortano lo sforzo di questi ottimi atleti.

Si torna alla premiazione generale della manifestazione, è il turno dei meritevoli della varie categorie, con i primi otto di ciascuna ad invadere il palco e a ritirare ottimi premi, dagli zaini  ripieni a tris di vini, oltre alla medaglia.

Per quanto riguarda la classifica di società, riguardante il numero complessivo di arrivati,  nonostante sia quella organizzatrice, la Barletta Sportiva è prima con 122 finisher: molto sportivamente cede il premio a chi segue e così diventa prima la Maratoneti Andriesi (46) su, nell’ordine, Happy Runners Altamura (41), Bitonto Sportiva (36), Runners del Levante Bari (35) e Gioia Running (35).

E’ il momento delle premiazioni UISP: primo arrivato e campione italiano SM40 è Michele Uva (Free Runners Molfetta), come tra le donne è prima Teresa Lelario (Barletta Sportiva), campionessa italiana SM45.

Altri campioni italiani sono: SM Egidio Lovaglio (Atletoica Correrepollino), SM35 Gianni Sozio (Amatori Running Sele), SM45 Domenico Randelli (Atletica Correrepollino), SM50 Michele Cassano (Barletta Sportiva), SM55 Francesco Dibenedetto (Barletta Sportiva), SM60 Stefano Rascioni (Uisp Ascoli Piceno), SM65 Luciano Balzani (SP Seven), SM70 Salvatore Tupputi (Disfida Barletta), SM75 Eligio Lomuscio (Barletta Sportiva), SM80 Giovanni Buzzotta (Atletica Polignano), SF35 Giulia Ciolli (Il Fiorino), SF40 Alessandra Bomba (Tribù Frentana Lanciano), SF45 Viviana Verri (Atletica Leverano), SF50 Rosanna Sarno (Barletta Sportiva), SF55 Luciana Carabotta (Podistica Torino), SF60 Anna Lattanzio (Barletta Sportiva).

Vincono il titolo italiano di società: Atletica Correrepollino al maschile, Barletta Sportiva al femminile.

E’ il momento dei saluti: Paolo Liuzzi, ancora fresco come fossimo all’inizio, saluta i pochi astanti e rimanda al 2021, mentre gli addetti lavorano per riportare la città alla stato abituale.

Già, il 2021: per la mezza di Barletta sarà l’ennesimo successo, noi cercheremo di essere ancora una volta presenti, affezionati a questo evento e, perché no agli organizzatori, veri promotori di sport in questa città e nell’intera regione.  

9 febbraio – Il prato del Campus universitario Folcara, a Cassino, ha ospitato l’edizione 2020 dei Campionati Italiani Individuali e di Società di Cross master 2020, organizzati dal CUS Cassino.

806 gli iscritti totali per le 8 serie previste, con distanza di 3 km per le signore più attempate, 4 km per tutte le restanti donne e gli uomini più grandi, 6 km per tutte le restanti categorie maschili.

Grande sorpresa in campo maschile dove, dopo anni di dominio assoluto dell’Atletica Paratico (BS), la Dynamyk Fitness di Palo del Colle (BA) ha operato un clamoroso sorpasso ottenendo il titolo italiano per soli 5 punti sui fortissimi bresciani. 1066 i punti per la compagine pugliese contro i 1061 di Paratico: le due formazioni daranno senz’altro spettacolo, in un accesa ma leale e corretta competizione, alle prossime prove di mezza maratona (il 26 aprile a Numana) e dei 10 km (il 31 maggio proprio a Paratico).

Terzo posto per la Daunia Running di San Severo (FG), con 992 punti, davanti alla Montedoro Noci (BA), quarta con 983, seguite dall’Atletica Avis Castel San Pietro (BO), quinta con 972.  

Percorso tecnico, non semplice, con due fossati da scendere e risalire velocemente, con terreno per fortuna secco e non fangoso.  

In campo femminile continua viceversa il dominio dell’Atletica Paratico, prima con 740 punti davanti all’Atletica 85 Faenza, seconda con 711, e al Circolo Minerva Parma, terza con 708.

Quarta la Runners Chieti con 676 punti, davanti all’Atletica Giovanni Scavo 2000 Roma, quinta con 656 punti.

