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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

26-27 Ottobre - Discreto bilancio per la spedizione azzurra al Campionato Mondiale IAU di 24 ore ad Albi, in Francia: la squadra femminile è settima, mentre quella maschile chiude in decima posizione.

A livello individuale il primo degli azzurri è il padovano Matteo Grassi (Spirito Trail), 22° con 244,865 chilometri percorsi, un ottimo risultato al debutto azzurro che gli vale il record personale e l’ottava prestazione italiana di sempre.

L’altro esordiente, il veneziano Matteo Ceroni (Atl. Albore Martellago) è 29° con 236,979 km, record personale anche per lui.

Il terzetto italiano per la classifica a squadre è completato dal decano piemontese Paolo Rovera (Dragonero), 50° con 220,910 km.

A seguire, il marchigiano Paolo Bravi (Grottini Team Recanati), alla prima esperienza in una 24h, 53° con 220,196 km; il torinese Stefano Romano (Giro d’Italia Run), 112° con 191,237 km (112°).

Si fermano, invece, seppur restando in classifica in posizioni fatalmente arretrate, l’abruzzese Nicola Leonelli (Bergamo Stars Atletica), 173° con 128,329 km e Luca Verducci (Grottini Team Recanati), 183° con 119,383 km.

Ventottesima  donna la prima italiana, la veneta Sara Trevisan (#faisenzadire), con 216,046 km, record personale; trentesima l’aretina Francesca Innocenti (Bergamo Stars Atletica), con 213,847 km (PB); trentunesima la debuttante romana Eleonora Rachele Corradini (Impossible Target), con 212,356 chilometri (PB), che compongono il terzetto per la classifica a squadre e coi loro chilometraggi divengono, rispettivamente, sesta, settima e ottava italiana di sempre.

42° posto e record personale per la marchigiana Valeria Empoli (Bergamo Stars Atletica) con 203,906 km; 43° per Lorena Brusamento (Gs Gabbi), con 203,410 km: per la prima volta, cinque italiane sono sopra i 200 km nello stesso evento.

89^ la massafrese Luisa Zecchino (Team Pianeta Sport Massafra) con 172,724 km; 122^ la friulana Serena Natolini (Bergamo Stars Atletica), che si ferma in anticipo, con 126,838 km corsi.

Da ricordare che era purtroppo assente Enrico Maggiola, il primatista nazionale della 12 ore, coinvolto un mese fa in un incidente stradale.

I titoli individuale sono stati vinti, in campo maschile, dal lituano Aleksandr Sorokin con 278,973 km, sull’ungherese Tamas Bodis, secondo con 276,222 km, e sullo statunitense Olivier Leblond, terzo con 275.485km; in campo femminile, dalla titolatissima statunitense Camille Herron, che ha realizzato il record mondiale con 270,116 km, sulla tedesca Nele Alder-Baerens, seconda con 254,228 km, e sulla polacca Patrycja Bereznowska, terza con 247,724 km.

A livello di squadre doppietta per gli Stati Uniti, che precedono in campo maschile Ungheria e Francia, e in campo femminile, Polonia e Germania.  

Prossimo appuntamento, gli Europei del prossimo anno che si svolgeranno a San Giovanni Lupatoto (Verona) nel settembre 2020.

27 Ottobre - In una giornata caratterizzata dal caldo, si registra il ritiro di Fatna Maraoui alla 24^ edizione della maratona di Lubiana, in Slovenia.
La portacolori dell’Esercito, al rientro sulla distanza dopo un anno, quando il suo quattordicesimo posto individuale, in 2:34:48, fu determinante agli Europei di Berlino per vincere l’argento a squadre, si ritira al 31° chilometro per un dolore all’anca.
Peccato, perché i suoi passaggi (al 5° in 17:20, al 10° in 35:21, al 15° in 52:58; al 20° in 1:10:22, alla mezza in 1:14 e rotti, al 25° in 1:28:19, al 30° in 1:47:17) erano idonei per migliorare il record personale (2h30:50).

“Ci riproverò e spero di completare una maratona entro la fine dell’anno”, il commento di Fatna.

Vittoria femminile per la 31enne keniana Bornes Chepkirui in 2:21:26, nuovo record della gara (precedente: 2:22:58 della keniana Visiline Jepkesho nel 2018), seguita dalla etiope Amane Beriso, seconda in 2:21:33, e dall’altra keniana Diana Chemtai Kipyogei, terza in 2:22:07.

Vittoria etiope in campo maschile con il successo di Kelkile Gezahegn in 2:07:29 sui keniani Anthony Maritim, secondo in 2:07:52, e Vincent Rono, terzo in 2:08:06.