Organizzazione valida e presente, con viva soddisfazione di tutti i partecipanti.

Ecco i Campioni italiani individuali Master di cross 2020

SM35 – Gilio Iannone (Carmax Camaldolese SA)

SM40 – Giovanni Auciello (Cosenza K42 CS)

SM45 – Gabriele Lubrano (Casone Noceto PR)

SM50 – Valerio Brignone (Cambiaso Risso Running Team GE)

SM55 – Domenico Caporale (Dynamyk Fitness BA)

SM60 - Maurizio Leonardi (Pol.Va Giudicarie Esteriori TN)      

SM65 – Flavio Marzocchi (Dynamyk Fitness BA)

SM70 – Adolfo Accalai (Avis Castel San Pietro Bologna)

SM75 – Onelio Galeazzi (Atletica 75 Cattolica RN)

SM80 – Enea Malloci (US Atl Guspini CA)

SM85 - Giovanni Sirotti (Atl. Mameli RA)

SF35 – Chiara Giachi (Atletica 2005 SI)

SF40 – Simona Santini (Atl. Amatori Osimo AN)

SF45 – Gaetana Scionti (Cosenza K42 CS)

SF50 – Carla Primo (Rari Nantes TO)

SF55 – Monica Tiziana Zanga (Atletica Paratico BS)

SF60 – Giovanni Cavalli (Atletica Paratico BS)  

SF65 – Silvia Bolognesi (Cambiaso Risso Running Team GE)

SF70 - Nadia Spezzati (GPA Lughesina RA)

SF75 – Maria Grazia Del Colle (GS Quantin Alpenplus BL)

 

 

 

Martedì, 11 Febbraio 2020 10:20

Cireggio di Omegna (VB) - 10^ Fontegno in Corsa

9 Febbraio - In una giornata fredda ma con cielo terso, si è corsa la decima edizione della Fontegno in corsa, gara di montagna sul nuovo ed apprezzato percorso di 25km, su di un terreno per l’occasione pulito e secco.

Ad imporsi nettamente, in fuga sin dai primi chilometri e poi solitario protagonista, il nazionale Mattia Bertoncini (GSA Valsesia Team) in 1h48:48 che ha preceduto Luca Arrigoni (Serim), secondo in 1h54:34, altro favorito della vigilia; terzo posto per Marco Cavigioli, tesserato per la società organizzatrice l’evento, il Team Ev20 Outdoor, in 2h00:00.

Tra le donne, vittoria – come da pronostico – di Agnese Valz Gen (La Vetta Running) in 2h24:43 (24^ assoluta), seguita da Maria Cristina Guzzi (Atletica San Marco), seconda in 2h33:19, e da Lucia Ferrarini (I Run for Find the Cure), terza in 2h41:38.

Da segnalare che purtroppo, per colpa del solito cretino che si è divertito a far sparire alcuni nastri indicatori ad un incrocio, alcuni atleti hanno momentaneamente sbagliato strada, a cominciare dal secondo arrivato Arrigoni, perdendo secondi ed energie.

98 gli arrivati.

La gara di 14 km registra il successo di Amin Dakhil (Volpi d’Involio) in 1h17:01 seguito da Simone Tosetti (Polisportiva Pettenas) e Raffaele Bottegal (ASD Bognanco), giunti insieme sul traguardo in 1h23:11.

Tra le donne si è affermata Monica Moia (ASD Bognanco) in 1h37:22 che ha preceduto Maria Giovanna Cerutti (GSA ValsesiaTeam), seconda in 1h37:44, ed Eljona Lisi (Team Ev20 Outdoor), terza in 1h42:31.

128 i finisher.

 

9 Febbraio - Un altro podista morto, un altro dramma nel nostro mondo.

Questa mattina, nella frazione di Valle Sauglio del comune di Trofarello, durante la 41^ edizione del Cross “Trofeo Zurletti e Nimbo” organizzato dalla locale ASD Atletica Alpini, al termine della prima serie di 4 km riservata alle categorie maschili dalla 60 in poi, il 72enne Fortunato “Tommaso” Rubino, tesserato per la Tiger Sport Running Team di Rivoli, si è accasciato al suolo all’improvviso, dopo essersi rifocillato al tradizionale punto ristoro.