Classifica

Uomini
1 Kelkile Gezahegn (ETH) 2:07:29
2 Anthony Kiplangat Maritim (KEN) 2:07:52
3 Vincent Rono (KEN) 2:08:06
4 Goitom Kifle (ERI) 2:08:09
5 Ezekial Omullo (KEN) 2:08:41
6 Regasa Bejiga (ETH) 2:09:38

Donne
1 Bornes Chepkirui Kitur (KEN) 2:21:26
2 Shitaye Eshete (BRN) 2:21:33
3 Diana Chemtai (KEN) 2:22:07
4 Kuftu Tahir Dadiso (ETH) 2:23:14
5 Sharon Jemutai Cherop (KEN) 2:25:11
6 Sentayehu Lewetegn (ETH) 2:25:26
7 Medina Armino (ETH) 2:27:51
8 Olga Skrypak (UKR) 2:27:58
9 Fetale Dejene Tsegaye (ETH) 2:28:41
10 Afera Godfay (ETH) 2:29:18

 

Martedì, 29 Ottobre 2019 15:34

Bari - 7^ Ganten Bari21 Half Marathon

27 Ottobre - Francamente mi sarei aspettato altri numeri per la Mezza Maratona di Bari, giunta alla 7^ edizione, la quarta organizzata dalla Laguna Running SSDrl di Chia (Cagliari), in collaborazione con MG Sport. 
Sarà forse che, ormai definitivamente sparito il nome di San Nicola dall’intestazione della gara per sostituirlo con il più pagano Bari21 Half Marathon, è venuta meno la protezione del Santo!
Scherzi a parte, solo 1352 finisher per tutte le formule e distanze previste lasciano perplessi anche a confronto del recentissimo campionato italiano a Trani con quasi 2400 iscritti alla sola mezza.
Cerchiamo di capire cosa non ha convinto o non convince i podisti pugliesi…

La sede è di serie A, siamo in pieno centro a Bari sul Corso Vittorio Emanuele, con il Palazzo del Comune da un lato e la Prefettura dall’altro. Qualche difficoltà per parcheggiare, facile fare ricorso alle due aree “park & ride” che con un solo euro permettono di lasciare la vettura anche relativamente sicura.
Dopo le critiche degli scorsi anni (troppo cara!), la quota di iscrizione è leggermente scesa, con costo di 25€ per la 21km e 15 per la 10 km nell’ultimo mese: sul profilo facebook della manifestazione è poi riportata la formula per le società con almeno 10 iscritti che fa scendere le quote rispettivamente a 19 e 12 anche negli ultimi giorni (per gli anni a venire sarebbe utile riportare questa opzione sul regolamento Fidal evitando equivoci).

Il ritiro pettorali, chip e pacchi gara è possibile sin dal venerdì e comunque le operazioni si svolgono comodamente senza eccessive code.
Lamentele mi giungono per quanto riguarda la maglia “tecnica” del pacco gara, non di marca e non di primissima qualità; qualche problema anche con gli altri prodotti contenuti nel premio di partecipazione, dove a tutti gli iscritti manca un qualcosa rispetto a quanto descritto sui social.
A disposizione degli atleti un buon numero di bagni chimici, gli spogliatoi e il servizio di la consegna borse, che permettono di prepararsi in maniera comoda alla gara. 
Giornata ottima per correre, soleggiata ma non caldissima e anche meno umida rispetto alla settimana appena trascorsa; a presentare lo speaker “numero uno della strada” di Puglia, Paolo Liuzzi, sempre arguto, preparato, pronto, gioviale.

Partenza con sede stradale larga e comoda: gli iscritti sono divisi in cinque settori secondo le andature, anche se alcune classificazioni lasciano perplessi, come accade alla (poi) vincitrice della 10km competitiva confinata nella penultima griglia.
Presente l’Assessore allo Sport del Comune di Bari, Piero Petruzzelli, uno dei pochi politici realmente in gara; mancano viceversa atleti top, come la Valeria Straneo degli ultimi anni.
A condurre gli atleti, secondo le andature “cercate”, il gruppo pacer “Gli Originali”, guidati dalle sempre vitale, anzi vitalissima Laura Tassielli.

Partenza in perfetto orario, gli atleti invadono il Corso, con immediata svolta a destra per proseguire su Piazza Massari e altra svolta a sinistra andare a percorrere Corso Vittorio Veneto in direzione nord.
E’ cambiato, infatti, il tracciato, divenuto più lineare, che conduce i partecipanti inizialmente verso la Fiera del Levante e lo Stadio della Vittoria: giro di boa e ritorno verso sud, costeggiando il porto, il Teatro Margherita (e qui la 10 km gira per Corso Vittorio Emanuele II per il traguardo), per scendere sul Lungomare Nazario Sauro, la spiaggia Pane e Pomodoro e giungere al giro di boa tornando indietro fino a imboccare il Corso Vittorio Emanuele II avviandosi, in leggera salita verso l’arrivo.

Tracciato pianeggiante e veloce, con tanto iodio da respirare, reso meno ripetitivo dall’andata e ritorno verso nord, ma in questo tratto più anonimo, in quasi completa solitudine, senza pubblico, un po’ come quello che una volta era una parte del percorso della Maratona di Bari di patron Arpa.
Ristori e spugnaggi come da regolamento, tracciato blindato al traffico veicolare, molto meno a motori, biciclette e “intelligentoni” che hanno attraversato la sede stradale, soprattutto nel finale, proprio quando passavano gli stanchi atleti.
All’arrivo, medaglia per tutti, con il solito simbolo del circuito Follow Your Passion di cui anche la mezza di Bari fa parte; ritiro, poi, di busta ristoro con acqua, integratore e un frutto.

Agevole e ordinato il ritiro delle borse, comodo il cambiarsi negli spogliatoi, manca però la possibilità di potersi docciare o al limite anche di sciacquarsi velocemente.  

La gara della 10 km vede vincere con distacco l’ottimo Michele Uva (Free Runners Molfetta) in 33:34, davanti a Roberto Rubino (Athletic Academy Bari), secondo in 36:06, e a Gianvito Galasso (CUS Bari), terzo in 37:59. Quarto Domenico Ricupero (Free Runners Molfetta) in 38:09, quinto Giuseppe Piccininno (Enterprise Giovani Atleti) in 38:39, sesto Diego Bruno (Cosenza K42) in 39:12, settimo Giovanni Manella (Sport Center Bari) in 39:15, ottavo Michele Introna (Atletica Adelfia) in 39:16, nono Giancarlo Candiano (Team Pianeta Sport Massafra) in 39:30, decimo Paolo De Bartolo (Per Aspera ad Astra Bari) in 40:18.

Tra le donne si afferma la junior Valentina Lomonte (Athletic Academy Bari) in 41:14, che precede la sua allenatrice, la brillante Pina Fornarelli (Athletic Academy Bari), seconda in 41:43, e la forte allieva Rebecca Volpe (Enterprise Giovani Atleti), terza in 42:06. Quarta Maddalena Carella (La Fenice Casamassima) in 42:34, quinta Maria Rosa Valerio (Quelli della Pineta Bari) in 43:29, sesta Valeria Cirielli (Amatori Atl. Acquaviva) in 46:10, settima Mariangela Bozzano (Quelli della Pineta Bari) in 48:04, ottava Valentina Fava (Team KM Sport) in 49:48, nona Rosa Peragine (La Fenice Casamassima) in 51:09, decima Anna Suriano (I Podisti di Capitanata) in 51:09. 164 i finisher, mentre 382 completano la non competitiva, con 52 al traguardo sulla 5km non competitiva.

La 21km registra il successo del bergamasco Giorgio Soldani (Runners Bergamo), sempre in testa, in 1:15:35, con Michele La Vista (Free Runners Molfetta), che sfiora la rimonta clamorosa, ed è secondo in 1:16:28; terzo il runcard Matthew Xuereb in 1:16:36. Quarto Matteo Manuppelli (Jure Sport) in 1:18:31, quinto Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia) in 1:18:36, sesto Fabio Gervasi (Atl. Castelnovo Monti) in 1:19:48, ottavo Luca Cannone (Maratoneti Andriesi) in 1:20:30, nono Vito Campobasso (Sport Center Bari) in 1:21:15, decimo Michele Nicolardi (Gravina festina lente!) in 1:22:09.

Tra le donne, il successo, mai in discussione, è tutto per Eva Liz Mognon (Vicenza Marathon) in 1:30:12, che precede Francesca Riti (Montedoro Noci), che con un ottimo finale risale posizioni e chiude seconda in 1:32:11, con la bravissima Rosa Di Tacchio (Maratoneti Andriesi), terza in 1:32:23. Quarta Luana Piscopo (Dream Team Bari) in 1:33:02, quinta Marilena Brudaglio (Assi Trani) in 1:33:49, sesta Alessia Bechi (CUS Bari) in 1:37:17, settima Alessandra Gratton (Gruppo Marciatori Teenager), in 1:40:04, ottava Claudia Cherubini (Atletica Corriferrara) in 1:40:09, nona Michela Rovescala (Raschiano Triathlon Pavese), in 1:40:19, decima Gina Gigante (Atletica Adelfia) in 1:40:26. 705 i finisher ai quali si aggiungono 36 della non competitiva e 33 stranieri del progetto Tourist.