Immediato l'intervento dei soccorritori, ma il podista ha perso subito conoscenza, per poi morire nonostante gli estremi tentativi dei sanitari. Inutile anche l’arrivo dell’elisoccorso.

La gara è stata immediatamente sospesa. 

Sono in corso tutti gli accertamenti del caso da parte delle autorità competenti.

Lo svedese Robel Fsiha, campione  europeo di cross 2019, è stato sospeso dalla federazione svedese dopo alcuni test antidoping eseguiti sull'atleta, dai quali sarebbe emersa una imprecisata sostanza “illegale”.

Come riportato dai media svedesi, il 23enne di origine eritree è stata sospeso a far data dal 5 febbraio, ma il controllo risalirebbe al 25 novembre 2019, precedente quindi alla vittoria del titolo europeo, ottenuto a Lisbona nello scorso dicembre.    

A questo punto, c’è da considerare che se la positività dell’atleta fosse confermata, con conseguente squalifica, campione europeo diverrebbe il turco Aras Kaya, con il nostro Crippa secondo.

5 Febbraio - L’atleta etiope Abadi Hadis è deceduto ieri all’età di soli 22 anni per una imprecisata ma mortale malattia, definita “complicata” su tutti i siti internazionali. Entrato alcuni mesi fa nell’Ayder Referral Hospital alla Mekelle University, in Etiopia, non è più uscito.

L'annuncio è stato dato dal suo manager spagnolo Juan Pedro Pineda su Twitter.
Grande talento del mezzofondo mondiale, nel 2017 vinse la medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo di Cross a Kampala, per poi correre nel 2018 i 5000 nella finale di Diamond League a Bruxelles, classificandosi quinto, in 12.56.27.
Sulla mezza ha ottenuto un personale di 58:44 (a Valencia nel 2018 e al RAK nel 2019), che lo ha portato ad essere uno dei cinque podisti al mondo ad essere scesi sotto i 59 minuti (insieme a Matthew Kisorio, Zersenay Tadese, Geoffrey Kamworor e Haile Gebrselassie).
Infine, nel 2019, ha corso i 10000 in 26.56.46 ad Hengelo. La sua ultima apparizione internazionale era stata ai mondiali 2019 di Doha, dove fu eliminato in batteria sui 5000 dopo aver chiuso in 13.42.89.  

 

 

 

2 Febbraio - Vittoria e record della corsa per l’azzurro Said El Otmani nella 15^ edizione della Mezza maratona delle Due Perle, gara con partenza ed arrivo a Santa Margherita Ligure e giro di boa a Portofino (per due volte), organizzata dall’Atletica Due Perle.

Sotto un cielo coperto, ma senza pioggia, il 28enne portacolori dell’Esercito chiude in 1h02:24 in solitaria, dopo aver preso il comando della gara al 5° km, migliorando il precedente record della corsa (1h03:26 di Stefano La Rosa nel 2015), ma fermandosi a circa un minuto del personale (1h01:31 a Verbania nel 2019).

Secondo posto per il keniano Samuel Mwangi in 1h04:16, terzo il connazionale Joash Koech (Atl. Potenza Picena) in 1h08:14.

Tra le donne, vittoria keniana per Lenah Jerotich (Atletica 2005) che si afferma in 1h12:56 (sesta assoluta), precedendo nettamente Mina El Kannoussi (Atletica Saluzzo), seconda in 1h26:41, e Valentina Galbuseri (Atletica Lambro Milano), terza in 1h31:19.

1172 i finisher.                      

Classifiche:

Uomini: 1° Said El Otmani (Esercito) 1h02:26; 2° Samuel Mwangi (Kenya) 1h04:16; 3° Joash Koech (Kenya) 1h08:14; 4° Gebrehanna Savio (Team Casa della Salute) 1h11:45; 4° Alessandro Ferrarotti (Climb Runners) 1h12:09; 5° Stefano Velatta (Maratoneti Genovesi) 1h13:11; 6° Antonio Pantaleone (Brancaleone Asti) 1h13:15; 7° Silvio Paluzzi (Pam Mondovì) 1h13:24; 8° James Bennett (Gbr) 1h14:18.

Donne: 1^ Lenah Jerotich (Ken) 1h12:56; 2^ Mina El Kannoussi (Atletica Saluzzo) 1h26:41; 3^ Valentina Galbuseri (Atletica Lambro) 1h31:19; 4^ Stefania Grasselli (Marthon Cremona) 1h31:44; 5^ Maddalena Tixe (Rensen) 1h31:46.

Nel pomeriggio del sabato precedente si è corsa l’ottava edizione della Portofino Run, corsa di 10 chilometri, sempre con partenza da Santa Margherita Ligure, giro di boa a Portofino e rientro a Santa Margherita Ligure(per un solo giro).

Successo, con record della corsa, per Stefan Gavril (Nice Athletisme) in 30:43, seguito da Khalid Ghallab (Team Casa della Salute), secondo in 31:27, e da Mohamed Rity (Delta Spedizioni), terzo in 32:17.

Tra le donne vince Mina El Kanoussi (Atletica Saluzzo) in 37:35 su Marta Menditto (Atletica Alessandria), seconda in 37:56, e Viviana Rudasso (Team Casa della Salute), terza in 38:29.

362 i finisher, numero record per la manifestazione. 

Martedì, 04 Febbraio 2020 16:20

Gravina in Puglia (BA) - 20° Giro del Falco

2 Febbraio - Incredibile, siamo giunti già alla ventesima edizione del Giro del Falco nel Bosco Comunale di Gravina: il Falco ancora non sono riuscito a vederlo, in compenso anche quest’anno abbiamo trovato un percorso tecnico e affascinante, la bellezza dei posti e gli odori della natura, tanta genuina accoglienza e il tradizionale pasto di fine gara.
La novità, oltre il ritorno al tradizionale rifugio come punto di ritrovo, la trasformazione della gara in trail, con naturale allungamento del tracciato a 15 km.

Ad organizzare la Polisportiva Dorando Pietri: anni di vecchia amicizia mi legano a questa società, a cominciare dal presidente, il baffo d’oro Vito Loglisci, passando per tutti, ma proprio tutti, e chiudendo con il sempre operativo Franco Mercede. Poi, la presenza del professor Ninni Gramegna, davvero un ritorno alle… origini.
Sette euro la tassa di iscrizione, un vero regalo per un trail, disciplina che ancora gode di normative non del tutto definite a livello di tassazioni varie; con un buon pacco gara consegnato a tutti in un utile sporta in tessuto.
Due bagni chimici sostituiscono la classica struttura fissa non agibile, ma i tanti spazi liberi regalano… libertà a tutti.
Presenta la manifestazione il volitivo Giovanni Tucci, sempre abile come ogni anno, confortato dalla precisa colonna sonora offerta dall’ispirato deejay.

452 gli iscritti, forse un record per la manifestazione, o un nuovo record, perché nei primi anni, quando le gare organizzate in regione non erano tante, la partecipazione a questa manifestazione era solitamente elevata.
Partenza prevista intelligentemente per le ore 9.00, gara da svolgersi in regime di autosufficienza, portandosi acqua, cellulare, fischietto, barrette, per ogni necessità.

Con l’avvicinarsi dell’orario di partenza, gli atleti provvedono a cambiarsi e iniziano le operazioni di riscaldamento, favoriti da una giornata dal clima più autunnale che invernale, con il vantaggio di sapere di trovare il terreno secco e non fangoso, fra l’altro ammorbidito dal tappeto di foglie delle querce, presenti un gran quantità, che ammorbidiscono l’impatto del piede sulla terra.

Linea di via collocata sull’asfalto, sotto l’arco gonfiabile; pochi metri e una svolta a sinistra, con naturale restringimento, immette nel bosco: delle griglie qualitative avrebbero favorito il deflusso degli atleti, anche perché dopo nemmeno 500 metri è presente il primo dei tre tratti di single track, fra l’altro in salita, che crea un autentico imbuto per chi è rimasto inizialmente un po’ più indietro.