La gara è chiusa dall’arrivo in contemporanea di Girolamo Vitale (Runners del Levante) e Vincenzo Iannone (Cral Acquedotto Bari), in 2:57 e rotti, che hanno spinto la carrozzella del loro grande amico: tra gli applausi di tutti i presenti, annunciano che il loro prossimo impegno sarà la Maratona di Roma.

Le premiazioni, alla presenza del Presidente Regionale del CONI Puglia, Angelo Giliberto, di Veronica Inglese ed Eusebio Haliti, vedono salire sul podio i primi cinque assoluti, maschili e femminili, della 10 km; i primi dieci assoluti, maschili e femminili, nonché i primi tre di ciascuna categoria per fascia di età della 21 km: per tutti medaglia e una bottiglia di Chianti Classico, per i componenti dei podi l’iscrizione gratuita per un’altra tappa a venire del circuito FollowYourPassion (per la stragrande maggioranza…. la 'vicinissima' Chia).
Ultimo atto, il riconoscimento per le prime tre società per numero complessivo di atleti giunti al traguardo: assenti i relativi rappresentanti in una piazza oramai desolatamente vuota, si chiude definitivamente la manifestazione.

Torniamo ora al quesito iniziale: come fare per migliorare la partecipazione? Senz’altro sono da migliorare il pacco gara e soprattutto i premi finali (troppa la delusione dei premiati, perché si corre per correre, ma un bel premio… spinge ad impegnarsi di più); per il resto una manifestazione come questa, peraltro ben organizzata nei fondamentali, dovrà lavorare molto sulla comunicazione e sull’incentivazione locale. Il podista ama sentirsi coinvolto, coccolato e interessato, va incentivato, altrimenti preferisce correre senza pettorale, come i tanti portoghesi presenti, o andare nelle vicine garette locali che offrono meno costi,  ma gloria, considerazione e ricchi cesti.     

 

 

27 Ottobre - Nuovo primato personale e decimo posto per Giovanna Epis nella 29^ edizione del Medio Maratón Valencia Trinidad Alfonso EDP.  
La 31enne veneziana ha chiuso, infatti, in 1h11:44 migliorando il precedente record stabilito sempre a Valencia nel 2018 ai campionati mondiali (1h12:27).

La portacolori dei Carabinieri è passata al 5° km in 16:46 (undicesima); al 10° in 33:41 (dodicesima); al 15° in 50:47 (decima); al 20° in 1h08:02 (decima) per chiudere in ottava posizione.  Un 2019 quindi positivo per la Epis, che in primavera aveva stabilito il personal best in maratona, a Rotterdam, in 2h29:11; peccato per il ritiro a Doha..

E, in effetti, la veneziana commenta:  “Sono davvero contenta ed era quello che volevo, perché la delusione dopo Doha era tanta. Mi ero allenata bene, poi ho comunque recuperato sul piano fisico, ma dal punto di vista mentale è stato un macigno. Non era facile tornare in gara e infatti le uscite agonistiche delle scorse settimane mi sono servite per dire, anche a me stessa, che rientravo senza paura. Questa era un’occasione da non perdere. Sono partita un po’ forte ma era la strategia migliore, in una competizione con migliaia di atleti al via, altrimenti avrei rischiato di rimanere indietro. Sapevo di valere un tempo sotto l’ora e dodici minuti, e posso ancora migliorare. Ma se penso che il mio parziale di oggi al decimo chilometro, fino a un paio di anni fa, era il personale sulla distanza, vuol dire che la preparazione svolta con il mio tecnico Giorgio Rondelli è stata sicuramente buona, però c’è ancora tanto da lavorare. La gara di Doha fa male, ma anche un’esperienza così dura può servire per maturare”.

La gara, in campo femminile, è stata vinta dalla etiope Senbere Teferi in 1h05:32, che ha stabilito PB, record nazionale, terza prestazione mondiale stagionale e dodicesima all-time; battuta l’olandese Sifan Hassan, che, partita con l’intenzione di stabilire il nuovo primato mondiale (ricordiamo che Hassan è primatista europea sulla distanza,  oltre ad aver vinto 1500 e 10.000 ai recenti mondiali di Doha) ha chiuso in seconda posizione in 1h05:53, anche a seguito di una caduta rovinosa, intorno al 22° minuto, dovuta all’impatto con atleti spagnoli, che le ha rovinato la prestazione. Terzo posto per la keniana Joan Chelimo in 1h06:09.
Questi i passaggi della Teferi: 15:18, 30:42, 46:15, 1h02:00 e questi della Hassan: 15:17, 30:46, 46:30, 1h02:26.

Tra gli uomini, la gara si decide all’ultimo chilometro, con l’azione decisiva dell’etiope Yomif Kejelcha (secondo sui 10.000 metri mondiali a Doha) che va a vincere in 59:05, stabilendo PB e quarta prestazione mondiale 2019. Secondo il keniano Bernard Kipkorir Ngeno in 59:07, che precede l'altro etiope Jemal Yimer Mekonnen, terzo in 59:09, e il connazionale Leonard Barsoton, quarto in 59:09.
Questi i passaggi del vincitore: 13:55, 27:55, 42:08, 56:13.

Primo italiano, trentatreesimo, il 22enne brianzolo Riccardo Mugnosso (Dk Runners Milano) in 1h03:20 che migliora nettamente il precedente primato (1h05:56 nel 2018, guarda caso, a Valencia).

Classifica

Uomini
1 Yomif Kejelcha (ETH) 59:05
2 Benard Ngeno (KEN) 59:07
3 Jemal Yimer (ETH) 59:09
4 Leonard Barsoton (KEN) 59:09
5 Shadrack Korir (KEN) 59:40
6 Geoffrey Koech (KEN) 59:58
7 Henry Rono (KEN) 1:00:13
8 Sondre Moen (NOR) 1:00:15

Donne
1 Senbere Teferi (ETH) 1:05:32
2 Sifan Hassan (NED) 1:05:53
3 Joan Chelimo (KEN) 1:06:09
4 Alia Saeed Mohammed (UAE) 1:08:01
5 Tigst Assefa (ETH) 1:08:24
6 Netsanet Gudeta Kebede (ETH) 1:08:35
7 Molly Huddle (USA) 1:09:35
8 Genet Kassahun (ETH) 1:11:09

27 Ottobre - Tre settimane dopo il ritiro ai Mondiali di Doha, Daniele Meucci chiude la Mainova Frankfurt Marathon in ottava posizione in 2h10:52, seconda prestazione della carriera a soli sette secondi dal personale
(2h10:45, lo scorso ad Otsu, in Giappone). Il 34enne ingegnere pisano, campione d'Europa nel 2014 a Zurigo, ha conseguito dunque il secondo risultato italiano del 2019, dopo il 2h08:05 di Yassine Rachik a Londra, e con questo lo standard di iscrizione per le prossime Olimpiadi di Tokyo, fissato a 2h11:30.
Per il portacolori dell’Esercito, che migliora anche il primato stagionale di 2h12:00 ottenuto in primavera ad Amburgo, è stata una gara iniziata cautamente con passaggi al 5° km in 15:27, al 30° in 30:44 e al 15° in 45:51.
Il transito alla mezza è avvenuto in 1h05:30, e da lì Meucci ha alzato il ritmo, passando al 25° km in 1h17:50 (19°); al 30° in 1h33:30 (14°); al 35° in 1h48:34 (11°); al 40° in 2h04:00 (9°) - col miglior tratto di 5 km in 15:04 tra il 30° e il 35° chilometro - per chiudere ottavo con un "negative split" di 1h05:30/1h05:22.

Ottima maratona anche per il molisano  Giovanni Grano (Nuova Atletica Isernia), sedicesimo in 2h16:02, che migliora il pb  di quasi un minuto (2h17:00 quest'anno ad Amburgo).

La maratona è stata vinta dall'etiope Fikre Tefera in 2h07:08,al termine di una gara che ha visto sempre in testa un gruppo di sette atleti, poi ridotti a quattro nella fase decisiva.
Secondo l’altro etiope Dawit Wolde in 2:07:10, terzo all’esordio Yimer Ayalew, ex etiope e oramai del Bahrain, in 2h07:12, con il keniano Martin Kiprugut, quarto in 2h07:20, sull'israeliano Maru Teferi, quinto al record nazionale in 2h08:09, stesso tempo del keniano  Mark Kiptoo, primatista mondiale master M40 (2h07:50 il suo record mondiale).