Partenza ordinata ma rovinata dai soliti protagonisti dei primi metri (come l’oramai purtroppo celebre Michele Tatone), che bloccano chi fa gara un tantino più seria; per fortuna i veri protagonisti del Giro sono già testa, con il gravinese Giuseppe Moliterni, l’uomo dei trail, l’organizzatore del Trail delle 5 Querce del prossimo 24 maggio (Campionato italiano di trail corto) subito al comando.
Seguono Franco, Braico e Scarci, la lotta per il podio è affar loro.

Tra le donne, protagonista indiscussa e favorita della vigilia è la nazionale italiana Lidia Mongelli; occhio tuttavia al debutto su questa specialità di gara di Francesca Labianca (non ancora al meglio, però) e della sempre brillante Silvana Iania.

Il tracciato completamento balisato e presidiato in ogni punto critico, pericoloso o di incrocio, non permette di perdersi, le difficoltà derivano dalla tecnicità del percorso, davvero allenante.
Infatti, dopo il tratto di single track in salita, seguono tre chilometri pianeggianti o in leggera discesa che permettono di sciogliere i muscoli delle gambe dopo il primo sforzo; a seguire, salitelle di circa 100 metri, abbastanza impegnative, rompono il ritmo inframmezzandosi ai chilometri pianeggianti, soprattutto per chi ha l’ardire di tenere sempre un ritmo anche sulle ascese.

Il tracciato prosegue così regalando panorami fantastici di querce, colline, sottobosco, misti ad odori, fino ad arrivare al punto più duro, la lunga salita di circa un chilometro che porta dal 10° all’11° km, salita ingannevole perché è continua ma quasi impercettibile, che al termine “regala” fiatone e pesantezza di gambe. Fantastico qui il panorama, si vedono Altamura, Grassano, Irsina, le colline, ma in tanti vedono solo “santi e bestemmie”.

Un breve tratto di continui dislivelli, l’illusione del pianeggiante fino ad arrivare al 12° km, al cosiddetto muro, una salita ripidissima di 30-40 metri che tutti, tranne i primi, affrontano camminando. Muro ben noto a chi ha corso le prime edizioni del Giro del Falco, quando però lo si affrontava intorno al 4° km, quando le forze erano maggiori, anche se si andava a mille rispetto al passo tenuto in una gara più lunga.

Segue un tratto quasi pianeggiante, anche se non mancano (e ti pareva!) alcune salitelle, poi finalmente in discesa dal 13° al 14°, per offrire ancora un tratto in salita di 2-300 metri, seguito dalla discesa sempre di 2-300 metri, ed avviarsi verso la fine: prima il tappeto di foglie e poi il tappeto rosso che conduce al traguardo.

Fantastico insomma è il percorso, apprezzato da tutti, ricavato in parte sui tracciati originari del Giro del Falco e del Trail delle 5 Querce, tracciato di allenamento per tanti gravinesi.

E, infatti, non poteva che essere un atleta di casa ad imporsi, il buon Giuseppe Moliterni, il presidente della Gravina festina Lente! (che ringrazio per la dettagliata descrizione del tracciato), che domina ed esultante chiude i 15.680 metri (da gps) del Giro in 1h04:57, tra gli applausi di tutti i presenti.
Ancora un gravinese: il secondo posto è dell’ottimo Vittorio Braico (Podistica Carosino), abile a rimontare dopo il “muro”, sfruttando anche la conoscenza del percorso, il capace nocese Mariano Franco (Nocincorsa), giunto infine terzo.

Quarto posto per il bravo Giuseppe Scarci (Smart Runners Gravina), davanti al muscolare Marco De Marinis (Club Runners 87 Castellaneta), quinto, e al giovane Leonardo Angiulo (Running Cassano Venti18), sesto. Il deciso Antonio Rosario Pinto (Correre è salute Mottola) è settimo, a precedere il sempre determinato Carlo Cirrottola (Alteatletica Altamura), ottavo; il lucano Emanuele Lisanti (Athlos Matera), nono, e il grintoso Nicola Tucci (Top Runners Laterza), decimo.