Tra le donne dominio per la keniana Valary Aiyabei che si afferma in 2h19:10, migliorando il record della corsa  (2h20:36 di Meskerem Assefa) e stabilendo la  quarta prestazione mondiale dell'anno. Seconda è la etiope Kebede Megertu Alemu in 2h21:10 (vincitrice a Roma quest’anno), terza la campionessa uscente Meskerem Assefa in 2h22:11. Quarta l'israeliana Lonah Salpeter in 2h23:11..

Ritirata la nostra Teresa Montrone (Alteratletica Locorotondo) dopo il 30° chilometro.

Fine settimana con tre azzurri di punta impegnati all’estero: Meucci a Francoforte, Maraoui a Lubiana, Epis a Valencia

Tre settimane dopo il ritiro ai Mondiali di Doha, Daniele Meucci torna a correre la distanza alla Mainova Frankfurt Marathon, in Germania, dove quest’anno ha corso in 2h12:00 ad Amburgo a fine aprile… dopo il ritiro a Roma. Il 34enne ingegnere pisano troverà, tra gli altri, l’etiope Tsegaye Mekonnen (2h04:32), il più veloce under 20 di sempre, e  il keniano Mark Kiptoo (2h07:50), 43enne primatista mondiale master. La partenza è fissata alle ore 10.00.

A Lubiana (in Slovenia), nella Volkswagen Ljubljana Marathon, ci sarà invece il ritorno in maratona di Fatna Maraoui, che manca sulla 42,195 dagli Europei di Berlino, nel 2018, dove terminò quattordicesima in 2h34:48, contribuendo decisamente alla conquista della medaglia d’argento a squadre. La portacolori dell’Esercito è rimasta a lungo ferma per una microfrattura al bacino: rientrata a settembre, la 42enne di Cerrione (BI) ha vinto il titolo italiano assoluto di 10km a Canelli in 33:10 e la Rome Half Marathon Via Pacis in 1h14:12. La favorite per la vittoria sono: Shitaye Eshete (Bahrain, 2h22:39), la keniana Sharon Cherop (2h22:28), le etiopi Afera Godfay (2h22:41) e Sentayehu Lewetegn (2h22:45).

Infine, al via della mezza maratona di Valencia (Spagna), ci sarà Giovanni Epis, in quello che potrebbe essere il suo ultimo impegno agonistico della stagione: la 31enne veneziana, dopo il ritiro alla maratona mondiale di Doha, è al terzo impegno di fila, dopo il Giro di Pettinengo e la CorriBicocca a Milano. Speriamo possa migliorare il personale, di 1h:12:27 (un anno fa proprio a Valencia, ai Mondiali) in una gara tradizionalmente molto veloce. In gara troverà Sifan Hassan, la vincitrice dei 1500 e 10000 ai Mondiali di Doha, e primatista europea in 1h05:15;  la keniana Fancy Chemutai (1h04:52 a Ras al-Khaimah), le etiopi Netsanet Gudeta, campionessa mondiale in carica e detentrice del record del mondo in gare solo femminili con 1h06:11, e Senbere Teferi (1h05:45 al debutto). Partenza alle ore 9.00.

La 40enne belga Marieke Vervoort, quattro medaglie alle Paralimpiadi e una serie interminabile di imprese sportive, ha deciso di mettere fine alla sua vita facendo ricorso all'eutanasia, legale in Belgio.

Da tanti anni era affetta da una malattia degenerativa incurabile che già nel 2008 l'aveva portata a firmare i documenti per far ricorso all'eutanasia.

Marieke amava la vita, ma ultimamente i dolori erano diventati troppo forti, da non riuscire nemmeno a dormire, appena 10 minuti a notte, inutili le terapie del dolore, “non voglio più soffrire” le sue parole. 

I primi problemi da adolescente, passava da un medico all’altro senza capire cosa avesse realmente.  Poi, intorno ai vent’anni, finalmente la diagnosi, una malattia muscolare degenerativa con dolori continui, paralisi alle gambe, convulsioni che divenivano attacchi epilettici, perdita della vista, causata da una rara deformità tra la quinta e la sesta vertebra cervicale. Tutto era cominciato dal tallone, poi le gambe, ma con il passare degli anni, il fisico si muoveva sempre meno, il consiglio di non praticare attività sportiva, ma Marieke era troppo forte caratterialmente, scontata la sua reazione, l’inizio dello sport paralimpico, basket, nuoto, vela, atletica, bici, triathlon.

Campionessa del mondo nel 2006, volle superare il limite e decise di passare al all’Ironman: 2,8 km a nuoto, 180 con l’handbike e 42,195 sulla sedia a rotelle. L’anno dopo era a Kona, nelle Hawaii, per partecipare all’evento leggendario, puntualmente concluso. 

Ma la malattia non mollava e allora il limitarsi alla sola atletica: medaglia d’oro sui 100 metri alla Paralimpiade di Londra 2012, con argento sui 200; poi vari titoli mondiali (100, 200 e 400 nel 2015), fino ad altre due medaglie, nei 400 (argento) e sui 100 (bronzo) a Rio.

Ma Marieke sapeva che un giorno non ce l’avrebbe fatta più e da più di dieci anni fa aveva firmato i moduli per l’eutanasia. E quei moduli sono venuti fuori ultimamente, Marieke ha scelto di morire a Diest, nelle Fiandre, dove viveva, con accanto le persone care e Zenn, il suo cane, il suo labrador, che l’assisteva e che era pronto a chiamare le infermiere in caso di gravi crisi.  

“Ho vissuto tuffi i miei sogni”, ha detto la campionessa che ha realizzato imprese eccezionali. “Lo sport mi teneva in vita”, ha dichiarato, ha dichiarato che avrebbe voluto provare il volo acrobatico e il paracadutismo, volare su un jet F16, aprire un museo, competere in una gara di rally, per ultimo aveva guidato una Lamborghini sul circuito di Zolder.

“Devi vivere giorno per giorno e goderti i piccoli momenti. Non sai cosa ti propone la vita”, ripeteva sempre e combatteva contro il male.

Ha scelto di andarsene ma non ha perso, il suo spirito libero è in quelle farfalle bianche liberate da una scatola rossa mentre moriva. E ci ha lasciato quella foto su Instagram dove veloce “vola” con la sua sedia a rotelle, perché Marieke ha vinto anche questa volta, di lei ci restano trionfi e sorrisi e quella frase: “Non si possono cancellare i bei ricordi!”

Un altro decesso nel mondo del podismo, questa volta nel trevigiano.

Martedì 22, il 51enne Paolo Sillicchia è uscito con la mountain bike in preparazione di una gara ultra trail, sulle colline di Susegana: di colpo il malore, forse un infarto, e verso le 14.30 si è accasciato sull’asfalto. Dei passanti  l’hanno notato per terra all’incrocio tra la Strada di Collalto e via Tournichè, poco prima del centro dello storico borgo, e hanno chiamano i soccorsi. Ma quando l’ambulanza del 118 è giunta sul posto, nonostante i tanti tentativi di rianimarlo, ha dovuto rilevare che il cuore del podista aveva smesso di battere.   

Paolo, originario di Santa Lucia e da poco residente a Conegliano, era uno sportivo e podista di esperienza, appassionato di trail running, che aveva partecipato con discreti risultati a competizioni impegnative come la Cansiglio Run, la Treviso Marathon, l’UltraDolomites (87km), l’Ultrabericus trail, la Duerocche trail di Asolo, e l’Antico trail del contrabbandiere.

Tesserato per l'Atletica S. Lucia di Piave, è stato ricordato dal presidente, Ivano Corsano, che ha dichiarato: “Si era appassionato all’ambiente del trail, era una persona che faceva molto gruppo, era allegro e di compagnia, tutti i nostri ragazzi sono rimasti sconvolti. Non aveva mai avuto problemi di salute, si allenava regolarmente, siamo rimasti sgomenti”.

I funerali verranno celebrati sabato 26 ottobre alle ore 10, nella Chiesa parrocchiale di Campolongo.

 

 

20 ottobre - Due gare, tre record: è il bilancio della giornata a Lisbona, dove si sono svolte la EDP Lisbon Marathon e la Luso Lisbon Half Marathon, in una giornata dalle perfette condizioni meteorologiche.

Partiamo dalla Maratona, vinta dall’etiope Andualem Shiferaw che in 2:06:00 ottiene anche il record del percorso (precedente 2:07:34).

Guidato dal perfetto lavoro dei pacemaker, un gruppo di cinque atleti (Stephen Chemlany, Samuel Wanjiku, Barnabas Kiptum, Birhan Nebebew e Andualem Shiferaw) ha preso da subito il comando della gara ed è rimasto compatto sino a cinque chilometri dal traguardo.

Solo negli ultimi due chilometri, Shiferaw e Wanjiku (vincitore nel 2004 ed ex detentore del primato della gara) si sono staccati dagli avversari: allo sprint l’etiope ha avuto la meglio sul keniano di un secondo. A seguire, sono giunti gli altri due keniani, Stephen Kwelio Chemlany, terzo in 2h06:22, e Barnabas Kiptum, quarto in 2h06:31; quinto l'altro etiope Birhan Nebebew in 2h06:51. Per tutti e cinque si tratta del nuovo primato personale.