Tra le donne, scontato successo per la specialista Lidia Mongelli (Atletica Correrepollino), sedicesima assoluta, qui per un “allenamento veloce” che precede una mentalmente rilassata Francesca Labianca (Bitonto Sportiva), seconda, e la mai doma Silvana Iania (Free Runners Molfetta), terza.
Quasi simultaneo l’arrivo di Sandra Barbieri (Manzari Casamassima), quarta, e Lavinia Orlando (DOF Turi), quinta; segue la grintosa Patrizia Carriero (I Bitlossi Monterun), sesta, a sua volta seguita dall’energica Giuseppina Mandorino (Correre è salute Mottola), settima. A chiudere il treno delle prime dieci donne, ecco Maria Rosaria Ancona (Martina Franca Running), ottava; Francesca Lubelli (Tre Casali San Cesario), nona, e Letizia Cosmai (Road Running Molfetta).

413 i finisher, fuori tempo limite (2h30’) e non in classifica, gli ultimi tre: Patrizia Losacco (Barletta Sportiva) e Teresa Marcone (I Podisti di Capitanata) al femminile; Giuseppe Caragnano (Correre è salute Mottola), SM80, tra gli uomini.

La medaglia, molto bella, in legno, è consegnata a tutti gli arrivati, unitamente alla bottiglia d’acqua… Ma il meglio arriva ora, in speciali vassoi si ritirano in rapida successione pasta e ceci, salciccia cotta alla brace, mozzarelle, dolcetti alla crema, vino e acqua, un pasto completo, da consumare con gli altri runner, in quei momenti di condivisione, di gioia, di soddisfazione, che fanno nascere nuove amicizie, amicizie vere, non virtuali.

Ma è tempo di cerimonia di premiazione, la Dorando Pietri onora con un simpatica trofeo in legno collaboratori e sponsor, per poi partire con le premiazioni vere e proprie che riguardano i primi tre arrivati di ciascuna categoria.

Dispiace che non siano celebrati con la giusta enfasi e a parte i vincitori assoluti (ma era previsto da regolamento) e che ci sia un po’ di diseguaglianza tra i premi per i meritevoli delle varie categorie: al simpatico trofeo (ricavato da una fetta di tronco di albero) e al cesto di prodotti alimentari per i primi di tutte le categorie (tranne Vittorio Braico che riceve una macchina da caffè con cialde), tra i secondi e terzi, oltre la medaglia per tutti, c’è chi porta via un tris di vini, chi una bottiglia sola, chi una maglia tecnica, chi nulla, generando scontentezza tra i premiati e lamentele varie (meglio essere uniformi con tutti).

Alla presenza del simpatico Sindaco di Gravina, Alesio Valente e della vice, Maria Nicola Matera, le premiazioni si concludono con la celebrazione delle prime tre società per numero complessivo di arrivati (vince La Gravina festina Lente! -22 - su Atletic Club Altamura -14 - e Acquamarina Palese -13) e delle prime tre gravinesi (Carmela Moliterni, Samanta Cirillo e Pina Cardascia).

La festa è finita, viva la soddisfazione degli organizzatori, soddisfatti anche i partecipanti.

Per le prossime edizioni, al fine di rendere la gara quasi perfetta, consiglierei una partenza con griglie o presentare il tratto di single track dopo almeno due chilometri, evitando il clamoroso imbuto iniziale; più uniformità nelle premiazioni dei migliori delle varie categorie e, magari, maggior enfasi per i due vincitori.

Intanto volano i complimenti per la Dorando Pietri, in attesa sempre di vedersi alzare il Falco!     

   

E’ finalmente stata pubblicata sul sito della NADO Italia la sentenza relativa alla positività di Martina Caironi, l’atletica paralimpica di Alzano Lombardo: ebbene, il TNA ha squalificato l’atleta per un anno, ma - accogliendo l’istanza della stessa Caironi – il provvedimento è sospeso per otto mesi, e, considerando il periodo di sospensione cautelare già scontato, la data di termine della squalifica diviene il 9 marzo prossimo.

Il che significa che la 30enne tesserata per le Fiamme Gialle, portabandiera azzurra alle Paralimpiadi di Rio 2016, 3 ori e un argento olimpico, 5 ori e un argento mondiale, 6 medaglie agli Europei, fra 100, 200 e salto in lungo, potrà prender parte alle prossime alle Paralimpiadi di Tokyo in agosto.

Questa la sentenza:  

La Seconda Sezione del TNA così decide:

  • in accoglimento della richiesta della Procura Nazionale Antidoping, dichiara sussistenti le violazioni degli artt. 2.1 e 2.2 CSA contestate alla sig.ra Martina Caironi e, ai sensi degli artt. 4.7.4.1, 4.2.2 e 4.5.2.1 CSA, infligge alla medesima la squalifica di un anno decorrente dalla data della presente decisione;
  • accoglie altresì l’istanza formulata, ai sensi dell’art. 4.6.1.1 CSA, dalla sig.ra Caironi e, per l’effetto, sospende nella misura di otto mesi la squalifica inflitta alla medesima;
  • determina nel 9 marzo 2020 la data di scadenza della squalifica, tenuto conto del periodo di sospensione cautelare già scontato.  

Riassumiamo ora i fatti: Martina Caironi, risultata positiva alla sostanza Clostebol Metabolita in seguito ad un controllo a sorpresa il 17 ottobre 2019, è immediatamente sospesa a far data dal 9 novembre 2019. 

L’atleta ammette subito di aver usato il Trofodermin, una crema cicatrizzante che contiene il Clostebol Metabolita, uno steroide anabolizzante, per curare un’ulcera al moncone della gamba amputata, ma solo dopo aver consultato il medico federale. 

Così il TNA, certificata la violazione del Codice Wada, ha però escluso il dolo: più semplicemente, Caironi non voleva doparsi, ma nell’uso per necessità terapeutica è stata poco attenta alle indicazioni riportate sulla confezione del farmaco, che indicano chiaramente “doping”. Squalifica di un solo anno, allora, ma con lo sconto di otto mesi dovuto alla “collaborazione fattiva dell’atleta, che ha permesso di scoprire o accertare la violazione della normativa antidoping da parte di altra persona” (regola 4.6.1.1 delle Norme Sportive Antidoping), in questo caso del medico federale (a sua volta a processo fra qualche giorno) che le aveva prescritto il Trofodermin. 

“Ringrazio chi mi ha sostenuto e chi ha creduto in me, sono stati mesi difficili ma ora non vedo l’ora di tornare ad allenarmi e alle gare. È stata compresa la mia buona fede e la necessità di curarmi. Hanno prevalso rispetto delle regole e buonsenso. Desidero che questa vicenda che mi ha coinvolta non si ripeta con nessun altro”, le parole di Martina Caironi.

 

NdD: Tra chi aveva creduto e sostenuto la causa di Martina Caironi, a dispetto delle vestali dell'antidoping e dei loro allegri delatori, ci siamo stati anche noi da subito:

http://podisti.net/index.php/commenti/item/5229-doping-l-olimpionica-paralimpica-martina-caironi-sospesa-in-via-cautelare.html

Siamo lieti che il buon senso, e soprattutto l'umanità, abbiano prevalso. [F.M.]

 

2 Febbraio - Ottimo secondo posto per Valeria Straneo nella mezza maratona di Puerto de Sagunto, a pochi chilometri da Valencia: la piemontese tesserata per il Laguna Running taglia il traguardo in 1h12:14 alle spalle della etiope Likina Amebaw Ayel, vincitrice in 1h12:00. Terza in 1h12:22 la spagnola Elena Loyo, che si è aggiudicata il titolo nazionale sulla distanza.

Al rientro alle competizioni dopo la Maratona di Valencia, corsa il 1° dicembre e conclusa in 2h30:44, la 43enne atleta della nazionale italiana ha trascorso in queste zone le ultime due settimane di allenamento: “Ho trovato un clima mite che mi ha consentito di sviluppare un bel volume di chilometri, nella preparazione verso una maratona primaverile, senza finalizzare questa gara”.

Al maschile, successo e titolo nazionale per il 22enne Tariku Novales in 1h02:34; secondo posto aggiudicato in volata al connazionale Mohamed Ali Jelloul in 1h03:38, che supera il keniano Edwin Kipruto, terzo, e l’altro spagnolo Alberto Sánchez, quarto, entrambi in 1h03:39.

1553 gli arrivati.

 

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