Tra le donne vittoria della etiope Sechale Dalasa dell'Etiopia in 2:29:51, che precede di sei secondi la keniana Helen Jepkurgat. Terza, un’altra etiope, Sule Utura, in 2:32:16.

Nella mezza maratona si registrano invece due nuovi record del percorso, stabiliti dai keniani Titus Ekiru e Peres Jepchirchir rispettivamente in 1:00:12 e 1:06:54.

Titus Ekiru (vincitore della maratona di Milano in aprile in 2h04:46), nonostante abbia corso gli ultimi chilometri da solo, è riuscito a migliorare il PB, e di un secondo il precedente record del tracciato; al posto d'onore l’ugandese Timothy Toroitich in 1:00:53 (PB), sul connazionale Thomas Ayeko, terzo in 1:00:56.

In campo femminile, invece, appassionante sprint tra le keniane Peres Jepchirchir e Vivian Kiplagat, con la prima – vincitrice del titolo iridato sulla distanza nel 2016 - che si è imposta migliorando di 24” il precedente record del tracciato; seconda, ad un secondo, Kiplagat in 1:06:55, con la connazionale Dorcas Kimeli terza in 1:07:43. Quarta la etiope Yebrgual Melese, ex detentrice del record del percorso, in  1:09:02. Settima la prima portoghese, Catarina Ribeiro, in 1:11:36.

 

20 Ottobre - Il poliziotto keniano Philemon Rono ha vinto per la terza volta la Scotiabank Toronto Waterfront Marathon tagliando il traguardo in 2h05:12, stabilendo il nuovo record della gara e il nuovo primato su suolo canadese.

Alle sue spalle, quattro atleti sotto le 2h06 racchiusi in 13 secondi: l’etiope Lemi Bernahu in Etiopia, in testa fino ad un chilometro dal traguardo, secondo in 2:05:09; l’ugandese Felix Chemonges terzo in 2:05:12 (record nazionale), e il campione uscente, il keniano Benson Kipruto, quarto in 2:05:13.

Tra le donne si è imposta la keniana Magdalyne Masai-Robertson in 2:22:16, pb, record della corsa (migliorato il precedente di 13” stabilito da Mimi Belete un anno fa), e miglior prestazione all-time su suolo canadese.

Condizioni quasi ideali alla partenza con temperatura di 8° e leggerissimo venticello (5km/h).

La gara ha visto al comando un gruppo di sei uomini con passaggi alla mezza in 1:03:08 e al 30° km in 1:29:24; poi Berhanu ha cominciato a staccarsi fino a passare al 38° km con 15” sul primo inseguitore, Rono. Quest’ultimo, negli ultimi due chilometri, ha dapprima annullato lo svantaggio per poi superare il rivale ed avviarsi al trionfo.     

Grande la delusione per Berhanu, che  dopo aver tagliato il traguardo è rimasto seduto per terra solitario fino all’inizio della cerimonia di premiazione, lamentando poi di aver avuto problemi nel finale alla gamba destra. 

La gara femminile è stata altrettanto avvincente in quanto otto donne hanno corso insieme per 30 km, per poi ridursi a sei al 35°, fra cui la etiope Birktuyat Eshetu e le keniane Betsy Saina, Rachel Mutgaa e Masai-Robertson. Proprio quest’ultima, al 39° km circa, ha notevolmente aumentato il ritmo, facendo il vuoto ed avviandosi verso la vittoria.

La etiope Eshetu ha chiuso al secondo posto in 2:22:40, precedendo la keniana Betsy Saina, terza in 2:22:43. Quarta la etiope Birke Debele in 2:23:19, con l’altra keniana Rachel Mutgaa, quinta in 2:23:30. Sesta ancora una keniana, Ruth Chebitok in 2h24:13, sulla etiope Shuko Genemo, settima in 2h24:28.  Tutte al primato personale.

Valevole come campionato canadese e selezione per le Olimpiadi, la maratona di Toronto ha registrato i successi nazionali di Trevor Hofbauer, tra gli uomini, in 2:09:51 (PB), e di Dayna Pidhoresky, tra le donne, in  2:29:03 (PB).

3836 i finisher.

Nella mezza maratona vittoria di Benjamin Preisner in 1:03:08, su Phil Parrot-Migas, secondo in 1:05:46, e Jeff Archer, terzo in 01:06:05.

Tra le donne, vince Brittany Moran in 1:15:12 su Anne Johnston, seconda in 1:15:24, e Rachel Hannah, terza in 1:16:25.

9888 i finisher.

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